{"id":17299,"date":"2021-09-26T17:49:30","date_gmt":"2021-09-26T15:49:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17299"},"modified":"2021-09-26T17:49:31","modified_gmt":"2021-09-26T15:49:31","slug":"popolo-di-dio-corpo-e-rito-capire-il-vaticano-ii-con-dickens-e-merleau-ponty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/popolo-di-dio-corpo-e-rito-capire-il-vaticano-ii-con-dickens-e-merleau-ponty\/","title":{"rendered":"Popolo di Dio, corpo e rito: capire il Vaticano II con Dickens e Merleau-Ponty"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Carpi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-17300\" alt=\"Carpi\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Carpi.jpg\" width=\"291\" height=\"173\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Ieri a Carpi, in una iniziativa del Laboratorio Teologico &#8220;Realino&#8221;, ho presentato questa conferenza sul rapporto tra Riforma Liturgica, popolo di Dio e azione rituale. Ringrazio gli organizzatori per la bella occasione di ascolto e di scambio. Ecco il breve testo in cui riassumo il discorso di ieri.<\/em><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPS-BoldMT, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>EVENTO E\/O RITO ? <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>La celebrazione liturgica del popolo di Dio 60 anni dopo l\u2019inizio del Concilio Vaticano II<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u201c<span style=\"font-family: TimesNewRomanPS-ItalicMT, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Dunque, voglio solo Fatti. Insegnate a questi ragazzi e ragazze soltanto Fatti. Solo di Fatti c\u2019\u00e8 bisogno nella vita. Piantate nient\u2019altro, estirpate tutto il resto. Solo con i Fatti si educano le menti di animali razionali e nient\u2019altro riuscir\u00e0 mai loro di alcuna utilit\u00e0\u201d<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"left\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: small\">C<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">h<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: small\">. D<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">ickens <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Hard Times<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT-SC700, serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>, incipit<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Inizio da questa frase di Ch. Dickens, tratta da un libro che \u00e8 stato scritto a met\u00e0 del 1800 e che rappresenta in modo efficace una \u201csoglia critica\u201d del mondo tardo-moderno: ossia l\u2019affermarsi di una cultura \u201cpositivistica\u201d. La riduzione dell\u2019uomo a \u201crazionalit\u00e0\u201d, censurando ogni immaginazione, ogni inquietudine e ogni incompiutezza. Nel romanzo, che inizia con queste parole, colui che parla, un insegnante, vedr\u00e0 rovinata la propria famiglia propria da questi principi ciechi. I suoi figli diventeranno un ladro e una prostituta.<\/p>\n<p align=\"left\">Ci si chieder\u00e0: perch\u00e9 mai iniziare da qui un discorso sulla \u201criforma liturgica\u201d? Per capirlo dobbiamo ricordare una frase forte, con cui papa Francesco si \u00e8 rivolto al \u201ccollegio degli scrittori\u201d della Civilt\u00e0 Cattolica alcuni anni fa, dicendo che, per fare bene la loro funzione, dovevano alimentarsi di \u201cinquietudine, di incompiutezza e di immaginazione\u201d. Ecco, io credo che per capire bene che cosa \u00e8 successo con il Concilio Vaticano II e con la Riforma liturgica ad esso successiva, bisogna capire bene i limiti di una cultura positivistica (che \u00e8 forte anche nella Chiesa) e scoprire il tesoro di novit\u00e0 che il percorso recente ha riservato alla identit\u00e0 ecclesiale attraverso la riscoperta della profondit\u00e0 originaria e primordiale della azione rituale.<\/p>\n<p align=\"left\">Questa breve riflessione, che si strutturer\u00e0 in 4 brevi passi, vorrebbe anche inserirsi nella ambizione di \u201claboratorio\u201d dello studio teologico di Carpi. Fare teologia significa imparare a porre vere domande. Questo non \u00e8 semplice e si \u00e8 enormemente complicato da circa un secolo, ossia da quando ci siamo convinti, a torto, che si potesse fare teologia \u201ccontro\u201d e \u201csenza\u201d la cultura ambiente. Non \u00e8 mai stato cos\u00ec. La grande storia della teologia, da Agostino, a Tommaso, ai padri tridentini, si \u00e8 nutrita di cultura, della migliore cultura che aveva a disposizione, senza bisogno di verificare che fosse \u201cbattezzata\u201d. Una teologia \u201cesculturata\u201d \u00e8 sempre una teologia senza corpo e senza veri interlocutori. Come fecero gli antichi e i medievali, cos\u00ec dobbiamo fare anche noi: su questa via ci hanno preceduti il Concilio Vaticano II e il grande aggiornamento voluto e difeso da papa Giovanni XXIII e da papa Paolo VI. In questa scia, che sta tanto a cuore a papa Francesco, vorrei collocare anche le mie piccole riflessioni.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>1. Una tensione: evento e rito.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come dice il titolo di questo intervento, partiamo da una tensione: tra il rito liturgico e l\u2019evento di grazia sembra esserci una tensione insuperabile. Se consideriamo come la tradizione ha affrontato questo problema, troviamo che la domanda era formulata in questo modo: come si fa ad avere rapporto con la Pasqua, ossia con il mistero centrale di passione, morte e risurrezione?<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">La teologia classica ha dato una grande risposta: <span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>per fidem et sacramenta<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La fede e i sacramenti sono le due \u201cvie\u201d per aver rapporto con la Pasqua. S. Tommaso traduce queste due strade in parole forti: la fede opera<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> \u201cper actum animae\u201d, <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">mentre i sacramenti<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> per \u201cusum rerum exteriorum\u201d. <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Un atto dell\u2019anima e l\u2019uso delle cose esteriori sono i due \u201cversanti\u201d della nostra relazione <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">di<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> fedelt\u00e0, <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">di ascolto e di<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> discepolato nei confronti di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Questa risposta, per\u00f2, \u00e8 diventata insufficiente, proprio a partire dalle \u201ctre rivoluzioni\u201d (industriale, americana e francese) che hanno cambiato prima l\u2019europa, poi anche il nord-america e infine stanno modificando tutto il mondo. Cos\u00ec \u00e8 nata, gradualmente, a partire dal secondo e terzo decennio del 1800, la consapevolezza che le categorie scolastiche non restituivano pi\u00f9 in modo adeguato l&#8217;esperienza in gioco nella fede e nei sacramenti. A. Rosmini in Italia e P. Gu\u00e9ranger in Francia sono stati i primi ad accorgersi di questo \u201cbuco\u201d della tradizione, negli anni 30 del 1800. Pi\u00f9 avanti, a partire dai primi del 900, nello stesso contesto che affermava l\u2019antimodernismo pi\u00f9 duro, Pio X e il Movimento Liturgico contribuivano ad un ripensamento profondo della \u201clettura teologica classica\u201d. Proprio <span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">poich\u00e9 la illusione tardo moderna era\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">quella <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">di poter fare tutto \u201cper actum an<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">i<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">mae\u201d \u2013 ossia <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">di fare <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">tutto con l\u2019intelletto, con la volont\u00e0 e con il cuore \u2013 <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">diventava un compito nuovo<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> riscoprire la inaggirabilit\u00e0 della \u201cmediazione corporea\u201d. <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">La cosa nuova, per\u00f2, consisteva nel fatto che la \u201cmediazione corporea\u201d non era pi\u00f9 riducibile all\u2019\u201duso delle cose esterne\u201d. La riscoperta della liturgia come \u201clinguaggio\u201d del sacramento \u00e8 stata la novit\u00e0 che con il Concilio \u00e8 diventata dottrina <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">comune <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">e che<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0ha richiesto una riforma liturgica. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>2. <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La Pasqua nel corpo<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto con il Concilio e con la Riforma liturgica muov<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">e<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> da un presupposto teorico molto importante, che scopre come l<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a relazione alla Pasqua non <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">sia<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> solo intellettale, morale o sentimentale. E\u2019 <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">prima di tutto e ultimamente (diremmo nel suo\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>fons<\/i>\u00a0e\u00a0 nel suo<i> culmen<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">) <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">relazione<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"> corporea. <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ci siamo abituati a pensare che la fede sia solo \u201cdottrina\u201d, \u201cdisciplina\u201d e \u201cspiritualit\u00e0\u201d, riconducendo la tradizione alla sua mediazione <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">della mente, della volont\u00e0 e del sentimento<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. In realt\u00e0 la scoperta della \u201cintelligenza <em>per ritus et preces<\/em>\u201d, che \u00e8 il cuore della intuizione nuova di <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Sacrosanctum Concilium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0(cfr. SC 48) implica un grande investimento sui \u201clinguaggi elementari\u201d, sul loro modo di comunicare, di fare esperienza e di esprimere tale esperienza. <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non sono i riti e le preghiere gli \u201coggetti\u201d della intelligenza ecclesiale, ma potremmo dire sono i \u201clinguaggi\u201d di questa comprensione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Costatare la scoperta del \u201ccorpo in azione\u201d significa uscire da soluzioni intellettualistiche, volontaristiche e sentimentalistiche che sostituiscono alla azione rituale il suo significato, <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">un<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a norma o l\u2019affetto-sentimento <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">da coltivare<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Parlare di eucaristia in termini di <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u201csostanza e accidenti\u201d\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00e8 <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">cos\u00ec diventato per noi <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">un modo di sfigura<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">re<\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">, allo stesso tempo, il nostro corpo e il corpo di Cristo. Ovviamente il \u201cprimato del corpo\u201d, istituendo una autorit\u00e0 dei \u201ccinque sensi\u201d \u2013 e anzitutto del \u201cfondamento di ogni senso\u201d, ossia del \u201ctatto\u201d \u2013 diventa il luogo pi\u00f9 censurato dal \u201cprotocollo sanitario imposto dalla pandemia\u201d. Mani sanificate che non si toccano, volti irriconoscibili e insepressive, distanze insuperabili segnano una vera e propria sospensione della esperienza di comunit\u00e0. Ma forse proprio questo periodo di \u201cprotocollo imposto\u201d potrebbe favorire il superamento di quei \u201cprotocolli impliciti\u201d che ci hanno convinti di essere sempre \u201cin privato con Ges\u00f9\u201d, facendo diventare tatto, gusto, odorato, udito e vista delle appendici poco significative del nostro atto di fede <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">interiore <\/span><\/span><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">e anche del nostro \u201cuso delle cose esteriori\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>3. Le dinamiche trasgressive del corpo<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il corpo, diversamente dall\u2019intelletto, dalla volont\u00e0 e dal sentimento, con la sua imbarazzante visibilit\u00e0, \u00e8 sempre provocatorio, trasgressivo, inquieto, incompleto, irriducibile ad un concetto, ad una norma, ad un sentimento. La interruzione \u201ccorporea\u201d della esistenza diventa cos\u00ec una condizione della fede e del sacramento. Il corpo sta nello spazio, nel tempo e nella relazione con una \u201cinterruzione\u201d che alimenta le \u201cfacolt\u00e0 superiori\u201d. Ma senza la logica primordiale del corpo, che consuma lo spazio e il tempo in una relazione festiva, che conosce la gratuit\u00e0 senza calcolo, che riconosce subito il bello e il buono sul piano tutt\u2019altro che superficiale del tatto, \u00e8 impossibile costruire quello \u201cspazio comune\u201d, diverso dallo spazio privato e dal quello pubblico, che ospita il Signore e che permette al Signore di ospitare la sua Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Essere \u201cpopolo di Dio\u201d significa non solo \u201cpensare la fede\u201d, \u201cvivere con fede\u201d, \u201csentire con fede\u201d, ma \u201ccelebrare nel Signore\u201d. Per questo occorre restituire una autorit\u00e0 al corpo, perch\u00e9 \u201cprenda l\u2019iniziativa di perdere l\u2019iniziativa\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">I linguaggi elementari della celebrazione sono delicati, hanno bisogno di \u201cmanualit\u00e0 fine\u201d e di accurata iniziazione. Non si possono trattare in modo troppo sommario. Un buon esempio di questo disagio \u00e8 la riduzione della \u201cparticola\u201d a parola vuota, mero supporto di una fine teoria sulla \u201cpresenza reale\u201d, ossia presenza sostanziale e non accidentale del corpo di Cristo. In realt\u00e0, quando noi procediamo cos\u00ec, restiamo ancora catturati nel modello classico, che non affida al rito alcuna vera \u201cintelligenza\u201d. Questo \u00e8 tanto vero che noi ci siamo abituati \u2013 senza alcuno scandalo \u2013 a ricevere una \u201cparticola tonda\u201d. Come tondo \u00e8 il pane da spezzare (<em>Hostia magna<\/em>) cos\u00ec risulta tondo anche il pane spezzato. Ma qui qualcosa di corporeo \u00e8 irrimediabilmente compromesso. La particola \u2013 che in latino significa \u201cframmento\u201d \u2013 proprio in quanto \u00e8 un \u201cpezzo\u201d pu\u00f2 avere ogni forma, meno che la forma tonda. Nemmeno Giotto, il grande pittore e architetto, avrebbe saputo spezzare il pane derivandone particole tonde. Tondo \u00e8 l\u2019intero, non il frammento. Per questo il rito esige che tutti coloro che \u201cpartecipano dell\u2019unico pane\u201d ricevano solo un frammento, la cui verit\u00e0 non \u00e8 \u201cin s\u00e9\u201d, ma in Cristo e nella Chiesa. La forma delle particole parla della irrilevanza del rito per la fede. E conferma una versione individualistica e borghese, che non ha alcun bisogno di un \u201cpopolo di Dio\u201d, ma solo di una \u201csalvezza dell\u2019anima\u201d a cui ogni individuo arriva per la sua relazione personale (intellettuale, morale e spirituale) con il Signore. N\u00e9 il corpo n\u00e9 il popolo sono rilevanti. E la &#8220;particola&#8221; pu\u00f2 ridursi ad un &#8220;intero in miniatura&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4. I linguaggi primari della liturgia stabiliscono il rapporto pi\u00f9 forte con l\u2019evento.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da questa breve analisi emergono una serie di interessanti conseguenze, liturgiche, ecclesiali e spirituali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) La reazione ecclesiale al mondo moderno, che ha spesso assunto la forma di una \u201clotta dell\u2019anima contro il corpo\u201d, trova nella liturgia un luogo paradossale, in cui la valorizzazione del corpo integrale, con tutti i suoi linguaggi, diventa condizione per recuperare una mediazione piena tra il Signore e la sua Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) Queste \u201cmediazioni corporee\u201d, che danno forma all\u2019essere Chiesa di Cristo, aiutano a ricostruire in modo pi\u00f9 ricco una serie di \u201cantitesi\u201d, che il mondo tardo-moderno ha imposto e rispetto alle quali la Chiesa spesso si trova costretta a restare al loro interno:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; libert\u00e0\/autorit\u00e0: la Chiesa non \u00e8 costretta a scegliere la autorit\u00e0 contro la libert\u00e0. Cos\u00ec vorrebbero tutte le letture autoritarie. N\u00e9 la libert\u00e0 contro la autorit\u00e0, come vorrebbero le letture \u201cneoliberiste\u201d. Deve piuttosto ritornare a quella evidenza, cos\u00ec bene espressa in una duplice proposizione da Armido Rizzi: l\u2019amore pu\u00f2 solo essere comandato e solo l\u2019amore pu\u00f2 essere comandato. Una genealogia della libert\u00e0 \u00e8 la sfida che la azione rituale mette sempre in scena, con i suoi linguaggi simbolici.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; diritto\/dovere: la chiesa non \u00e8 costretta a contestare i diritti mediante i doveri, ma a lasciare aperta la dialettica storica tra diritti e doveri, mostrando l\u2019orizzonte iniziale e finale che \u00e8 quello del dono. La azione rituale permette di ricomporre, sul piano del dono, le antiche e nuove evidenze dei diritti e dei doveri. Senza rigidit\u00e0 e senza ingenuit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; privato\/pubblico: la chiesa non \u00e8 costretta a rincorrere la dignit\u00e0 pubblica del privato e la dignit\u00e0 privata del pubblico, ma a ricostituire, con fatica, luogo \u201caltri\u201d, che sono appunti trasgressioni e interruzioni, perch\u00e9 l\u2019uomo che lavoro e l\u2019uomo in vacanza ritrovi se stesso, nel riconoscimento altrui.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0La liturgia, restituita a questa funzione fondamentale, \u00e8 il linguaggio non di alcuni, ma di tutta l\u2019assemblea, di tutto il popolo di Dio. Tutti celebrano l\u2019azione rituale, partecipando al rito, non soltanto ricevendone i frutti. Questo modello di liturgia \u00e8, come aveva capito Giuseppe Dossetti gi\u00e0 nel 1965, una \u201cecclesiologia eucaristica\u201d compiuta e singolarmente profetica, anche oggi.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<b>5. Conclusione<\/b><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Ero partito da una frase tratta da un capolavoro di Ch. Dickens. Voglio concludere con una frase tratta da un libretto postumo di M. Merleau-Ponty, che \u00e8 la trascrizione di 7 trasmissioni radiofoniche del 1948, dedicate alla spiegazione facile e diretta della \u201cfenomenologia\u201d per gli ascoltatori della radio francese. In una di queste trasmissioni, pubblicate nel 2001 con il titolo <i>Conversazioni, <\/i>il filosofo scrive questa frase:<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Impariamo a veder nuovamente il mondo attorno a noi da cui ci eravamo distolti nella convinzione che i nostri sensi non potessero insegnarci nulla di valido e che solo un sapere rigorosamente oggettivo meritasse di esser preso in considerazione. [\u2026] In un mondo cos\u00ec trasformato non siamo soli, e non siamo soltanto tra uomini. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Questo mondo si offre anche agli animali, ai bambini, ai primitivi, ai pazzi, che lo abitano a modo loro e che coesistono con esso <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">(M. Merleau-Ponty)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0L\u2019azione rituale non ha alcuna rilevanza per chi pensa di imparare solo da linguaggi rigorosamente oggettivi. Anche nella Chiesa le cose funzionano cos\u00ec. Da come guardiamo il mondo, impariamo anche a credere. Ora nel mondo, ci dice il filosofo, non siamo soli, siamo strutturalmente il relazione. Come \u201canimale che ha la parola\u201d l\u2019uomo sa di non avere la sua specificit\u00e0 linguistica e razionale \u201cin s\u00e9\u201d, ma grazia agli altri, a Dio e al prossimo. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 proprio dell&#8217;uomo, la parola, non lo abbiamo da soli, ma solo grazie alle \u201ctradizioni\u201d: non per natura necessaria, ma per tradizione contingente e in una storia aperta noi tutti diventiamo uomini e donne.<\/p>\n<p align=\"left\">Ma vi \u00e8 un secondo aspetto, ancora pi\u00f9 abissale. Non solo gli \u201caltri uomini adulti\u201d, ma anche animali, bambini, primitivi e pazzi abitano il mondo e lo rielaborano.<\/p>\n<p align=\"left\">Questo deve essere inteso anche nel senso che ogni uomo e ogni donna, da adulti, devono fare memoria dell\u2019animale, del bambini, del primitivo e del pazzo <em>che loro stessi sono stati e continuano ad essere<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\">Una Chiesa sa ancora celebrare la fede e riconoscere il valore originario di questa mediazione corporea del rapporto tra Cristo e la sua Chiesa solo se, nel fare memoria di Lui, sa essere capace di questa \u201cmemoria di s\u00e9\u201d. Memoria complessa e memoria ricca; memoria comunitaria e memoria popolare; memoria, dunque, meravigliosamente complicata, ma, proprio per questo, memoria promettente e profetica.<\/p>\n<p align=\"left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri a Carpi, in una iniziativa del Laboratorio Teologico &#8220;Realino&#8221;, ho presentato questa conferenza sul rapporto tra Riforma Liturgica, popolo di Dio e azione rituale. 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