{"id":17254,"date":"2021-08-26T12:50:36","date_gmt":"2021-08-26T10:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17254"},"modified":"2021-08-27T07:03:49","modified_gmt":"2021-08-27T05:03:49","slug":"fede-pandemia-e-biopolitica-un-rilancio-di-andrea-ponso-con-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fede-pandemia-e-biopolitica-un-rilancio-di-andrea-ponso-con-risposta\/","title":{"rendered":"Fede, pandemia e biopolitica: un rilancio di Andrea Ponso con risposta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/il-tricolore-la-bandiera-italiana.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10746\" alt=\"il-tricolore-la-bandiera-italiana\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/il-tricolore-la-bandiera-italiana-300x184.jpg\" width=\"300\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/il-tricolore-la-bandiera-italiana-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/il-tricolore-la-bandiera-italiana.jpg 610w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>La reazione alla crisi pandemica ha suscitato, fin dall&#8217;inizio, questioni che possono essere considerate molto interessanti dal punto di vista filosofico. In particolare alcuni aspetti del pensiero &#8220;bio-politico&#8221; si sono sentiti direttamente coinvolti dalla &#8220;lotta alla pandemia&#8221;, in relazione alle libert\u00e0 individuali, al possibile dispotismo pubblico, alla considerazione della &#8220;vita&#8221; che il distanziamento, la vaccinazione e anche la adozione del &#8220;green pass&#8221; hanno potuto determinare. Mi sembra giusto distinguere tra le diverse posizioni e non fare di tutta l&#8217;erba un fascio. In questo caso Andrea Ponso, nel testo che mi ha inviato, solleva alcune domande che rinvengono alcune analogie tra dibattito sulla pandemia e dibattito sulla liturgia. Pubblico il suo testo, che scaturisce da un post di questo blog dell&#8217;11 agosto, e aggiungo alcune mie brevi considerazioni di risposta.\u00a0<\/em><br \/>\n<strong>UN RILANCIO E UNA PRO-VOCAZIONE BIOPOLITICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>(in riferimento all&#8217;intervento di Andrea Grillo sul blog di Cittadella\u00a0<\/strong><strong>dell&#8217;11 agosto 2021)<\/strong><\/p>\n<p>di Andrea Ponso<br \/>\nLe contraddizioni del nostro tempo &#8220;pandemico&#8221;, come giustamente<br \/>\nsostiene Grillo, non sono facilmente accomodanti e accomodabili. Ma, dal<br \/>\nmio punto di vista, il cristianesimo deve oggi fare i conti con il tema della<br \/>\nbiopolitica, sia in senso positivo (come protezione e sviluppo armonioso<br \/>\ndelle varie forme di vita) sia in senso negativo (come pericolo gi\u00e0 in atto di<br \/>\nuna riduzione dell&#8217;uomo e della creazione a mera nuda vita sotto la<br \/>\npressione in-formante del potere). Ma questo non mi pare sia stato fatto:<br \/>\nGrillo, in questo intervento, titola un paragrafo &#8220;Il limite di una lettura<br \/>\n\u201cbiopolitica\u201d della tradizione&#8221; ma non mi pare che questo limite venga<br \/>\nmostrato. Oppure il limite starebbe solamente in una lettura immobilizzata<br \/>\ne museificata della tradizione? Su questo siamo in perfetto accordo, ma<br \/>\nnon mi pare centri molto con la riflessione biopolitica.<br \/>\nIl giusto richiamo all&#8217;errore davvero postmoderno del motu proprio sulla<br \/>\nliturgia di Benedetto XVI non esaurisce certo il tema. Anzi, a me sembra<br \/>\nproprio in linea, paradossalmente, con una visione &#8220;liberale&#8221; (e appunto,<br \/>\nanche postmoderna) in cui le &#8220;forme&#8221; possono essere liberamente scelte<br \/>\npoich\u00e9 il nocciolo duro del cuore cristiano rimane immutato, come si<br \/>\ntrattasse di una serie di concetti e di posizioni dottrinali imbalsamate e<br \/>\nnon, appunto, di una carne viva da incontrare come novitas ed evangelo in<br \/>\nun senso che, se non vogliamo chiamare &#8220;biopolitico&#8221;, potremmo dirlo<br \/>\nbio-ecclesiale. In questo modo l&#8217;apparente libert\u00e0 dei corpo e dei gesti, del<br \/>\nrito e del messale antico, vengono sequestrate dal concetto e dalla dottrina:<br \/>\nil corpo e la forma rituale sono, di fatto, resi indifferenti, proprio nel<br \/>\nmomento in cui si pensa che possano essere liberi (e liberali?) nello<br \/>\nsciegliere una forma liturgica o l&#8217;altra.<\/p>\n<p>E non si tratta forse della stessa &#8220;libert\u00e0 liberale&#8221; che soggiace alla<br \/>\nnarrazione ufficiale sul covid e sull&#8217;obbligo (mascherato) della scelta<br \/>\nvaccinale? Un pensiero unico, che \u00e8 in palese contraddizione con la vera<br \/>\nricerca scientifica nel suo divenire, nascosto sotto la patina falsamente<br \/>\ncomunitaria e fideistica dell&#8217;amore per il prossimo e per se stessi,<br \/>\nmascherata da &#8220;responsabilit\u00e0&#8221; priva di qualsiasi possibilit\u00e0 responsoriale e<br \/>\nquindi dialogica e critica? Non abbiamo forse lasciato che ci\u00f2 che<br \/>\ngiustamente viene criticato in ambito liturgico ed ecclesiale rimanga\u00a0acriticamente accettato nella sfera del politico e del sociale?<\/p>\n<p>Il cristianesimo, potremmo dire, \u00e8 da sempre bio-politico, in quanto il suo<br \/>\ncardine \u00e8 la carne e l&#8217;unit\u00e0 psico-somatica e spirituale dell&#8217;uomo intesa in<br \/>\nsenso non dualistico, storico ed escatologico insieme. La stessa Apocalisse,<br \/>\nsi potrebbe dire, tanto per fare un esempio oggi tanto citato a sproposito, \u00e8<br \/>\nun testo in fondo biopolitico perch\u00e9 si rapporta criticamente al potere, ben<br \/>\nidentificato con quello dell&#8217;Impero Romano. Ma mi chiedo, quanti dei<br \/>\nteologi e dei pensatori cristiani hanno affrontato davvero le problematiche<br \/>\ninsiste nel paradigma biopolitico? E non mi riferisco naturalmente solo al<br \/>\nlavoro di Foucault &#8211; la sua parte pi\u00f9 interessante oggi sarebbe quella<br \/>\nsviluppata nell&#8217;ultimo periodo dei suoi corsi, quella cio\u00e8 relativa alla<br \/>\nrelazione tra verit\u00e0 ed istituzione; c&#8217;\u00e8 tutta la questione dell&#8217;accellerazione,<br \/>\ndelle modalit\u00e0 parificanti e de-umanizzanti dell&#8217;algoritmo e della virtualit\u00e0<br \/>\ndiffusa, capaci di entrare nel nostro sistema nervoso e inconscio con una<br \/>\npotenza tanto silenziosa quanto devastante, anche dal punto di vista<br \/>\ncognitivo delle nostre scelte e dei nostri modi di &#8220;pensare&#8221; e di agire &#8211; e<br \/>\npenso, in tal senso, al grande lavoro che \u00e8 stato fatto, ad esempio, da<br \/>\nBernard Stiegler; o, ancora, la riflessione centrale sul rapporto tra<br \/>\ncomunit\u00e0 e immunit\u00e0, tra umano e post-umano &#8230; e molto, molto altro.<br \/>\nParlare di libert\u00e0 senza tenere conto di queste varianti \u00e8 vivere in una<br \/>\n&#8220;spiritualizzazione&#8221; tecnologica, in una virtualizzazione che, di fatto,<br \/>\nriduce il corpo, e la sua unit\u00e0 con il pensiero e il rappresentare, ad oggetto<br \/>\nin balia di forze tanto discrete e profonde da diventare quasi impercettibili.<\/p>\n<p>Vogliamo davvero iniziare a pensare, analizzare e farci sollecitare<br \/>\ncriticamente da tutto questo, oppure rimaniano alla semplicistica e<br \/>\nriduzionistica questione della libert\u00e0 e dell&#8217;egoismo intesa in senso<br \/>\ndualistico? Sono domande che mi sembrano legittime. Fare finta che la<br \/>\nnostra societ\u00e0 sia quella di solo 20 anni fa \u00e8 un errore di prospettiva che<br \/>\ntoglie qualsiasi forza profetica come tentativo di intus-legere la<br \/>\ncomplessit\u00e0 del presente; significa negare l&#8217;incarnazione e, con essa, la<br \/>\nstoria, la singolarit\u00e0 incarnata dell&#8217;uomo, la possibilit\u00e0 di una fede come<br \/>\ncomplessit\u00e0 vivente. Significa, di fatto, fingere una &#8220;chiesa in uscita&#8221;:<br \/>\npoich\u00e9 si esce solamente facendo i conti con ci\u00f2 che accade e non<br \/>\nfacendosi scudo con le teorie ormai carenti legate ad un tipo di democrazia<br \/>\ndal volto ormai quasi del tutto cambiato.<\/p>\n<p><strong>La teoria e la sua applicazione (di Andrea Grillo)<\/strong><\/p>\n<p>Da tempo sono convinto della tesi fondamentale che Andrea Ponso colloca al centro del suo intervento: il cristianesimo deve fare i conti apertamente con la &#8220;bio-politica&#8221;. Non pu\u00f2 farne a meno. Perch\u00e9 una definizione di vita sta al centro della fede e non sopporta riduzioni, formalizzazioni, essenzializzazioni, coperture, sproporzionate attenzioni o indirette amputazioni. Perci\u00f2, e anche questo mi pare pienamente giustificato, il cristianesimo ha un duplice interesse per la &#8220;bio-politica&#8221;: uno positivo e uno negativo.\u00a0\u00a0Ma proprio qui, a me pare, nell&#8217;intreccio tra questi due versanti della questione biopolitica, la reazioni di alcuni filosofi italiani (di recente soprattutto Agamben e Cacciari) sembrano valorizzare solo una &#8220;biopolitica negativa&#8221; e non anche una &#8220;biopolitica positiva&#8221;. La lotta alla pandemia, se non viene intesa solo come una sorta di disegno per imporre una forma dispotica di potere, esige anche una comprensione positiva. Certo, le forme della comunicazione dei dati e delle priorit\u00e0 ha conosciuto forme selettive e anche forzature evidenti. Ma le buone ragioni di uno &#8220;stato di emergenza&#8221; difficilmente potrebbero essere messe in discussione.<\/p>\n<p>Potremmo domandarci perci\u00f2: in che modo la vita si fa istituzione e si protegge dalle minacce che la assediano? Questa domanda non \u00e8 semplicemente ideologica. E vi \u00e8 un contributo positivo della &#8220;difesa della vita dal contagio&#8221; che non necessariamente deve essere sospettata di &#8220;riduzione della vita&#8221;. Ci\u00f2 non toglie, evidentemente, che le sfide alle quali siamo esposti siano molto pi\u00f9 complesse e pi\u00f9 profonde di una semplice &#8220;lotta alla pandemia&#8221;. Un uomo &#8220;immune&#8221; dal virus non \u00e8 per questo gi\u00e0 salvo. E tutte le minacce che Andrea Ponso sottolinea bene alla fine del suo testo sono, effettivamente, questioni decisive, che non possono essere dimenticate sotto la pressione della priorit\u00e0 sanitaria.<\/p>\n<p>Questo a me pare il punto saliente: una urgenza sanitaria, senza sequestrare tutte le nostre energie, merita una considerazione seria e non riduttiva. Per questo a me pare che sia giustificata la analogia tra &#8220;stato di eccezione sanitaria&#8221; e &#8220;stato di eccezione liturgica&#8221;: in entrambi i casi si deve tornare ad una normalit\u00e0. Ma questo sar\u00e0 possibile solo se al caso non si sar\u00e0 applicata una biopolitica soltanto negativa in modo troppo sbrigativo, perdendo molti dettagli decisivi, che, come sempre, fanno la differenza tra letture convincenti e letture forzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La reazione alla crisi pandemica ha suscitato, fin dall&#8217;inizio, questioni che possono essere considerate molto interessanti dal punto di vista filosofico. 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