{"id":16798,"date":"2021-03-16T08:49:56","date_gmt":"2021-03-16T07:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16798"},"modified":"2021-03-21T09:58:02","modified_gmt":"2021-03-21T08:58:02","slug":"che-cosa-e-un-problema-sistematico-coppie-omosessuali-e-pedagogia-della-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/che-cosa-e-un-problema-sistematico-coppie-omosessuali-e-pedagogia-della-legge\/","title":{"rendered":"Che cosa \u00e8 un problema sistematico? Coppie omosessuali e pedagogia della legge"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16800\" alt=\"AdamEvaOtranto\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-300x173.jpg\" width=\"300\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1-400x230.jpg 400w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/AdamEvaOtranto1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Poich\u00e9 nelle prime reazioni di ieri al <em>responsum<\/em> della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla illeceit\u00e0 della benedizione delle coppie omosessuali mettevo in luce il &#8220;difetto sistematico&#8221; del pronunciamento, vorrei oggi chiarire meglio di che cosa si parla quando si usa l&#8217;aggettivo &#8220;sistematico&#8221; in un discorso teologico. Talvolte le parole &#8220;difficili&#8221; servono sono a gettare fumo negli occhi di chi guarda e rimbombi nelle orecchie di chi ascolta. Ma poich\u00e9 la questione sistematica \u00e8 a mio avviso decisiva per capire il caso concreto, cerco di far comprendere in che senso il profilo sistematico merita attenzione.<\/p>\n<p><strong>Se il sale perde il suo sapore&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Iniziamo dal sale. S\u00ec, il sale. In cucina ha il suo posto tra le spezie e deve essere sistemato in un punto chiaro, per poter essere facilmente trovato. Ma quando usiamo il sale, a che cosa pensiamo? Per quale &#8220;fine&#8221; usiamo il sale? I fini sono pi\u00f9 di uno:<\/p>\n<p>&#8211; dare gusto alle pietanze<\/p>\n<p>&#8211; non ingrassare troppo<\/p>\n<p>&#8211; salvaguardare la salute cardiaca<\/p>\n<p>Un problema &#8220;sistematico&#8221;, nell&#8217;uso del sale, \u00e8 come comporre questi tre fini, che possono avere soluzioni diversissime. Il piacere della tavola, la forma atletica o la salute di ferro sono ideali che creano, lo si sa bene, conflitti non da poco. Il sale entra &#8220;sistematicamente&#8221; nella nostra vita, se assumiamo consapevolmente tutti questi &#8220;fini&#8221; e gestiamo in modo illuminato ed equilibrato i conflitti tra piacere della gola, bellezza della forma e salute del corpo.<\/p>\n<p><strong>Grandi sistemi teologici<\/strong><\/p>\n<p>Lo stesso meccanismo opera anche nella vita cristiana e in teologia. Ovviamente i sistemi con cui &#8220;risolviamo i conflitti&#8221; sono diversi e storicamente mutano. Studiare i grandi sistemi che la storia ci ha offerto \u00e8 sempre istruttivo, anche quando non possiamo pi\u00f9 condividerli. Anzi, vorrei dire che impariamo un sapere sistematico soprattutto da sistemi che non sono pi\u00f9 i nostri. Leggere con interesse il &#8220;De ecclesiasticis officiis&#8221; di Isidoro di Siviglia, uno dei primi &#8220;sistemi&#8221; sulla liturgia cristiana, \u00e8 utilissimo per capire il che modo si &#8220;sistemavano le cose&#8221; nel VII secolo, con tante luci e tante ombre. Lo stesso vale per il sistema con cui S. Tommaso d&#8217;Aquino organizza il sapere teologico nel suo complesso. Intanto \u00e8 utile sempre ricordare che S. Tommaso ha pi\u00f9 di un sistema. Nella <em>Summa Theologiae<\/em> e nella <em>Summa Contra Gentiles<\/em> ci sono organizzazioni del materiale della tradizione operate secondo logiche molto diverse e con fini differenziati. Ma qui mi interessa capire, nello specifico, come Tommaso usa il materiale della tradizione per risolvere una questione concreta.<\/p>\n<p><b>Il sistema degli impedimenti al ministero<\/b><\/p>\n<p>Ad esempio, come considera Tommaso il &#8220;sesso femminile&#8221; nel campo del ministero ecclesiale? Tommaso utilizza il riferimento al &#8220;sesso femminile&#8221; come prima &#8220;voce&#8221; nell&#8217;elenco degli impedimenti alla ordinazione. Per Tommaso, che qui esprime una visione culturale e sociale molto netta, il sesso femminile \u00e8 collocato in &#8220;prima posizione&#8221; in un elenco che non pu\u00f2 non incuriosire, a distanza di quasi\u00a0 800 anni: <em>essere donne, essere incapaci, essere schiavi, essere rei di gravi delitti, essere figli naturali ed essere disabili<\/em>. Queste condizioni sono &#8220;senza potere&#8221; &#8211; o per necessit\u00e0 &#8220;naturale&#8221; o per contingenza storica &#8211; e quindi non possono essere investite di ruoli di potere, nemmeno nella Chiesa.<\/p>\n<p>Questa comprensione sistematica, come \u00e8 evidente, non ha una origine &#8220;teologica&#8221;, ma &#8220;culturale&#8221; e &#8220;sociologica&#8221;. Non ha nulla di &#8220;rivelato&#8221;, ma \u00e8 uno strumento per comporre i conflitti. Nel farlo tuttavia, assume come normativo ci\u00f2 che oggi in larga parte non possiamo pi\u00f9 accettare. Oggi progettiamo &#8220;citt\u00e0 senza barriere architettoniche&#8221;, mentre nel mondo di Tommaso il disabile era costretto, anche moralmente, a restare a casa, nascosto.<\/p>\n<p>Vorrei fermarmi un attimo di pi\u00f9 sulla quinta condizione problematica di questo elenco: essere &#8220;figli naturali&#8221;. Il titolo di &#8220;figlio naturale&#8221; era, nella societ\u00e0 tradizionale, il segno di una emarginazione dovuta al &#8220;disordine&#8221; da cui proveniva il figlio. Essere nati &#8220;fuori dal matrimonio&#8221; era percepito come una minaccia, per l&#8217;ordine sociale e per l&#8217;onore dei soggetti. La gestione dei conflitti era garantita dalla &#8220;esclusione&#8221; del figlio naturale. Essendo il sesso pensato come &#8220;mezzo per la generazione nel matrimonio&#8221;, ogni esercizio del sesso al di fuori del matrimonio era di fatto scomuncato prima socialmente, e poi anche ecclesialmente. Ogni tradizione cristiana ha avuto le sue forme di scomunica. O decreti di Vescovi o di parroci o panche in chiesa con scritto sopra &#8220;meretrici&#8221; segnalavano il &#8220;disordine&#8221;, che era immediatamente rilevante per l&#8217;ordine pubblico.<\/p>\n<p><strong>Il sesso diventa sessualit\u00e0: un cambio di paradigma<\/strong><\/p>\n<p>Questo &#8220;sistema&#8221; ha resistito fino ai grandi rivolgimenti dei primi del 1800. Dove \u00e8 nato non solo lo &#8220;stato liberale&#8221;, ma \u00e8 nata la &#8220;sessualit\u00e0&#8221;, che potremmo definire una nuova percezione del sesso, in termini non soltanto funzionali. La sessualit\u00e0 \u00e8 una visione, una esperienza e un uso del sesso come parte della identit\u00e0 del soggetto e come espressione della sua umanit\u00e0 e delle sue relazioni. Questo cambiamento modifica profondamente il &#8220;sistema&#8221; con cui pensiamo la vita dell&#8217;uomo nel mondo e di fronte a Dio. La Chiesa cattolica ha vissuto questo cambiamento &#8220;sistematico&#8221; come un trauma, come l&#8217;inizio della fine, come il tracollo di ogni ordine dei valori e come una perdita di potere. Ma ha anche reagito &#8220;modificando il sistema&#8221;. Uno dei punti sistematici pi\u00f9 interessanti \u00e8 il modificarsi del &#8220;sistema dei beni&#8221; del matrimonio. Era stato inventato, in un altro mondo, da quel genio di S. Agostino, che con una sintesi ammirevole aveva sancito come nel matrimonio fossero tre beni: i figli, la fedelt\u00e0 e il sacramento (inteso come indissolubilit\u00e0). Questa sintesi ha orientato il modo di pensare per quasi un millennio e mezzo e ancora oggi \u00e8 assai utile. Ma non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente. Perch\u00e9 nel matrimonio, da 60 anni, ufficialmente, c&#8217;\u00e8 anche il &#8220;bonum coniugum&#8221;, ossia il &#8220;bene dei coniugi&#8221; che \u00e8 categoria sistematica nuova, che cambia in radice il sistema di Agostino. Il soggetto ha assunto un nuovo rilievo e per questo anche il &#8220;generare figli&#8221; pu\u00f2 essere &#8220;responsabile&#8221;, ossia subordinato a condizioni diverse e significative.<\/p>\n<p><strong>Un &#8220;atto disordinato&#8221; e il sistema dei vizi<\/strong><\/p>\n<p>Queste considerazioni sistematiche &#8211; che spero ora risultino tutt&#8217;altro che oziose &#8211; possono avere una grande influenza anche sul modo con cui la Chiesa parla dei comportamenti omosessuali e delle identit\u00e0 omosessuali. Se utilizziamo il concetto di &#8220;atto disordinato&#8221; &#8211; categoria che riguarda tutte le forme di &#8220;uso del sesso&#8221; fuori dal matrimonio e\/o non orientato alla generazione &#8211; proiettiamo sui soggetti implicati la luce di un faro che li illumina soltanto in un mondo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Perch\u00e9 legge la loro sessualit\u00e0 soltanto come &#8220;lo strumento per la generazione&#8221;. Qui sta il punto sistematico inadeguato e irrimediabilmente distorto. Ma attenzione, la distorsione non sta nel tematizzare la generazione, che resta cosa del tutto ragguardevole, ma nell&#8217;assumerla come l&#8217;unico profilo decisivo per valutare un comportamento, per relazionarsi con le persone e per\u00a0 assumere una decisione.<\/p>\n<p><strong>Gli scandalosi diritti dei figli naturali<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei aggiungere un altro piccolo esempio che ho sempre ritenuto altamente istruttivo. L&#8217;episodio risale a qualche anno fa, durante il &#8220;Governo Letta&#8221;, quando l&#8217;allora presidente del Consiglio &#8211; lo ricordo bene &#8211; in una conferenza stampa diede notizia che anche l&#8217;Italia si era finalmente adeguata ai nuovi standard europei e aveva finalmente equiparato totalmente la posizione giuridica del &#8220;figlio naturale&#8221; a quella del &#8220;figlio legittimo&#8221;. Il &#8220;disordine&#8221; nel quale il figlio era nato non pesava pi\u00f9 sulla sua posizione giuridica nell&#8217;ordinamento dello Stato. Ricordo che mi trovai a Roma\u00a0 a parlare con un canonista di questa notizia. E notai che in lui vi era una certa resistenza. Alla fine esplicit\u00f2 il suo disagio con una frase che mi colp\u00ec molto: &#8220;Con questa legge ora le persone non si sposeranno pi\u00f9 nemmeno per regolarizzare i figli&#8221;. Trovai illuminante la reazione: il &#8220;sistema&#8221; era ancora pensato come quello di un mondo in cui le leggi hanno essenzialmente una funzione &#8220;pedagogica&#8221;, ossia devono porre doveri prima che riconoscere diritti. Anche a costo di mantenere una discriminazione, pur di salvare il principio. Questa credo che sia la prospettiva sistematica che influisce molto anche sulla decisione assunta dalla Congregazione: l&#8217;idea \u00e8 che bisogna evitare di benedire le coppie omosessuali per ostacolare ogni pedagogia che incentivi il disordine. Si guarda all&#8217;ordinamento, non ai soggetti. Questo \u00e8 tipicamente premoderno. Risponde ad un paradigma che non \u00e8 pi\u00f9 il nostro.<\/p>\n<p><strong>Due diversi problemi sistematici<\/strong><\/p>\n<p>Insomma, come ho cercato di illustrare mediante una piccola riflessione e qualche esempio, le gravi perplessit\u00e0 di fronte al &#8220;responsum&#8221; dipendono da due problemi sistematici che influiscono pesantemente sulla soluzione adottata:<\/p>\n<p>a) una <em>sistematica teologica<\/em>\u00a0superata non riesce ad uscire da una lettura del sesso che lo riduce a &#8220;funzione della generazione&#8221;. Da 200 anni, almeno in Europa, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec: la esperienza di uomini e donne \u00e8 diversa e le forme di vita seguono altre logiche. Alle quali non ci si deve arrendere, ma che devono essere considerate nel sistema in una forma non accessoria.\u00a0 L&#8217;imbarazzo del <em>responsum<\/em> appare del tutto chiaramente quando cerca di &#8220;aggiungere&#8221; il rispetto per le persone, senza modificare un &#8220;sistema&#8221; che non pu\u00f2 assolutamente considerarle. L&#8217;effetto grottesco, insieme tragico e comico, viene proprio da questo &#8220;scontro tra sistemi&#8221;. O si lavora sul sistema o si fanno pasticci sempre pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>b) una <em>sistematica giuridica<\/em>, ferma ad una lettura ottocentesca della codificazione e della legge universale e astratta, unita ad una visione &#8220;solo pedagogica&#8221; della legge. Se \u00e8 vero che il mondo moderno pu\u00f2 parlare solo di diritti e non riconscere la funzione decisiva dei doveri, \u00e8 altrettanto vero che una Chiesa che non riesca a concepire il &#8220;diritto del soggetto&#8221; ad essere riconosciuto per come \u00e8, e per il bene che pu\u00f2 vivere e testimoniare, costituisca un problema altrettanto grave. Riconoscere il bene che c&#8217;\u00e8 &#8211; e poterlo anche benedire &#8211; piuttosto che puntare solo al bene massimo da imporre a tutti i costi, non \u00e8 &#8220;relativismo&#8221;, ma principio di realt\u00e0 e primato del reale sull&#8217;ideale.<\/p>\n<p><strong>Il sistema come accesso alla realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;ultimo punto deve essere chiarito, ed \u00e8 fondamentale. Spesso capita di sentire obiezioni rivolte ai teologi, accusati di &#8220;complicare le cose semplici&#8221;. Da questo punto di vista sono proprio i &#8220;sistematici&#8221; ad essere in prima fila nelle accuse. Senza voler difendere in astratto una intera categoria, che talora ha tutte le sue brave colpe, cerco solo di mostrare che una sistematica adeguata non \u00e8 qualcosa che si &#8220;aggiunge&#8221; alla realt\u00e0, ma un elemento decisivo che la rende pienamente visibile e percepibile. Ci\u00f2 che nel <em>responsum<\/em> colpisce in modo pi\u00f9 sorprendente \u00e8 proprio il fatto che, a causa di una sistematica teologica e di una sistematica giuridica vecchia di pi\u00f9 di un secolo, il testo della Congregazione fallisce l&#8217;oggetto della discussione. Cio\u00e8 non riesce a fare esperienza della questione e la risolve riferendosi a concetti e a norme che la sfigurano. Qui c&#8217;\u00e8 lavoro per teologi che vogliano servire la Chiesa, e la aiutino a riconoscere le strade chiuse e a tracciare nuovi sentieri per uscire dal bosco, in un passaggio assai complesso, ma proprio per questo del tutto meraviglioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poich\u00e9 nelle prime reazioni di ieri al responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla illeceit\u00e0 della benedizione delle coppie omosessuali mettevo in luce il &#8220;difetto sistematico&#8221; del pronunciamento, vorrei oggi chiarire meglio di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16798"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16798"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16834,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16798\/revisions\/16834"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}