{"id":17539,"date":"2022-01-21T13:09:32","date_gmt":"2022-01-21T12:09:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17539"},"modified":"2022-01-21T13:09:32","modified_gmt":"2022-01-21T12:09:32","slug":"evoluzione-dellepiscopato-e-mutamento-del-magistero-di-severino-dianich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/evoluzione-dellepiscopato-e-mutamento-del-magistero-di-severino-dianich\/","title":{"rendered":"Evoluzione dell\u2019episcopato e mutamento del magistero (di Severino Dianich)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11480\" alt=\"treteologi\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\" width=\"282\" height=\"268\" \/><\/a><\/p>\n<p>(nella foto Don Severino, a sinistra, con T. Citrini e L. Sartori, nel 1989)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Inserendosi nel dibattito sulla comprensione teologica dell\u2019episcopato, che appare negli ultimi post, Don Severino Dianich, grande teologo e caro amico, mi ha spedito queste due pagine intense, nelle quali ricostruisce la vicenda istruttiva della trasformazione della teologia e della pratica dell\u2019episcopato. Con interferenze culturali, storiche e istituzionali di grande rilievo, che permettono di leggere la evoluzione del concetto di \u201cmagistero\u201d, con alcuni particolari gustosissimi. Le pubblico come contributo di approfondimento e di rilettura, dicendo tutta la mia gratitudine per uno dei \u201cmaestri\u201d indiscussi della teologia italiana del post-concilio (ag)<\/i><\/p>\n<p><b>Evoluzione dell\u2019episcopato e mutamento del magistero<\/b><\/p>\n<p>[Tratto da S.Dianich, <i>Magistero in movimento. Il caso papa Francesco<\/i>, Dehoniane, Bologna 2016]<\/p>\n<p>Con il VII secolo volge al tramonto la stagione dei grandi vescovi predicatori della chiesa antica, con il magistero delle loro omelie e delle catechesi, legate al vissuto delle chiese locali. Il magistero si va concentrando nel papato assumendosi sempre di pi\u00f9 il compito, quasi esclusivamente, di controllare la dottrina, con la formulazione frequente di elenchi di proposizioni da condannare. Della predicazione al popolo e di un magistero omiletico dei papi, invece, dopo Gregorio Magno, non rimane traccia significativa. La svolta determiner\u00e0 l\u2019idea stessa di magistero che in qualche maniera verr\u00e0 a darsi forma indipendentemente dalla predicazione al popolo. La trattatistica teologica, dovendo ricorrere per le sue tesi al magistero, si ritrover\u00e0 a non poter pi\u00f9 citare omelie e discorsi dei papi al popolo, ma solo loro documenti formalmente emanati dal papa in persona o dagli organismi della Santa Sede, come atti imperativi dell\u2019autorit\u00e0. La predicazione, invece, ormai demandata ai frati mendicanti e, in seguito, a religiosi di altri ordini, vedr\u00e0 fino al concilio di Trento, ma con alcuni strascichi fino alle soglie del Vaticano II, il vescovo con il suo clero fra gli ascoltatori della predica<sup><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup> pi\u00f9 che fra i predicatori, a testimonianza di una scollatura avvenuta fra magistero e predicazione.<\/p>\n<p><em>L&#8217;abbandono della cura pastorale<\/em><\/p>\n<p>Complice di questa prassi fu l\u2019abbandono di fatto, da parte del papa e della grande maggioranza dei vescovi, della cura pastorale e della predicazione diretta al popolo. Lo sfondo teoretico sul quale, per\u00f2, una tale prassi si muoveva a suo agio era la divaricazione, e quindi la prevaricazione, della <i>potestas iurisdictionis<\/i> sulla <i>potestas ordinis<\/i>, quest\u2019ultima restando quasi irrilevante in ordine al governo della chiesa e ristretta all\u2019ambito della celebrazione dei riti sacramentali. Dante vi scorger\u00e0 un aspetto della stessa corruzione della gerarchia del suo tempo: \u201cPer questo l\u2019Evangelo e i dottor magni \/ son derelitti, e solo ai Decretali \/ si studia, s\u00ec che pare ai lor vivagni\u201d<sup><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/sup>. Quando il concilio di Trento vorr\u00e0 restaurare la cura pastorale del popolo, imporr\u00e0 ai titolari di giurisdizione, cio\u00e8 ai vescovi, ai pievani e ai parroci, l\u2019obbligo di predicare. Si trattava semplicemente di restaurare, per il bene del popolo, l\u2019adempimento di un dovere allora ampiamente disatteso, derivante da un ufficio i cui titolari godevano delle rendite del corrispondente beneficio, al punto che nulla ostava a che essi lo adempissero \u201cper alios\u201d, detraendo dalle loro rendite quanto necessario per stipendiare il predicatore<sup><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/sup>. Tutto, quindi, si si muoveva nell\u2019ambito della giurisdizione e non aveva molto a che fare con la loro ordinazione sacerdotale. In quanto alla fonte della giurisdizione, poi, dominava l\u2019idea che stesse nel papato: vedi come la annosa disputa del XIII secolo sul diritto di predicare dei frati mendicanti comportasse in realt\u00e0 una questione pi\u00f9 grave, quella del rapporto fra la giurisdizione del papa e quella dei vescovi. A proposito di questa, infatti, si avviava una disputa che continuer\u00e0 per secoli intorno all\u2019interrogativo se fosse o no <i>de iure divino<\/i><sup><i><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/i><\/sup>. Dall\u2019elezione veniva al papa la giurisdizione su tutte le chiese con la <i>potestas<\/i> di regolare canonicamente l\u2019esercizio della predicazione e di definire la dottrina da predicare, ma il papa stesso non sembrava tenuto a predicare<sup><a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/sup>. \u201cPapa est nomen iurisdictionis\u201d sar\u00e0 un <i>topos<\/i> costantemente ripetuto, dopo che nel secolo XIII Agostino Trionfo l\u2019aveva coniato<sup><a href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a><\/sup>. Per Walter Kasper si tratt\u00f2 di \u201cun passaggio dall\u2019<i>auctoritas<\/i> alla <i>potestas<\/i>, dalla <i>traditio<\/i> alla <i>discretio<\/i>, dalla <i>communicatio fidei<\/i> alla <i>determinatio fidei<\/i>\u201d<sup><a href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a><\/sup>. Con la progressiva rarefazione, inoltre, dei concili particolari, il magistero dei vescovi praticamente uscir\u00e0 dalla scena come protagonista per ridursi al ruolo di esecutore dell\u2019autorit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p><em>La svolta del Concilio Vaticano II<\/em><\/p>\n<p>Una impostazione di questo genere si tramanda fino al concilio Vaticano II il quale, definendo il carattere sacramentale del ministero episcopale, mette in discussione tutto un impianto teologico, perch\u00e9 vi compare il sacramento come la fonte di tutto il <i>triplex munus<\/i>, non pi\u00f9 divisibile in due filoni dei quali uno deriverebbe dal sacramento dell\u2019ordine e l\u2019altro dall\u2019<i>auctoritas<\/i> giurisdizionale. La questione del magistero e le forme in cui lo si esercita non pu\u00f2 non tener conto di una svolta cos\u00ec importante.<\/p>\n<p>Una evoluzione dell\u2019esercizio del magistero, a dire il vero, si era gi\u00e0 avviata nella prassi, prima che la dottrina giungesse alla sua maturazione. I papi, infatti, con la prassi delle lettere encicliche, a cominciare dalla <i>Ubi primum<\/i> di Benedetto XIV del 1740, avevano cominciato a ridare al loro insegnamento un carattere pastorale. Fu una felice ripresa di quello che era stato, agli albori della storia cristiana, lo strumento principe di comunicazione fra le chiese. Dalle tematiche giuridico-pastorali di Benedetto XIV si passa, con Gregorio XVI, alla preoccupazione di avere la solidariet\u00e0 del popolo cristiano alla sua indefessa denuncia della cultura e della evoluzione politica contemporanea, e con Leone XIII alla elaborazione di un adeguato insegnamento della chiesa sulla questione sociale, che stava agitando drammaticamente il mondo contemporaneo. Spesso, per\u00f2, le encicliche saranno utilizzate anche per condannare anche posizioni teologiche giudicate eretiche o pericolose, dalla <i>Quanta cura<\/i> di Pio IX alla <i>Humani generis<\/i> di Pio XII, fino alla <i>Veritatis splendor<\/i> del 1993 e la <i>Fides et ratio<\/i> del 1998 di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Tuttora nella curia romana sussiste l\u2019uso della predicazione del quaresimale: ma non \u00e8 il papa che predica alla comunit\u00e0 dei suoi collaboratori, bens\u00ec un predicatore invitato <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>ad hoc<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, che predica al papa, ai vescovi e agli altri curiali.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> D.Alighieri, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>La divina commedia<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Paradiso IX<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">,133-135. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Sessio V, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Decretum II super lectione et praedicatione<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, 9-11 e Sessio XXIV, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>can IV<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, in <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>COeD<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> 669 e 763.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-size: small\">Cf. <\/span><span style=\"font-size: small\">L.Villemin, <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Pouvoir d\u2019ordre et pouvoir de jurisdiction<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, Cerf, Paris 2000; <\/span><span style=\"font-size: small\">A.Dusini, <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Il decreto dogmatico sul sacramento dell&#8217;ordine sacro promulgato nella sessione XXIII del concilio di Trento<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, in <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Il concilio di Trento e la riforma tridentina. Atti del convegno storico internazionale 2-6 sett 1963<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, Roma 1965, II, 577-613. <\/span><span style=\"font-size: small\">Intorno alle possibili conseguenze del passaggio da un quadro giuridizionale a quello sacramentale sulla teologia del papato vedi S.Dianich, <\/span><span style=\"font-size: small\"><i>Per una teologia del papato<\/i><\/span><span style=\"font-size: small\">, San Paolo, Cinisello B. 2010, 81-118.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> E\u2019 significativo che la predica improvvisata di Pio IX a Sant\u2019Andrea della Valle, nel 1850, come quella tenuta nel 1853, durante una cerimonia al Carcere Mamertino, abbiano fatto notizia, fino ad essere immortalate in disegni e quadri dell\u2019epoca. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><a href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> Agostino Trionfo, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Summa de potestate ecclesiastica<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, Vincentius Accoltus, Romae 1582. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p><a href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> W.Kasper, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Teologia e chiesa<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, Queriniana, Brescia 1989, 50.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(nella foto Don Severino, a sinistra, con T. 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