{"id":17130,"date":"2021-06-22T14:24:56","date_gmt":"2021-06-22T12:24:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17130"},"modified":"2021-06-22T14:24:56","modified_gmt":"2021-06-22T12:24:56","slug":"decostruire-i-dualismi-di-cui-siamo-ostaggi-su-salvare-la-fraternita-insieme-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/decostruire-i-dualismi-di-cui-siamo-ostaggi-su-salvare-la-fraternita-insieme-3\/","title":{"rendered":"Decostruire i dualismi di cui siamo ostaggi : su &#8220;Salvare la fraternit\u00e0 &#8211; Insieme&#8221; (\/3)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PontificiaAccademiaVita.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-17118\" alt=\"PontificiaAccademiaVita\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PontificiaAccademiaVita.jpg\" width=\"295\" height=\"171\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo la articolata descrizione della crisi come kairos, dei segni dei tempi che si annunciano e della teologia come bene comune, il testo assume la forma vera e propria di &#8220;appello&#8221;, diretto ai discepoli, e poi di lettera aperta, diretta ai saggi. Esaminiamo anzitutto il primo di questi due messaggi.<\/p>\n<p><em><strong>L&#8217;appello ai discepoli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Una visione della Chiesa, configurata da\u00a0<em>Ecclesiam Suam<\/em> (1964) secondo cerchi concentrici sempre pi\u00f9 ampi, si compie in\u00a0<em>Fratelli tutti<\/em> (2o2o) come una profezia di una &#8220;evidenza testimoniale della forma ecclesiale&#8221;, ossia come destinazione universale della salvezza. Questo punto-chiave della dottrina e della autocoscienza cristiana deve ridiventare &#8220;immediato nella percezione di chiunque e saldo nella convinzione dei credenti&#8221; (SF 15). Ci\u00f2 ha conseguenze strutturali importanti, che implicano un &#8220;duplice addio&#8221;:<\/p>\n<p><em>&#8220;La missione religiosa va sottratta al\u00a0governo politico della citt\u00e0 secolare. La regia ecclesiastica della societ\u00e0\u00a0civile, fatalmente indotta a fare sistema con i poteri mondani, toglie troppa\u00a0libert\u00e0 al vangelo e offre troppe opportunit\u00e0 al diavolo .\u00a0Ora \u00e8 necessario\u00a0completare il processo, congedandosi anche dal progetto culturale di una\u00a0regia ecclesiastica dei saperi umani.&#8221;<\/em> (SF 15)<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo di questo &#8220;doppio congedo&#8221; &#8211; dalla &#8220;regia ecclesiastica della societ\u00e0 civile&#8221; e dalla &#8220;regia ecclesiastica dei saperi umani&#8221; &#8211; \u00e8 elementare: la riapertura, nella storia comune, di una speranza di riscatto per il mondo condiviso, anzitutto per i poveri e per gli scartati. Questo costituisce il superamento di un &#8220;modello di cristianit\u00e0&#8221; che il passato ha conosciuto e che \u00e8 finito:<\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019edificazione di\u00a0un mondo cristiano parallelo, alternativo a quello umano che \u00e8 comune,\u00a0rappresenta un passato della storia della testimonianza, che ora non\u00a0illumina il futuro che le viene aperto da Dio.&#8221;<\/em> (SF 16)<\/p>\n<p>In gioco vi \u00e8 un modello di autocoscienza ecclesiale, sviluppato negli ultimi secoli, e che coltiva un rapporto &#8220;nostalgico&#8221; con la tradizione, sia nel caso di &#8220;resistenza ad ogni riforma&#8221;, sia nel caso di &#8220;mitizzazione delle origini&#8221;. In realt\u00e0 occorre accettare che vi sia un &#8220;dato nuovo&#8221; &#8211; un nuovo paradigma di cultura &#8211; con cui le risorse delle soluzioni precedenti non bastano pi\u00f9:<\/p>\n<p><em>&#8220;In entrambi i casi, l\u2019immagine di fondo\u00a0insiste comunque sulla riabilitazione di un ritorno al passato. Questo\u00a0rinvio archeologico, anche a prescindere da ogni valutazione dei suoi\u00a0argomenti, sottrae mente e cuore al compito di abitare il nuovo kairos di\u00a0Dio: che nel passato, semplicemente, non c\u2019era.\u00a0Un mondo umano\u00a0istituzionalmente non-religioso \u00e8 un interlocutore storicamente inedito.&#8221;<\/em>\u00a0(SF 16)<\/p>\n<p>Qui, come \u00e8 evidente, la assunzione di questa novit\u00e0 diventa una sfida davvero decisiva, che teologicamente impone il ripensamento di un &#8220;duplice dualismo&#8221;. Poich\u00e9 pensiamo &#8220;separato&#8221; ci\u00f2 che deve essere unito, ne consegue che finiamo con l&#8217;unire ci\u00f2 che deve essere distinto. Ecco il compito che l&#8217;appello denomina &#8220;decostruzione di un duplice dualismo&#8221; e lo presenta cos\u00ec:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Il nostro appello, infine, \u00e8 un appassionato invito alla teologia\u00a0professionale \u2013 e in generale ad ogni credente \u2013 perch\u00e9 offra uno spazio\u00a0privilegiato e comune all\u2019impegno di decostruzione del duplice dualismo\u00a0che ci tiene attualmente in ostaggio: fra la comunit\u00e0 ecclesiale e la\u00a0comunit\u00e0 secolare; fra mondo creato e il mondo salvato.<\/em>&#8221; (SF 16)<\/p>\n<p>Qui siamo al nodo centrale del testo, quello che risulta pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 gravido di implicazioni teoriche, pratiche, istituzionali e culturali. Esaminiamolo con cura questi due dualismi da disinnescare:<\/p>\n<p>a) <em>Chiesa e mondo non sono &#8220;due mondi&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Per cos\u00ec dire &#8220;le due citt\u00e0&#8221; non sono &#8220;due citt\u00e0&#8221;: sono una duplice ermeneutica dell&#8217;unica citt\u00e0 comune.\u00a0 Non ci sono &#8220;storie parallele&#8221;. Per questo si deve superare il\u00a0 dualismo: per uscire da una scissione interna alla esperienza.<\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019autorevolezza di questa parola dell\u2019intesa dell\u2019uomo e della donna, che<\/em><br \/>\n<em>\u00e8 chiamata a governare il mondo nell\u2019attesa quotidiana dei doni di Dio<\/em><br \/>\n<em>\u00e8 oggi troppo mortificata da una scienza presuntuosa e da una teologia<\/em><br \/>\n<em>gergale. Il compito primario dell\u2019intellettuale, credente e non credente, \u00e8<\/em><br \/>\n<em>quello di restituire autorit\u00e0 di testimonianza dell\u2019umano alla vita comune<\/em><br \/>\n<em>dei popoli. La fede stessa impara l\u2019umano dall\u2019umano&#8221;<\/em>. (SF 17)<\/p>\n<p>Questa interrelazione tra il mondo che \u00e8 chiesa e la chiesa che \u00e8 mondo, e che si radica nella umanit\u00e0 divina e nella divinit\u00e0 umana del Signore, introduce una pedagogia che non si riesce a delimitare campi alternativi:<\/p>\n<p><em>&#8220;In questo scambio emozionante, il pensiero\u00a0della fede e il pensiero umano crescono insieme.\u00a0Nella nostra tradizione\u00a0ecclesiale moderna, il governo esclusivo dei preti, il modello unico dei\u00a0religiosi, l\u2019enciclopedismo catechistico delle dottrine hanno realizzato un\u00a0effetto di saturazione della forma fidei che l\u2019ha allontanata da questa\u00a0immediatezza della vita comune: e ora deve cedere sotto il suo stesso\u00a0peso.<\/em>&#8221; (SF 17)<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una visione singolarmente chiara e spiazzante. Dice di un &#8220;reciproco apprendistato&#8221; e di una &#8220;evidenza dei segni dei tempi&#8221; che solitamente la coscienza ecclesiale fatica ad elaborare. Spesso, infatti le cose vengono ricostruite in modo capovolto:<\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019isolamento del sistema ecclesiastico \u00e8 per lo pi\u00f9 alternativamente<\/em><br \/>\n<em>ricondotto all\u2019indebolimento della tradizione sacrale e all\u2019accerchiamento<\/em><br \/>\n<em>del progresso secolare. In realt\u00e0, esso \u00e8 l\u2019effetto di una Chiesa che si\u00a0sta sempre pi\u00f9 concentrando su s\u00e9 stessa: e come chiunque, se cerca la\u00a0propria vita in s\u00e9 stesso, secondo il vangelo la perder\u00e0.<\/em>&#8221; (SF 17-18)<\/p>\n<p>Mossa decisiva di questo appello, e sostanza di riforma ecclesiale, \u00e8 la &#8220;dilatazione della rete della fraternit\u00e0 battesimale&#8221;. Il che comporta un profondo ripensamento delle logiche del ministero e della testimonianza, nel loro rapporto correlativo. Insomma, la uscita dal primo dualismo comporta conseguenze istituzionali chiaramente delineate:<\/p>\n<p><em>&#8220;L\u2019uscita dal modello clericale della forma cristiana, che restituisce al\u00a0ministero ordinato la sua specifica autorevolezza e la sua limitata\u00a0configurazione, comincer\u00e0 teologicamente di qui.\u00a0Senza dimenticare che\u00a0il nuovo paradigma della ecclesialit\u00e0 fraterna e testimoniale dei battezzati,\u00a0al servizio del quale devono riconfigurarsi ministeri e carismi, dovr\u00e0 essere\u00a0\u00a0accuratamente determinato e autorizzato nel contesto sinodale dell\u2019intera\u00a0comunit\u00e0, e non soltanto incoraggiato e raccomandato.<\/em>&#8221; (SF 18)<\/p>\n<p>La &#8220;inadeguatezza degli apparati teologici, canonici e formativi&#8221; chiede una pronta riforma, perch\u00e9 possano liberarsi le energie positive di questo cambio di paradigmi. In tale cambiamento occorrer\u00e0 tuttavia porre attenzione a non reinserire i &#8220;dualismi&#8221; attraverso l&#8217;uso di categorie non sufficientemente calibrate: un esempio pu\u00f2 essere la correlazione tra\u00a0 ministero ordinato e sacerdozio comune, che le categorie ufficiali distinguono &#8220;<em>essentia et non gradu tantum<\/em>&#8220;, ma non dispensano affatto dal dovere di pensarne la distinzione in una correlazione maggiore, senza alcun parallelismo o concorrenza. Altrimenti il dualismo cacciato dalla porta, rientrer\u00e0 dalla finestra.<\/p>\n<p>b) <em>Natura e extra-natura<\/em><\/p>\n<p>Il secondo dualismo da cui prendere congedo \u00e8 il cambio di registro che riguarda la opposizione tra naturale e soprannaturale, tra creazione e redenzione. Anche qui il lavoro di conversione e di trascrizione cui \u00e8 chiamata la teologia deve lasciar cadere le troppo facili evidenze per cui in taluni casi \u00e8 la natura a garantire la grazia, mentre in altri la grazia ha spazio solo &#8220;oltre&#8221;, se non &#8220;contro&#8221; la natura. Il semplicismo di soluzioni &#8220;standard&#8221;, elaborate in altri tempi e per altri mondi, quando le parole natura, citt\u00e0 e cultura significavano cose molto diverse, e venivano usate con intenzioni talora capovolte, non sono pi\u00f9 adeguate alle questioni nuove che dobbiamo affrontare. E questo secondo compito di decostruzione (e di ricostruzione) si chiude con una piccola profezia:<\/p>\n<p><em>&#8221;\u00a0La fede imparer\u00e0 ad abitare i linguaggi del mondo secolare, senza\u00a0pregiudizio per il suo annuncio della vicinanza di Dio. E la prossimit\u00e0\u00a0ecclesiale della fede sar\u00e0 abitabile anche per la Cananea, la Samaritana,\u00a0Zaccheo, il Centurione. Senza pregiudizio per la loro distanza.<\/em>&#8221; (SF 19).<\/p>\n<p>La salvezza della fraternit\u00e0 passa cos\u00ec attraverso questa &#8220;ascesi di decostruzione&#8221;, che implica un grande lavoro di conversione, di traduzione e di\u00a0 aggiornamento del linguaggio e del pensiero, delle forme istituzionali e delle forme di vita, almeno nell&#8217;ambito della esperienza ecclesiale.<\/p>\n<p>Un ulteriore ed ultimo commento sar\u00e0 dedicato all&#8217;ultima parte del documento, ossia\u00a0 alla Lettera aperta ai Saggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la articolata descrizione della crisi come kairos, dei segni dei tempi che si annunciano e della teologia come bene comune, il testo assume la forma vera e propria di &#8220;appello&#8221;, diretto ai discepoli, e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17130"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17134,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17130\/revisions\/17134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}