{"id":17558,"date":"2022-02-02T20:07:26","date_gmt":"2022-02-02T19:07:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17558"},"modified":"2022-02-02T20:07:26","modified_gmt":"2022-02-02T19:07:26","slug":"il-sacramentum-e-lofficium-dalla-storia-una-grande-sorpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sacramentum-e-lofficium-dalla-storia-una-grande-sorpresa\/","title":{"rendered":"Il sacramentum e l\u2019officium: dalla storia una grande sorpresa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16800\" alt=\"AdamEvaOtranto\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-300x173.jpg\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-400x230.jpg 400w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><b>Il <i>sacramentum<\/i> e l\u2019<i>officium<\/i>: dalla storia una grande sorpresa <\/b><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: right\">\u00a0<span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Il variabile, nel processo rituale, \u00e8 pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 presente che l\u2019invariabile\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: right\">Silvano Maggiani<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cominciato da un libro. Il testo di G. Agamben, <i>Opus dei. Archeologia dell\u2019officium<\/i> (Torino, Bollati Boringhieri, 2011) mi ha subito incuriosito. Come \u00e8 normale per il filosofo, l\u2019analisi meticolosa di una tradizione diventa la strategia per far emergere una dinamica nascosta, ma decisiva. Nell\u2019<i>officium<\/i>, secondo Agamben, il cristianesimo medievale inventa il \u201cmodello di pensiero\u201d della \u201cazione effettuale\u201d, diciamo dell\u2019\u201dopus operatum\u201d, di cui si studia per\u00f2 soltanto la funzione politica. Un officium senza Dio diventa, inevitabilmente, un mostro da cui guardarsi. E a ragione. Fin dalla prima lettura ho fatto di questo libro l\u2019esperienza che altre volte ho dovuto costatare con sorpresa. Si riceve molto anche da libri che si basano su una tesi molto fragile, per non dire completamente infondata. Certo \u00e8 che questa lettura, proprio perch\u00e9 altamente problematica, ha acceso in me una \u201cspia\u201d e ha sollevato una questione, che qui provo ad esporre.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nel primo semestre accademico che si \u00e8 appena concluso, mi \u00e8 capitato di tenere due corsi, dedicati rispettivamente al matrimonio e al ministero ordinato. Sono i due \u201csacramenti di vocazione e servizio\u201d, che la storia ha visto trasformarsi in modo significativo, essendo legati alle dinamiche di generazione, di alleanza, di autorit\u00e0 e di culto. In entrambi questi sacramenti si trovano le tracce di una interessante commistione tra \u201csacramentum&#8221; ed &#8220;officium\u201d. Cos\u00ec ho scoperto che il disagio che avevo provato verso il libro di Agamben derivava da una sua indebita confusione: nel testo del filosofo si attribuisce arbitrariamente all\u2019<em>officium<\/em> il significato del <em>sacramentum<\/em>. D\u2019altra parte, la tradizione teologica post-scolastica ha compiuto un errore speculare ad Agamben: ha rimosso l\u2019<em>officium<\/em> e si \u00e8 ridotta a parlare solo del <em>sacramentum<\/em>. Cos\u00ec l&#8217;uno rimuove il <em>sacramentum<\/em>, mentre gli altri hanno rimosso l&#8217;<em>officium<\/em>! Questa considerazione pu\u00f2 essere corroborata da alcuni testi originari nello sviluppo scolastico medievale, dai quali appare in modo chiarissimo una correlazione preziosa tra logica dell\u2019officium e logica del sacramento, di cui hanno bisogno tanto gli approfondimenti filosofici, quanto quelli teologici. Proviamo ad esaminarne brevemente due esempi.<\/p>\n<p>a) <i>Sacramentum e officium nel matrimonio<\/i><\/p>\n<p>Una delle cose che colpiscono di pi\u00f9, se si leggono le fonti che stanno all\u2019inizio della tradizione scolastica medievale, \u00e8 la ripetizione di un adagio sorprendente. Il matrimonio vi appare segnato da un primato singolare: \u00e8 l\u2019unico dei sacramenti che viene \u201cistituito\u201d prima della caduta del peccato. Perci\u00f2 \u2013 cos\u00ec dice Ugo di S. Vittore \u2013 prima viene istituito \u201cad officium\u201d e poi, dopo la caduta, \u201cad remedium\u201d. La stessa cosa si legge, pochi anni dopo, nelle Sentenze di Pietro Lombardo (<i>Sent<\/i>, IV, d. 26, 1-2)<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><i>Cum alia sacramenta post peccatum et propter peccatum exordium sumpserint, Matrimonii sacramentum etiam ante peccatum legitur institutum a Domino: non tamen ad remedium, sed ad officium\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><i>Coniugii autem institutio duplex est. Una ante peccatum ad officium facta est in paradiso, ubi esset thorus immaculatus, et nuptiae honorabiles, ex quibus sine ardore conciperent, sine dolore parerent; altera post peccatum, ad remedium facta extra paradisum, propter illicitum motum devitandum. Prima ut natura multiplicaretur; secunda ut natura exciperetur et vitium cohiberetur\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p>Questo significa che nella struttura del sacramento, logica di \u201cofficium\u201d e logica di \u201cremedium\u201d si intrecciano strutturalmente e che per elaborare un sapere teologico sul matrimonio, occorre render conto delle due dimensioni, non di una soltanto.\u00a0 Il &#8220;compito morale&#8221; e il &#8220;dono di grazia&#8221; si intersecano in radice.<\/p>\n<p>b) <i>Sacramentum e officium nel<\/i><i>l\u2019ordine<\/i><\/p>\n<p>Anche per quanto riguarda il ministero ordinato, si trova in S. Tommaso la medesima correlazione, che riguarda il modo di comprendere la \u201cestraneit\u00e0\u201d dell\u2019episcopato all\u2019ordine. Per ricondurre a sintesi le sue parole, Tommaso d\u2019Aquino ricorre, anche in questo caso, al concetto di \u201cofficium\u201d. Ecco il testo di Tommas<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">o (<\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Super Sent., lib. 4 d. 24 q. 3 a. 2 qc. 2 co)<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em>:<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Ordo potest accipi dupliciter. Uno modo secundum quod est sacramentum; et sic, ut prius dictum est, ordinatur omnis ordo ad Eucharistiae sacramentum; unde, cum episcopus non habeat potestatem superiorem sacerdote quantum ad hoc, non erit episcopatus ordo. Alio modo potest considerari ordo secundum quod est officium quoddam respectu quarumdam actionum sacrarum; et sic, cum episcopus habeat potestatem in actionibus hierarchicis respectu corporis mystici supra sacerdotem, episcopatus erit ordo.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Come \u00e8 evidente, Tommaso parla di \u201cordo\u201d in due sensi: in quanto \u00e8 <\/span><i style=\"font-size: medium\">sacrament<\/i><i style=\"font-size: medium\">um<\/i><span style=\"font-size: medium\"> e in quanto \u00e8 <\/span><i style=\"font-size: medium\">officium<\/i><span style=\"font-size: medium\">. Questa duplice accezione di ordo permette di leggere la realt\u00e0 in modo pi\u00f9 articolato e meno unilaterale, conducendo a considerare anche l\u2019episcopato come parte dell\u2019ordo. Ma \u00e8 sicuro che Tommaso non confonde <em>officium<\/em> con <em>sacramentum<\/em>, ma li distingue accuratamente, perch\u00e9 altra \u00e8 l&#8217;azione dell&#8217;uomo e altra l&#8217;azione di Dio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>c) <i>Sacramentum e officium nella intera sfera delle azioni rituali<\/i><\/p>\n<p>Questi segnali, che vengono da testi dedicati ai due sacramenti di \u201cvocazione e servizio\u201d, suggeriscono di ampliare lo sguardo e di mettere alla prova una ipotesi: <i>non sar\u00e0 forse che la dimensione dell\u2019<\/i>officium<i> qualifica in generale tutti i sacramenti e pu\u00f2 diventare un concetto necessario per comprenderne fino in fondo la natura e la funzione?<\/i> In effetti tanto la \u201ciniziazione cristiana\u201d, comprensiva della celebrazione eucaristica come sua meta, quanto la guarigione cristiana, che alla eucaristia riconduce, non possono essere ridotte alla loro dimensione di \u201cremedium\u201d e di \u201csantificazione\u201d. Nella loro trama di \u201cofficium\u201d, che \u00e8 \u201cculto\u201d, che \u00e8 \u201cstrutturazione temporale e spaziale\u201d, che \u00e8 \u201carticolazione ministeriale\u201d, che \u00e8 \u201cprocesso e sequenza\u201d, la iniziazione e la guarigione non sono semplicemente un \u201cinvisibile dono di grazia\u201d, fuori dallo spazio e dal tempo, ma anche una \u201cforma visibile di corrispondenza corporea e sensibile alla grazia\u201d. Poich\u00e9 vi \u00e8 sempre una \u201cgrazia cooperante\u201d, l\u2019<i>opus humanum<\/i> non \u00e8 semplicemente un accidente del sacramento, ma partecipa della sua struttura costitutiva.<\/p>\n<p>Le ragioni che hanno suggerito la separazione tra sacramentum e officium si collocano all\u2019interno della tradizione scolastica, che con Tommaso D&#8217;Aquino ha esplicitamente separato la dimensione di \u201csantificazione\u201d, come tipica della teologia del sacramento, dalla dimensione di \u201cculto\u201d, che pur essendo presente nel sacramento, viene tuttavia esaminata e studiata nella parte \u201cmorale\u201d della<i> Summa Theologiae, <\/i>sotto il titolo della &#8220;virt\u00f9 di religione&#8221;. Questo gesto di \u201cordinamento del materiale\u201d, che distingue tra azione di Dio che santifica l&#8217;uomo (sacramentum) e azione dell\u2019uomo che presta il culto a Dio (officium), ha di fatto profondamente pesato non solo sul futuro della teologia, ma anche sulla esperienza sacramentale e liturgica che la Chiesa latina ha vissuto a partire dalla fine del XIII secolo.<\/p>\n<p>Ecco allora che, partendo dal testo di Agamben, attraversando prima la storia di due sacramenti, poi estendendo lo sguardo a tutto il settenario sacramentale, mi pare di trovare una singolare verit\u00e0. Proprio perch\u00e9 non \u00e8 giusto identificare la logica del <i>sacramentum<\/i> con la logica dell\u2019<i>officium<\/i>, ossia la logica dell\u2019<i>opus operatum<\/i> a quella dell\u2019<i>opus operantis<\/i>\u00a0(ed \u00e8 questo l&#8217;errore sistematico di Agamben, che compromette tutta la sua audace rilettura), restituire alla tradizione tutta la sua forza significa per\u00f2 recuperare non solo ci\u00f2 che la teologia ha finemente elaborato sul piano della determinazione della santificazione, ma anche ci\u00f2 che altre fonti (liturgiche, giuridiche, monastiche, sapienziali) hanno accuratamente attestato <i>de officiis<\/i>. Una archeologia dell\u2019<i>officium<\/i> non ci consegna un \u201cdispositivo anonimo\u201d, una mera \u201cazione effettuale\u201d o addirittura un \u201cparadigma del comando\u201d. Piuttosto ci suggerisce una riumanizzazione cultuale della grazia invisibile spesso ridotta a minimalismo sacramentale, cui rimedia con la sorprendente ricchezza delle forme rituali, nello spazio e nel tempo. Diremmo che l&#8217;<em>officium<\/em> diventa, per cos\u00ec dire, un &#8220;remedium&#8221; del <em>sacramentum<\/em>! Invece, l\u2019equivoco in cui cade Agamben \u00e8 quello di proiettare nell\u2019<em>officium<\/em> le caratteristiche del <em>sacramentum<\/em>, perdendo cos\u00ec una distinzione che gioca una ruolo assolutamente decisivo, anche se a sua volta appare oggi altamente problematica.<\/p>\n<p>d) <em>Per concludere<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Questo breve esame conduce ad una singolare rilettura della tradizione contemporanea, che uno dei migliori liturgisti italiani, scomparso da poco pi\u00f9 di due anni, Silvano Maggiani, riassumeva con un paradosso che suona cos\u00ec:<\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Il variabile, nel processo rituale, \u00e8 pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 presente che l\u2019invariabile\u201d<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019accesso alla verit\u00e0 del <i>sacramentum<\/i> passa necessariamente attraverso la ricca e inesauribile contingenza di un <i>officium<\/i>. Con il concetto contemporaneo di \u201cazione rituale\u201d e di \u201cliturgia\u201d, a partire dalla nozione di \u201cconoscenza simbolica\u201d di R. Guardini e di \u201cmistero del culto\u201d di O. Casel, si \u00e8 cercato di dire proprio questa novit\u00e0, che la tradizione precedente conosceva nella dura scissione tra sacramentum e officium. Anche il Concilio Vaticano II pu\u00f2 trovare, proprio in questa rinnovata alleanza tra sacramentum e officium, il modo migliore per tornare a parlare in modo eloquente ed efficace, a quasi 60 anni dalla sua apertura, che a noi giunge non solo come un <i>misterium<\/i> da ricevere, ma certo anche come un <i>officium<\/i> da compiere.<\/p>\n<p align=\"left\">\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"left\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">S. Maggiani, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Corpo spazio tempo. <\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Celebrare a tre dimensioni,<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> in AA.VV. L\u2019arte del celebrare. XXVII Settimana di studio APL \u2013 Brescia 1998, Roma, CLV, 1999, 59-102, 101. <\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sacramentum e l\u2019officium: dalla storia una grande sorpresa \u00a0\u201cIl variabile, nel processo rituale, \u00e8 pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 presente che l\u2019invariabile\u201d Silvano Maggiani1 &nbsp; Tutto \u00e8 cominciato da un libro. 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