{"id":17232,"date":"2021-08-06T16:16:56","date_gmt":"2021-08-06T14:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17232"},"modified":"2021-08-07T13:21:38","modified_gmt":"2021-08-07T11:21:38","slug":"il-concilio-sotto-tutela-il-paternalismo-rituale-come-sintomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-concilio-sotto-tutela-il-paternalismo-rituale-come-sintomo\/","title":{"rendered":"Il Concilio &#8220;sotto tutela&#8221;? Il paternalismo rituale come sintomo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12331\" alt=\"viadelconcilio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1-296x300.jpg\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio1.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come tutte le realt\u00e0 istituzionali, anche quelle ecclesiali sono collocate nello sviluppo organico &#8220;di generazione in generazione&#8221;. Questo aspetto della tradizione, spesso trascurato, pu\u00f2 illuminare in modo non secondario anche i discorsi che negli ultimi giorni stiamo intrecciando sul MP &#8220;Traditionis custodes&#8221;, spesso dimenticando le ragioni che stanno a monte dei due documenti &#8220;simbolo&#8221; di questa querelle. Per questo credo sia utile considerare il passaggio da Benedetto XVI a Francesco come il passaggio tra i papi padri del Concilio e i papi figli del Concilio. Provo a chiarire questa prospettiva e ad applicarla alla questione liturgica.<\/p>\n<p>a) <em><strong>Papi padri del Concilio e il primo papa figlio del Concilio<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Gli ultimi 5 papi sono stati &#8220;padri conciliari&#8221;. Questo non \u00e8 un dato scontato. Perch\u00e9 ha segnato in modo irriversibile il loro rapporto con il Concilio, come quello con un &#8220;figlio&#8221;. Salvo Giovanni XXIII, che ha visto solo il concepimento e la prima gestazione del figlio, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno accompagnato il figlio nel suo cammino di 50 anni. In questo rapporto di generazione essi hanno avuto tutta la gioia e tutto l&#8217;imbarazzo dei padri verso i loro figli. Avendone determinato i testi, le logiche, le aperture e le novit\u00e0, se ne sono sentiti responsabili. E ne hanno avuto anche paura. Questa relazione &#8220;responsabile&#8221; ha indotto, in qualche caso, ad atti di &#8220;paternalismo&#8221;: i padri hanno sostituito il figlio, lo hanno messo a tacere, non hanno avuto fiducia in lui o lo hanno sottovalutato. Arrivando talora ad un rapporto segnato dalla colpa, dalla angoscia e quasi al disconoscimento. L&#8217;ultimo di questi papi, Benedetto XVI, pur non essendo vescovo conciliare, \u00e8 stato un perito assai influente, che ha determinato profondamente alcune decisioni assunte dalla assise. Ma, come prete, come teologo, anch&#8217;egli, nato nel 1927, ordinato nel 1950, era il prodotto di una Chiesa profondamente diversa. Tutti i padri del concilio erano figli della Chiesa della prima met\u00e0 del secolo.\u00a0 Questo non vale per Francesco, che \u00e8 il primo papa &#8220;figlio del Concilio&#8221;. Questo significa diverse cose: pur essendo di soli 9 anni pi\u00f9 giovane del suo predecessore, \u00e8 stato ordinato quasi 20 anni dopo di lui, nel 1969 ed \u00e8 stato formato sui testi, nei riti e nelle forme della Chiesa conciliare. Per questo Francesco \u00e8 figlio del Concilio: non solo perch\u00e9 \u00e8 cresciuto nella &#8220;forma ecclesiae&#8221; scaturita dal Concilio, ma soprattutto perch\u00e9 non ha e non deve sentire alcuna responsabilit\u00e0 verso il Concilio. Non lo ha determinato, come i suoi predecessori, ma ne \u00e8 stato determinato. Come accade ai figli. Questo lo rende libero di viverne gli insegnamenti e le forme con una immediatezza diversa, spigliata, diretta, quasi spensierata. Come accade ai figli, che non hanno direttamente la responsabilit\u00e0 dei padri.<\/p>\n<p>b) <strong><em>Summorum Pontificum e Traditionis Custodes: padri e figli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La tradizione conosce passaggi decisivi quando le generazioni rielaborano il sapere dei padri. Questa \u00e8 una condizione insuperabile della tradizione, anche di quella liturgica. Che fiorisce anche grazie a questi passaggi di generazioni. Che cosa \u00e8 accaduto con SP? Ad un certo punto, nel 2007, un papa padre del Concilio, l&#8217;ultimo, ha pensato di poter &#8220;rimediare&#8221; ad un figlio che quasi non riconosceva pi\u00f9, mettendolo quasi &#8220;sotto tutela&#8221;. Ossia riproponendo come vigente, accanto al &#8220;rito figlio&#8221;, il &#8220;rito padre&#8221;. Ma questa &#8220;tutela&#8221; inventata i<em>n extremis<\/em> non permette n\u00e9 al rito tridentino di &#8220;invecchiare dignitosamente&#8221;, n\u00e9 al rito del Vaticano II di farsi le ossa con tutta la nuova responsabilit\u00e0 che doveva necessariamente assumere. Francesco ha abrogato SP non per &#8220;smentire&#8221; Benedetto, ma per assumere la responsabilit\u00e0 di figlio. Il rito figlio assume cos\u00ec in pienezza e in esclusiva la eredit\u00e0 del padre. Deve camminare come &#8220;unica forma del rito romano&#8221;, assumendo su di s\u00e9 non solo la nuova comprensibilit\u00e0, la partecipazione attiva, la nuova ministerialit\u00e0, ma anche il mistero, la indicibilit\u00e0 di Dio, la potenza del silenzio e la potenza del tempo. Nella successione tra SP e TC si pu\u00f2 vedere l&#8217;ultimo gesto dell&#8217;ultimo\u00a0 dei &#8220;papi padri conciliari&#8221; e il primo gesto dei &#8220;papi figli del Concilio&#8221;.<\/p>\n<p>c) <strong><em>La liturgia come &#8220;sintomo&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un Concilio &#8220;sotto tutela&#8221; \u00e8 stata la tentazione di una lunga fase, che inizia da alcuni aspetti del pontificato di Paolo VI, da altri di Giovanni Paolo II e infine da molte iniziative di Benedetto XVI (gi\u00e0 presente come autorevole Prefetto nel pontificato precedente). Questa sequenza di &#8220;ridimensionamenti liturgici&#8221; del Concilio\u00a0 &#8211; la contestazione della &#8220;assemblea celebrante&#8221;, della autonomia delle lingue parlate rispetto al latino, la invenzione della &#8220;forma straordinaria&#8221; come sopravvivenza indenne di ci\u00f2 che il Concilio ha voluto riformare &#8211;\u00a0 parlano non solo di liturgia. Il paternalismo del VO rispetto al NO \u00e8 la forma con cui l&#8217;ultimo papa &#8220;padre del Concilio&#8221; ha pensato il figlio con quella diffidenza e con quel disagio che tutti abbiamo ascoltato senza veli la sera del 11 ottobre del 2012, dalla finestra degli appartamenti papali, nella infelice rievocazione del &#8220;discorso della luna&#8221;, che ha dato voce alla triste analogia tra &#8220;Concilio&#8221; e &#8220;peccato originale&#8221;. Francesco appartiene ad un&#8217;altra generazione. Per questo non pu\u00f2 neppure concepire un paternalismo rituale del VO rispetto al NO. E&#8217; un mondo che non gli appartiene e che non capisce. Come accade ai figli rispetto ai padri. egli ha ricevuto dalla Chiesa pensata dal Concilio Vaticano II l&#8217;unica forma di rito romano con cui fare esperienza del mistero.<\/p>\n<p>Una storia di padri e di figli spiega la successione tra documenti tanto diversi: nei quali si esprimono non anzitutto questioni ideologiche o strategie pastorali, ma condizioni generazionali e passaggi tra epoche. La tradizione fiorisce se i padri sanno affidare ai figli la loro eredit\u00e0, con tutta la differenza che questo comporta per l&#8217;esperienza e per il linguaggio ecclesiale. Non avere paura del fatto che i figli crescano \u00e8 l&#8217;unico rimedio a quelle forme di paternalismo che proiettano sui figli le paure dei padri, impedendo loro di crescere e di rinnovare la tradizione. La irreversibilit\u00e0 del Concilio Vaticano II passa attraverso questo rapporto cavalleresco tra padri e figli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutte le realt\u00e0 istituzionali, anche quelle ecclesiali sono collocate nello sviluppo organico &#8220;di generazione in generazione&#8221;. 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