{"id":17103,"date":"2021-06-15T10:32:49","date_gmt":"2021-06-15T08:32:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17103"},"modified":"2021-06-15T10:32:49","modified_gmt":"2021-06-15T08:32:49","slug":"la-degenerazione-del-linguaggio-sul-sinodo-e-il-card-kasper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-degenerazione-del-linguaggio-sul-sinodo-e-il-card-kasper\/","title":{"rendered":"La degenerazione del linguaggio sul Sinodo e il Card. Kasper"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/synodaler_weg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17104\" alt=\"DBK_Der Synodale Weg_cmyk\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/synodaler_weg-300x131.jpg\" width=\"300\" height=\"131\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/synodaler_weg-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/synodaler_weg-1024x448.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/synodaler_weg.jpg 1900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Conosciamo bene e apprezziamo molte delle parole che il Card. Kasper ha detto e scritto nel corso della sua sua lunga carriera di teologo e di ministro della Chiesa. Ma aver letto quanto ha dichiarato in una lunga intervista, di cui riferisce <a href=\"https:\/\/www.cath.ch\/newsf\/cardinal-kasper-le-chemin-synodal-allemand-a-un-defaut-de-naissance\/\">questo articolo\u00a0 su Cath.ch<\/a>, desta una certa sorpresa. Pur avendo precisato che un giudizio definitivo sul Cammino sinadale tedesco non pu\u00f2 essere ancora pronunciato, essendo ancora in una fase preparatoria e non essendoci ancora alcuna decisione assunta da parte dei vescovi, il Cardinale si lascia andare ad alcune affermazioni di una singolare durezza, che meritano di essere brevemente esaminate, per identificare gli argomenti che in esse vengono utilizzati.<\/p>\n<p>a) <strong>Primo argomento<\/strong>. Si rispolvera il pi\u00f9 classico degli argomenti dell&#8217;antimodernismo: &#8220;perch\u00e9 il Cammino sinodale&#8230;non ha esaminato le questioni critiche alla luce del Vangelo?&#8221;. Per quanto importanti possano essere le nozioni delle scienze umane &#8220;la norma \u00e8 solo Ges\u00f9 Cristo, nessuno pu\u00f2 porre un altro fondamento&#8221;. Per quello che ho letto del Cammino sinodale, mi pare che il riferimento alla &#8220;norma Ges\u00f9 Cristo&#8221; non sia mai mancato. Che da un uomo cos\u00ec colto e cos\u00ec prudente possa venire un argomento cos\u00ec rozzo sembra quasi incredibile. Se ad un Sinodo, per di pi\u00f9 di natura nazionale, si oppone la obiezioni di &#8220;non seguire il Vangelo&#8221; e di non avere &#8220;Cristo come norma&#8221;, si solleva una questione talmente viscerale e pesante, da screditare l&#8217;intero fenomeno, senza alcuna possibilit\u00e0 di appello. Di fatto si cade nella logica di una accusa &#8220;di scisma\/eresia&#8221;, basata per\u00f2 su un grave pregiudizio. La domanda giusta da sollevare dovrebbe essere &#8220;quale mediazione istituzionale&#8221; deve essere posta dalla Chiesa perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo resti la norma? Come \u00e8 possibile che il Card. Kasper abbia dimenticato che il &#8220;mondo&#8221;, con il suo sapere e le sue forme di vita, non \u00e8 solo &#8220;perdizione&#8221; per lo Spirito, ma anche &#8220;luogo dello Spirito&#8221;. E che ci\u00f2 che potrebbe essere visto come &#8220;cedimento al mondo&#8221; pu\u00f2 essere anche valorizzato come &#8220;segno dei tempi&#8221;? Non abbiamo imparato proprio dal card. Kasper a valorizzare ci\u00f2 che ora egli rigidamente contrappone a Cristo? Perch\u00e9 mai dovremmo seguirlo nel cedere al linguaggio dell&#8217;antimodernismo in un passaggio tanto delicato? Perch\u00e9 dovremmo dimenticarci, proprio ora, del Concilio Vaticano II e del suo stile? Perch\u00e9 dovremmo improvvisamente parlare come <em>Humani generis<\/em> anzich\u00e9 come <em>Gaudium et spes<\/em>?<\/p>\n<p>b) <strong>Secondo argomento.\u00a0<\/strong>La correlazione tra Germania e mondo appare basata su due ragionamenti non solo fragili, ma addirrittura ingiuriosi. Il primo \u00e8 fondato sulla consapevolezza della giusta differenza tra Chiesa universale e Chiesa tedesca. Questo vale non solo per la Germania, ma per ogni Chiesa, per la Amazzonia come per il Congo. Ma sarebbe curioso se avessimo detto, ad es. per la Amazzonia: chi potrebbe pensare che sia un problema della umanit\u00e0 che ci siano comunit\u00e0 nelle quali la autorit\u00e0 \u00e8 esercitata da donne? O che ci siano popoli per i quali la &#8220;terra&#8221; \u00e8 costituita da un &#8220;fiume&#8221;? O che ci siano popoli che per rendere grazie anzitutto danzano? O che ci siano popoli in cui il matrimonio \u00e8 sempre preceduto da lunga convivenza tra i futuri coniugi? Nessun problema \u00e8 assolutamente decisivo sempre e ovunque. Ma tutti hanno la loro dignit\u00e0. Persino il celibato dei preti e il ministero femminile sono temi con una loro dignit\u00e0 e una forza che nessun cardinale pu\u00f2 permettersi di ridicolizzare. Ma non basta. Il secondo argomento utilizzato dal Cardinale resta sul piano della particolarit\u00e0 di popolo e si sofferma brevemente sul &#8220;Germanentum&#8221;, ossia la tendenza dei &#8220;tedeschi&#8221; a considerarsi &#8220;i migliori&#8221;. E addirittura osa paragonare questo aspetto del Cammino sinodale ad una sorta di &#8220;eredit\u00e0 nazista&#8221;. Qui si sconfina nel dileggio. Ed \u00e8 imbarazzante ascoltare queste parole sui tedeschi proprio da un cardinale tedesco.<\/p>\n<p>c) <strong>Terzo argomento.\u00a0<\/strong>Anche sul piano ecumenico, che \u00e8 stato cos\u00ec a lungo terreno di lavoro fecondo per il card. Kasper, il giudizio sulla &#8220;intercomunione&#8221;, che ha gi\u00e0 sollevato contrasti tra Chiesa tedesca e Roma, \u00e8 allo stesso tempo un poco nostalgico e duramente negativo in ragione di una &#8220;perdita di identit\u00e0&#8221;. Sia i cattolici, sia il protestanti &#8220;non sanno pi\u00f9 chi sono&#8221;. Ma forse \u00e8 proprio la storia ad aver portato a questo cambiamento di identit\u00e0, che non \u00e8 soltanto negativo. Vivendo insieme, cattolici e protestanti cambiano: perch\u00e9 scandalizzarsi? Perch\u00e9 non corrispondono pi\u00f9 alle definizioni del Denzinger? Anche qui le concessione &#8220;personali&#8221; alla comunione ecumenica &#8211; che privatamente il Cardinale non nega &#8211; contrastano con una sorta di &#8220;sordit\u00e0 istituzionale&#8221;. Ogni passo formale viene sospettato di non rispettare la tradizione e di introdurre una nuova rottura. Considerare le forme effettive di comunione, da riconoscere, sembra impossibile, perch\u00e9 l&#8217;approccio alle questioni resta sostanzialmente dottrinale. Il &#8220;cambio di passo&#8221; che molti osservatori avevano ritenuto inevitabile dopo il 1999 (con l&#8217;accordo sulla Dottrina della Giustificazione) sembra per Kasper soltanto una chimera piena di tentazioni.<\/p>\n<p>d)\u00a0<strong>La lotta contro la gabbia del linguaggio<\/strong>. Il difficile apprendistato di uno &#8220;stile sinodale&#8221; mette alla prova anzitutto il linguaggio. E lo fa con tutti. Tutti sono messi alla prova. E&#8217; facile cadere in opposizioni viscerali. E&#8217; facile pensare di poter riformulare tutto o che nulla si possa toccare. Soprattutto la confusione, di cui tutti siamo vittime, riguarda la differenza tra &#8220;sostanza&#8221; e &#8220;rivestimenti&#8221;. Che cosa \u00e8 possibile cambiare e che cosa \u00e8 invece &#8220;irreformabile&#8221;? Che cosa \u00e8 vitale per la Chiesa e che cosa \u00e8 zavorra da alleggerire? Tutto questo passa anzitutto attraverso un confronto sul piano del linguaggio. Ed \u00e8 facile lasciarsi trascinare da forze antitetiche. Una di queste \u00e8 senza alcun dubbio la messa in opera di una &#8220;squalificazione del sinodo stesso&#8221;. Se il difetto \u00e8 &#8220;di nascita&#8221;, che cosa potr\u00e0 salvare la Germania dal suo stesso Sinodo? Questo mi pare un grave errore di giudizio, anche se \u00e8 condiviso, come dice Kasper, &#8220;dai miei amici di S. Egidio&#8221;. Quale sia la differenza tra &#8220;essere fuori dalla storia&#8221; perch\u00e9 si affrontano le questioni e &#8220;attaccare l&#8217;asino sempre solo dove vuole il padrone&#8221; per garantirsi la patente di &#8220;avere i piedi nella storia&#8221; resta una questione aperta.\u00a0Se poi la squalificazione e il discredito diventano accusa, pi\u00f9 o meno diretta, di &#8220;scisma e\/o eresia&#8221;, di &#8220;violenza&#8221; o di &#8220;perdita di identit\u00e0&#8221;, \u00e8 evidente che l&#8217;apprendistato sar\u00e0 ancora lungo, per tutti. Ma dalla lotta contro la gabbia del linguaggio non uscireme con successo n\u00e9 soltanto ripetendo vecchie formule, n\u00e9 soltanto ingiuriando sgarbatamente le nuove formulazioni in fieri. Questa fu la tentazione di tutti i peggiori avversari del Concilio Vaticano II: ridurlo a parole vuote o riempirlo di insulti.\u00a0 Ma fu invano. Ci sono processi irreversibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosciamo bene e apprezziamo molte delle parole che il Card. Kasper ha detto e scritto nel corso della sua sua lunga carriera di teologo e di ministro della Chiesa. Ma aver letto quanto ha dichiarato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17103"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17106,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17103\/revisions\/17106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}