{"id":17565,"date":"2022-02-02T21:48:12","date_gmt":"2022-02-02T20:48:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17565"},"modified":"2022-02-02T21:49:18","modified_gmt":"2022-02-02T20:49:18","slug":"tayllerand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tayllerand\/","title":{"rendered":"Tayllerand"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNell\u2019anno della pandemia i 10 pi\u00f9 ricchi del mondo hanno raddoppiato il loro patrimonio\u00bb [<em>rainews 24<\/em>, 17\/1\/22], ma non ci sono soldi per vaccinare tutti contro la pandemia Covid. In marina, mi dicono, salva l\u2019equipaggio per salvare la nave e resilienza \u00e8 competenza previsionale, progettuale, realizzativa e gestionale dei sistemi di prevenzione e sicurezza. Nella crisi climatica globale \u00absi sapeva che la transizione energetica dell\u2019industria dell\u2019auto non era un viale di rose, ma \u00e8 diventata una via crucis. Dopo oltre un anno di minor produzione per penuria di microchip, ora minacciano di mancare le batterie. Da oltre un anno, il prezzo delle loro componenti va alle stelle. A partire dal pi\u00f9 importante, il litio. Nel 2021 il prezzo del carbonato di litio venduto in Cina \u00e8 quintuplicato, aumentando poi del 13% da inizio anno. Il cobalto \u00e8 aumentato del 100% nel 2021, il nichel del 15%\u00bb. \u00abMai finita, la crisi dei semiconduttori ha fatto ridurre la vendita di auto e aumentarne il prezzo. La tensione sulle materie prime delle batterie rafforzer\u00e0 la tendenza. Il mondo di dopo, per ora, \u00e8 penuria e inflazione\u00bb [Philippe Escande, \u00abApr\u00e8s les puces, la bataille du lithium\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 14\/1\/22, online].<br \/>\n\u00abBiden \u00e8 stato insediato per fallire. Il presidente democratico \u00e8 un politico imperfetto in un compito impossibile\u00bb. \u00abBoris Johnson \u00e8 sempre stato inadatto come primo ministro. Con lui in carica la Gran Bretagna pu\u00f2 aspettarsi una corsa difficile\u00bb. \u00abSteppa al buio. La sanguinosa turbolenza del Kazakistan interesser\u00e0 tutta l\u2019Asia Centrale. Le truppe russe non sono garanzia di stabilit\u00e0\u00bb. \u00abWagner, peggio di quanto sembri. Piccole bande di mercenari estendono la mano della Russia in Africa. Despoti locali cercano mercenari disposti a tutto\u00bb. \u00abTutto cambia, meno uno. Il lavoro di Xi Jinping \u00e8 sicuro ma la leadership cinese \u00e8 scossa. Una centrifuga sta agendo su ogni decisione, dall\u2019economia al Covid-19\u00bb. \u00abAtomo e mondo. La crisi kazaka \u00e8 solo una minaccia che incombe sul mercato dell\u2019uranio. Una crisi globale nel combustibile nucleare non \u00e8 pi\u00f9 impossibile\u00bb. \u00abChaguan. America e Cina a un incidente militare lontani dal disastro. Lezioni dalla fatale collisione di jet cinese con aereo spia americano, 21 anni fa\u00bb. \u00abStoria dell\u2019orrore finanziata dall\u2019UE. L\u2019Europa finanzia una forza che abitualmente abusa dei migranti africani. La guardia costiera libica non \u00e8 nota per la sua professionalit\u00e0\u00bb. Titoli di un solo numero di <em>The Economist<\/em> [15-21\/1\/22].<br \/>\n\u00c8 la \u00abCortina di ferro 2.0. Il vantaggio comparato dei paesi a bassi salari \u00e8 imploso in ineguaglianze alba di instabilit\u00e0 sociale, populismi e nazionalismi montanti, presa di potere di dirigenti autoritari\/demagoghi che hanno nello \u2018straniero\u2019 il capro espiatorio ideale. Il \u2018deflusso\u2019 dei profitti dovuto all\u2019apertura \u00e8 stato captato dai canali di corruzione, la competitivit\u00e0 \u00e8 divenuta vettore di delocalizzazioni, disoccupazione di massa e degrado dei servizi pubblici, aprendo cos\u00ec la via ai nazionalismi. L\u2019allocazione ottimale delle risorse \u00e8 divenuta ottimizzazione fiscale e speculazione. L\u2019istantaneit\u00e0 digitale e la \u201cgrande condivisione\u201d di Internet sono esplose in guerre su standard e norme con cui, dietro la cortina di ferro 2.0, governi e multinazionali si strappano il controllo dei dati a colpi di cyberattacchi. Il regno del diritto \u00e8 divenuto rivalit\u00e0 di leggi extra-territoriali: ovunque nel mondo, basta utilizzare il dollaro americano o criticare quanto accade a Hong-Kong per finire sotto i colpi di una giurisdizione americana o cinese. Le imprese dovranno imparare ad adattarsi: duplicare le catene di valore per servire l\u2019uno o l\u2019altro mercato senza rischi giuridici o finanziari, robotizzare la produzione per rilocalizzarla \u2026 senza dover assumere, essere pi\u00f9 flessibili per adattarsi alla variet\u00e0 di norme tecniche e regolamentari, alzare i prezzi per sostenere i costi di disaccoppiamento, senza dubbio pagare pi\u00f9 tasse\u00bb. Non \u00e8 un libello antiliberista, ma il rapporto <em>Economic decoupling, our new reality?<\/em> (pubblicato il 9\/12\/21) della Scuola alti studi commerciali American Chamber of Commerce e dello studio legale commerciale DLA Piper [Antoine Reverchon, \u00abLe d\u00e9fi du d\u00e9couplage Chine-Am\u00e9rique\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 7\/1\/22, online].<br \/>\n\u00abCerto, il ritorno di una crescita mondiale che (ora) emerge dalla crisi Covid-19 pu\u00f2 far sperare in una semplice ripresa del commercio mondiale e delle catene logistiche, disorganizzate dalla pandemia \u2013 di cui l\u2019attuale aumento dei prezzi sarebbe la conseguenza transitoria. Ma gli autori osservano che le tendenze al disaccoppiamento erano manifeste prima della crisi. Di fatto sono gli ingredienti della globalizzazione felice a essersi trasformati nei lenti veleni della divisione geopolitica\u00bb e \u00able imprese multinazionali scoprono con sconcerto l\u2019ampiezza del \u201critorno della politica\u201d\u00bb [ibid].<br \/>\nIn effetti \u00abcausa non marginale della tragedia avvenuta in Kazakistan \u00e8 il Bitcoin!\u00bb \u00abRecentemente si \u00e8 trasferita in Kazakistan il 10% o pi\u00f9 dell\u2019attivit\u00e0 mondiale relativa ai bitcoin, la prima moneta virtuale, che per\u00f2 tanto virtuale non \u00e8 in quanto si basa su giganteschi consumi di energia, in questo caso fornita dal carbone e da chi lavora in condizioni di povert\u00e0 nelle miniere\u00bb. \u00abChe cosa \u00e8 successo? Gi\u00e0 il 7 gennaio, l\u2019Osservatore Romano segnalava: \u201cKassym-Jomart Tokayev, presidente del Kazakhstan scosso dalla rivolta dell\u2019aumento dei prezzi di carburanti e gas, ha chiesto l\u2019intervento della Russia, la quale, il 6 gennaio corrente, ha avviato un\u2019operazione di peace keeping delle Forze dei Paesi del Trattato Collettivo di Sicurezza (Cspo), inviando nel Paese circa 2.500 militari. E attorno a uno Stato chiave della produzione energetica mondiale, la cui destabilizzazione inciderebbe sulle forniture globali, si alza anche uno scudo di reazioni internazionali compatto ed inequivocabile. Dalla Russia, alla Cina \u2013 colossi confinanti con la sterminata e ricca ex repubblica sovietica \u2013 fino all\u2019Iran\u00bb. \u00abIl consumo di energia per la gestione e la produzione dei bitcoin \u00e8 stato molto probabilmente il detonatore che ha fatto esplodere equilibri gi\u00e0 molto precari, con l\u2019aumento del prezzo del gas\u00bb [Pietro Terna, \u00abPunture di spillo. Kazakistan, Bitcoin, mondo iper-connesso\u00bb, <em>La Porta di Vetro<\/em>, 13\/1\/22, online].<br \/>\n\u00abIl fatto essenziale \u00e8 che il neoliberismo oggi \u00e8 divenuto razionalit\u00e0 dominante, della democrazia liberale lascia il guscio vuoto condannato a sopravvivere avariato con una retorica alternativamente \u2018commemorativa\u2019 o \u2018marziale\u2019\u00bb [Pierre Dardot-Christian Laval, <em>La nouvelle raison du monde. Essai sur la soci\u00e9t\u00e9 n\u00e9olib\u00e9rale<\/em>, La D\u00e9couverte 2010, p. 464]: \u2018impresa-stato\u2019 (Trump, ma dopo Berlusconi nel laboratorio Italia) o \u2018stato-impresa\u2019 (Putin). Nella distopia USA, \u00abun anno dopo, l\u2019attacco del 6 gennaio per il 47% degli elettori repubblicani \u00e8 un \u201catto di patriottismo\u201d e il 56% \u00e8 convinto che gli assalitori \u201cdifendono la libert\u00e0\u201d, secondo un recente sondaggio CBS News. Per il 40% questi due valori un tempo consensuali e unificanti servono ormai a giustificare la violenza contro il governo e negare ogni legittimit\u00e0 al campo antagonista, a partire dal presidente\u00bb. \u00abA questo provocatorio attivismo, spesso appoggiato al movimento complottista QAnon, si aggiunge la radicalizzazione strutturata di un nuova generazione di eletti\u00bb. \u00abLa sorte della democrazia negli Stati Uniti \u00e8 ormai sospesa in buona parte all\u2019ampiezza di questa mutazione repubblicana\u00bb [Gilles Paris,\u00abAux Etats-Unis, l\u2019irr\u00e9sistible tentation radicale des r\u00e9publicains\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 7\/1\/22, online].<br \/>\nNei movimenti messianici europei di fine XI-met\u00e0 XVI secolo, \u00abil profeta ai suoi seguaci non offriva semplicemente l\u2019occasione di migliorare la propria sorte e di sfuggire a pressanti angustie; offriva loro anche, e soprattutto, la prospettiva della partecipazione da protagonisti a una missione ordinata da Dio, eccezionale e prodigiosa. Era un sogno che ben presto li stregava. E allora si formava un gruppo del tutto particolare, il prototipo del moderno partito totalitario, spietato e in fermento, ossessionato da chimere apocalittiche e assolutamente convinto della propria infallibilit\u00e0. Essa si sentiva infinitamente al di sopra del resto dell\u2019umanit\u00e0 e respingeva ogni pretesa estranea alla sua presunta missione. E talvolta, bench\u00e9 non sempre, riusciva a imporre il suo volere alla grande massa dei disorientati, degli inquieti, degli spauriti\u00bb [Norman Cohn, <em>I fanatici dell\u2019apocalisse<\/em>, tr.it. Edizioni di Comunit\u00e0, pp. 389-390]. Totalitarismo.<br \/>\nLa sovranit\u00e0, senza \u00abaltro potere o autorit\u00e0 da cui dipenda nell\u2019ordinamento politico-giuridico di cui fa parte\u00bb [Treccani] sarebbe venuta con Tayllerand.<br \/>\n<strong><em>Talleyrand<\/em><\/strong> [Mondadori 1974]. \u00abOggi, dunque, il potere sovrano deve appoggiarsi sulla pubblica opinione e, per conservarla deve operare in accordo con essa. Certe garanzie costituzionali sono perci\u00f2 indispensabili. Libert\u00e0 individuale, libert\u00e0 di stampa, indipendenza della magistratura e responsabilit\u00e0 ministeriale: questi, in breve, erano i punti sui quali insisteva nel 1815, e questi, all\u2019ingrosso, erano stati i punti sui quali aveva fatto leva nel suo programma elettorale al clero di Autun, nel 1789. Queste idee \u2013 egli aggiungeva rispettosamente al re \u2013 non appartenevano ad un solo paese, ma a tutti\u00bb [pp. 188-9]. Cos\u00ec la biografia, pubblicata nel 1932 e tradotta da Einaudi nel 1938, scritta da Duff Cooper, ministro britannico della guerra, dimissionario per protesta contro gli accordi di Monaco, ministro delle informazioni durante la seconda guerra mondiale. La sovranit\u00e0 \u00e8 inclusiva, ma nel secondo millennio i profeti tornano a \u00abimporre il loro volere alla grande massa dei disorientati, degli inquieti, degli spauriti\u00bb. I leader del mondo sedicente globale sono follower delle fobie dei loro seguaci, in una danza troppo spesso macabra.<br \/>\nEppure il nostro mondo ha le sue fondamenta politico-giuridiche nell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite istituita nel 1945 a San Francisco e nella Dichiarazione universale dei diritti umani votata dalla unanime Assemblea Generale dell\u2019ONU nel 1948 a Parigi. Senza potere sovrano, il nostro mondo globalizzato ma non globale \u00e8 afflitto da imprese-stato e stati-imprese che operano contro l\u2019interesse generale e la pubblica opinione, distruggono le garanzie costituzionali di libert\u00e0 individuale, di stampa insieme all\u2019indipendenza della magistratura e alla responsabilit\u00e0 ministeriale. In UE, politici e stati sedicenti sovranisti seguono il manuale, nemici del potere sovrano a scala sovranazionale poi globale che, come ci ricordano Talleyrand dalla rivoluzione francese e Cooper dalla seconda guerra mondiale di sterminio, \u00e8 per sua natura inclusivo, l\u2019opposto dell\u2019accozzaglia di forze violente e fuori controllo che sul mercato-che-non-c\u2019\u00e8 e nello stato-che-non-c\u2019\u00e8-pi\u00f9 vogliono solo imporsi. A imporsi \u00e8 invece la violenza incontrollata della pandemia e della crisi climatica alimentate dalle sopraffazioni (\u00abatto di prepotenza, soperchieria, sopruso\u00bb [Treccani]) sempre pi\u00f9 gravi dei paperoni e sovranisti predatori, che della sovranit\u00e0 ignorano il significato.<br \/>\n\u00abBeati i miti perch\u00e9 avranno in eredit\u00e0 la terra\u00bb [Mt 5,5]. \u00abAvete capito: identifico il mite con il nonviolento, la mitezza con il rifiuto di esercitare violenza contro chicchessia. Virt\u00f9 non politica, dunque, la mitezza. O addirittura, nel mondo insanguinato dagli odi di grandi (e piccoli) potenti, l\u2019antitesi della politica\u00bb [Norberto Bobbio, <em>Elogio della mitezza<\/em>, edizioni dell\u2019asino 2018, p. 48]. In Europa ci siamo passati ripetutamente, inventando un arsenale di violenza e odio. \u00c8 il momento UE di fare il salto di qualit\u00e0 della riconciliazione. Anzitutto all\u2019interno, se no non funziona, specie tra i venti di guerra che soffiano sull\u2019Unione Europea, \u00abi cui dirigenti si confrontano con un dilemma: come consolidare il sentimento nazionale garantendo al contempo di trasmettere valori di pace e di riconciliazione? L\u2019Europa \u00e8 globalmente in pace da oltre sessant\u2019anni. Pu\u00f2 durare solo col trasmettere questi valori, perch\u00e9 la pace non \u00e8 solo assenza di guerra, \u00e8 anche riconciliazione\u00bb. \u00abUn pugno di paesi, sei per la precisione tra cui Francia Italia Germania, rispettano criteri di insegnamento della storia volti a rafforzare la riconciliazione tra i popoli\u00bb [\u00abL\u2019enseignement de l\u2019histoire est un champ de mines pour tous les pays europ\u00e9ens\u00bb, intervista di St\u00e9phanie Le Bars a Alain Lamassoure, <em>Le Monde<\/em>, 23-24\/1\/22, online]. Il potere sovrano vive di inclusione. Senza, di civile resta il conflitto.<br \/>\n<em>Equilibrio o egemonia<\/em> \u00e8 un <em>problema fondamentale della storia politica moderna<\/em> [Ludwig Dehio 1948, tr.it. il Mulino 1988]. \u00abGuardiamoci anche soprattutto dal prolungare semplicemente nel futuro quelle linee che nel momento risaltano, e dal dimenticare che nello sfrenato inseguirsi dei fatti le nubi appena addensate possono anche venire nuovamente dissipate per effetto di sviluppi inattesi\u00bb [ibid., p. 242]. Che sono sotto i nostri occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNell\u2019anno della pandemia i 10 pi\u00f9 ricchi del mondo hanno raddoppiato il loro patrimonio\u00bb [rainews 24, 17\/1\/22], ma non ci sono soldi per vaccinare tutti contro la pandemia Covid. 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