{"id":17331,"date":"2021-11-03T20:12:43","date_gmt":"2021-11-03T19:12:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17331"},"modified":"2021-11-03T20:43:43","modified_gmt":"2021-11-03T19:43:43","slug":"indissolubile-matrimonio-e-rinunciabile-patrimonio-intorno-ad-un-bel-libro-di-silvio-barbaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/indissolubile-matrimonio-e-rinunciabile-patrimonio-intorno-ad-un-bel-libro-di-silvio-barbaglia\/","title":{"rendered":"Indissolubile matrimonio e inconservabile patrimonio. Intorno ad un bel libro di Silvio Barbaglia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Barbaglia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-17332\" alt=\"Barbaglia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Barbaglia.jpg\" width=\"200\" height=\"298\" \/><\/a><\/p>\n<p>In un volume pubblicato nel 2016, a ridosso dei due Sinodi sulla famiglia, si pu\u00f2 leggere una ricostruzione molto sorprendente e davvero illuminante del &#8220;vangelo del matrimonio&#8221;. Vorrei tentare di offrire qui non solo una presentazione del nucleo teorico del volume, ma anche le conseguenze sistematiche non scontate di questa importante lettura di alcune fonti neotestamentarie della dottrina matrimoniale cattolica. Questa non \u00e8 dunque una recensione in senso classico, quanto piuttosto una reazione sul piano sistematico alle considerazioni profonde che la lettura biblica della tradizione matrimoniale suggerisce con acume. Divido il mio testo in 3 parti: anzitutto presento la teoria che emerge dal volume (1), la metto in relazione con la recezione che la storia ha offerto di questa teoria (2) e infine apro alcune prospettive di riflessione sul nuovo modello di matrimonio-famiglia che la storia offre alla coscienza ecclesiale, a partire da <em>Amoris Laetitia<\/em> (3).<\/p>\n<p><em>1. La tesi centrale: l&#8217;annuncio escatologico del &#8220;matrimonio per il Regno dei cieli&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Per abitudine &#8211;\u00a0 abitudine liturgica e abitudine dogmatica &#8211; siamo soliti\u00a0 leggere il Vangelo &#8220;per pericopi&#8221;. Con le forbici ritagliamo &#8220;sezioni&#8221; che componiamo con altri testi o con nostri ragionamenti. Questo \u00e8 legittimo, ma non sempre assicura la piena comprensione del testo. Nell&#8217;operare le &#8220;cesure&#8221; (e nel disporre titoli lungo un testo) noi anticipiamo sul testo la nostra teologia sistematica. Questo accade in modo singolare per il cap. 19 del Vangelo secondo Matteo. Che \u00e8 composto, come sembra ovvio, da 4 pericopi dedicate alla controversia sul ripudio, al tema degli eunuchi, ai bambini da imitare e infine al giovane ricco e alla ricchezza come ostacolo per il regno dei cieli. Ci siamo abituati a riferire ogni pericope a &#8220;stati di vita&#8221; diversi: il matrimonio per i laici, l&#8217;eunuchia e la povert\u00e0 per i religiosi. Ma la <em>lectio continua<\/em> del testo, corroborata da altri passi del medesimo vangelo (Mt 1; 5-7; 22) porta l&#8217;autore ad avanzare una ipotesi singolarmente efficace e straordinariamente nuova: l&#8217;intero capitolo 19 avrebbe come destinatari non &#8220;gli uomini e le donne&#8221; in generale, ma coloro che sono disposti a vivere come pellegrini-missionari nel discepolato del Signore. Barbaglia ipotizza che:<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #212529\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro'\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;gli <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>originari destinatari <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">della forma indissolubile del matrimonio <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>non <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">fossero \u2013 nell\u2019intenzione del \u00abGes\u00f9 testificato\u00bb (cio\u00e8 del personaggio narrativo \u00abGes\u00f9\u00bb) del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Vangelo secondo Matteo <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u2013 tutti gli uomini, a motivo del piano divino di creazione in Adamo ed Eva, bens\u00ec soltanto i discepoli-missionari itineranti che, sotto la <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>leadership <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">di Ges\u00f9, accoglievano coppie che avevano lasciato la loro famiglia d\u2019origine, distaccandosi anche dal loro patrimonio<\/span><span style=\"font-size: medium\">.&#8221;(7)<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Questa scoperta, che emerge da una lettura &#8220;non discontinua&#8221; dei 4 testi del medesimo capitolo, apre ad una intelligenza del matrimonio cristiano in modalit\u00e0 decisamente nuove. Lo conferma un ulteriore passaggio:<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;La <\/span><span style=\"font-size: medium\">tipologia del matrimonio indissolubile riveste, nell\u2019analisi, la forma del \u00abmatrimonio per il Regno dei cieli\u00bb, in apologia e in polemica con la dominante forma di matrimonio, a servizio della famiglia patriarcale e patrilineare<\/span><span style=\"font-size: medium\">. <em>Poich\u00e9 la chiamata alla sequela di coppie significava anche <\/em><\/span><em><span style=\"font-size: medium\">la rottura dei rapporti di parentela, l\u2019unico legame che andava tutelato e non scisso era quello matrimoniale, tra marito e moglie, assolutamente indissolubile<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium\"><em>.<\/em> L\u2019entrare a far parte della nuova famiglia, quella di Ges\u00f9, come fratello o sorella, ha significato per il suo gruppo composto da celibi, nubili e sposati, accogliere tutti sotto la stessa paternit\u00e0, quella rivelata nell\u2019Abb\u00e0. <\/span><span style=\"font-size: medium\">L\u2019appartenenza allo statuto di figli\/e, e perci\u00f2 di fratelli e sorelle, era funzionale a vivere, nel presente, la prospettiva ultima del Regno dei cieli; per questa finalit\u00e0, il fondamento protologico nella coppia originaria prima del peccato \u2013 \u00ab\u2026in principio non \u00e8 stato cos\u00ec\u2026\u00bb (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Mt <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">19,8) \u2013 istituisce una forma <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>non <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">storica di matrimonio indissolubile, <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-size: medium\">bens\u00ec<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-size: medium\"> escatologica, tipica dell\u2019esperienza del gruppo di Ges\u00f9, per il Regno dei cieli&#8221; (8).\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Questa interpretazione del testo, suffragata da argomenti molto consistenti, e con un rara coerenza, mette in crisi le ricostruzioni che leggono il &#8220;sacramento del matrimonio&#8221; come fondato nella creazione o nella natura. Singolare \u00e8 il fatto che mentre queste letture pongono anche terminologicamente al centro la generazione (\u00e8 sufficiente citare il &#8220;bonum prolis&#8221; del\u00a0<em>De bono coniugali<\/em> di Agostino e la\u00a0<em>Summa contra gentiles<\/em> di Tommaso, che definisce &#8220;generatio&#8221; il matrimonio), questa interpretazione riesce a notare, anche con sorpresa, che in tutti i testi del vangelo considerati nel testo non si parla mai di generazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>2. La tensione con la &#8220;recezione storica&#8221; del modello escatologico<\/em><\/p>\n<p>La singolare notizia che riceviamo dalla lettura del testo potrebbe essere formulata cos\u00ec: una teoria della &#8220;indissolubilit\u00e0&#8221; del legame tra uomo e donna, nella sua forma pi\u00f9 &#8220;impossibile&#8221;, appare contemporaneamente alla necessaria &#8220;solubilit\u00e0&#8221; di tutti gli altri legami patrimoniali e familiari.\u00a0 Per questo, gi\u00e0 Paolo, nelle sue lettere, attesta gli &#8220;adattamenti&#8221; che la storia chiede a questo compimento escatologico, che travolge ogni forma storica stanziale. La relazione pura tra uomo e donna, senza padri n\u00e9 madri, senza figli n\u00e9 figlie, senza campi o bestiame, brilla come un ideale che per realizzarsi deve assumere forme di mediazione. La rilettura della oscillazione paolina tra <em>rimedio della concupiscenza<\/em> e <em>mistero grande<\/em> si pu\u00f2 iscrivere in questa faticosa mediazione tra il discepolato pellegrino della cerchia di Ges\u00f9 e le forme stanziali, filiali e patrimoniali di adesione alla fede. Questa tensione ha sul matrimonio la forma pi\u00f9 forte di espressione. Il non ripudio della moglie\/marito, se assume significato solo nel radicale ripudio di ogni altro bene familiare e patrimoniale, diventa non il dovere di ogni uomo, ma il segno escatologico di una tensione alla santit\u00e0 non ordinaria. Questo pone una condizione nuova alla coscienza ecclesiale e la costringe a rivedere alcune soluzioni che hanno nel frattempo acquisito il sapore di una formalizzazione senza radice. La invadenza di argomenti giuridici, che spostano direttamente il contratto di matrimonio nell&#8217;ambito del sacramento, appaiono fondati non solo su una lettura unilaterale della Scrittura, ma su una elaborazione sistematica assai fragile. Leggendo il testo di Barbaglia si coglie in prospettiva la precariet\u00e0 della soluzione che il concilio di Trento ha dato alla condizione matrimoniale.<\/p>\n<p><em>3. Il superamento del &#8220;modello tridentino\/ottocentesco&#8221; di matrimonio cattolico<\/em><\/p>\n<p>Fino al Concilio di Trento la condizione del matrimonio era strutturalmente plurale. La competenza naturale e civile si relazionava con la competenza ecclesiale in modo articolato e complesso. Si dava una pluralit\u00e0 di forme di vita, che la Chiesa semplicemente benediceva. Con il Decreto\u00a0<em>Tametsi<\/em>\u00a0(1563) la competenza ecclesiale sulla &#8220;forma canonica&#8221; assume <em>in toto<\/em> la dinamica complessa del matrimonio. Questa scelta epocale diventa conflittuale nel momento in cui gli stati liberali rivendicano una propria competenza sul matrimonio, che la Chiesa inizialmente nega. Questo modello conflittuale, dominato da preoccupazioni giuridico-istituzionali, pensa di garantire la potenza escatologica del &#8220;matrimonio per il Regno dei cieli&#8221; identificando <em>sic et simpliciter\u00a0<\/em>il contratto tra due battezzati con il sacramento. Cos\u00ec lo &#8220;ius in corpus&#8221; diventa l&#8217;oggetto del contratto valido e la consumazione del rapporto sessuale d\u00e0 fondamento alla indissolubilit\u00e0. E&#8217; evidente che questa lettura legale confonde i piani e perde, allo stesso tempo, la elementare mediazione naturale\/civile e la sporgenza della anticipazione escatologica.<\/p>\n<p>La presa di distanza da questa impostazione suona potentissima in AL 304, dove si definisce &#8220;meschino&#8221; il disegno di identificazione della volont\u00e0 di Dio con la &#8220;legge oggettiva&#8221;. La identificazione del sacramento con il &#8220;contratto matrimoniale tra battezzati&#8221; \u00e8 una accelerazione storicamente comprensibile, ma sistematicamente difettosa. Il testo di Silvio Barbaglia porta argomenti esegetici fondamentali per comprendere la fatica con cui la Chiesa ha predisposto mediazioni storiche alla indissolubilit\u00e0 escatologica. Non \u00e8 un caso che il libro di Barbaglia si chiuda con una forte &#8220;proposta sistematico-pastorale&#8221;, che prevede due forme parallele: un sacramentale di benedizione del matrimonio fondato sul battesimo, il sacramento del matrimonio come vocazione a fare della unione tra uomo e donna la analogia, pur sempre imperfetta, dell&#8217;amore tra Cristo e la Chiesa. Forse la soluzione pu\u00f2 far discutere, forse la forma del &#8220;sacramentale&#8221; \u00e8 tanto antiquata quanto il problema. Ma \u00e8 certo che scoprire il matrimonio non anzitutto come un &#8220;atto giuridico&#8221;, ma come un &#8220;processo iniziatico&#8221; pu\u00f2 costituire una provocazione che accetta, allo stesso tempo, la fragilit\u00e0 delle biografie e la profondit\u00e0 della testimonianza.<\/p>\n<p>Per restituire una parola finale all&#8217;autore:\u00a0\u201cIn sintesi, la figura del \u00abmatrimonio per il Regno dei cieli\u00bb pu\u00f2 divenire anche attualmente un\u2019<i>immagine tensionale\u00a0<\/i>pi\u00f9 che un codice irriformabile di norme comportamentali. E l\u2019indissolubilit\u00e0 del vincolo matrimoniale, accanto allo\u00a0<i>status\u00a0<\/i>di \u00abeunuchi per il Regno dei cieli\u00bb pu\u00f2 rappresentare ancora oggi, nella vita e nella scelta matrimoniale, una giusta provocazione profetica al fine di tenere alto il valore in gioco, riconoscendo che quelle parole originarie di Ges\u00f9, furono declinate nel tempo del rendere presente il Regno dei cieli. E dunque, per riportare alla natura evangelica la forza profetica del\u00a0<i>matrimonio come sacramento<\/i>, \u00e8 forse necessario\u00a0<i>non ripartire di nuovo da Adamo ed Eva\u00a0<\/i>\u2013 tale compito lo ha gi\u00e0 svolto Ges\u00f9! \u2013, al fine di\u00a0<i>universalizzare\u00a0<\/i>la forma naturale del matrimonio indissolubile,\u00a0<i>bens\u00ec ripartire da Ges\u00f9 e dal gruppo ristretto e particolare di coloro che avevano lasciato tutto per seguirlo, di coloro che liberandosi dal loro \u00abpatri-monio\u00bb, furono in grado di abbracciare quell\u2019immagine eccelsa e innaturale di \u00abmatri-monio\u00bb<\/i>. \u201c (105)<\/p>\n<p>Queste parole aiutano a comprendere le ultime righe con cui si chiude Amoris Laetitia, con una forte ripresa di questa visione escatologica del matrimonio, che sa comprendere ad un tempo, la altezza dell&#8217;ideale e la fragilit\u00e0 dei cammini che lo perseguono:<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #212529\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;<\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #212529\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro'\"><span style=\"font-size: medium\">325<\/span><\/span><\/span><\/em><em><span style=\"color: #212529\"><span style=\"font-family: 'Source Sans Pro'\"><span style=\"font-size: medium\">. Le parole del Maestro (cfr\u00a0Mt\u00a022,30) e quelle di san Paolo (cfr\u00a01 Cor\u00a07,29-31) sul matrimonio, sono inserite \u2013 non casualmente \u2013 nella dimensione ultima e definitiva della nostra esistenza, che abbiamo bisogno di recuperare. In tal modo gli sposi potranno riconoscere il senso del cammino che stanno percorrendo. Infatti, come abbiamo ricordato pi\u00f9 volte in questa Esortazione, nessuna famiglia \u00e8 una realt\u00e0 perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacit\u00e0 di amare. C\u2019\u00e8 una chiamata costante che proviene dalla comunione piena della Trinit\u00e0, dall\u2019unione stupenda tra Cristo e la sua Chiesa, da quella bella comunit\u00e0 che \u00e8 la famiglia di Nazareth e dalla fraternit\u00e0 senza macchia che esiste tra i santi del cielo. E tuttavia, contemplare la pienezza che non abbiamo ancora raggiunto ci permette anche di relativizzare il cammino storico che stiamo facendo come famiglie, per smettere di pretendere dalle relazioni interpersonali una perfezione, una purezza di intenzioni e una coerenza che potremo trovare solo nel Regno definitivo. Inoltre ci impedisce di giudicare con durezza coloro che vivono in condizioni di grande fragilit\u00e0. Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante&#8221;.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un volume pubblicato nel 2016, a ridosso dei due Sinodi sulla famiglia, si pu\u00f2 leggere una ricostruzione molto sorprendente e davvero illuminante del &#8220;vangelo del matrimonio&#8221;. 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