{"id":17204,"date":"2021-07-24T19:21:52","date_gmt":"2021-07-24T17:21:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17204"},"modified":"2021-07-24T21:32:38","modified_gmt":"2021-07-24T19:32:38","slug":"uso-da-promuovere-non-abuso-da-ostacolare-la-svolta-liturgica-del-vaticano-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/uso-da-promuovere-non-abuso-da-ostacolare-la-svolta-liturgica-del-vaticano-ii\/","title":{"rendered":"Uso da promuovere, non abuso da ostacolare: la svolta liturgica del Vaticano II"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13948\" alt=\"viadelconcilio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le discussioni intorno al Motu Proprio &#8220;Traditionis Custodes&#8221; rivelano, soprattutto nella considerazione della &#8220;messa antica&#8221;, una certa fragilit\u00e0 rispetto ad uno degli intenti fondamentali che hanno caratterizzato il Concilio Vaticano II e la sua cura per la tradizione liturgica. Come abbiamo visto nell&#8217;ultimo post di questo blog, anche un teologo di valore come H. U. von Balthasar sapeva bene che occorre distinguere tra &#8220;questioni ultime&#8221; e &#8220;questioni penultime&#8221;. Richiamo qui brevemente una sua affermazione dalla quale vorrei prendere avvio nella mia riflessione.<\/p>\n<p>a) <strong><em>Ragioni ultime e ragioni penultime<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel suo testo Balthasar chiarisce bene un aspetto piuttosto nascosto della questione:<\/p>\n<p>&#8220;Prende o d\u00e0 scandalo, come ebbe a sentenziare Guardini,\u00a0<strong><em>chi pretende di aver ragione adducendo argomenti \u00abpenultimi\u00bb, cio\u00e8 non perentori<\/em>. Simili\u00a0<em>ragioni penultime<\/em>\u00a0sono in questo caso\u00a0<em>il clamoroso abuso del nuovo\u00a0Ordo\u00a0liturgico da parte di un gran numero di ecclesiastici, mentre la ragione ultima parla, nonostante tutto, per la Chiesa del Concilio e contro i tradizionalisti<\/em><\/strong>.<strong>\u00a0<i>La S. Messa aveva urgente bisogno del rinnovamento, soprattutto di quell\u2019attuosa partecipazione di tutti i fedeli all\u2019azione sacra che nei primi secoli era qualcosa di assolutamente pacifico&#8221;\u00a0 <\/i><\/strong><i>(<\/i><i>H.-U. Von Balthasar,\u00a0<i>Piccola guida per i cristiani<\/i>, Milano, Jaca Book, 1986, 112)<\/i><\/p>\n<p>Questa differenza merita una parola di commento e di approfondimento. Che cosa significa, davvero? Proviamo a considerare bene l&#8217;ottica con cui il Concilio Vaticano II \u00e8 entrato &#8220;in re liturgica&#8221;. Assumendo in pieno la &#8220;questione liturgica&#8221; il Vaticano II esce da un&#8217;ottica ristretta, che considerava l'&#8221;abuso&#8221; come il problema centrale della liturgia. Questa prospettiva discende da una serie di premesse che meritano di essere apertamente contestate:<\/p>\n<p>&#8211; la liturgia \u00e8 il linguaggio dei preti<\/p>\n<p>&#8211; ai preti \u00e8 prescritto un &#8220;ritus servandus&#8221;<\/p>\n<p>&#8211; se i preti non osservano questo rito, commettono un abuso<\/p>\n<p>Di fronte a questa impostazione distorta, il Concilio Vaticano II ha ridotto questo problema &#8211; che a modo suo resta anche oggi &#8211; ad una &#8220;questione penultima&#8221;. Perch\u00e9 ha posto, in primo piano, una &#8220;questione ultima&#8221;, che non riguarda l&#8217;abuso liturgico, ma l&#8217;uso liturgico.<\/p>\n<p><strong>b) Dall&#8217;abuso all&#8217;uso: il cambio di paradigma<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che <em>Sacrosanctum Concilium<\/em> imposta, in modo esemplare, \u00e8 precisamente questo recupero della liturgia in una diversa prospettiva, i cui criteri sono, a differenza del modello precedente:<\/p>\n<p>&#8211; la liturgia \u00e8 linguaggio comune, la cui azione \u00e8 partecipata dall&#8217;intera assemblea;<\/p>\n<p>&#8211; non solo ai preti, ma all&#8217;intera assemblea \u00e8 prescritto un &#8220;ritus celebrandus&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;impegno fondamentale \u00e8 la &#8220;promozione dell&#8217;uso&#8221; di questo rito, e solo subordinatamente la &#8220;lotta all&#8217;abuso&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;esito di questo mutamento sta in una rilettura della tradizione del &#8220;rito romano&#8221; che si alimenta di tre novit\u00e0 strutturali, le cui conseguenze sul piano ecclesiologico, pastorale e spirituale sono di prima importanza. Promuovere la partecipazione attiva significa, in sostanza, &#8220;cambiare uso&#8221; della liturgia.<\/p>\n<p><strong>c) Lo &#8220;stato di minorit\u00e0&#8221; di Summorum Pontificum<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; evidente come, se esaminiamo le cose da questa prospettiva, appaia che SP ha avuto due motivi di grave debolezza, proprio a causa di questa non chiara comprensione del primato dell&#8217;uso sull&#8217;abuso:<\/p>\n<p>&#8211; da un lato, assumendo come normali &#8220;due usi paralleli&#8221;, SP oscurava in modo grave l&#8217;intento deciso con cui il Vaticano II aveva indicato, con tutta la sua autorit\u00e0, ben &#8220;sette&#8221; punti di non ritorno rispetto all&#8217;uso della messa tridentina: solo il NO, elaborato in ottemperanza al Concilio, ha garantito maggiore ricchezza biblica, preghiera dei fedeli, omelia, lingua volgare, unit\u00e0 delle due mense, concelebrazione e comunione sotto le due specie (SC 51-58). Questo &#8220;uso&#8221; diventa normativo, mentre persistere nel VO significa inevitabilmente disattendere questi imperativi conciliari. SP aveva emarginato obiettivamente la centralit\u00e0 di queste priorit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; dall&#8217;altro, tra le sue giustificazioni, SP rimane legato alla prospettiva del &#8220;primato dell&#8217;abuso sull&#8217;uso&#8221;, perch\u00e9 fa dell&#8217;uso del VO una sorta di &#8220;temperamento degli abusi legati al NO&#8221;. In realt\u00e0 questa lettura \u00e8 largamente fallace. Perch\u00e9 il NO introduce &#8220;usi pi\u00f9 complessi&#8221; del rito romano, che chiamano alla azione, alla responsabilit\u00e0, alla parola non solo il &#8220;prete&#8221;, ma tutta la assemblea. Di qui deriva, strutturalmente, la non comparabilit\u00e0 tra VO e NO. Sono due fasi di sviluppo del rito romano, che non possono darsi contemporaneamente se non in casi eccezionali e destinati alla estinzione.<\/p>\n<p><strong>d) La custodia della tradizione<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Ecco allora apparire in una nuova luce la questione dell&#8217;uso in rapporto all&#8217;abuso. Per il Concilio Vaticano II \u00e8 pi\u00f9 importante imparare un nuovo uso del rito romano piuttosto che evitare gli abusi legati ad una concezione clericale, formale e separata dell&#8217;atto di culto. Guardini sapeva bene che la vera sfida della riforma liturgica era &#8220;reimparare l&#8217;atto di culto&#8221;. Per impararlo non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente la &#8220;lotta agli abusi&#8221;. Occorre anzitutto reimparare usi: reimparare l&#8217;uso della liturgia della parola, l&#8217;uso della anafora, l&#8217;uso del rito di comunione. Questa \u00e8 cosa molto pi\u00f9 complessa della lotta agli abusi, ma anche molto pi\u00f9 vitale. Per questo la &#8220;custodia della tradizione&#8221; non pu\u00f2 neppure concepire che i nuovi usi possano essere custoditi permettendo che si torni ai vecchi usi. Si tratta piuttosto di entrare con decisione dentro una nuova prospettiva, che passa dal &#8220;ritus servandus&#8221; del VO al &#8220;ritus celebrandus&#8221; del NO. Questa sapienza celebrativa non pu\u00f2 essere oggetto di cura, se si lascia in piedi una lettura clericale, separata e formalistica della liturgia. Il congedo dal VO \u00e8 un imperativo del Concilio Vaticano II, perch\u00e9 una nuova &#8220;ars celebrandi&#8221;, che non riguarda solo i preti, coinvolga in radice l&#8217;assemblea e plasmi in modo nuovo la preghiera e la Chiesa: questo uso non pu\u00f2 essere oggetto di &#8220;libera opzione&#8221;, n\u00e9 per qualsiasi prete, n\u00e9 per ogni singolo Vescovo, e neppure per i Sommi Pontefici. Qui il vero abuso \u00e8 costituito\u00a0 dagli attaccamenti emotivi e dalle nostalgie del passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le discussioni intorno al Motu Proprio &#8220;Traditionis Custodes&#8221; rivelano, soprattutto nella considerazione della &#8220;messa antica&#8221;, una certa fragilit\u00e0 rispetto ad uno degli intenti fondamentali che hanno caratterizzato il Concilio Vaticano II e la sua cura&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17204"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17204"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17207,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17204\/revisions\/17207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}