{"id":16931,"date":"2021-05-01T23:06:38","date_gmt":"2021-05-01T21:06:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16931"},"modified":"2021-05-01T23:06:38","modified_gmt":"2021-05-01T21:06:38","slug":"benedire-il-coniugio-cosimo-scordato-commenta-mauro-cozzoli-di-c-scordato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/benedire-il-coniugio-cosimo-scordato-commenta-mauro-cozzoli-di-c-scordato\/","title":{"rendered":"Benedire il coniugio: Cosimo Scordato commenta Mauro Cozzoli (di C. Scordato)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot_20210501_210820.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16934\" alt=\"Screenshot_20210501_210820\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot_20210501_210820-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot_20210501_210820-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot_20210501_210820-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Screenshot_20210501_210820.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Sollecitato dal testo pubblicato su OR, anche Cosimo Scordato, prof. di Teologia sacramentaria a Palermo, interviene con altri importanti argomenti. Lo ringrazio per il suo testo lucido e profondo. (ag)<\/em><\/p>\n<p><strong>Sull&#8217;articolo del prof. Cozzoli<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;analisi di un articolo \u00e8 inevitabilmente selettiva perch\u00e9, anche se il testo \u00e8 breve, contiene una serie di precomprensioni e suggestioni, che \u00e8 difficile poter analizzare nella loro concatenazione e validit\u00e0; ci limitiamo soltanto a qualche osservazione di carattere logico-argomentativa.<br \/>\nIl prof. Mauro Cozzoli nell&#8217;articolo pubblicato sull&#8217;OR analizza due serie di osservazioni critiche, che sono state rivolte al Responsum della Congregazione; la prima serie \u00e8 relativa al tema dell&#8217;amore omosessuale, la seconda serie \u00e8 relativa al tema della misericordia e della verit\u00e0. Nel passaggio dall&#8217;una all&#8217;altra l&#8217;autore \u00e8 disposto a recepire quanto segue. Egli riconosce a una coppia omosessuale la dimensione dell&#8217;amore; ma essa, caratterizzata dalla finalit\u00e0 puramente unitiva e dalla esclusione (almeno dalla impossibilit\u00e0 di inclusione) di quella generativa, risulta compromessa perch\u00e9 l&#8217;esercizio della sessualit\u00e0 \u00e8 consentito solo all&#8217;interno della relazione matrimoniale. Leggiamo testualmente: &#8220;Non si pu\u00f2 negare l&#8217;amore che pu\u00f2 esserci nelle unioni omosessuali. Ma \u00e8 un amore amicale non coniugale, \u00e8 un amore &#8211; \u00e8 anche il caso di aggiungere &#8211; unitivo non procreativo. \u00c8 per questo che non si pu\u00f2 benedire tutto: occorre che ci\u00f2 che viene benedetto sia ordinato a ricevere e ad esprimere il bene che gli viene detto, la grazia che gli viene elargita&#8221;. Non ce ne voglia il professore Cozzoli se facciamo un osservazione ad hominem; infatti la Chiesa prevede la benedizione delle nozze tra due persone anziane, anche se ormai impossibilitate a procreare; in questo caso, l&#8217;unico amore possibile \u00e8 quello unitivo e non quello procreativo; eppure, detto matrimonio viene considerato valido e quindi viene benedetto, anche se la finalit\u00e0 generativa non \u00e8 possibile e neppure nel caso nel quale non fosse in alcun modo desiderata. Siamo dinanzi al caso, escluso dal prof. Cozzoli ma previsto dalla stessa tradizione ecclesiale, di un amore unitivo ma non procreativo benedetto da un sacramento.<br \/>\nInoltre, venendo alle condizioni normali, sappiamo che tante volte la coppia, pur ponendo un atto coniugale potenzialmente generativo, si pu\u00f2 augurare che non lo sia, limitandosi a gioire del suo aspetto unitivo. E se un partner (o tutti e due) dovesse scoprire di essere sterile l&#8217;aspetto unitivo perde il suo valore perch\u00e9 incapace di generativit\u00e0? O, pi\u00f9 radicalmente, l&#8217;unione di amore della coppia prende valore dal fatto che l&#8217;atto \u00e8 generativo o, al contrario, \u00e8 bello che l&#8217;atto sia generativo se, e solo se, la coppia \u00e8 profondamente unita? A questo punto risulta chiaro che l&#8217;aspetto unitivo dell&#8217;atto coniugale \u00e8 gi\u00e0 un bene di per s\u00e9, che si pu\u00f2 arricchire del suo valore generativo, ma non in maniera vincolante o necessitante. A questo punto, facciamo notare che non a caso abbiamo usato l&#8217;espressione &#8220;atto coniugale&#8221;; essa vuole sottolineare l&#8217;aspetto del coniugium, ovvero l&#8217;aspetto unitivo, che arricchisce la vita delle due persone, l&#8217;una dell&#8217;altra; cosa che, come prevedeva l&#8217;articolo in esame, pu\u00f2 interessare anche la coppia omosessuale. A questo punto perch\u00e9 non bene-dire il bene che c&#8217;\u00e8, ossia l&#8217;unit\u00e0 della coppia realizzata dall&#8217;atto che la congiunge, lasciando aperta la possibilit\u00e0 che la generativit\u00e0 possa prendere anche altre strade? Si pu\u00f2 essere generativi in tanti modi e, nell&#8217;ambito del volontariato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;imbarazzo della scelta; e ci\u00f2 nell&#8217;attesa che si prenda in seria considerazione la possibilit\u00e0 dell&#8217;adozione di bambini, orfani o abbandonati, che hanno un bisogno estremo di persone che, anche se non li hanno generati fisicamente, sono interessati ad accoglierli e pronti a prendersene cura con tutto il cuore e tutto se stessi.<\/p>\n<p>Cosimo Scordato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sollecitato dal testo pubblicato su OR, anche Cosimo Scordato, prof. di Teologia sacramentaria a Palermo, interviene con altri importanti argomenti. 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