{"id":17263,"date":"2021-09-01T11:18:10","date_gmt":"2021-09-01T09:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17263"},"modified":"2021-09-01T11:18:10","modified_gmt":"2021-09-01T09:18:10","slug":"sociologia-del-teologo-cattolico-questioni-aperte-di-italo-de-sandre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sociologia-del-teologo-cattolico-questioni-aperte-di-italo-de-sandre\/","title":{"rendered":"Sociologia del teologo cattolico: questioni aperte (di Italo de Sandre)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11480\" alt=\"treteologi\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\" width=\"282\" height=\"268\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Poco dopo met\u00e0 di agosto, avevo pubblicato una riflessione sulla incidenza di una certa tendenza dei teologi al silenzio anche sulle pi\u00f9 brucianti questioni liturgiche (cfr.\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-equivoco-e-le-sue-ragioni-il-largo-consenso-a-papa-francesco-e-il-silenzio-di-troppi-teologi\/\">Un equivoco e le sue ragioni: il largo consenso a papa Francesco e il silenzio di troppi teologi<\/a>)<em>. Italo de Sandre, professore emerito di Sociologia della religione, con il suo testo qui pubblicato, amplia la questione e suggerisce importanti riflessioni sociologiche e istituzionali, che stanno alla radice di molte perplessit\u00e0 teologiche e epistemologiche. Mi pare un ottimo contributo ad un dibattito inaggirabile e da incentivare, anche in prospettiva sinodale. Italo de Sandre cita due grandi teologi P. Visentin e L. Sartori, che sono stati suoi e miei maestri. Del secondo ricorda la triste circostanza che gli ha impedito, per la sua parresia, di diventare &#8220;docente ordinario&#8221;. Vorrei ricordare che lo scandalo di questa incomprensione \u00e8 arrivato non solo a non riconoscerne il ruolo fondamentale per la teologia italiana, ma anche a ridurre la sua teologia, addirittura nella omelia delle esequie, soltanto ad &#8220;alta divulgazione&#8221;. Anche questa parola singolarmente ottusa \u00e8 causa ed effetto di un assetto istituzionale ed epistemologico che merita di essere convertito con assoluta urgenza.<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">TEOLOGI: RUOLI DEBOLI NEI RAPPORTI ECCLESIALI<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">di <em>Italo de Sandre<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ho letto la riflessione di A.Grillo sul peso del silenzio dei teologi anche in questioni delicate come la tensione nella trasformazione tra l\u2019impostazione della <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Summorum Pontificum <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">e della <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Traditionis Custodes<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">, cos\u00ec rilevante in campo cattolico non solo per la liturgia. Condivido del tutto la critica dura che capisco anche emotivamente, ma vorrei esprimere nello stesso tempo comprensione e com-passione per il \u2018mestiere\u2019dei teologi E allora non posso non allargare la riflessione \u2013 pur parzialissima &#8211; alla loro condizione sociale dal mio punto di vista di sociologo, laico, che ha insegnato per decenni come docente di ruolo all\u2019universit\u00e0 ed ha vissuto per quasi altrettanti anni rapporti di insegnamento e di amicizia con un liturgista come P.Visentin nell\u2019Istituto di Liturgia Pastorale benedettino e con un teologo come L.Sartori alla Facolt\u00e0 teologica di Padova. La mia esperienza strutturata in universit\u00e0 l\u2019ho vissuta con rapporti normalmente autonomi e <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>peer<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"> (salvo certe cordate ai concorsi), mentre mi \u00e8 sembrato in concreto di osservare delle ben diverse condizioni dei teologi, come docenti e studiosi, nella loro impegnativa situazione di vita, anche se a molti cattolici pu\u00f2 sembrare privilegiata rispetto all\u2019impegno pastorale quotidiano dei parroci in mezzo alla gente. Mi limito a quattro ambiti. Il tipo di autorit\u00e0 (regolata) e di potere (non regolato) che governa la cultura e le dinamiche organizzative in cui sono strutturati. Il tipo di relazioni interpersonali e di rapporti tra ruoli nell\u2019istituzione ecclesiastica-accademica. L\u2019emergere di persone non pi\u00f9 solo presbiteri o religiosi, cio\u00e8 laiche e laici sempre pi\u00f9 motivati e preparati, che si specializzano in teologia e insegnano nelle scuole e nelle Facolt\u00e0 teologiche (o vorrebbero farlo). Infine, il modo di interagire in generale con l\u2019epistemologia e la ricerca scientifica in continua trasformazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Nella chiesa e nelle diocesi \u00e8 ancora prevalente un modello di autorit\u00e0 del tutto piramidale, in cui il vescovo \u00e8 il centro di tutto, nel senso che al di l\u00e0 della sfera di autorit\u00e0 che gli compete di fatto egli ha un forte potere di orientare informalmente pressoch\u00e9 tutte le scelte, difficilmente criticabili se non in sedi confidenziali. Questa struttura piramidale spesso si riproduce anche nei sotto-settori della diocesi e dell\u2019accademia ecclesiastica. Al di l\u00e0 della cultura teologica personale del singolo vescovo \u2013 che a volte pu\u00f2 essere carente &#8211; sono essi che debbono vigilare sulla correttezza \u2018di fede\u2019 dei lavori dei teologi, dei loro libri, in commissioni dottrinali previste dalle norme ecclesiastiche con la presenza esclusiva di vescovi, senza presenza <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>peer <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">di teologi accreditati. Cos\u00ec pu\u00f2 essere che in vari casi si tenga pi\u00f9 presente la fedelt\u00e0 gerarchica del teologo rispetto all\u2019acutezza o criticit\u00e0 del suo pensiero (non sono sicuro che a suo tempo D.Luigi Sartori sia mai diventato professore stabile), influenzando le procedure di valutazione per la stabilizzazione delle persone, specialmente quando c\u2019\u00e8 molto bisogno di docenti. Comunque capita spesso anche in universit\u00e0 che venga premiata pi\u00f9 la fedelt\u00e0 di un candidato all\u2019ordinario di riferimento della materia che non l\u2019originalit\u00e0 del pensiero. Discorso in parte diverso pu\u00f2 essere fatto per gli Istituti teologici di congregazioni religiose importanti, che pur all\u2019interno delle norme canoniche generali, hanno una comprensibile maggior autonomia nella motivazione e selezione dei\/delle docenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questa diffusa impostazione ed esperienza dell\u2019autorit\u00e0 influenza ed a sua volta \u00e8 influenzata dai tipi di relazioni personali che si vivono negli ambienti ecclesiastici. Le relazioni interpersonali improntate all\u2019amicalit\u00e0 e la trasparenza dei rapporti di ruolo dovrebbero essere vissuti come fondamentali in ogni ambito della vita ecclesiale, cosa che purtroppo non avviene nonostante il comando della carit\u00e0. E dovrebbero essere ancor pi\u00f9 importanti negli ambienti di studio e formazione teologici, dove il dialogo critico dovrebbe essere quotidiano e cordiale. Ma spesso i teologi (continuo ad adoperare il maschile plurale, dopo vedremo le implicazioni) sono caricati di altri incarichi, di collaborazione o direzione di associazioni o di settori di vita della propria diocesi. E pu\u00f2 capitare, come in universit\u00e0, che diventino narcisisti, per cui non sviluppano dialoghi n\u00e9 dentro n\u00e9 fuori l\u2019orto teologico, non abituandosi a lavori di gruppo e sensibilit\u00e0 condivise. Il rischio in ogni caso \u00e8 che la produzione scientifica diventi molto individuale-individualistica, accademica in un senso non positivo del termine.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Negli ultimi vent\u2019anni nelle Facolt\u00e0 teologiche sono entrati pi\u00f9 laiche (rare) e laici, e contemporaneamente la crescita degli Istituti superiori di scienze religiose ha visto moltiplicarsi non solo persone impegnate come insegnanti della religione cattolica nelle scuole statali ma anche come teologhe e teologi con una propria produzione teologica ed una presenza pubblica rilevante. Vent\u2019anni fa nel nordest fu fatta un\u2019indagine sui diplomati negli ISSR, la netta maggioranza era costituita da donne, che per\u00f2 non erano n\u00e9 si sentivano valorizzate e seriamente utilizzate da parroci e vescovi, se non in ruoli subalterni o poco rilevanti. Con il passare degli anni le cose sono migliorate, ma nelle Facolt\u00e0 teologiche le donne sono ancora poche, e comunque i ruoli non sono ancora sufficientemente robusti anche dal punto di vista della stabilit\u00e0 e della remunerazione, per cui la prevalenza di presbiteri (secondo le retribuzioni ecclesiastiche) e religiosi\/e (secondo il proprio ordine) \u00e8 ancora del tutto ovvia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il problema a mio avviso pi\u00f9 delicato riguarda l\u2019epistemologia normalmente alla base dei ragionamenti di molti teologi e teologhe. Lo si \u00e8 evidenziato quando il nuovo pontefice ha diffuso la sua prima esortazione apostolica, \u2018Evangelii gaudium\u2019, nel 2013. Molti l\u2019hanno presa come una buona esortazione, appunto, bella, da citare per ossequio ma senza darvi culturalmente troppa importanza, altri l\u2019hanno sezionata staccando un paragrafo da un altro ed evidenziandone le conseguenti incongruenze, oppure prendendo certe asserzioni e giudicandole secondo logiche filosofiche o teologiche tradizionaliste. Forse non molti si sono accorti che nell\u2019impostazione del lavoro di Bergoglio c\u2019era una chiara anche se incompleta impostazione ispirata al \u2018pensiero complesso\u2019 (si pensi agli ampi lavori di E.Morin con le caratteristiche e apparentemente paradossali espressioni \u2018il tutto \u00e8 pi\u00f9 della somma delle parti\u2019, \u2018\u00e8 meno della somma delle parti\u2019, e infine, \u2018il tutto \u00e8 nella parte che \u00e8 nel tutto\u2019 come suo codice sorgente). Nell\u2019ottica del<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">l<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">a complessit\u00e0 si osserva l\u2019interazione riflessiva e ricorsiva di tutti i fenomeni, delle azioni e dei pensieri, si recepisce in modo costruttivo l\u2019affermazione della \u2018razionalit\u00e0 limitata\u2019, del senso permanente del limite di qualsiasi realt\u00e0 ed azione aperta perci\u00f2 al dia-logo, alla ri-cerca, all\u2019innovazione. Mi pare non siano molti in Italia i teologi che hanno compreso \u2013 in modo non retorico &#8211; questa impostazione epistemologica aperta alla complessit\u00e0, denotando forse poca dimestichezza con gli sviluppi continui delle scienze e del loro metodo di sviluppo aperto e inter-agente. Penso che anche il modo di riflettere in teologia debba essere \u2018complesso\u2019, consapevole della propria razionalit\u00e0 limitata, aperta a dialoghi non solo con altra teologia, a confronti con il pensare delle altre scienze, senza avere la tentazione di sentirsi o voler diventare \u2018dogmatica\u2019.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco dopo met\u00e0 di agosto, avevo pubblicato una riflessione sulla incidenza di una certa tendenza dei teologi al silenzio anche sulle pi\u00f9 brucianti questioni liturgiche (cfr.\u00a0Un equivoco e le sue ragioni: il largo consenso a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17263"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17263"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17265,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17263\/revisions\/17265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}