{"id":17236,"date":"2021-08-11T17:33:32","date_gmt":"2021-08-11T15:33:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17236"},"modified":"2021-08-11T17:33:32","modified_gmt":"2021-08-11T15:33:32","slug":"liberta-fraintesa-e-malintesa-autorita-in-dialogo-con-p-de-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/liberta-fraintesa-e-malintesa-autorita-in-dialogo-con-p-de-marco\/","title":{"rendered":"Libert\u00e0 fraintesa e malintesa autorit\u00e0: in dialogo con P. De Marco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16195\" alt=\"Pietro-De-Marco\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco-300x212.jpg\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco.jpg 913w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche volta siamo capaci di uscire dai modelli che pregiudicano i nostri giudizi sulle cose e sulle persone. Leggendo oggi quanto scrive quell&#8217;uomo intelligente che \u00e8 Pietro de Marco, con il quale abbiamo scritto libri e fatto sonore litigate anche in rete,\u00a0 mi trovo in larga parte d&#8217;accordo con lui, sia pure con alcuni necessari distinguo. Non sono sorpreso dal suo approccio: il suo testo, apparso sul Blog di S. Magister con il titolo <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2021\/08\/09\/apocalittici-e-libertari-il-ribellismo-suicida-dei-cattolici-no-vax\/\">&#8220;Apocalittici e libertari: il ribellismo suicida\u00a0 dei cattolici no-vax&#8221;<\/a>\u00a0tocca un punto delicato e sensibile del dibattito attuale, che attraversa, di taglio, l&#8217;intero ambito culturale. Contemporaneamente, tanto sul fronte &#8220;di sinistra&#8221;, quanto sul fronte &#8220;di destra&#8221;, appaiono reazioni singolarmente dure e pesanti nei confronti delle &#8220;politiche sanitarie&#8221;. Dicono cose molto simili Giorgio Agamben, Massimo Cacciari e ambienti della tradizionalismo cattolico americano e italiano. E tutto \u00e8 subordinato ad una &#8220;rilettura&#8221; del reale che rischia di non considerarlo nella sua seriet\u00e0. Tutto \u00e8 ridotto a pretesto, e resta solo una ferma protesta. Che cosa accade? L&#8217;analisi di De Marco mette il dito su una piaga: la questione dei vaccini tocca la concezione della libert\u00e0, della autorit\u00e0 e della sovranit\u00e0. E la reazione di alcune \u00e9lites &#8211; a destra come a sinistra &#8211; alle normative antipandemia mette in luce la incapacit\u00e0 di una vera comprensione della relazione tra libert\u00e0 e autorit\u00e0. La assolutizzazione della libert\u00e0 rende di fatto impossibile una vera lotta alla pandemia, perch\u00e9 non riesce ad uscire dalla evidenza invadente del &#8220;proprio particulare&#8221;. In questa analisi P. De Marco rilegge con potenza lo sviluppo del pensiero politico moderno, di cui assume la deriva &#8220;libertaria&#8221; quasi come intrinseca al liberalismo. A ci\u00f2 oppone con forza un &#8220;pensiero cristiano&#8221;, che sarebbe l&#8217;unico in grado di porre freno a questa &#8220;dissoluzione libertaria&#8221; di ogni autorit\u00e0.<\/p>\n<p>In trasparenza \u00e8 evidente come il testo di De Marco abbia come suo interlocutore almeno un duplice fronte: da un lato il tradizionalismo cattolico, che sarebbe vittima di un &#8220;errore di discernimento&#8221; assai grave. Dall&#8217;altro il pensiero libertario vero e proprio, che alimentarebbe questo &#8220;sfinimento dell&#8217;umano&#8221; nella rincorsa a sempre nuovi diritti. I tradizionalisti avrebbero cos\u00ec assunto, indirettamente nelle loro parole, il linguaggio dell&#8217;Anticristo!<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei toni ultimativi, e di questa lettura apocalittica dello sviluppo tardo-moderno, il testo di De Marco mi sembra molto utile per mettere a fuoco un duplice processo, nel quale si intrecciano due storie diverse, che la pandemia ha avuto la forza di unificare e quasi di confondere. Provo a indicarle qui.<\/p>\n<p><em>a) Il tradizionalismo come &#8220;anarchia postmoderna&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Da un lato dobbiamo riconoscere che la riduzione della tradizione a tradizionalismo \u00e8 un fenomeno della tarda modernit\u00e0. Non stupisce che non solo per contestare la necessit\u00e0 del vaccino, ma per ostacolare l&#8217;uso del nuovo rito della messa, i tradizionalisti usino &#8220;argomenti anarchici&#8221;: come non notare che al cuore di SP, il documento del 2007 con cui Benedetto XVI apriva alla possibilit\u00e0 di un &#8220;uso straordinario&#8221; del rito romano, c&#8217;era una assolutizzazione del &#8220;diritto soggettivo del prete&#8221;? Una curiosa commistione di tradizionalismo e postmodernismo, entrambi sfrenati. Un sano esercizio di un &#8220;limite&#8221; \u00e8 ben presente in &#8220;Traditionis Custodes&#8221;, ma \u00e8 assente in &#8220;Summorum Pontificum&#8221;!<\/p>\n<p><em>b) I limite di una lettura &#8220;biopolitica&#8221; della tradizione.<\/em><\/p>\n<p>D&#8217;altro canto la incapacit\u00e0 di comprendere le &#8220;logiche comunitarie&#8221; (del distanziamento, della camapagna vaccinale o del green pass) e la loro riduzione teorica ad &#8220;atti arbitrari di dispotismo&#8221; mette in luce la fragilit\u00e0 della nozione di libert\u00e0 nelle democrazie contemporanee.\u00a0 Il discernimento tra diritti giustificati e diritti non giustificati \u00e8 il vero punto della questione, su cui le categorie adeguate non sono sovrabbondanti. La possibilit\u00e0 di una &#8220;decisione politica&#8221; sta appunto in questo discernimento, in cui persone, lobbies e gruppi di potere spesso di sovrappongono fino ad identificarsi.<\/p>\n<p>Contrariamente a Pietro De Marco io non sono affatto convinto che la svolta liberale sia una &#8220;catastrofe&#8221;. E&#8217; anche una provvidenza della quale dobbiamo ringraziare, come del Concilio Vaticano II e della Riforma Liturgica. Ma \u00e8 certo che la questione culturale che oggi affrontiamo in questi &#8220;rigurgiti antiautoritari senza despota&#8221; si manifesta come una sfida radicale ad un ripensamento deciso di tre nozioni decisive del nostro mondo: libert\u00e0, autorit\u00e0 e sovranit\u00e0 meritano i nostri sforzi migliori. Anche il cattolicesimo, che non ha la bacchetta magica per risolvere questa &#8220;epoca di cambiamenti&#8221;, \u00e8 messo in gioco dalle nuove sfide. Senza avere soluzioni immediate a portata di mano, sa per\u00f2 riconoscere, con buon fiuto, le risposte sbagliate. In questo, a\u00a0 me pare, P. De Marco ha indicato con saggezza il vicolo cieco di una pretesa tradizionalista, che mostra di aver perso ogni senso della tradizione. Se paragoni al nazismo o ai soviet le politiche sul green pass hai perso il senso della misura e della realt\u00e0, a destra come a sinistra. Con Pietro sulle risposte restiamo certo a grande distanza. Ma l&#8217;analisi delle dinamiche in gioco nelle polemiche attuali mi pare condotta con mano sicura e con piglio autorevole. Di questo lo ringrazio e mi rallegro per la sua fortezza: cantare fuori dal coro non \u00e8 mai facile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche volta siamo capaci di uscire dai modelli che pregiudicano i nostri giudizi sulle cose e sulle persone. 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