{"id":17547,"date":"2022-01-26T08:10:06","date_gmt":"2022-01-26T07:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17547"},"modified":"2022-01-26T08:10:06","modified_gmt":"2022-01-26T07:10:06","slug":"la-riduzione-di-sacerdozio-ed-eucaristia-due-vere-questioni-per-la-riforma-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-riduzione-di-sacerdozio-ed-eucaristia-due-vere-questioni-per-la-riforma-della-chiesa\/","title":{"rendered":"La riduzione di sacerdozio ed eucaristia: due vere questioni per la riforma della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15707\" alt=\"VaticanoI\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #050505\">Chiesa, eucaristia e ministero si condizionano reciprocamente. Un\u2019<\/span><span style=\"color: #050505\">autentica <\/span><span style=\"color: #050505\">riforma della chiesa, <\/span><span style=\"color: #050505\">che recuperi la sua vivacit\u00e0 promettente <\/span><span style=\"color: #050505\">e profetica,<\/span><span style=\"color: #050505\"> pu\u00f2 radicarsi solo se muta la <\/span><span style=\"color: #050505\">concezione<\/span><span style=\"color: #050505\"> del ministero. Ma questa <\/span><span style=\"color: #050505\">comprensione <\/span><span style=\"color: #050505\">pu\u00f2 cambiare solo se si alimenta di una <\/span><span style=\"color: #050505\">intelligenza<\/span><span style=\"color: #050505\"> non riduttiva della eucaristia. La catena del clericalismo <\/span><span style=\"color: #050505\">e della autoreferenzialit\u00e0<\/span><span style=\"color: #050505\"> dipende <\/span><span style=\"color: #050505\">molto <\/span><span style=\"color: #050505\">da una assolutizzazione e personalizzazione del sacerdozio, che \u00e8 conseguenza della concentrazione della eucaristia nella sola consacrazione. Non si fa la riforma della Chiesa e non si supera il <\/span><span style=\"color: #050505\">disastroso <\/span><span style=\"color: #050505\">clericalismo <\/span><span style=\"color: #050505\">che rende autoreferenziale la istituzione <\/span><span style=\"color: #050505\">senza arricchire la teologia della eucaristia delle dinamiche di cui \u00e8 composta, dei ministeri da cui \u00e8 animata e della destinazione ecclesiale che la giustifica.<\/span> Direi che ministero e mistero devono comunicare in modo profondo ed efficace. Provo a formulare molto semplicemente i tre livelli di questo \u201cscacco\u201d, che viene alimentato da una comprensione inadeguata del mistero eucaristico.<\/span><\/span><\/p>\n<p><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">1. La tensione ecclesiale tra eucaristia e sacerdozio<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">Mi pare evidente, oggi e da alcuni decenni, che la maggiore riserva alla riforma della Chiesa venga dal modo semplicistico di pensare la \u201cdifferenza\u201d. E potrei dirlo cos\u00ec: la Chiesa rischia di immunizzarsi da ogni differenza perch\u00e9 si autocomprende come una \u201csocietas inaequalis\u201d. E\u2019 interessante il fatto che mentre la societ\u00e0 tardo-moderna, come \u201csocietas aequalis\u201d, si qualifica per una certa attenzione alle \u201cdifferenze da tutelare\u201d e ai \u201cdiritti da riconoscere\u201d, viceversa la Chiesa, proprio nella misura in cui si afferma come segnata da una \u201cdifferenza istituzionale originaria\u201d \u2013 in cui la differenza di Dio \u00e8 pensata come differenza gerarchica e principio di autorit\u00e0 &#8211; tende a vedere ogni altra differenza con un certo sospetto. Va aggiunto che giustificazione della \u201cdifferenza istituzionale\u201d, che di per s\u00e9 \u00e8 tutt\u2019altro che infondata, spesso viene argomentata nel linguaggio meno adeguato e meno persuasivo: ossia mediante la distinzione tra \u201cclero\u201d e \u201claici\u201d. Questa differenza \u00e8 ricavata da un lato sociologicamente, sul piano dei dati di fatto, e dall\u2019altro sul piano della struttura sacramentale, fondata sul \u201csacramento dell\u2019ordine\u201d. Sarebbe legata al ministero ordinato la differenza essenziale, di cui la Chiesa non pu\u00f2 disporre. Ma proprio qui inizia il primo problema, perch\u00e9 la definizione del \u201ccontenuto\u201d del sacramento dell\u2019ordine si sviluppa in due direzioni: da un lato verso la qualit\u00e0 del \u201ccarattere\u201d che \u201csegna\u201d il ministro di una distinzione ontologica; ma dall\u2019altro tale distinzione, se deve trovare la sua specificit\u00e0 irriducibile, si \u00e0ncora alla relazione con il sacramento, ossia con l\u2019eucaristia, anch\u2019essa definita ontologicamente. Si \u00e8 segnati dal carattere in quanto ordinati, ma la ordinazione attribuisce una serie di \u201cpotestates\u201d in ordine alla parola, al sacramento e al governo. Questa complessit\u00e0 merita un chiarimento ulteriore.<\/span><\/p>\n<p><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">2. La riduzione del sacerdozio alla eucaristia e dell\u2019eucaristia alla consacrazione<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">Proprio questo complesso rapporto, che intreccia chiesa, ministero e comunione eucaristica, si porta dietro \u201ctare monarchiche\u201d, \u201criduzioni sacerdotali\u201d e \u201cminimalismi eucaristici\u201d. Proviamo a dipanare brevemente questo intreccio. E\u2019 noto che la lettura tradizionale, antica di quasi mille anni, ha elaborato una comprensione delle \u201cpotest\u00e0\u201d del ministro che ne faceva, essenzialmente, un \u201csacerdote\u201d, ossia il detentore del potere di \u201cconficere eucharistiam\u201d, che lo definiva nella sua essenza. Qui il profilo del ministro trovava e trova la sua esclusivit\u00e0 e inaggirabilit\u00e0 nella relazione con il sacramento dell\u2019eucaristia, che egli sarebbe in grado di \u201cconficere\u201d (di porre in essere e realizzare) in virt\u00f9 della sua autorit\u00e0. Il \u201csacerdote\u201d \u00e8 stato definito dal suo potere di \u201coffrire il sacrificio\u201d, il quale, a sua volta, sembra risultare definito non solo dal suo contenuto, ma dalla forma istituzionale e personale di colui che lo custodisce. Cos\u00ec, il sacrificio custodisce il sacerdote e il sacerdote assicura il sacrificio. Qui, tuttavia, il condizionamento \u00e8 reciproco e assai pesante: una interpretazione del sacerdozio \u201cal servizio del sacrificio\u201d e una interpretazione della \u201cmessa come sacrificio\u201d si supportano ad oltranza e senza posa. Ma \u00e8 qui che qualcosa di decisivo \u00e8 stato radicalmente pensato dal Concilio Vaticano II. Perch\u00e9 il recupero dell\u2019agire rituale come atto \u201cdi Cristo e della Chiesa\u201d, che ha come soggetti primari il Signore Risorto e la Chiesa come comunit\u00e0 di battezzati, impone un grande ripensamento tanto del \u201csacrificio\u201d quanto del \u201csacerdozio\u201d.<\/span><\/p>\n<p><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">3. Due figure dimenticate: la celebrazione comunitaria e la sua presidenza<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">Che cosa accade se il \u201cconficere eucharistiam\u201d non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019atto del sacerdote, ma la azione di una comunit\u00e0 sacerdotale e del suo Signore? Che cosa accade se al centro della eucaristia sta la \u201cpreghiera eucaristica\u201d e la \u201ccena del Signore\u201d? Che cosa accade se il sacerdozio viene di nuovo attribuito anzitutto al Signore Ges\u00f9 e ad ogni battezzato e poi, per analogia, anche a colui che presiede la comunit\u00e0 e la sinassi eucaristica? Qui si delinea meglio il modello nuovo: una assemblea che celebra il Signore e che fa memoria della sua morte e resurrezione esige una presidenza e di ministri, che tuttavia non sostituiscono la assemblea nell\u2019atto di celebrazione, di memoria e di offerta. Ne presiedono e ne servono l\u2019azione con la parola, con il canto, con la accoglienza, con la premura. Ne guidano le sorti, la aiutano nelle difficolt\u00e0, la consigliano nel dubbio e la consolano nel dolore, vigilano sulle parole e profeticamente attendono la parousia. Ma non possono in alcun modo assumere \u201cin proprio\u201d ci\u00f2 che ha come significato primo e ultimo la comunione ecclesiale nel Signore risorto. Qui, io credo, c\u2019\u00e8 il punto pi\u00f9 doloroso da superare. Proprio il significato del \u201cconficere eucharistiam\u201d risulta segnato da una riduzione troppo unilaterale, che il Concilio Vaticano II chiede che venga superata.<\/span><\/p>\n<p><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">4. Il carattere senza oggetto e il significato non contenuto<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">La evoluzione, parallela, di sacerdozio e eucaristia ha creato le premesse per una \u201calleanza al ribasso\u201d: da un lato, infatti, il sacerdozio ministeriale si \u00e8 rifugiato proprio in ci\u00f2 che doveva esporlo al massimo grado. Se il \u201ccarattere\u201d \u00e8 una abilitazione specifica della fede al culto \u2013 per \u201cmoltiplicarla\u201d (nell\u2019ordine), e non solo per generarla (come nel battesimo) o per rafforzarla (come nella cresima) \u2013 \u00e8 singolare che esso si sia piegato a (o sia stato piegato da) una concezione del culto molto limitata, come quella di una eucaristia privata del suo effetto ultimo di grazia, che viene dichiarato \u201csignificato\u201d, ma \u201cnon contenuto\u201d. Perch\u00e9, in effetti, a questo movimento intorno al \u201ccarattere\u201d corrisponde il moto reciproco, con cui il sacramento eucaristico viene portato alla massima evidenza solo nel suo \u201ceffetto intermedio\u201d (conversione del pane e vino in corpo e sangue), ma venga lasciato sostanzialmente ai margini nel suo \u201ceffetto di grazia\u201d (in quanto comunione della chiesa). Se perci\u00f2 la giustificazione dell\u2019ordine \u00e8 la autorit\u00e0 sulla eucaristia, ma tale autorit\u00e0 non \u00e8 letta in relazione al \u201cduplice effetto\u201d sacramentale ed ecclesiale della celebrazione, ma viene riferita al solo effetto sacramentale, ne risulta una duplice unilateralit\u00e0:<\/span><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\"> ad un ministero ridotto a sacerdozio preposto alla cura dell\u2019eucaristia, corrisponde una eucaristia ridotta alla sola consacrazione<\/i><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">. La doppia riduzione tanto del sacramento dell\u2019ordine quanto del sacramento dell\u2019eucaristia, in una correlazione formidabile, che ontologizza in modo statico tanto l\u2019effetto intermedio dell\u2019ordine (carattere indelebile) quanto l\u2019effetto intermedio dell\u2019eucaristia (la <\/span><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">conversio<\/i><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\"> della sostanza), determina la inamovibilit\u00e0 strutturale di questo viluppo di rimandi non solo virtuosi. Cos\u00ec la custodia che il sacerdozio sente di dover nutrire per il sacramento ridotto a consacrazione si unisce alla cura che il sacramento mostra di dover assicurare al sacerdote diremmo anch\u2019egli pensato come \u201ctransustanziato\u201d, quasi ad immagine e somiglianza della figura di sacramento cui \u00e8 chiamato: ci\u00f2 produce, con estrema facilit\u00e0, un esito tanto nostalgico nei sentimenti quanto irreformabile negli esiti. La riduzione eucaristica rimanda, inesorabilmente, alla riduzione ministeriale, e viceversa.<\/span><\/p>\n<p><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">5. Il recupero della ricchezza eucaristica e della articolazione ministeriale<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: 'Liberation Serif', serif\">Quando, a partire dagli anni 30, si \u00e8 iniziato a riflettere sulla \u201cforma dell\u2019eucaristia\u201d, trovando come fecero Guardini e Jungmann, nella \u201cforma fondamentale\u201d il modo di sfondare la autoreferenzilit\u00e0 di origine tridentina di sacerdozio e sacrificio, recuperando le dimensioni di parola, di cena e di preghiera come \u201cforme originarie\u201d della eucaristia, \u00e8 iniziato un movimento di riposizionamento, allo stesso tempo, del sacramento della unit\u00e0 e del ministero ecclesiale. L\u2019eucaristia non \u00e8 anzitutto consacrazione, ma ascolto della parola, preghiera eucaristica e comunione. Propriamente la memoria autorevole delle parole dell\u2019ultima cena non \u00e8 \u201crito di consacrazione\u201d, ma racconto istituzionale e esplicazione dell\u2019intera sequenza della preghiera eucaristia. E il rito centrale \u00e8, semmai, dopo la grande preghiera, la frazione del pane, la sua distribuzione e la parola autorevole sul rito di comunione. Nessuno celebra da solo e nessuno ha il \u201cpotere di consacrare\u201d: i discepoli trovano, nella parola autorevole di colui che presiede in virt\u00f9 della ordinazione, la grazia di essere quel che vedono e di ricevere quello che sono. Un tale servizio di presidenza non assume il sacramento su di s\u00e9, ma lo rende accessibile a tutti. Allo stesso modo questo vale per la esperienza ecclesiale, che non dipende da un sacerdozio che \u201cconsacra il sacramento\u201d, ma da un servizio al sacerdozio comune, che permette alla Chiesa di essere sacramento del Risorto. Una comprensione unilaterale e distorta dell\u2019eucaristia \u00e8, nello stesso tempo, causa ed effetto di una visione troppo angusta del sacerdozio e del ministero. Non si pu\u00f2 fare alcuna riforma della Chiesa n\u00e9 quando un sacerdozio inteso in modo clericale blocca la dinamica ministeriale della celebrazione eucaristica n\u00e9 quando una visione riduttiva e statica dell\u2019eucaristia impedisce ogni vera dinamica del ministero ecclesiale e del sacerdozio comune.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa, eucaristia e ministero si condizionano reciprocamente. Un\u2019autentica riforma della chiesa, che recuperi la sua vivacit\u00e0 promettente e profetica, pu\u00f2 radicarsi solo se muta la concezione del ministero. 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