{"id":17287,"date":"2021-09-04T19:17:46","date_gmt":"2021-09-04T17:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17287"},"modified":"2021-09-05T15:08:22","modified_gmt":"2021-09-05T13:08:22","slug":"lingegno-e-il-potere-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lingegno-e-il-potere-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;ingegno e il potere"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ingegno. \u00abEbbero gli Ateniesi la straordinaria capacit\u00e0, a partire da un minuscolo angolo di mondo, di pensare l\u2019universo. Ma \u00e8 anche un segno della forte coscienza di s\u00e9, del proprio rilievo e del proprio ruolo, che serbarono le grandi famiglie pur entro la cornice della democrazia ateniese. Il veicolo di questa loro straordinaria avventura mentale fu il pensiero matematico\u00bb [Luciano Canfora, <em>Un mestiere pericoloso. La vita quotidiana dei filosofi greci<\/em>, tr.it. Sellerio 2000, p. 72].<br \/>\nIl potere. \u00abLa regione \u00e8 un territorio che non ha un limite preciso, ma sfuma in un certo margine di incertezza, una specie di \u2018terra di nessuno\u2019, dove \u00e8 possibile incontrare altri gruppi o comunit\u00e0. In tali condizioni, anche una fila di colline dal rilievo assai netto pu\u00f2 essere concepita non tanto come \u2018il confine\u2019, ma come \u2018quel territorio-limite oltre il quale, a una distanza un po&#8217; incerta, che varia da stagione a stagione, \u00e8 possibile incontrare quell\u2019altro popolo, con il quale \u2013 a seconda dei casi \u2013 si dovr\u00e0 combattere oppure commerciare\u2019\u00bb [Owen Lattimore, <em>La frontiera<\/em>, tr.it. Einaudi 1970, p. 408].<br \/>\n\u00abDi solito \u00e8 possibile scorgere i segni premonitori di una nuova epoca storica molto prima che la fase precedente abbia del tutto esaurito il suo corso\u00bb [ivi, p. 428]. Per la nostra, che combatte o commercia fin nell\u2019universo, lo fece Carlo Maria Cipolla nel 1962: \u00ab<em>una delle principali conseguenze della Rivoluzione industriale \u00e8 stata la riduzione del costo e l\u2019aumento della velocit\u00e0 dei trasporti. Le distanze si sono ridotte ad un ritmo stupefacente. Giorno per giorno il mondo sembra diventare sempre pi\u00f9 piccolo e societ\u00e0 che da millenni si ignoravano praticamente a vicenda si trovano all\u2019improvviso a contatto \u2013 o in conflitto. Nel nostro modo di agire, sia nel campo politico che in quello economico, sia nel settore della organizzazione sanitaria che in quello della strategia militare si impone un nuovo punto di vista. Nel passato l\u2019uomo ha dovuto abbandonare il punto di vista cittadino o regionale per acquisirne uno nazionale. Oggi dobbiamo uniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista globale. Come scrisse recentemente Bertrand Russell, \u201cIl mondo \u00e8 diventato uno, non solo per l\u2019astronomo, ma anche per il normale cittadino\u201d<\/em>\u00bb [<em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1990, p. 5, ed. or. Penguin Books 1962, corsivo dell\u2019A.].<br \/>\nOggi ormai \u00abl\u2019urgenza delle sfide globali \u2013 COVID-19, cambiamento climatico e sviluppo inclusivo \u2013 richiede un\u2019azione globale\u00bb [Vitor Gaspar e Gita Gopinath, \u00abComing Together\u00bb, <em>International Monetary Fund blog<\/em>, 10\/8\/21, online]. Per agire servono l\u2019ingegno e il potere.<br \/>\n<em><strong>L\u2019ingegno e il potere<\/strong><\/em> [Carlo Bernardini-Daniela Minerva, Sansoni 1992] \u00e8 \u00abun rapporto complesso affascinante inevitabile, attraverso i tempi e i protagonisti\u00bb, dice il sottotitolo in copertina dove un insegnante scrive &#8220;1+1=2&#8221; alla lavagna e dice \u201cQuesta \u00e8 una uguaglianza\u201d a uno studente, che tra s\u00e9 pensa \u201cCi risiamo con la politica\u201d. Si sono capiti, ingegno e potere. \u00abCi\u00f2 che \u00e8 chiamato comprensione spesso non \u00e8 che uno stato in cui si diventa familiari con ci\u00f2 che non si capisce. [\u2026] Quei fatti, anche strani, possono diventare cos\u00ec familiari che non ci si sente pi\u00f9 perduti fra di essi. Quando uno li pu\u00f2 usare per fare predizioni, allora pu\u00f2 dire: \u201cIo capisco\u201d; e capire \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi consolazioni umane\u00bb. Cos\u00ec nel 1978, alla Pepperdine University (Malibu, California) l\u2019ungherese Edward Teller, esule in USA dal nazismo e uno dei protagonisti della bomba atomica [Bernardini e Minerva, cit., p. 251]. Strenuo promotore delle armi nucleari, per primo ebbe nel 1991 il premio (parodistico) Ig Nobel per la Pace quale \u00abpadre della bomba a idrogeno e primo difensore del sistema antimissile Star Wars, per una vita dedicata a cambiare il senso della parola \u201cpace\u201d cos\u00ec come la conosciamo\u00bb. Isidor Isaac Rabi, premio Nobel 1944 per la fisica e uno dei suoi capi al Progetto Manhattan, lo defin\u00ec \u00abun pericolo per i valori che ci sono pi\u00f9 cari. Credo davvero che il mondo sarebbe stato migliore senza Teller\u00bb [Marc Abrahams, <em>I Premi Ig Nobel<\/em>, tr.it. Garzanti 2004, p. 89, online]. Usare fatti anche strani per predire le Guerre Stellari dell\u2019aggressivo neoliberismo globale del presidente Reagan non \u00e8 stata, non \u00e8, n\u00e9 mai sar\u00e0 \u00abuna delle pi\u00f9 grandi soddisfazioni umane\u00bb.<br \/>\nNel secolo del mondo globale, due guerre totali di sterminio anche atomico in una sola generazione si sono concluse con <em>dettati<\/em> di pace agli stati vinti: la pace fu finalmente riconosciuta valore in s\u00e9 e non pi\u00f9 la pausa tra guerre (Guerre Stellari incluse) della dottrina \u00absi vis pacem, para bellum dal lat. \u2018se vuoi la pace, prepara la guerra\u2019. \u2013 Sentenza latina anonima in questa forma, ma presente, in modo poco diverso nella formulazione o nella sostanza, in var\u00ee autori; si cita soprattutto per affermare che uno dei mezzi pi\u00f9 efficaci per assicurare la pace \u00e8 quello di essere armati e in grado di difendersi, in modo da scoraggiare eventuali propositi aggressivi degli avversar\u00ee\u00bb [<em>Treccani<\/em>]. Ma alla forza armata gi\u00e0 nel V secolo a.C. Sun-Tzu antepose i fattori di vittoria etici, politici, ambientali [Luciano Canfora, <em>La conversione. Come Giuseppe Flavio fu cristianizzato<\/em>, Salerno 2021, p. 178], che oggi sono le sfide globali per cui il Fondo Monetario Internazionale richiede un\u2019urgente azione globale.<br \/>\nLa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Parigi il 10 dicembre 1948 ha un art. 30 a sancire [\u00abrendere sacro, inviolabile\u00bb: <em>Treccani<\/em>] che \u00abnulla nella presente Dichiarazione pu\u00f2 essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un\u2019attivit\u00e0 o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libert\u00e0 in essa enunciati\u00bb. Ma l\u2019uso di fatti anche strani per predire le Guerre Stellari ci diede la terza guerra mondiale, \u00abfredda\u00bb scrisse il \u00abgiornalista americano W. Lippmann (1889-1974) per descrivere un&#8217;ostilit\u00e0 che non sembrava pi\u00f9 risolvibile attraverso una guerra frontale tra le due superpotenze, dato il pericolo per la sopravvivenza della umanit\u00e0 rappresentato da un eventuale ricorso alle armi nucleari. Tale lotta per il controllo del mondo conobbe diverse fasi, caratterizzate anche da gravi tensioni (crisi missilistica di Cuba, 1962) e guerre &#8216;calde&#8217;, come quelle in Corea (1950-53) e in Vietnam (conclusa nel 1975)\u00bb [<em>Treccani<\/em>].<br \/>\nA ingegno e potere manc\u00f2 la \u00abfacolt\u00e0 del pensare, cio\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 psichica mediante la quale l\u2019uomo acquista coscienza di s\u00e9 e della realt\u00e0 che considera come esterna a s\u00e9 stesso; propria dell\u2019uomo, lo differenzia dagli altri esseri viventi permettendogli di cogliere valori universali, di costruire nuovi modelli che trascendono i limiti spazio-temporali della percezione sensibile, di formarsi una coscienza di quello che esperimenta nella sua interiorit\u00e0 e nella realt\u00e0 esterna: lo pensiero \u00e8 proprio atto de la ragione, perch\u00e9 le bestie non pensano, che non l\u2019hanno (Dante)\u00bb [<em>Treccani<\/em>]. Tecnicamente unito, il nostro mondo \u00e8 correttamente definito \u2018villaggio\u2019 globale, che \u00abin etnologia rappresenta una forma elementare dell\u2019abitato umano stabile e si differenzia, come tale, dall\u2019accampamento, sede transitoria delle popolazioni nomadi\u00bb [<em>Treccani<\/em>], oggi le sempre pi\u00f9 numerose private di diritti umani, rivendicati nel 2001 nella Genova del G8 e oggi dai migranti che sfidano la morte nel Mediterraneo. Non a caso nell\u2019UE in transizione sovranazionale, due fasi della lotta politica globale per attuare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, negata dal crescente terrorismo statale\/tribale nel mondo \u201cdiventato uno non solo per l\u2019astronomo ma anche per il normale cittadino\u201d [Cipolla, cit.].<br \/>\nNel mondo diventato uno, \u00abuna delle pi\u00f9 grandi consolazioni umane\u00bb \u00e8 capire che l\u2019ingegno e il potere devono cooperare per \u00abuniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista globale\u00bb [Cipolla, cit.], qui e ora per l\u2019UE nel necessario passo di unire nella difesa dei diritti e in democrazia i cittadini del mondo africani e europei con le loro risorse di ingegno e potere, i fattori di vittoria etici, politici, ambientali che esprimono il loro potenziale di sviluppo nel tempo, mentre da Brasilia a Voghera gli sceriffi del villaggio globale sparano a vista contro tutti e tutto. Sparano anche a Covid-19 che, divenuto pandemico per loro arroganza, si arrende per\u00f2 solo all\u2019intelligenza dell\u2019ingegno e del potere che insieme costruiscono la salute globale superando la violenza di stati e trib\u00f9 impotenti anche nell\u2019emergenza climatica, altro frutto avvelenato globale del loro rifiuto e della loro incapacit\u00e0 tecnica e politica di pensare e lavorare insieme per il bene comune, a casa e nel mondo.<br \/>\nMentre Teller prediceva guerre stellari, al rapporto tra l\u2019ingegno e il potere lavorava David Bohm \u2013 anch\u2019egli fisico nucleare ungherese rifugiato in USA, ma al contrario di Teller allontanato per ragioni politiche dal Progetto Manhattan, poi chiamato al King\u2019s College di Londra. \u00abLa mia proposta \u00e8 che le diffuse e pervasive differenziazioni tra le persone (razza, nazione, famiglia, professione, ecc. ecc.), che stanno impedendo all\u2019umanit\u00e0 di lavorare insieme per il bene comune, e in realt\u00e0 persino per la sopravvivenza [sottolineatura mia: ndr], hanno in origine un fattore chiave in un tipo di pensiero che tratta le cose come intrinsecamente divise, disconnesse e \u2018frammentate\u2019 in parti ancora pi\u00f9 piccole. Ogni parte in pratica \u00e8 considerata autonoma e auto-esistente. Quando l\u2019essere umano pensa a questo modo inevitabilmente tende a difendere i bisogni del proprio \u2018Ego\u2019 contro quelli degli altri; o, se si identifica con un gruppo di gente dello stesso tipo, difender\u00e0 questo gruppo nello stesso modo. Non riesce a pensare davvero l\u2019umanit\u00e0 come la realt\u00e0 fondamentale, le cui domande vengono prima. Anche quando tenta di riflettere sulle necessit\u00e0 umane, tende a considerare l\u2019umanit\u00e0 come separata dalla natura e cos\u00ec via [la pandemia ce ne d\u00e0 un vasto catalogo: ndr]. La mia proposta \u00e8 che la forma mentis generale dell\u2019essere umano nel pensare la globalit\u00e0, la sua visione del mondo, \u00e8 cruciale per l\u2019ordine generale della stessa mente umana. Se pensa la globalit\u00e0 costituita da frammenti indipendenti, la sua mente tender\u00e0 a funzionare cos\u00ec, ma se pu\u00f2 includere tutto con coerenza e armonia in un insieme globale indiviso, ininterrotto e senza frontiere (dato che ogni frontiera \u00e8 divisione o rottura) la sua mente tender\u00e0 ad agire in modo analogo, e da qui potr\u00e0 fluire un\u2019azione ordinata nel tutto\u00bb [<em>Wholeness and the Implicate Order<\/em>, Routledge, 2007, ed. or. 1980, pp. xii-xiii].<br \/>\nAbitare il mondo globale \u00e8 rispettarlo [\u00ablat. respectare, propr. \u2018guardare indietro\u2019\u00bb: <em>Treccani<\/em>] e andare oltre il villaggio globale che come l\u2019antenato locale muore reificandosi nel mercato: \u00abprocesso di ridurre a cosa, di trattare alla stregua di cosa materiale istanze intellettuali e psichiche, morali, storico-culturali\u00bb [<em>Treccani<\/em>]. Il \u00abcammino di speranza per l\u2019umanit\u00e0 nel mezzo dal caos climatico\u00bb \u00e8 \u00ababbandonare la crescita del prodotto interno lordo come orizzonte collettivo e come bussola delle politiche pubbliche\u00bb per cooperare nello scenario \u00abche fa del benessere umano e della riduzione delle ineguaglianze sociali i due pilastri dello sviluppo, in luogo della crescita economica\u00bb [Eloi Laurent, \u00abUn chemin d\u2019espoir pour l\u2019humanit\u00e9 au milieu du chaos climatique\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 19\/8\/21, online].<br \/>\nSarah Vanuxem, dell\u2019Universit\u00e9 C\u00f4te d\u2019Azur, ci dice che \u00abuna rivoluzione \u00e8 in atto\u00bb. \u00abLa creazione del principio di solidariet\u00e0 ecologica segnalerebbe il passaggio da una visione antropocentrica a una eco-centrica dei diritti, basata sulla articolazione dei rapporti tra gli esseri viventi, umani e gli altri non umani, e i loro luoghi di vita, naturali e artificiali\u00bb. \u00abSono gli ornitologi e poi gli ecologi, i climatologi e pi\u00f9 in generale gli scienziati che allertando la comunit\u00e0 internazionale sui pericoli legati all\u2019erosione della biodiversit\u00e0 e al cambiamento climatico, hanno portato a adottare convenzioni internazionali, essenzialmente dal 1972 in poi, e in seguito a integrare i grandi principi di prevenzione, precauzione o ancora di \u201cchi inquina paga\u201d nel nostro diritto dell\u2019Unione europea\u00bb [\u00abRepenser le droit \u00e0 l\u2019\u00e2ge de l\u2019anthropoc\u00e8ne\u00bb, intervista di Nicolas Truong, <em>Le Monde<\/em>, 8-9\/8\/21, online].<br \/>\nLe rivoluzioni dell\u2019ingegno e del potere agli inizi sono storicamente inavvertite dai contemporanei, ma nel nostro caso non dai giovani, \u00abosservando come negli ultimi anni, almeno a partire dal 2018, ci sia stata una mobilitazione giovanile di massa sul tema dell\u2019ecologia e della crisi climatica\u00bb. \u00abSebbene una concezione di cosmo armoniosa e il rispetto per tutte le forme viventi accomuni tutti gli attivisti contro i valori del vecchio antropocentrismo, non si appoggiano su un\u2019ideologia, ma sui dati forniti dalla scienza\u00bb [Alessandra Sarchi, \u00abGenerazione Terra!\u00bb, <em>la Lettura<\/em>, 22\/8\/21, p. 12]. Nel tormentato cammino verso l\u2019unione sovranazionale, l\u2019Europa, madre dell\u2019ingegno e del potere moderni e dei troppi loro micidiali fallimenti, \u00e8 sulla rotta necessaria per l\u2019umanit\u00e0, globale da sempre nel tempo e da due generazioni anche per tutti noi contemporanei, nessuno escluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ingegno. \u00abEbbero gli Ateniesi la straordinaria capacit\u00e0, a partire da un minuscolo angolo di mondo, di pensare l\u2019universo. 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