{"id":16868,"date":"2021-04-10T18:49:45","date_gmt":"2021-04-10T16:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16868"},"modified":"2021-04-10T18:49:45","modified_gmt":"2021-04-10T16:49:45","slug":"il-disagio-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-disagio-della-modernita\/","title":{"rendered":"Il disagio della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Col neoliberismo la sovranit\u00e0 \u00e8 nelle imprese globali in competizione tra loro e con stati-zombi. \u00abLa campagna di vaccinazione globale lascer\u00e0 ovunque governi malconci, il dividendo politico varier\u00e0. Per il governo Boris Johnson pu\u00f2 essere particolarmente alto. 129 morti su 100.000 abitanti, il tasso britannico di mortalit\u00e0 \u00e8 settimo al mondo\u00bb [\u00abCovid-19. A successful vaccination drive is crucial to Boris Johnson\u2019s government\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 23-29\/1\/21, online]. \u00abSe l\u2019UE deve trovare spirito competitivo, la gara delle vaccinazioni \u00e8 perfetta\u00bb. \u00abIn ballo c\u2019\u00e8 pi\u00f9 della salute. Se un insieme di societ\u00e0 tra le pi\u00f9 di successo al mondo non pu\u00f2 rapidamente vaccinare la sua popolazione, la pretesa potenziale superpotenza UE appare ridicola. Svegliati e difenditi\u00bb [\u00abCharlemagne. The EU should stop ignoring the vaccine race to try and win it\u00bb, <em>The Economist<\/em>, cit.]. La lentezza UE \u00ab\u00e8 inaspettata per un continente che pensava di aver gestito piuttosto bene la prima fase pandemica\u00bb [\u00abJab-seekers. A protracted swell of cases highlights Europe\u2019s vaccine problems\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 13-19\/3\/21 online]. \u00abQual \u00e8 il segreto del successo della campagna vaccinale contro il Covid del Regno Unito? Il premier britannico Boris Johnson se l\u2019\u00e8 lasciato sfuggire marted\u00ec sera durante un incontro privato in video-conferenza con un gruppo ristretto di deputati conservatori: \u201cCapitalismo e rapacit\u00e0\u201d. Tutto qua, ha detto, \u201camici miei\u201d\u00bb [Angela Napoletano, \u00abJohnson choc: boom vaccinazioni grazie a rapacit\u00e0 e capitalismo\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 25\/3\/21, p. 9].<br \/>\nMors tua vita mea, anche in UK. \u00abIl nazionalismo inglese \u00e8 la forza pi\u00f9 disgregante nella politica britannica. Senza, Brexit non ci sarebbe stata. Lo scontro tra nazionalismi scozzese e inglese pu\u00f2 anche spaccare il paese\u00bb. \u00abUsata questa forte identit\u00e0 per prendere il potere, i Conservatori amano pensare di poterla dirigere\u00bb. Ma \u00abil problema col nazionalismo inglese \u00e8 che pu\u00f2 essere troppo forte per domarlo\u00bb [\u00abBagehot. The disruptive rise of English nationalism\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 20-26\/3\/21, online]. Ed ecco \u00abil decreto del governo Johnson del 16 marzo \u2018Police, Crime, Sentencing and Courts\u2019, con norme restrittive sulle proteste in Inghilterra e Galles che starebbero comodamente in raccolte di leggi russe o cinesi e che la House of Commons ha approvato in seconda lettura\u00bb [\u00abCivil liberties. An illiberal bill to suppress protest in Britain\u00bb, <em>The Economist<\/em>, cit., online].<br \/>\nDapprima negata o ignorata, la pandemia \u00e8 ora il business USA e UK, anche nelle vaccinazioni. E il mercato globale Covid potr\u00e0 consentire la volontaria devoluzione degli attuali brevetti a favore dei popoli pi\u00f9 poveri, come \u00e8 stato per l\u2019AIDS, endemico ma sotto controllo anche come mercato.<br \/>\n\u00ab\u201c\u00c8 quando il mare si ritira che ci si accorge di nuotare senza costume\u201d: formulata nella tormenta finanziaria 2008, l\u2019immagine di Warren Buffett si adatta perfettamente allo choc pandemico 2020\u00bb. \u00abPer decenni, imperativo delle imprese \u00e8 stato minimizzare i costi. Il rendimento anzitutto, si sono costituite reti di produzione planetarie straordinariamente sofisticate, just in time. Gli stati stessi si erano convinti che l\u2019immensit\u00e0 del mercato mondiale garantisse comunque gli approvvigionamenti. Il credo non \u00e8 sopravvissuto alla penuria globale di mascherine e dispositivi sanitari\u00bb. L\u2019economista tedesco \u00abMarkus Brunnermeier apre delle piste. In economia la capacit\u00e0 di riprendersi dopo un trauma \u00e8 questione di diversit\u00e0, flessibilit\u00e0 e crescita\u00bb. E poi \u00abuna quarta idea, un po&#8217; confusa ma essenziale: la resilienza \u00e8 anche questione di contratto sociale. Ogni famiglia pu\u00f2 fare risparmi, ogni impresa avere accesso alla liquidit\u00e0. Ma la resilienza collettiva dipende da una forma di assicurazione collettiva implicita, perch\u00e9 nessun contratto sociale pu\u00f2 contemplare tutto\u00bb [Jean Pisani Ferry, \u00abLa r\u00e9silience, boussole de la mondialisation\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 17-18\/1\/21, online].<br \/>\n\u00abIn s\u00e9, la resilienza intende prepararci al peggio senza mai fare luce sulle cause\u00bb. \u00ab\u00c8 tecnologia del consenso perch\u00e9 \u00e8 sia discorso sulla tecnica sia tecnica essa stessa\u00bb. E \u00abnella pretesa di risolvere, si affretta a assolvere gli uni e colpevolizzare gli altri, chi si rifiuta di collaborare al \u2018mondo di dopo\u2019\u00bb [St\u00e9phane Mandard, \u00abLa r\u00e9silience entend nous pr\u00e9pararer au pire sans jamais en \u00e9lucider les causes\u00bb, intervista a Thierry Ribault, <em>Le Monde<\/em>, 24\/3\/21, p. 31]. Il \u2018mondo di dopo\u2019 non viene da s\u00e9. \u00abLa donna che ispir\u00f2 a Nobel la fondazione del premio Nobel e che fu a Parigi la sua segretaria, Bertha von Suttner, nel 1899 cos\u00ec formulava la sua professione di fede: \u201cIl XX secolo non finir\u00e0 senza che la societ\u00e0 umana abbia abolito il pi\u00f9 grande flagello, la guerra come istituzione legale\u00bb [Friedrich Heer, <em>Europa madre delle rivoluzioni<\/em>, tr.it. Il Saggiatore 1968, vol. II, p. 589]. Il 28 agosto 1928 a Parigi con la Signature du pacte g\u00e9n\u00e9rale de renonciation \u00e0 la guerre \u00abper la prima volta nella storia mondiale, la guerra fu dichiarata illegale [\u2026] all\u2019epoca, il patto pi\u00f9 ratificato della storia\u00bb. \u00abIl trattato di Parigi non ha portato la pace nel mondo. Eppure rientra fra gli eventi che pi\u00f9 hanno causato un cambiamento nella storia dell\u2019umanit\u00e0, rendendo, in ultima analisi, il nostro mondo di gran lunga pi\u00f9 pacifico. Non pose fine alla guerra fra gli Stati, ma segn\u00f2 l\u2019inizio della fine \u2013 e, con ci\u00f2, la sostituzione di un ordine internazionale a un altro\u00bb [Oona A. Hatahaway e Scott J. Shapiro, <em>Gli Internazionalisti<\/em>, tr.it. Neri Pozza 2018, pp. 11 e 13]. Il 12 dicembre 2015, a Parigi, 190 paesi hanno adottato l\u2019Accordo sui cambiamenti climatici, entrato in vigore nel 2016 con la ratifica UE perch\u00e9, come la pace, l\u2019ambiente \u00e8 vitale per l\u2019umanit\u00e0: il 31 marzo 2021 l\u2019universit\u00e0 di Winchester ha dedicato a Greta Thunberg una statua intitolata \u00abMake a Difference\u00bb [<em>Le \u2018Feel Good\u2019 du Monde<\/em>, 31\/3\/21, online].<br \/>\n\u00abNon avendo idea di ci\u00f2 che sia modernit\u00e0, di recente abbiamo tentato una fuga in avanti parlando di postmodernit\u00e0 (estensione o imitazione di espressioni un p\u00f2 vecchie come societ\u00e0 postindustriale, post-capitalismo ecc.). Non so che cosa sia postmoderno e in che cosa differisca da premoderno, n\u00e9 sento che dovrei saperlo\u00bb. \u00abQuando lasciamo da parte le etichette, la vera domanda \u00e8: perch\u00e9 il disagio associato all\u2019esperienza della modernit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec ampiamente sentito, e dove sono le fonti degli aspetti della modernit\u00e0 che lo rendono particolarmente penoso?\u00bb [Leszeck Kolakowski, <em>Modernity on Endless Trial<\/em>, The University of Chicago Press, 1990, p. 6].<br \/>\n<strong><em>Il disagio della modernit\u00e0<\/em><\/strong> \u00e8 il titolo dell\u2019edizione italiana [Laterza, 1994] del libro di Charles Taylor <em>The Malaise of Modernity<\/em> [Canadian Broadcasting Corporation, 1990]. \u00abLa verit\u00e0 \u00e8 che insieme con il comunismo sarebbe dovuta morire la credenza che le societ\u00e0 moderne possano essere gestite sulla base di un unico principio, si tratti del principio della pianificazione nel quadro della volont\u00e0 generale o di quello dell\u2019allocazione delle risorse mediante il libero mercato\u00bb [p. 128]. \u00abIl pericolo non \u00e8 quello di un effettivo controllo dispotico, ma quello di una frammentazione. Il rischio \u00e8 cio\u00e8 quello di trovarsi di fronte a una popolazione sempre meno capace di darsi una finalit\u00e0 comune e di realizzarla. La frammentazione ha luogo quando gli esseri umani giungono a vedere se stessi in termini sempre pi\u00f9 atomistici\u00bb [p. 131]. \u00abUn raggruppamento parziale ben organizzato riesce magari a far valere le sue ragioni, ma l\u2019idea che la maggior parte della popolazione possa formulare e condurre in porto un progetto comune appare un\u2019ingenua utopia\u00bb [p. 132].<br \/>\n\u00abQuesta mancanza d\u2019identificazione pu\u00f2 rispecchiare un orizzonte atomistico, che porta gli uomini a vedere la societ\u00e0 in termini puramente strumentali. Ma contribuisce a sua volta a radicare l\u2019atomismo, perch\u00e9 l\u2019assenza di un\u2019efficace azione comune forza gli individui a ripiegare su se stessi\u00bb. \u00abSiccome l\u2019unico mezzo efficace per contrastare la spinta verso l\u2019atomismo e lo strumentalismo intrinseca al mercato e allo Stato burocratico \u00e8 la formazione di un saldo intento comune attraverso l\u2019azione democratica, di fatto la frammentazione ci lascia disarmati dinanzi a questa spinta. Perdere la capacit\u00e0 di costruire maggioranze politicamente efficaci \u00e8 come perdere i remi in mezzo al fiume. Si viene inesorabilmente trascinati dalla corrente, ovvero, nel nostro caso, si viene sospinti sempre pi\u00f9 oltre in una cultura segnata dall\u2019atomismo e dallo strumentalismo\u00bb [p. 137].<br \/>\n\u00ab\u00c8 necessario capire che un tentativo serio d\u2019impegnarsi nella lotta culturale del nostro tempo esige la promozione di una politica del potenziamento della democrazia\u00bb. \u00abMa la frammentazione cresce nella misura in cui gli individui non s\u2019identificano pi\u00f9 con la loro comunit\u00e0 politica, e il loro senso di appartenenza a un insieme pi\u00f9 ampio si orienta in una direzione diversa, o si atrofizza del tutto. Essa \u00e8 altres\u00ec alimentata dall\u2019esperienza dell\u2019impotenza politica. E questi due gruppi si rafforzano reciprocamente\u00bb [p. 138].<br \/>\n\u00abUn\u2019efficace ri-concettualizzazione della tecnologia esige un\u2019azione comune volta a rovesciare la spinta nel senso di un\u2019accentuazione dell\u2019atomismo e dello strumentalismo generata dal mercato e dallo Stato burocratico. E quest\u2019azione comune esige che noi superiamo la frammentazione e l\u2019impotenza, ossia che ci concentriamo sul pericolo definito per la prima volta da Tocqueville: il pericolo di uno slittamento della democrazia verso il potere tutelare\u00bb [p. 140]. \u00abCi\u00f2 che la nostra situazione sembra esigere \u00e8 una lotta complessa a molti livelli \u2013 intellettuale, spirituale e politico \u2013 in cui i dibattiti che si svolgono nell\u2019arena pubblica si leghino con quelli che hanno luogo in una miriade di contesti istituzionali, come gli ospedali e le scuole, dove i problemi di una ri-concettualizzazione della tecnologia sono vissuti in una forma concreta; e in cui queste dispute di volta in volta alimentino e siano alimentate dagli svariati tentativi di definire in termini teoretici il posto della tecnologia e gli imperativi dell\u2019autenticit\u00e0, e, al di l\u00e0 di essi, la fisionomia della vita umana e il suo rapporto con il cosmo\u00bb [pp. 140-1] come la pandemia insegna. Altrimenti \u00abnel nostro mondo, globale anche in tempo di pandemia, lo scontro tra varianti diventa inevitabile\u00bb [Nathaniel Herzberg, \u00abQui va gagner la bataille des variants?\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 1\/4\/21, online]. \u00c8 tempo di bene comune universale, dice un amico, che ringrazio. Sulle radici del bene comune locale. Universale, appunto.<br \/>\n\u00abIn Europa, la politica dei vaccini non ha funzionato perch\u00e9 chi potrebbe meglio gestirla (la Commissione europea) non ha il potere per farlo, mentre chi ha il potere (il Consiglio europeo) non ha la capacit\u00e0 di farlo\u00bb. \u00abL\u2019Ue non \u00e8 un\u2019associazione di governi nazionali\u00bb, \u00ab\u00e8 piuttosto un\u2019unione di stati e di cittadini che abbisogna di un decisore, indipendente dai governi nazionali e incentivato a gestire l\u2019emergenza \u2018meglio e prima possibile\u2019\u00bb [Sergio Fabbrini, \u00abChi sono i veri responsabili della lentezza europea\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 24\/3\/21, p. 9]. \u00abL\u2019euroscetticismo \u00e8 declinato durante la pandemia e i politici abituati a flirtare con l\u2019uscita dall\u2019UE, come Matteo Salvini o Marine Le Pen, hanno mutato tono. Ma, inesorabilmente, l\u2019UE resta indietro a Cina e America perch\u00e9 non riesce a affrontare con competenza ogni nuova crisi. In un mondo pericoloso e precario \u00e8 una consuetudine che va  cambiata\u00bb [\u00abCovid-19. How Europe has mishandled the pandemic\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 3-9\/4\/21, online]. \u00abSarebbe stato un messaggio molto potente per l\u2019Europa se Charles Michel avesse chiesto una terza sedia per Ursula von der Leyen nell\u2019incontro con Erdogan. O anche: poteva cedere la sua, di sedia\u00bb [\u00abLa signora si siede qui\u00bb, <em>Il Foglio<\/em>, 7\/4\/21, online]. L\u2019\u201cincidente del divano turco\u201d prova che solo nell\u2019UE gli stati europei diventano un attore mondiale con USA, Cina, Russia, India, Giappone [Gianfranco Marcelli, \u00abUn posto per la Ue nel \u2018concerto a sei\u2019\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 6\/4\/21, p. 2].<br \/>\nSuicidi politici in due guerre mondiali e concorrenza fiscale, gli stati sovrani nazionali respingono oggi persone giovani e preparate in cerca di democrazia e i sovranisti fomentano \u2013 volutamente? \u2013 l\u2019austerit\u00e0 bavarese, tragico errore dell\u2019istinto <em>divide et impera<\/em> gi\u00e0 nella crisi 2008. \u00ab\u00c8 facile scordare che ci si pu\u00f2 a ragione attendere che l\u2019Europa superi l\u2019economia americana. Vero, ha meno crescita demografica. \u00c8 meno integrata dell\u2019America \u2013 politicamente, economicamente, culturalmente \u2013 e pu\u00f2 sfruttare efficienze gi\u00e0 realizzate l\u00e0. Parti d\u2019Europa sono sottosviluppate economicamente (il prodotto interno lordo pro-capite nominale in Bulgaria, il paese UE pi\u00f9 povero, \u00e8 circa un quarto di quello del Mississippi, lo stato USA pi\u00f9 povero) e la possibilit\u00e0 di un rapido recupero di crescita \u00e8 sostanziale\u00bb [\u00abFree exchange. The underachiever\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 3-9\/4\/21, online].<br \/>\nNel mondo che genera pandemia le nostra leva competitiva \u00e8 solidale: democrazia, salute, ambiente e governo europeo, tutti beni comuni indivisibili. I soldi gi\u00e0 ci sono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col neoliberismo la sovranit\u00e0 \u00e8 nelle imprese globali in competizione tra loro e con stati-zombi. \u00abLa campagna di vaccinazione globale lascer\u00e0 ovunque governi malconci, il dividendo politico varier\u00e0. 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