{"id":16988,"date":"2021-05-12T00:33:33","date_gmt":"2021-05-11T22:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16988"},"modified":"2021-05-12T00:33:33","modified_gmt":"2021-05-11T22:33:33","slug":"un-ministero-antico-una-istituzione-nuova-un-attributo-vecchio-una-struttura-arretrata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-ministero-antico-una-istituzione-nuova-un-attributo-vecchio-una-struttura-arretrata\/","title":{"rendered":"Un ministero antico, una istituzione nuova, un attributo vecchio, una struttura arretrata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/antmin.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16989\" alt=\"antmin\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/antmin-234x300.jpg\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/antmin-234x300.jpg 234w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/antmin.jpg 469w\" sizes=\"(max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel cammino di \u201cattuazione\u201d del Concilio Vaticano II, la istituzione di un \u201cministero formale\u201d come quello del catechista \u00e8 un passo di assoluto rilievo, realizzato con il Motu Proprio <i>Antiquum Ministerium<\/i>, che tiene dietro alla estensione del lettorato e dell\u2019accolitato a tutti i battezzati, uomini e donne, realizzato con il Motu Proprio <i>Spiritus Domini<\/i>. Cos\u00ec ora abbiamo tre ministeri istituiti, aperti indifferentemente a uomini e donne:<i> <\/i><i>p<\/i><i>roclamazione della parola, servizio liturgico e insegnamento della dottrina, in comunione con vescovo presbiteri e diaconi, sono uffici aperti al contributo di tutti i battezzat<\/i><i>i<\/i>. Questo \u00e8 potenzialmente una grande ricchezza per la Chiesa, un fattore di dinamicit\u00e0 e di confronto di grande impatto. Ma lo \u00e8 solo potenzialmente. Perch\u00e9, se \u00e8 ovvio che senza le due lettere \u201cmotu proprio\u201d nulla si sarebbe potuto fare, tuttavia ora, che i testi sono stati pensati, scritti e sono entrati in vigore, ci\u00f2 che era e resta necessario e decisivo, deve essere riconosciuto anche come insufficiente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non \u00e8 sufficiente superare una riserva dei ministeri esistenti e istituire un nuovo ministero? Perch\u00e9 la inerzia della lettura clericale degli ordini minori prevale sul concetto di ministeri istituiti, e perci\u00f2 tende a riservare ai \u201ccandidati al ministero ordinato\u201d sia il lettorato sia l\u2019accolitato. Cos\u00ec la inerzia della lettura clericale del compito del catechista lo riserva al \u201claico\u201d proprio perch\u00e9 non lo pensa come ministero. I tre \u201cministeri istituiti\u201d \u2013 che ora papa Francesco ha liberato dai limiti della riserva maschile e della non ufficialit\u00e0 \u2013 patiscono di uno \u201cstato di minorit\u00e0\u201d che \u00e8 legato alla loro storia.<\/p>\n<p>Una traccia evidente di questa comprensione inadeguata si legge anche nel bel testo di \u201cAntiquum Ministerium\u201d. Se nella Chiesa ci sono \u201cministeri\u201d \u00e8 perch\u00e9 tutti i battezzati possono esercitare una autorit\u00e0, nelle forme, secondo i percorsi e con i requisiti previsti. La scoperta che il \u201ccatechista\u201d viene riconosciuto titolare di un \u201cufficio\u201d e \u201cministero\u201d ecclesiale non implica in alcun modo la esigenza di sottolineare la sua natura \u201claicale\u201d. La aggiunta di \u201claicale\u201d alla parola ministero riduce il progresso e quasi lo sterilizza. Perch\u00e9 assume la categoria clericale di \u201claicato\u201d come categoria teologica, mentre si tratta semplicemente di una categoria sociologica e funzionale. I battezzati possono essere chiamati a svolgere un ministero, a diversi livelli. Questo non ha nulla a che fare con il loro stato di laici o di chierici. Detto in modo secco: il Codice obbedisce, non comanda!<\/p>\n<p>Il cortocircuito dei concetti sistematici e giuridici qui produce scintille. Cerchiamo di chiarirlo meglio: nella Chiesa tutti sono battezzati e membri del popolo di Dio. Poi ci sono \u201ccarismi\u201d e \u201cministeri\u201d. Tra i ministeri vi sono quelli ordinati e quelli istituiti. Il superamento della nozione di \u201claico\u201d sta tutto qui. Se il laico fosse qualificato non semplicemente da \u201cnon essere chierico\u201d, ma da una \u201cvocazione secolare\u201d, sarebbe assai difficile pensarlo come titolare del lettorato, dell\u2019accolitato e come catechista. Per questo motivo la categoria di \u201claico\u201d \u00e8 una delle zavorre peggiori per la promozione e la valorizzazione dei battezzati non ordinati. In effetti, a pensarci bene, i ministeri del lettore, dell\u2019accolito e del catechista non si esercitano specificamente \u201cnel secolo\u201d, ma vivono e si esercitano nel cuore della Parola ascoltata e del sacramento celebrato, nella intimit\u00e0 della vita ecclesiale. Una \u201cspecializzazione secolare\u201d era stata la \u201criqualificazione\u201d del laico, che da \u201cnomen infamiae\u201d lo faceva diventare \u201cmembro del popolo di Dio\u201d. Ma questo era anche il suo limite: perci\u00f2 non \u00e8 sbagliato chiamare clericale questa iniziale visione.<\/p>\n<p>Il salto di qualit\u00e0 che <i>Spiritus Domini<\/i> e <i>Antiquum Ministerium<\/i> permettono di compiere alla coscienza ecclesiale sta precisamente nell\u2019uscire dalla visione \u201cridotta\u201d del fedele semplicemente battezzato, e perci\u00f2 privo della potest\u00e0 di ordine e della potest\u00e0 di governo. In questa denominazione resiste e si trincera una immagine di \u201csocietas inaequalis\u201d, che cambia le parole, ma non cambia le strutture. E che impedisce ogni vera qualificazione ministeriale dei \u201claici\u201d, perch\u00e9 li pensa originariamente \u201cnel secolo\u201d e \u201cprivi di potest\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, paradossalmente, proprio mentre si esce dalla visione ridotta, e lo si fa in grande stile e con una solenne istituzione, si usa per\u00f2 l\u2019attributo \u201criduttivo\u201d: <i>laicale<\/i>. Essendo il nome di coloro che \u201cnon hanno ufficio\u201d, sembra paradossale che alla nuova grande ripresa di un \u201cministero\u201d di congiunga l\u2019aggettivo che caratterizza i \u201csenza ufficio\u201d. Il grande slancio di iniziativa, che queste due \u201caperture\u201d hanno davvero reso possibile, potr\u00e0 dunque diventare realt\u00e0 solo ad alcune condizioni elementari:<\/p>\n<p>a) Che si lasci cadere la raffigurazione clericale del \u201claicato\u201d come composto da coloro che santificano \u201cil secolo\u201d e che si santificano \u201cnel secolo\u201d. Questa visione, che ha segnato anche il Concilio Vaticano II, \u00e8 per\u00f2 troppo povera e troppo unilaterale. Papa Francesco si colloca ben oltre rispetto ad essa: nell\u2019attribuire a battezzati e battezzate senza ordinazione la proclamazione della parola, il servizio liturgico e la trasmissione della dottrina cristiana, supera la nozione formale di \u201claico\u201d. Lo dice bene il testo di <i>Antiquum Ministerium<\/i>, quando parla di \u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">fattiva presenza di battezzati che hanno esercitato il ministero di trasmettere in forma pi\u00f9 organica, permanente e legato alle diverse circostanze della vita, l\u2019insegnamento degli apostoli e degli evangelisti\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>b) I ministeri sono certo \u201cistituiti\u201d, formalmente assegnati, ma diventano \u201cistituenti\u201d, ossia capaci di arricchire la tradizione, solo mediante l\u2019uso corretto. Se si continuasse a \u201cistituire\u201d come accoliti o lettori soltanto dei \u201cseminaristi\u201d e se si continuasse a attribuire la carica di \u201ccatechisti\u201d a maestre e professori in pensione, i due documenti resterebbero senza alcun effetto. Non ci sarebbe n\u00e9 reale ampliamento alle donne dei primi, n\u00e9 vera assunzione di ministero dei secondi.<\/p>\n<p>c) Il ministero del catechista non ha bisogno di essere definito \u201cministero laicale\u201d: \u00e8 semplicemente un \u201cministero\u201d che anzi permette di superare la divisione tra clero e laici, tra chi insegna e chi ascolta, tra chi comanda e chi obbedisce, quasi fosse una sorta di struttura fondamentale e a priori della Chiesa. La verit\u00e0 \u00e8 che per pensare nuove forme ministeriali, dotate di vera autorit\u00e0 ed efficacia, bisogna superare quella figura di Chiesa ottocentesca, rigidamente \u201cinaequalis\u201d, che si nasconde non solo dietro il codice del 1917, ma anche sotto quello del 1983. Sempre pi\u00f9 chiaro appare il fatto che senza una riforma complessiva del codice, che superi l\u2019intervento episodico di modifica di singoli commi, anche i documenti pi\u00f9 limpidi e aperti saranno sottoposti ad una rilettura esecutiva quasi sempre minimale, spesso inerte, talora paralizzante.<\/p>\n<p>Un antico ministero riprende forza e autorit\u00e0. Papa Francesco assume apertamente la autorit\u00e0 di istituirne la figura formale, con determinazione e con coraggio profetico. Questa \u00e8 una bella novit\u00e0 di cui rallegrarsi senza riserve. Perch\u00e9 non resti solo sulla carta, occorre per\u00f2 vigilare sulle parole equivoche e porre mano ad un riforma giuridica strutturale, che elimini la forma pi\u00f9 insidiosa di clericalismo: quella imposta dagli assetti normativi fondamentali, che si pretenderebbe di far valere come \u201cverit\u00e0 di fede\u201d, alla cui luce dovremmo sottoporre a verifica persino la Parola e il Sacramento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nel cammino di \u201cattuazione\u201d del Concilio Vaticano II, la istituzione di un \u201cministero formale\u201d come quello del catechista \u00e8 un passo di assoluto rilievo, realizzato con il Motu Proprio Antiquum Ministerium, che tiene dietro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16988"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16988"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16990,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16988\/revisions\/16990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}