{"id":16846,"date":"2021-03-30T09:13:18","date_gmt":"2021-03-30T07:13:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16846"},"modified":"2021-03-30T09:40:11","modified_gmt":"2021-03-30T07:40:11","slug":"la-curia-romana-e-la-messa-privata-un-problema-secolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-curia-romana-e-la-messa-privata-un-problema-secolare\/","title":{"rendered":"La curia romana e la messa privata: un problema secolare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messeindividuali.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16847\" alt=\"messeindividuali\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messeindividuali.jpg\" width=\"256\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le dichiarazioni contenute nella <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2021\/03\/29\/esclusivo-il-cardinale-sarah-chiede-al-papa-di-ritirare-il-divieto-delle-messe-%E2%80%9Cindividuali%E2%80%9D-in-san-pietro\/\">lettera del card. R. Sarah<\/a>, a proposito della &#8220;messa individuale&#8221;, devono essere lette alla luce di una questione secolare. Da quando la Chiesa Romana si \u00e8 data una burocrazia centralizzata, i soggetti di tale organizzazione burocratica centrale, almeno a partire dal medioevo e in modo ancora pi\u00f9 accentuato dopo il Concilio di Trento, hanno iniziato ad assumere un ruolo di &#8220;corporazione&#8221; all&#8217;interno della Chiesa romana, plasmando in qualche modo la tradizione a partire dalla loro percezione particolare, e molto unilaterale, della vita ecclesiale. Per questo non \u00e8 possibile comprendere le parole della lettera di Sarah se non mettendole in successione con le &#8220;forme di vita&#8221; che la Curia romana ha di fatto imposto ai propri membri, da molti secoli. Sia chiaro: vi \u00e8 una pressione che l&#8217;ambiente esercita proprio per il fine istituzionale che persegue, e che incide direttamente sui vissuti dei soggetti che ne fanno parte. E&#8217; la &#8220;forma di vita&#8221; a strutturare la comprensione e la pratica. Gi\u00e0 a partire dal Medioevo si racconta, infatti, che la preghiera &#8220;secundum usum Romanae Curiae&#8221; si \u00e8 imposta su tutti i chierici, di fatto creando quella forma del &#8220;breviario&#8221; che \u00e8 diventato, per secoli, la forma ordinaria di preghiera di tutti i chierici. C&#8217;\u00e8 da notare che questa forma era &#8220;alleggerita&#8221; nel carico di salmi e di preghiere, a causa del lavoro burocratico cui erano tenuti gli ufficiali di Curia. In modo simile la Curia Romana, con le sue forme di vita inevitabilmente burocratiche &#8211; ossia in ragione degli uffici da svolgere da parte dei suoi membri &#8211; ha profondamente segnato l&#8217;esperienza di celebrazione eucaristica, spesso riducendola a &#8220;messa privata&#8221; prima dell&#8217;inizio dei lavori di ufficio. Accade ancora oggi, infatti, che molti &#8220;ufficiali&#8221; &#8211; prima di iniziare la giornata di lavoro &#8211; accedano alla preghiera e alla messa in forma rigorosamente privata, senza comunit\u00e0, senza popolo, da soli. Mi hanno raccontato che anche tra i pi\u00f9 giovani membri della Curia Romana &#8211; ad esempio i numerosi giovani presbiteri che servono nella Congregazione dei Vescovi, per istruire le pratiche per le diverse Chiese nazionali &#8211; spesso vivano la loro esperienza di preghiera e di eucaristia in forma rigorosamente individuale, senza comunit\u00e0 e senza popolo. Devono contribuire alla scelta dei pastrori, ma non vivono per nulla una vita pastorale. Questo rappresenta un limite antropologico, pastorale, spirituale e teologico che segna profondamente la Curia Romana e che informa di s\u00e9, almeno potenzialmente, tutte le diverse Curie sparse per la Chiesa Universale. Non \u00e8 un caso che uno dei risvolti pi\u00f9 preoccupanti di questa tendenza sia stata l&#8217;idea &#8211; che la Curia Romana ha audacemente concepito e proposto &#8211; che si possa parlare di un &#8220;diritto di ogni presbitero a decidere liberamente con quale rito (NO o VO) celebrare la messa senza popolo&#8221;. Questo articolo, che sta all&#8217;inizio del MP <em>Summorum Pontificum<\/em>, \u00e8 una sorta di premessa necessaria per capire le reazioni ai divieti di &#8220;messa individuale&#8221; imposti dalla Segreteria di Stato. Su questo punto, cos\u00ec delicato, ogni presbitero &#8211; leggi ogni ufficiale della Curia Romana &#8211; si \u00e8 convinto di non dover rispondere a nessuno. E siamo pienamente all&#8217;interno di quella lettura, certamente pi\u00f9 alta, ma sintonica, con cui della messa si parla, da 1300 anni, come di &#8220;ecclesiasticum officium&#8221;: questa \u00e8 la distorsione di sguardo e di prospettiva che negli ultimi 100 anni si \u00e8 caricata di una apologetica prima antimoderna e poi anticonciliare.\u00a0Cos\u00ec una norma che nasce dall&#8217;ambiente particolare della Curia Romana &#8211; e che porta con s\u00e9 tutte le caratteristiche antropologiche e ecclesiologiche che quel mondo inevitabilmente conosce e determina &#8211; rischia di interferire con la norma pastorale, spirituale e teologica che fa della &#8220;messa individuale&#8221; un caso estremo, raro e eccezionale, e che guarda invece come normale, salutare e benefico per il nutrimento spirituale e personale la messa celebrata e concelebrata con il popolo, intesa come &#8220;atto comunitario&#8221; e non come &#8220;atto individuale&#8221;. Non stupisce che R. Sarah, in quanto cardinale di Curia, si sia mosso sulla scia di altri tre cardinali di curia (Burke, Mueller, Brandmueller): la forza dell'&#8221;usum Romanae Curiae&#8221; supera ogni ragionevole teologia, spiritualit\u00e0 o antropologia. E pu\u00f2 inventare gli argomenti pi\u00f9 strani e strampalati pur di aver ragione, per custodire gelosamente quei privilegi che la pratica burocratica ha imposto agli &#8220;homines curiae&#8221;. Se Dio vuole, non tutta la Curia Romana corrisponde a queste idee estreme. Ci sono esempi ragguardevoli che si muovono in senso diverso e anche opposto. Ma le messe agli altari laterali di S. Pietro sono diventate, nei decenni, quasi dei &#8220;simboli&#8221; di affidabilit\u00e0 e di lealt\u00e0 di curiali obbedienti. E questo \u00e8 potuto avvenire nel silenzio generale, alimentando una sorta di &#8220;vita parallela&#8221; sul piano liturgico, che ha lasciato il segno. Ed \u00e8 inevitabile che anche la Riforma Liturgica, letta dalla Curia Romana, appaia come un &#8220;apparato simbolico-rituale&#8221; sovrabbondante, non necessario, eventuale e accessorio, rispetto alla prassi normale per un ufficiale, che \u00e8 fatta di atti individuali, in una lingua non pi\u00f9 in uso, nei quali egli rischia di identificare non tanto il suo &#8220;mestiere curiale&#8221;, ma la sua &#8220;identit\u00e0 cristiana e ministeriale&#8221;. Per questo non \u00e8 importante con quanta fragilit\u00e0 e ingenuit\u00e0 teologica si cerchi di difendere l&#8217;antico privilegio, ma il fatto di usare tutti gli argomenti a disposizione &#8211; anche quelli meno ragionevoli &#8211; pur di non uscire dal bozzolo. Fino a sostenere che sarebbe molto meglio che ogni ufficiale celebrasse una messa privata diversa, piuttosto che due o dieci curiali si incontrino e concelebrino insieme, per non &#8220;diminuire il dono di grazia&#8221; e cos\u00ec produrre un &#8220;danno incommensurabile&#8221;. Ma la grazia qui non c&#8217;entra. Qui \u00e8 in gioco solo la libert\u00e0 di restare come si \u00e8: piccoli o grandi principi, che &#8220;dicono messa&#8221; da soli, in latino, magari in VO, senza rispondere ad altri che a Dio. Nel cuore della Curia Romana, da secoli, la pi\u00f9 alta obbedienza si sposa con la pi\u00f9 radicale e indifferente anarchia. Far entrare lo spirito della Riforma Liturgica nella Curia Romana \u00e8 la prima grande riforma della Curia, che riguarda la radice pi\u00f9 delicata &#8211; ossia quella simbolica e rituale &#8211; di una diversa autocomprensione ecclesiale e pastorale, perch\u00e9 la piramide diventi realmente &#8220;capovolta&#8221;. Finch\u00e9 la piramide non si capovolge, la messa pi\u00f9 pura, pi\u00f9 intensa e pi\u00f9 pia apparir\u00e0 sempre e solo quella privata. E si trover\u00e0 sempre un teologo spensierato, disposto a dimostrare che una messa privata pu\u00f2 essere pi\u00f9 pubblica e partecipata di una messa con folla di popolo. E cos\u00ec si potr\u00e0 continuare a pensare di poter dormire tranquilli e in grazia di Dio, nella pi\u00f9 grande delle 7 stanze del proprio appartamento di 300 metri quadrati:\u00a0 perch\u00e9 lo stile curiale, almeno ai suoi gradi pi\u00f9 ragguardevoli, non \u00e8 fatto solo di messa individuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dichiarazioni contenute nella lettera del card. R. Sarah, a proposito della &#8220;messa individuale&#8221;, devono essere lette alla luce di una questione secolare. Da quando la Chiesa Romana si \u00e8 data una burocrazia centralizzata, i&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16846"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16846"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16850,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16846\/revisions\/16850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}