{"id":17039,"date":"2021-05-30T16:48:47","date_gmt":"2021-05-30T14:48:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17039"},"modified":"2021-05-30T16:48:47","modified_gmt":"2021-05-30T14:48:47","slug":"moneta-linguaggio-e-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/moneta-linguaggio-e-pensiero\/","title":{"rendered":"Moneta, linguaggio e pensiero"},"content":{"rendered":"<p>Nella nostra cultura gli alberi si conoscono dai frutti e in principio era il Verbo o il Caos. \u00abCi\u00f2 che \u00e8 all\u2019origine dell\u2019instaurarsi del legame sociale \u00e8 appunto ci\u00f2 che conduce alla sua dissoluzione e\/o distruzione. Se l\u2019orda trova compimento nello Stato, esso resta costantemente in preda alla tentazione di convertirsi in Stato di orda; quanto al progresso della spiritualit\u00e0, esso porta alla creazione di un mondo al tempo stesso funzionale e passionale, dove il lavoro del pensiero \u00e8 guardato con sospetto, mentre credenze e illusioni si dividono il compito di dirigere le azioni umane\u00bb [Eug\u00e8ne Enriquez,  <em>Dall\u2019orda allo Stato. Alle origini del legame sociale<\/em>, tr.it. il Mulino 1986, p. 457, ed.or. 1983].<br \/>\n\u00abCiascun per s\u00e9 e lo Stato per tutti. Se si pronuncia questa parola d\u2019ordine, i fratelli restano fratelli solo nella loro similitudine e diventano nemici potenziali, poich\u00e9 ciascuno difende il proprio Ego o le proprie prerogative pi\u00f9 infime. Compaiono dei clan, si costituiscono delle gangs\u00bb. \u00abIl monolitismo dello Stato comporta conseguenze impreviste. Qualunque sia la perspicacia degli uomini di vedetta, essa non pu\u00f2 impedire che un\u2019azione possa uscire dalla rada e sfociare altrove invece che verso l\u2019obiettivo previsto: a) in effetti essa rimuove necessariamente determinate possibilit\u00e0. E il processo di rimozione provoca sempre, presto o tardi, il ritorno del rimosso\u00bb [ivi, p. 464]. \u00abb) Essa provoca, per reazione, fenomeni di resistenza\u00bb, \u00abil regime pi\u00f9 autoritario comporta sempre la sua opposizione\u00bb. \u00abc) Essa fa nascere al suo interno una struttura rovesciata\u00bb. \u00abAlla potenza delle istituzioni risponde il desiderio di distruggerle, alla permanenza fa eco l\u2019effimero, all\u2019integrazione la marginalit\u00e0, al bisogno di sicurezza il terrorismo e la delinquenza, al mondo del lavoro e della produzione quello dei \u2018lavoretti saltuari\u2019 e dell\u2019arte di arrangiarsi, al mondo dell\u2019uniformit\u00e0 quello della diversificazione a oltranza. Pi\u00f9 il mondo vuole essere unificato, pi\u00f9 si frammenta in una miriade di comportamenti, gruppuscoli, cappelle. Qualunque totalitarismo \u00e8 un padre stupito della dissidenza\u00bb [ivi, p. 465]. E in nota all\u2019ultima pagina: \u00abdel resto, anche un certo numero di Ebrei ha praticato a sua volta delle persecuzioni, ha desiderato ed \u00e8 riuscito a creare uno Stato sulla terra dei propri antenati, inglobando quasi a sua insaputa i difetti degli Stati cristiani o laici nei quali aveva vissuto\u00bb [ivi, p. 468, n. 1]. \u00c8 cronaca di oggi: \u00absenza una rapida e completa eliminazione dell\u2019embargo \u2013 egiziano e israeliano \u2013 che strangola i 2 milioni di abitanti di Gaza, il \u2018ritorno alla calma\u2019 di cui si felicitano le cancellerie \u00e8 una sinistra illusione. Non c\u2019\u00e8 possibile calma in un ghetto in agonia\u00bb [\u00abIsra\u00ebl-Palestine: changer de paradigme\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 25-26\/5\/21, online].<br \/>\nMa \u00abil peggio non \u00e8 sempre sicuro. Evocandolo troppo, si rischia di non temerlo pi\u00f9 e di non avere pi\u00f9 forze per opporglisi. In realt\u00e0, ogni sistema sociale si rivela molto spesso, e proprio nel momento in cui tutto sembra perduto e la speranza in lutto, capace di trasformarsi, diversificare le sue risposte, integrare i subbugli che lo scuotono e realizzare i propri scopi seguendo cammini imprevisti o inesplorati\u00bb [Enriquez, cit., p. 463]. <em>Next Generation EU<\/em>, per dire, ma \u00abi Barbari sono tra noi, in noi stessi. Non aspettiamo per combatterli che essi si manifestino dall\u2019esterno, perch\u00e9 non ci faranno questo piacere\u00bb [ivi, p. 467]. La globalizzazione pandemica lo conferma.<br \/>\n\u00abLa pandemia di Covid-19 ha mostrato al contempo l\u2019evidenza della globalizzazione e la crisi del multilateralismo. Mentre per la prima volta nella storia l\u2019umanit\u00e0 nella sua totalit\u00e0 \u00e8 posta di fronte alla stessa paura nello stesso momento, gli strumenti forgiati nel dopoguerra intorno al sistema ONU hanno mostrato i loro limiti. Che cosa potr\u00e0 essere allora un governo mondiale nel momento in cui si manifesta <em>\u201cuna inadeguatezza crescente del pensiero giuridico tradizionale\u201d<\/em> di fronte alle nuove sfide globali quali pandemie, crisi migratoria, crisi climatica, bolle finanziarie, ecc.? \u00c8 il tema del secondo numero della <em>Revue europ\u00e9enne du droit (RED)<\/em>, sulla scia di <em>Grand Continent<\/em>, rivista online dell\u2019\u00c9cole normale sup\u00e9rieure, in rue d\u2019Ulm\u00bb. \u00ab<em>\u201cUn efficace governo mondiale dei beni comuni, se \u00e8 possibile, non pu\u00f2 che essere pluralistico e in movimento, ibrido e flessibile\u201d<\/em>, scrive il caporedattore Mireille Delmas-Marty nell\u2019introduzione firmata con Hugo Pascal e Vasile Rotaru, dottorandi in diritto pubblico. Occorre <em>\u201cpacificare gli essere umani senza uniformarli\u201d<\/em>. <em>\u201cUn governo plurale consentir\u00e0 l\u2019emergere di una storia della umanit\u00e0 come vicenda comune, alla ricerca di un equilibrio dinamico in grado di stabilizzare le societ\u00e0 nei rapporti reciproci senza cristallizzarle nelle loro differenze\u201d<\/em>, sottolinea. La crisi del multilateralismo lo \u00e8 anche di un sistema internazionale in cui la sovranit\u00e0 statale diventa sempre pi\u00f9 fittizia\u00bb. \u00abDialogando col teologo protestante Oliver Abel, in chiusura Mireille Delmas-Marty ricorda <em>\u201cche diversamente dalle comunit\u00e0 nazionali, la comunit\u00e0 mondiale emergente non ha, per durare, n\u00e9 memoria collettiva n\u00e9 storia comune nata da un passato condiviso\u201d<\/em>. Da qui l\u2019importanza della <em>\u2018lungimiranza\u2019<\/em>, di pensare a quel che accadr\u00e0, <em>\u201cal fine di poter resistere nell\u2019imprevisto via via che l\u2019umanit\u00e0 prende atto del suo destino comune\u201d<\/em>\u00bb [Marc Semo, \u00abLa question d\u2019une gouvernance mondiale\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 15\/5\/21, online].<br \/>\n\u00abProprio la pandemia ci ha mostrato come l\u2019\u2018io\u2019 e il \u2018noi\u2019, la dimensione individuale e quella collettiva, siano interconnesse in un modo inestricabile [\u2026] non solo nel dominio delle relazioni interpersonali, ma a livello globale [\u2026] viviamo nell\u2019interdipendenza totale\u00bb [Daniele Marini, <em>Lessico dal nuovo mondo, una lettura dei mutamenti sociali e economici<\/em>, Marsilio 2021, p. 56, ringrazio l\u2019amico che me l\u2019ha segnalato]. Perci\u00f2, \u00abl\u2019annuncio fatto da Biden sulla sospensione dei brevetti vaccinali \u201c\u00e8 sicuramente storico\u201d per Maria Chiara Malaguti, presidente di Unidroit, l\u2019istituto (con sede a Roma) per l\u2019unificazione del diritto privato fra i 63 Stati membri. Che, tuttavia, avvisa: ora \u201cva interpretato e declinato\u201d e, soprattutto, \u201cil mondo del diritto dovr\u00e0 lavorare parecchio per tradurlo in realt\u00e0\u201d\u00bb. Perch\u00e9 storico? \u00abCi sono varie interpretazioni: da chi la ritiene una mossa decisiva per spezzare le logiche brevettuali e chi lo interpreta all\u2019opposto, in chiave geopolitica, come una mossa difensiva\/aggressiva per opporsi alle politiche distributive di Russia e Cina. E c\u2019\u00e8 chi crea dei distinguo, perch\u00e9 sente il bisogno di un freno verso prese di posizione cos\u00ec forti. Io credo, per\u00f2, che sia storico come \u2018valore-manifesto\u2019 dell\u2019annuncio\u00bb [Eugenio Fatigante, \u00abAnnuncio storico, per\u00f2 non basta\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 8\/5\/21, p. 5]. Il valore-manifesto della <em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/em>, adottata il 10 dicembre 1948 dall\u2019Assemblea Generale dall\u2019ONU, \u00e8 ora il valore-manifesto dell\u2019emergente comunit\u00e0 mondiale in cui stiamo combattendo i barbari tra noi.<br \/>\n\u00abLa Silicon Valley, mentre cresceva, si guadagn\u00f2 la fama di enclave liberale, ma attrasse anche una giovane generazione di libertari che non provenivano dal mondo della controcultura, ma dalla nuova destra. Peter Thiel, nato in Germania nel 1967, aveva studiato a Stanford, poi alla Stanford Law School, dove nel 1987 aveva fondato la \u2018Stanford Review\u2019. La rivista voleva contrapporsi al multiculturalismo, al femminismo e alla correttezza politica promossi all\u2019interno del campus\u00bb. \u00abNel 1996 Thiel era tornato in California, giusto in tempo per assistere al boom del business legato a Internet, o del cosiddetto dot-com, che segu\u00ec l\u2019abolizione delle restrizioni sul traffico commerciale online. Ogni giorno venivano lanciati diecimila siti web\u00bb. \u00abAmazon fu fondata nel 1994, Yahoo! nel 1995, Google nel 1998. Quell\u2019anno, Thiel fond\u00f2 insieme ad altri Paypal, con la speranza che potesse svincolare i cittadini del mondo dalla moneta regolata dal proprio governo\u00bb [Jill Lepore, <em>QUESTE VERIT\u00c0. Una storia economica degli Stati Uniti d\u2019America<\/em>, tr.it. Rizzoli 2020, p. 815, segnalato da un amico che ringrazio]. In nome dell\u2019ambiente oggi Elon Musk, secondo pi\u00f9 ricco del mondo, rinnega il bitcoin dopo averlo accettato per la sua auto elettrica Tesla: ai suoi massimi, ne sarebbe bastato uno per la Tesla base, ma \u00e8 crollato dopo il giro di valzer verde di Musk.<br \/>\nNell\u2019interdipendenza totale del mondo, moneta-linguaggio-pensiero sono interdipendenti.<br \/>\n<strong><em>Moneta, linguaggio e pensiero<\/em><\/strong> \u00e8 il titolo italiano [il Mulino 1988] di <em>Money, Language and Thought<\/em> di Marc Shell [Berkeley UP 1982]. In USA nascono il sogno\/incubo neoliberista e la sua critica. \u00abTra le monete di elettro dell\u2019antica Lydia e la moneta elettronica dell\u2019America contemporanea si \u00e8 verificato un cambiamento di grande portata storica. Il valore di scambio delle monete antiche derivava totalmente dalla sostanza materiale (elektrum) dei lingotti di cui erano fatte e non dalle iscrizioni impresse sul metallo\u00bb. \u00abCon l\u2019avvento del trasferimento elettronico dei capitali, il legame tra iscrizione e sostanza fu spezzato. La sostanza della moneta elettronica non \u00e8 perci\u00f2 sostanziale\u00bb. \u00abAlcuni pensatori arrivarono inoltre a riconoscere le interazioni tra scambio economico e intellettuale, vale a dire tra il denaro ed il linguaggio (<em>Seme<\/em> significa &#8216;parola&#8217; e &#8216;moneta&#8217;)\u00bb [ivi, pp. 19-20]. \u00abIl fatto che il denaro e il linguaggio siano sistemi di produzione e di scambio, complementari e in concorrenza, fa pensare che il denaro non sia solo un tema, un contenuto metaforico,\u00bb \u00abma che il denaro parli attraverso, e dentro, il discorso in generale\u00bb [ivi, p. 222].<br \/>\nPresentando l\u2019edizione italiana. Vittorio Mathieu ricorda che \u00abla parola vale ci\u00f2 per cui \u00e8 presa; e la moneta anche\u00bb. \u00abEsattamente come il denaro, la parola acquista il suo valore solo entro un sistema, e nessuno \u2013 se non in piccolissima misura, e con la collaborazione d\u2019innumerevoli altri \u2013 pu\u00f2 fare qualcosa per mutarlo. I sistemi in cui denaro e parola assumono valore sono sistemi sociali. Denaro e linguaggio compaiono nell\u2019uomo (e solo nell\u2019uomo), in virt\u00f9 della sua (particolarissima) natura di \u2018animale sociale\u2019. Pi\u00f9 esattamente, di animale che lavora in collaborazione; in una collaborazione che, attraverso denaro e parola, \u00e8 augurabile che divenga sempre pi\u00f9 volontaria\u00bb [ivi, p. 9].<br \/>\nLa crisi finanziaria USA del 2008 \u00e8 culminata nella \u00abbattaglia senza esclusione di colpi a difesa dell\u2019euro\u00bb. \u00abChe cos\u2019\u00e8 il celebre \u2018whatever it takes\u2019 pronunciato a Londra di fronte a una platea di investitori euroscettici e acidamente supponenti se non il monumento moderno all\u2019atto linguistico?\u00bb \u00abQuelle parole assumono immediatamente la sostanza dei mercati; lo spread quasi a 600 in Italia in mezz\u2019ora scende a 480, le Borse di tutto il mondo brindano, si diffonde l\u2019idea che sia superato per sempre il rischio di ridenominazione dei titoli di Stato (in Grecia e in Italia, secondo paese sotto osservazione della speculazione), che aveva condizionato per settimane la discussione tra gli addetti ai lavori e la percezione dei mercati\u00bb. \u00abUna mera azione linguistica diventa azione concreta, fatto condiviso e compreso\u00bb. \u00abJohn Searle, il linguista, fa ricorso a un celebre esempio monetario per dare forza alla tesi degli speech act: quando il Tesoro americano \u2013 \u00e8 la tesi di Searle \u2013 scrive su una banconota da 20 dollari \u201cquesto biglietto \u00e8 moneta a corso legale per tutti i debiti pubblici e privati\u201d non si limita a descrivere una forma di garanzia ma crea, letteralmente crea, quei dollari. Una mera idea linguistica diventa azione concreta, fatto condiviso e compreso\u00bb [Donato Masciandaro e Alberto Orioli, <em>Draghi, falchi e colombe. L\u2019Euro e l\u2019Italia 2011-2019<\/em>, Il Sole 24 ore 2019, pp. 213-4]. Come precisa Mathieu nella presentazione a Shell, la moneta vale perch\u00e9 ha \u00ab<em>la capacit\u00e0 di far lavorare<\/em>, \u2018Valere\u2019 significa, infatti, aver efficacia, e n\u00e9 il denaro n\u00e9 il parlare hanno efficacia altrimenti che facendo agire\u00bb [Shell, cit., p. 11]. \u00c8 cos\u00ec anche per la moneta raccolta con il debito pubblico, che i sovranisti e populisti anche nostrani ritengono invece a loro disposizione fino a poterlo cancellare, va da s\u00e9 in nome della pace fiscale con gli evasori e a dannazione di tutti gli altri, noi.<br \/>\nSenza pensiero e linguaggio, il denaro \u00e8 solo carta o elettroni, inutili. I barbari distruggono tutto.<br \/>\nFrancia, Germania, Italia e i tre paesi del Benelux si sono dimostrati \u00abdisposti a barattare la loro sovranit\u00e0 contro la creazione di uno Stato federale europeo. Ma hanno aperto le loro porte a Paesi che non avevano fatto le stesse esperienze e che non intendevano rinunciare alla propria sovranit\u00e0 per creare insieme uno Stato Federale. L\u2019errore pi\u00f9 clamoroso fu quello del 2004, quando le porte furono aperte ai satelliti dell\u2019Urss. Erano felici di ritrovare la loro sovranit\u00e0 e furono accolti in una istituzione nata per perderla. \u00c8 un malinteso che non pu\u00f2 giovare n\u00e9 agli uni n\u00e9 agli altri e che bisognerebbe eliminare con un divorzio\u00bb [Sergio Romano, \u00abNazionalismi, per la Ue un malinteso da risolvere. Anche con il divorzio\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 16\/5\/21, p. 15]. Il divorzio dagli Stati-orda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella nostra cultura gli alberi si conoscono dai frutti e in principio era il Verbo o il Caos. \u00abCi\u00f2 che \u00e8 all\u2019origine dell\u2019instaurarsi del legame sociale \u00e8 appunto ci\u00f2 che conduce alla sua dissoluzione e\/o&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17039"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17039"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17043,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17039\/revisions\/17043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}