{"id":17450,"date":"2021-12-18T15:38:43","date_gmt":"2021-12-18T14:38:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17450"},"modified":"2021-12-19T12:13:38","modified_gmt":"2021-12-19T11:13:38","slug":"le-risposte-ai-dubia-e-la-fine-del-dispositivo-di-blocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-risposte-ai-dubia-e-la-fine-del-dispositivo-di-blocco\/","title":{"rendered":"Le risposte ai &#8220;dubia&#8221; e la fine del &#8220;dispositivo di blocco&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15419\" alt=\"missavetus\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus-300x218.jpg\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/missavetus.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il documento\u00a0<a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2021\/12\/18\/0860\/01814.html#it\">Responsa ad dubia della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti su alcune disposizioni della Lettera Apostolica in forma di \u00abMotu Proprio\u00bb Traditionis Custodes del Sommo Pontefice Francesco<\/a>\u00a0aiuta a comprendere meglio la questione di fondo che il MP &#8220;Traditionis custodes&#8221; ha risolto 5 mesi fa e che fatica ad essere compresa in quella regione ecclesiale che, a partire dal 2007, era stata illusa sulla possibilit\u00e0 di valorizzare una &#8220;indifferenza istituzionale&#8221; verso la Riforma Liturgica. Il &#8220;vulnus&#8221; di quella intemperanza istituzionale oggi crea ancora vittime. Un breve sguardo al recente documento \u00e8 in grado di farci capire dove si collochi il problema fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Domande e risposte<\/strong><\/p>\n<p>Il documento non \u00e8 altro che un insieme di &#8220;dubia&#8221; (ben 11) , ai quali viene dato un &#8220;responsum&#8221; quasi sempre con una &#8220;nota esplicativa&#8221; che precisa i motivi per i quali \u00e8 prevalso il s\u00ec o il no nella risposta. Da notare \u00e8 che, prima dei responsa, vi \u00e8 un testo piuttosto articolato, a firma del Prefetto Roche, che chiarisce come la &#8220;mens&#8221; del MP Traditionis custodes sia quella di ristabilire il percorso normale di riforma liturgica, cos\u00ec come viene riascoltato sia dalle parole di papa Paolo VI a chiusura della II sessione del Concilio, sia nei termini della &#8220;irreversibilit\u00e0&#8221; ripresa recentemente da papa Francesco. I temi fondamentali su cui vertono le questioni sono il modo di interpretare le competenze episcopali &#8211; che TC ha restituito ai Vescovi &#8211; o quali siano i libri, i soggetti e i luoghi coinvolti nella celebrazione del Rito pre-conciliare. Mi pare che le risposte siano fondate sulla logica della riforma liturgica e sul buon senso.<\/p>\n<p><strong>Da dove vengono i &#8220;dubia&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che sia utile, oltre che considerare la importanza delle risposte, sofferemarsi sulle domande sollevate. Ed \u00e8 molto importante chiedersi: da dove scaturiscono questi interrogativi? Chi li ha sentiti sorgere nel proprio cuore e nella propria mente? La risposta \u00e8 molto semplice: vengono da tutti coloro che, in modo inavvertito e superficiale, talora in modo ideologico e superficiale, avevano potuto credere che &#8220;Summorum Pontificum&#8221; istituisse ufficialmente la &#8220;non irreversibilit\u00e0 del Concilio Vaticano II&#8221;. E che quindi tutto quello che dal 1963 era diventato sempre pi\u00f9 autorevole, aveva scritto pagine di storia, istituito forme rituali, ripensato le vite e convertito i cuori, potesse essere guardato con una alzata di spalle, come una &#8220;possibilit\u00e0&#8221;, ma non come una necessit\u00e0. Cos\u00ec, in 14 anni di &#8220;pratiche parallele&#8221;, una serie di uomini e donne, di preti e di vescovi, di abati e di monaci, di religiose e di religiose, si sono lasciati affascinare da questo &#8220;mito&#8221;. Il mito della &#8220;reversibilit\u00e0&#8221; del Concilio Vaticano II, il mito del parallelismo rituale, il mito della &#8220;devianza conciliare&#8221;, il mito non solo della &#8220;messa di sempre&#8221;, ma della liturgia immobile e della tradizione monumentale.<\/p>\n<p><strong>Quando salta il &#8220;dispositivo di blocco&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. La questione non riguarda n\u00e9 solo n\u00e9 soprattutto la liturgia. E&#8217; il Concilio Vaticano II in quanto tale ad essere in gioco. Come \u00e8 stata proprio la liturgia il primo livello su cui il Concilio ha avuto la forza di una &#8220;riforma&#8221;, un sogno coltivato a partire dagli anni 80, e durato quasi 35 anni, ha preso forma nel fermare la riforma liturgica, per svuotare il Concilio di ogni autorit\u00e0. Le forme della comunione, l&#8217;esercizio del ministero, il ruolo dei laici e delle donne, la relazione tra centro e periferia, le scelte nella traduzione delle parole e dei gesti: tutto ha potuto essere pensato come &#8220;assolutamente immodificabile&#8221;. Questo \u00e8 accaduto, in modo simbolico, proprio nella liturgia, nelle sue forme da tradurre e da inculturare, e che sono apparse per 30 anni, custodite solo dal passato e non dal futuro. Un vero e proprio &#8220;dispositivo di blocco&#8221; si era andato perfezionando sul piano liturgico: e alla vigilia di questo grande passo &#8211; che non \u00e8 altro che un ritornare sulla grande strada del Concilio &#8211; non avevamo visto una grande Congregazione pubblicare una versione puntigliosamente &#8220;riformata&#8221; del rito che si pretendeva &#8220;irreformabile&#8221;?<\/p>\n<p><strong>Il gioco degli specchi e la tradizione che viene dal futuro<\/strong><\/p>\n<p>Il giochino, che fanno spesso anche i bambini, \u00e8 questo: chi porta la guerra fa la vittima e chi cerca la pace \u00e8 dipinto come guerrafondaio. Non bastano le dichiarazioni e le intenzioni, per dire che <em>Summorum Pontificum<\/em> era un documento di pace. Io mi sono convinto, fin dal 2007, che eravamo di fronte ad un pesante attacco non alla liturgia, ma al Concilio. Oggi, nel mito dei &#8220;dubbiosi&#8221;, quel testo sembra il &#8220;paradiso perduto&#8221; della pace nella Chiesa. Nulla di pi\u00f9 falso. Cos\u00ec come \u00e8 falso pensare che queste equilibrate risposte ai dubbi siano &#8220;intolleranti&#8221; o &#8220;pesanti&#8221; o che &#8220;infieriscano&#8221; sui deboli. Riportano semplicemente le cose alla ragione. Purtroppo questo oggi \u00e8 pi\u00f9 difficile perch\u00e9 moltissimi di coloro che dal 2007 avrebbero potuto scrivere, parlare, testimoniare, obiettare si sono adagiati in un barile, sotto sale, come piccoli pesci. Per la dignit\u00e0 del ministero pastorale e teologico non \u00e8 il massimo, anche se garantisce la conservazione (di s\u00e9). La voce alta dei dubbiosi oggi ottiene risposte pacate e serie, che rischiano di essere fraintese proprio a causa della ambiguit\u00e0 con cui molti prima hanno o taciuto o parlato solo per enigmi. La tradizione migliore ci attende nel futuro: nell&#8217;unico rito comune, che ora, doverosamente, TC ha ricollocato al centro, per tutti, possiamo fare entrare il meglio sia dei dubbi pi\u00f9 accorati, sia delle risposte meglio fondate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documento\u00a0Responsa ad dubia della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti su alcune disposizioni della Lettera Apostolica in forma di \u00abMotu Proprio\u00bb Traditionis Custodes del Sommo Pontefice Francesco\u00a0aiuta a comprendere meglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17450"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17454,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17450\/revisions\/17454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}