{"id":17573,"date":"2022-02-10T22:33:52","date_gmt":"2022-02-10T21:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17573"},"modified":"2022-02-10T22:33:52","modified_gmt":"2022-02-10T21:33:52","slug":"il-presbitero-secondo-il-rito-di-ordinazione-1-di-simone-bellato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-presbitero-secondo-il-rito-di-ordinazione-1-di-simone-bellato\/","title":{"rendered":"Il presbitero secondo il rito di ordinazione \/1 (di Simone Bellato)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17574\" alt=\"ordinazione\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione-300x223.jpg\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione.jpg 505w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Ho ricevuto questo articolo da Simone Bellato, presbitero romano, che ha concluso una brillante licenza a S. Anselmo l&#8217;anno scorso, sul tema del &#8220;carattere sacramentale&#8221;. In questo intervento egli riprende la discussione che si \u00e8 svolta su questo blog sul tema del ministero, del sacerdozio e della eucaristia: nel suo testo, che \u00e8 solo il primo di tre, egli legge la teologia del presbiterato a partire dal rito di ordinazione, con molte osservazioni di grande interesse. Lo ringrazio per i suoi testi, che possono dare un contributo molto ricco al dibattito sul tema, aprendo prospettive di lettura molto feconde.<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><b>IL PRESBITERO: In Cristo per edificare il Suo Corpo che \u00e8 la Chiesa<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>1\/ il rito di ordinazione: la presentazione e l\u2019omelia<\/b><\/p>\n<p>\u00a0<i>1. Il Concilio e l\u2019architettura ecclesiale<\/i><\/p>\n<p>Con il Concilio Vaticano II, siamo passati da un sacerdote rivolto ad una pala d\u2019altare che offre \u201cil sacrificio\u201d, prescindendo da una presenza alle sue spalle, spesso concentrata in altro<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, all\u2019odierna forma in cui un popolo \u00e8 congregato da Cristo, in un\u2019azione liturgica che presieduta da un ministro, attraverso la Parola e la mensa, ha come fine l\u2019edificazione del Suo corpo che \u00e8 la Chiesa, segno e strumento della sua presenza nel mondo.<\/p>\n<p>Queste due epoche storiche sono divise dallo spartiacque del Concilio Vaticano II, che compie una parabola iniziata almeno a met\u00e0 dell\u2019\u2019800<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, e apre un tempo di adeguamento teologico-dogmatico, giuridico e di prassi pastorale, dovuto alla tensione sull\u2019architettura ecclesiale esercitata dalla costituzione sulla Liturgia che ha richiesto il cambio dei testi e delle forme liturgiche, e da quella sulla Chiesa passata da <i>societas perfecta<\/i>, (<em>h<\/em><i>ierarchica<\/i> e <i>inaequalis<\/i>), a sacramento primordiale, corpo di Cristo, tempio dello Spirito Santo. Rovesciata la piramide gerarchica e cambiate le forme e i testi liturgici ci ritroviamo in questo cambiamento d\u2019epoca, chiamati ad una lenta opera di adeguamento di tutto l\u2019edificio ecclesiale e delle sue categorie, che espone la Chiesa universale a gravi tensioni che rischiano di lacerarne il tessuto e richiedono enormi sforzi, non minori a quelli profusi durante l\u2019ultimo Concilio ecumenico.<\/p>\n<p><i>2. Un sacerdozio nuovo<\/i><\/p>\n<p>Uno dei temi che subisce maggiormente questa tensione \u00e8 quello del presbiterato, perch\u00e9 legato fortemente a tutti questi aspetti: liturgici, ecclesiologici, sacramentali, giuridici. Per animare il dibattito suscitato da un articolo del prof. Grillo sulla riduzione di sacerdozio ed eucaristia, vorrei offrire una prospettiva di questo sacramento a partire dal rito di ordinazione del presbitero. \u00c8 proprio il rito post-conciliare infatti ad assumere questo passaggio dalla visione del sacerdote ordinato per \u201c<i>conficere eucharistiam<\/i>\u201d ad un diverso modello ancora in divenire.<\/p>\n<p>Nel rito anzitutto il candidato viene presentato al Vescovo da chi ne ha curato la formazione a nome della \u201cSanta Madre Chiesa\u201d, e cos\u00ec il popolo cristiano fa subito la sua apparizione<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. La sua chiamata non \u00e8 un fatto privato tra Dio, il Vescovo, e i formatori, ma le informazioni sono prese anzitutto dal popolo cristiano, che il rito indica come primo utero della \u201cdignit\u00e0\u201d del chiamato. A tale proposito il Papa Francesco spesso ha dichiarato che un presbitero non spunta come un fungo, ma nasce da una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Purtroppo quanto dichiarato nel rituale era disatteso nella prassi, perch\u00e9 il popolo di Dio soprattutto nelle grandi citt\u00e0 non veniva e non viene mai interpellato dal Vescovo. Per questo negli ultimi anni nei Seminari c\u2019\u00e8 stato un movimento in uscita nel tempo della formazione per avvicinare il candidato al popolo di Dio, con tirocini pastorali nelle parrocchie al fine di raccogliere feedback informali attraverso il parroco a cui il Seminarista \u00e8 affidato. La via imboccata \u00e8 buona, attualmente a Roma un seminarista prima dell\u2019ammissione come candidato agli ordini sacri, passa met\u00e0 della settimana in parrocchia nell\u2019anno propedeutico, vi si reca per un tirocinio pastorale due volte a settimana nel biennio filosofico, e vi rimane tutti i giorni per un anno intero prima di iniziare il baccalaureato in teologia, durante il quale ricomincer\u00e0 il suo tirocinio in un\u2019altra parrocchia e in luoghi come ospedali, carceri, o Caritas.<\/p>\n<p><i>3. Partecipe della missione di Cristo maestro, pastore e sacerdote<\/i><\/p>\n<p>Dopo questo dialogo il rito propone un\u2019omelia (che Papa Francesco nelle ordinazioni segue quasi alla lettera aggiungendo qualcosa a braccio soprattutto riguardante la prassi in confessionale). L\u2019omelia fa un\u2019anamnesi della genesi del ministero dicendo che i presbiteri sono collaboratori (<i>cooperatores<\/i>) dei Vescovi \u00abad essi uniti nel ministero sacerdotale [da Cristo] sono chiamati al servizio del popolo di Dio\u00bb. Il senso della sua ordinazione \u00e8 esplicato qualche riga dopo: \u00abstiamo per elevare all\u2019ordine dei presbiteri questo nostro fratello, perch\u00e9 al servizio di Cristo maestro, sacerdote e pastore cooperi ad edificare il corpo di Cristo, che \u00e8 la Chiesa, in popolo di Dio e tempio dello Spirito Santo\u00bb. Gi\u00e0 questo basterebbe a travalicare l\u2019idea del \u201c<i>conficere eucharistiam<\/i>\u201d, il presbitero infatti non \u00e8 chiamato ad occuparsi solo del corpo eucaristico di Cristo ma del suo corpo che \u00e8 la Chiesa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 configurato a Cristo, sommo ed eterno sacerdote, e associato al Vescovo nel Suo servizio, il presbitero sar\u00e0: \u00abpredicatore del Vangelo, pastore del popolo di Dio, e presieder\u00e0 le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore\u00bb. L\u2019ordine \u00e8 importante, e segue tre aspetti della vita di Cristo: maestro, pastore, sacerdote. Questo amplia ci\u00f2 che \u00e8 un presbitero \u00e8 chiamato ad essere, e pone la fonte della sua chiamata non in un sacramento, ma nella vita stessa di Cristo che inaugura un nuovo sacerdozio, l\u2019omelia sembra suggerire questo quando parla del neo-presbitero come \u00abvero sacerdote del nuovo Testamento\u00bb, distinguendo dunque il sacerdozio dei discepoli di Cristo da quello pi\u00f9 stringato dell\u2019ebraismo volto all\u2019offerta del sacrificio e al culto nel tempio.<\/p>\n<p>Ognuno di questi aspetti viene poi ampliato: la partecipazione alla missione di Cristo maestro avviene attraverso la dispensazione della parola di Dio che il presbitero ha prima ricevuto e che con la meditazione assidua continua a ricevere perch\u00e9 la sua vita sparga il buon profumo di Cristo ed edifichi la chiesa.<\/p>\n<p>Il presbitero continua l\u2019opera santificatrice di Cristo attraverso la celebrazione dei sacramenti: l\u2019eucaristia viene messa al primo posto acquistando un notevole spessore spirituale, e come per gli altri sacramenti\u00a0 di essa viene evidenziato un solo aspetto che qui \u00e8 quello sacrificale, a cui seguono, Battesimo, penitenza e unzione. Nell\u2019opera di santificazione \u00e8 assunta anche la liturgia delle ore, vista come un dare voce al popolo di Dio e all\u2019umanit\u00e0 intera. La parte sulla missione di santificazione si conclude con un\u2019ammonizione: il presbitero deve fare tutto questo per piacere a Dio e non a se stesso.<\/p>\n<p>Infine il presbitero \u00e8 chiamato a partecipare alla missione di Cristo capo e pastore in comunione con il suo Vescovo: l\u2019esempio che viene proposto \u00e8 quello del Buon Pastore, che \u00abnon \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare e salvare ci\u00f2 che era perduto\u00bb.<\/p>\n<p>Il presbitero nel nuovo rito viene posto come prolungamento del ministero di Cristo, chiamato da Lui alla collaborazione con il Vescovo, che di questo ministero \u00e8 il primo e pieno estensore, con lo specifico mandato di edificare la chiesa attraverso tanti strumenti: parola, governo e sacramenti tra cui l\u2019eucaristia che, viene presentata sotto un\u2019ottica sacrificale, cio\u00e8 un\u2019offerta del sacrificio incruento a nome di tutta la Chiesa e a cui i fedeli si congiungono. Tale complessa definizione pare non guardare all\u2019eucaristia dal suo luogo proprio, che \u00e8 l\u2019azione liturgica comunitaria con tutta la sua ricchezza di parola e di presenza.<\/p>\n<p>Ma a parte questo, ci sembra di poter dire che il rito, nel suo dialogo preparatorio e nell\u2019omelia proposta contenga gi\u00e0 indicazioni valide per reperire la fonte della forma presbiterale nella partecipazione alla vita di Cristo maestro, pastore e sacerdote. \u00c8 da questa partecipazione in collaborazione con il Vescovo che viene una tra le facolt\u00e0 che il presbitero assume, cio\u00e8 quella dell\u2019offerta del sacrificio (linguaggio che andrebbe convertito con \u201cpresiedere la celebrazione eucaristica\u201d), che dunque viene ad essere una parte importante di un tutto pi\u00f9 ampio. Questo apre a prospettive che affronteremo commentando il resto del rito: gli impegni, la preghiera di consacrazione, e poi riflettendo su alcune questioni pastorali odierne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"left\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-size: small\"> Ne parlava <\/span><span style=\"font-size: small\">Benedetto XVI nel suo ultimo discorso ai preti della diocesi di Roma il 14 febbraio 2013: \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small\">Ma erano quasi due liturgie parallele: il sacerdote con i chierichetti, che celebrava la Messa secondo il Messale, ed i laici, che pregavano, nella Messa, con i loro libri di preghiera\u00bb.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Quando gi\u00e0 Rosmini lamentava come prima piaga della mano sinistra della Santa Chiesa: la divisione del popolo dal clero nel culto pubblico.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> \u00abReverendissimo Padre, la santa Madre Chiesa chiede che questo nostro fratello sia ordinato presbitero\u00bb. \u00abSei certo che ne sia degno?\u00bb. \u00abDalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione posso attestare che ne \u00e8 degno\u00bb<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho ricevuto questo articolo da Simone Bellato, presbitero romano, che ha concluso una brillante licenza a S. Anselmo l&#8217;anno scorso, sul tema del &#8220;carattere sacramentale&#8221;. In questo intervento egli riprende la discussione che si \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17573"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17573"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17575,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17573\/revisions\/17575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}