{"id":17033,"date":"2021-05-28T23:53:44","date_gmt":"2021-05-28T21:53:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17033"},"modified":"2021-05-28T23:53:44","modified_gmt":"2021-05-28T21:53:44","slug":"la-terza-forma-della-penitenza-un-dibattito-4-di-italo-de-sandre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-terza-forma-della-penitenza-un-dibattito-4-di-italo-de-sandre\/","title":{"rendered":"La terza forma della penitenza: un dibattito (\/4) (di Italo de Sandre)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ordo-paenitentiae.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16944\" alt=\"Ordo paenitentiae\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ordo-paenitentiae-206x300.jpg\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ordo-paenitentiae-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Ordo-paenitentiae.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Una considerazione sociologica e del sacramento della confessione, nelle sue diverse forme di celebrazione, implica una interpretazione differenziata dei suoi gesti, dei suoi spazi e dei suoi tempi. E rivela anche, per il postpandemia, una grande sfida tra la tradizione sana da sviluppare e le inerzie di una tradizione malata. Una lettura appassionata e franca da parte di Italo De Sandre, professore emerito di Sociologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova e presso l\u2019Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina. Lo ringrazio per il suo testo, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">che arricchisce il dibattito. (ag)<\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il sacramento della misericordia e il dispositivo di controllo<\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">di Italo De Sandre<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Vorrei riflettere su tre punti: 1. la partecipazione-osservazione al rito della confessione comunitaria di Pasqua 2. l\u2019improbabilit\u00e0 della comunicazione nella confessione individuale oggi 3. la percezione del \u2018dispositivo di controllo\u2019 nella relazione del rito inviduale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">1. Ho partecipato come fedele laico alla celebrazione del rito comunitario della penitenza in parrocchia. Un\u2019esperienza molto bella, giudizio condiviso da ogni persona che usciva e sorrideva, la chiesa \u2013 ferme le distanze di sicurezza \u2013 era <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>piena<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">, ed anche il giovane parroco molto contento. Anzi, contemporaneamente ho sperato che anche lui che celebrava fosse e si sentisse dentro (e non sopra) la comunit\u00e0, ma non so se la forma del rito lo preveda. L\u2019esperienza a detta di tutte\/i \u00e8 stata forte: tutti insieme come ad incoraggiarsi, e pur ciascuno con tutto se stesso, disarmato, trasparente. Si \u00e8 percepito che l\u00ec non c\u2019era un giudice ad interrogare e dare una penitenza: il Padre buono stava accogliendo subito ciascuno e tutta quella comunit\u00e0, mentre ognuno si sforzava di pensare a tutte le manchevolezze di cui sentiva il peso, sapendo per\u00f2 nell\u2019intimo che Lui le sa gi\u00e0, sempre. Si sentiva la differenza tra l\u2019essere interiormente e tutti insieme con Dio e non singolarmente davanti ad un prete, che per quanto buono, non pu\u00f2 non portarsi l\u2019immagine di un giudice che decide della salvezza della tua anima, vissuta da molti come penosa, tollerabile con fatica (se non intollerabile, e infatti molti la abbandonano). Una paura nascosta, forse solo per i pi\u00f9 anziani.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">2. Se uno ha l\u2019abitudine professionale all\u2019\u2019osservazione partecipante\u2019 e all\u2019analisi delle situazioni sociali concrete, subito dopo tale esperienza non pu\u00f2 non riflettere sulle radici di quelle sensazioni e di quel contrasto profondissimo.<\/span><\/span> <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Uno dei problemi \u00e8 dato dalla dinamica di comunicazione e di relazione interpersonale (e di rapporto tra ruoli) che si attiva in quell\u2019incontro tra due persone che portano due ruoli radicalmente diversi. La comunicazione nella confessione cattolica \u00e8 una condivisione di messaggi in ambiti che di per s\u00e9 hanno una sequenza rituale data per scontata: problema \u00e8 che ogni scambio di messaggi, anche quelli nel confessionale, ha bisogno di una condivisione dei \u2018codici simbolici\u2019, cio\u00e8 di quei modi di intendere le cose che danno normalmente senso alle azioni e al linguaggio utilizzato. Questi codici, che adoperiamo quotidianamente, riguardano gli ambiti-chiave del vivere sociale: verit\u00e0, denaro-economia, potere-diritto, amore-eros, arte, fede-religione, solidariet\u00e0. Una volta questi codici erano sostanzialmente condivisi e nei nostri paesi erano le istituzioni religiose cattoliche a dare il senso della verit\u00e0 e della moralit\u00e0 dei rapporti sociali (e molto in quelli sessuali-riproduttivi): oggi non pi\u00f9 cos\u00ec, ed i mutamenti tecnologici di fine \u2018900 tuttora in evoluzione, marcando una individualizzazione forte della vita, hanno fatto come implodere quei codici (basti considerare le azioni e il linguaggio dei no-Vax rispetto alla scienza, all\u2019autorit\u00e0 politica e al diritto alla salute, nel flusso pur estremo della pandemia). Ma, pensando anche alla carente maturazione post-conciliare di questo e di altri sacramenti, \u00e8 cambiata la percezione che molti hanno di Dio, assai meno della chiesa: Dio \u00e8 sentito diffusamente come buono, misericordioso, ma non la chiesa, percepita come severa, giudicante, istitutrice pi\u00f9 che \u2018madre e maestra\u2019. E\u2019 cambiata la percezione del matrimonio e della sessualit\u00e0, temi cardine nell\u2019immaginario dei peccati: molti tra gli stessi fedeli ritengono ipotizzabile una rottura del matrimonio, e molti ritengono accettabile la sessualit\u00e0 prematrimoniale. Si pensi, in aggiunta, a modi correntemente contrapposti di intendere la solidariet\u00e0 (prima i poveri o prima i nostri) e la stessa religione (fede radicata nel Vangelo o tradizione dottrinale ed identitaria): si capisce che questa frammentazione confusa e conflittuale dei codici rende in s\u00e9 abbastanza improbabile, comunque problematica, la pretesa di condivisione che si attiva nel confessionale: un tipo di interazione che non ha uguali nel clima socio-culturale di oggi in occidente (gli scandagli psicoterapeutici, nati storicamente anche in reazione alla confessione, non hanno certo una cornice di giudizio, ma di cura). La rappresentazione sociale del peccato nei fedeli attivi, prevalentemente adulti e anziani, forse \u00e8 ancora legata a paure, rimorsi, scrupoli, ansie per la pressoch\u00e9 certa impossibilit\u00e0 di non ricadervi, ma nei giovani? D\u2019altra parte l\u2019interpretazione di un\u2019azione come peccato, mortale o veniale, atto o desiderio, ha alle spalle un imprinting, un percorso esplicito ed implicito di formazione (o de-formazione) culturale ed emotiva delle\/i fedeli che oggi difficilmente pu\u00f2 corrispondere ad una tabella esclusivamente oggettiva, perch\u00e9 si ha a che fare con la storia di ogni fedele e di ogni comunit\u00e0 religiosa, con la sensazione che questa sia ancora una storia \u2018tridentina\u2019 che per secoli ha oscurato la familiarizzazione dei fedeli con la Bibbia, con il Vangelo. La formazione dei presbiteri oggi li responsabilizza nel quadro di regole istituzionali di cui \u00e8 difficile discutere, al massimo suggerendo un agire giudicante pi\u00f9 misericordioso, sapendo per\u00f2 che ciascun ministro ha comunque la possibilit\u00e0 di irrigidire o allentare la \u2018punteggiatura\u2019 della propria comunicazione. Cosa che individualmente dei presbiteri cercano davvero di fare ma sono esperienze che non emergono n\u00e9 sono oggetto di serie discussioni ecclesiali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">3. Sappiamo che ogni dinamica di comunicazione \u00e8 strettamente legata alla struttura della relazione concreta che c\u2019\u00e8 tra i comunicanti, perch\u00e9 \u00e8 proprio la relazione a contenere e manifestare il potere, l\u2019influenza che un comunicante ha sull\u2019altro: \u00e8 il meta-messaggio che anche in forma non-verbale ordina il modo con cui vanno interpretati i messaggi scambiati. La confessione individuale \u00e8 un tipo di relazione per definizione disuguale, tra un fedele-persona che nel suo ruolo di penitente sa di essere scrutato nella sua intimit\u00e0 da un confessore portatore di un ruolo di autorit\u00e0 che agisce con un potere inappellabile, nel nostro caso il potere istituzionale forte di una tradizione secolare con una pesante rappresentazione sociale da \u2018inquisizione\u2019. Potere della chiesa che assolve o condanna, consola o punisce, rispetto a Dio che resta come alle spalle del confessore. Per chi conosce gli studi di J.Delumeau sulla paura come strumento di potere, di A.Prosperi sulla storia dei \u2018tribunali della coscienza\u2019, e soprattutto i lavori di storia del pensiero di M.Foucault, con gli occhi di questi tempi non si pu\u00f2 non capire che nel rapporto religioso tra il confessore e chi si confessa \u00e8 stato legittimato, e regolato con norme severe, un legame che singolarmente pu\u00f2 essere anche umanamente buono, ma socialmente comprensibile solo dentro a quello che per secoli \u00e8 stato un grande <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>dispositivo di controllo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"> delle persone-individui, costrette ad aprirsi e ad ubbidire nel profondo delle loro coscienze, con minaccia di punizioni che una volta potevano essere anche fisiche e pubbliche. La chiesa qualche secolo fa ha ritenuto necessario dare una forma dettagliata e severa al sacramento, per reagire in modo intransigente alle scelte fatte dalla Riforma protestante ed anche per mettere ordine ad arbitrii che comunque c\u2019erano tra confessioni penitenze ed indulgenze nelle proprie pratiche, in un\u2019epoca in cui \u2013 bisogna ripeterlo \u2013 essa bandiva la Bibbia da qualsiasi rapporto personale e di quotidianit\u00e0 con i fedeli. Con il cambiare delle culture gli storici della chiesa riconoscono la vita travagliata di questo sacramento, ma \u00e8 soprattutto in questi ultimi settant\u2019anni che con il Concilio si \u00e8 maturata, almeno in una parte del \u2018popolo di Dio\u2019, una visione diversa del senso dei rapporti di autorit\u00e0 e personali tra il fedele e Dio, la chiesa-istituzione, il ministro-uomo che governa (o accompagna?) la sua vita di fede. In quell\u2019area ecclesiale \u2013 contrastata da altri cattolici &#8211; si \u00e8 aperta una visione misericordiosa di Dio, che nella parabola incentrata non a caso dalla tradizione sul \u2018figliol prodigo\u2019 vede invece come protagonista il Padre buono, una visione della chiesa che dialoga con il mondo, con le persone, con le loro coscienze di cui riconosce la centralit\u00e0. Ma \u00e8 proprio negli eventuali cambiamenti in queste relazioni di potere che \u00e8 gi\u00e0 vivo e sta crescendo un conflitto all<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">a<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"> radice della cattolicit\u00e0 nel mondo, in ogni continente con le proprie sfumature e le ruvidit\u00e0 delle sfide. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">italo de sandre<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Una considerazione sociologica e del sacramento della confessione, nelle sue diverse forme di celebrazione, implica una interpretazione differenziata dei suoi gesti, dei suoi spazi e dei suoi tempi. E rivela anche, per il postpandemia,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17033"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17033"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17033\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17035,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17033\/revisions\/17035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}