{"id":16744,"date":"2021-02-26T17:28:31","date_gmt":"2021-02-26T16:28:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16744"},"modified":"2021-02-26T17:28:31","modified_gmt":"2021-02-26T16:28:31","slug":"eredita-di-una-presenza-un-ricordo-di-p-silvano-maggiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/eredita-di-una-presenza-un-ricordo-di-p-silvano-maggiani\/","title":{"rendered":"Eredit\u00e0 di una presenza: un ricordo di P. Silvano Maggiani"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SilvanoMaggianians.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16745\" alt=\"SilvanoMaggianians\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SilvanoMaggianians-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SilvanoMaggianians-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SilvanoMaggianians-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SilvanoMaggianians.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Un pomeriggio intenso, quello di ieri, organizzato dalla Facolt\u00e0 teologica del Marianum, in memoria del compianto P. Silvano, secondo il seguente programma:<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Silvano.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16746\" alt=\"Silvano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Silvano-186x300.jpeg\" width=\"186\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Silvano-186x300.jpeg 186w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Silvano-635x1024.jpeg 635w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Silvano.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\">Ne \u00e8 emerso un ritratto ricco, complesso, articolato, emozionato. Anche se probabilmente i testi degli interventi saranno pubblicati, opportunamente riveduti e integrati, su rivista, rendo pubblico il mio intervento cos\u00ec come l&#8217;ho pronunciato ieri, sebbene risulti in forma incompiuta.<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Silvano Maggiani: eredit\u00e0 di una presenza<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La obbediente libert\u00e0 di un figlio della Riforma liturgica<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il variabile, nel processo rituale, \u00e8 pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 presente che l\u2019invariabile\u201d\u00a0 \u00a0\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">(S. Maggiani, <i>Corpo spazio tempo<\/i>, 101)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0La<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0eredit\u00e0 di P. Silvano ci riguarda e ci tocca in molti modi, nel corpo come nella mente. Vorrei tentare di ricostruire brevemente le coordinate di un \u201clascito\u201d che fa transitare fino a noi il patrimonio di riscoperta della liturgia, come forma spirituale del vangelo, e che la iscrive nella carne stessa della Chiesa e del credente. In questo grande compito di riscoperta della qualit\u00e0 spirituale della liturgia, Silvano portava con s\u00e9 e in s\u00e9 una identit\u00e0 di \u201cuomo libero\u201d e di \u201cuomo obbediente\u201d \u2013 di anarchico e di frate servita \u2013 che era davvero impressionante. La libera obbedienza e la obbediente libert\u00e0 di Silvano faceva breccia e rendeva credibile, avvincente, sostanziosa e forte anche la analisi filologica pi\u00f9 minuziosa, perch\u00e9 portava dentro di essa una passione, una urgenza e una pertinenza che era difficile trovare altrove. Cos\u00ec lo abbiamo ascoltato tante volte, con la sua voce profonda, con l\u2019accento toscano, con lo sguardo insieme fiero e forte, umile e dolce. Di questo gi\u00e0 si \u00e8 detto, in occasione del triste momento del primo addio e dei bilanci che a caldo di fanno della vita di coloro che si addormentano nella morte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ma in un momento di memoria \u201cufficiale\u201d come questo, promosso dalla Facolt\u00e0 teologica presso la quale Silvano ha prestato in primo luogo il suo servizio di pensiero e di azione, credo che sia giusto e che sia quasi dovuto collocare la sua persona e la sua personalit\u00e0 all\u2019interno di una percorso comune, nel movimento di una teologia che si andava elaborando e affermando, e alla quale Silvano ha dato un grande contributo non semplicemente di \u201cpubblicazioni\u201d, ma di \u201canimazioni\u201d e di \u201csensibilizzazioni\u201d. Per fare questo, nel nostro mestiere, non ci sono altre strade che \u201cleggere libri\u201d: i libri ci permettono di comprendere la entit\u00e0 e la forza di una eredit\u00e0. Perci\u00f2 vorrei cercare di scoprire in che modo la \u201cteologia sorridente\u201d di Silvano si sia collocata in un passaggio delicatissimo \u2013 per la liturgia e per la teologia italiana \u2013 a cavallo di un tempo non semplice \u2013 tra gli anni 80 e l\u2019inizio del pontificato di Francesco \u2013 al cui interno ha svolto una funzione preziosa e per certi versi unica. Lo far\u00f2 in economia, leggendo solo due libri, che mi serviranno per capire meglio ci\u00f2 che riceviamo da lui in eredit\u00e0 e dobbiamo custodire come una presenza preziosa e una parola buona e piena di sostanza. Ma procediamo per ordine.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">1. <i>La teologia italiana e l\u2019<\/i>apartheid culturale<i> del mondo cattolico<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">Pu\u00f2 essere utile <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">leggere un testo (\u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"><i>La teologia italiana. Sequenze di un recente cammino\u201d<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">) che L. Sartori, nel 1986, scriveva come \u201cNota Introduttiva\u201d al volume <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Essere teologi oggi. Dieci storie<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"> (Casale, Piemme, 1986). E\u2019 una sorta di bre<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">v<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">e ricostruzione dei compiti della teologia italiana a met\u00e0 degli anni 80, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">a 20 anni dal ConcilioVaticano II, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">proprio quando Silvano aveva <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">gi\u00e0 <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">ben avviato<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"> in modo significativo il suo impegno di studio e di insegnamento <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">a Roma<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">Il quadro che Sartori delinea ci aiuta capire meglio Silvano e la sua libert\u00e0 obbediente. Silvano era nato del 1947. Sartori ricorda che proprio tra il 46 e il 48 nascono le prime \u201cscuole di teologia per laici\u201d. In quelle scuole si inizia ad insegnare la teologia \u201cin italiano\u201d. Parlare l\u2019italiano, in teologia \u2013 <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">sono le parole diSartori- <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"> \u201cmetteva gi\u00e0 in crisi qualcosa, cambiava almeno la psicologia dei maestri\u201d. Poi vi fu il Concilio Vaticano II e la grande sete di formazione che esso determin\u00f2. Fu in questo tragitto, tra gli anni 50 e gli anni 70, che Silvano entr\u00f2 sempre meglio dentro un progetto teologico con un nuovo statuto ecclesiologico ed epistemologico, di cui lui assunse in profondit\u00e0 lo spirito e la lettera. Era chiaro, non solo biograficamente, ma direi epistemologicamente, che Silvano, anche come \u201cliturgista\u201d, anche come \u201cfilologo\u201d, era impegnato, sollecitato, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">attivato da ogni espressione di cultura: <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\">stava fuori da ogni tentazione di una teologia \u201cantimodernistica\u201d.<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-size: medium\"> La cultura degli uomini \u2013 potremmo dire la cultura di \u201ctutto l\u2019uomo fenomenico\u201d, quello evocato da Paolo VI alla fine del Vaticano II \u2013 l\u2019uomo \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-size: medium\">cio\u00e8 rivestito degli abiti delle sue innumerevoli apparenze\u201d \u2013 <\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-size: medium\">non era il luogo del sospetto o della diffidenza, ma il punto di accensione e di stupore che apre alla fede, al Dio che agisce, che si manifesta e che consola. Silvano stava pienamente, direi entusiasticamente, in questa apertura <\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-size: medium\">della fede e della chiesa al mondo, una apertura <\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-size: medium\">\u201cindefinita\u201d e \u201cinfinita\u201d. <\/span><\/span><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-size: medium\">Di quella apertura ogni fibra di Silvano vibrava in profondit\u00e0, nelle rappresentazioni e nelle emozioni, nelle riflessioni e nelle orazioni, nei sospiri come nelle posture. Di questa teologia aperta e non sospettosa Silvano \u00e8 stato un testimone convinto e affidabile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">2. <i>La memoria viva del movimento liturgico <\/i><i>in tutta la sua complessit\u00e0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span>Ma l\u2019esperienza di vita e lo studio a Parigi, con i grandi maestri della tradizione francese, lasciarono su Silvano una impronta particolare, che si spos\u00f2 in modo originale con quella libert\u00e0 anarchica e con quella obbedienza francescana che la vita e la vocazione gli avevano <\/span><span>gi\u00e0 <\/span><span>riservato in dono. <\/span><span>Era cos\u00ec ritornato ai \u201ctesti sacri\u201d che avevano aperto la stagione pi\u00f9 feconda del movimento liturgico, e in particolar modo a Guardini, autore che sempre lo accompagnava come ispiratore e compagno di strada. <\/span><span>Non \u00e8 un caso che, in uno dei testi \u201cprogrammatici\u201d pi\u00f9 intensi di P. Silvano ( <\/span><em><span><i>CORPO SPAZIO TEMPO: Celebrare a tre dimensioni,<\/i><\/span><\/em><em><span> in AA.VV. L\u2019arte del celebrare. XXVII Settimana di studio APL \u2013 Brescia 1998, Roma, CLV, 1999, 59-102)<\/span><\/em><span> pubblicato l\u2019ultimo anno del secolo scorso, nel 1999, ci sia in esergo un doppio riferimento:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) A J.-Y. Hameline, ammirato maestro a Parigi e vero campione di un approccio \u201ca tre dimensioni\u201d alla tradizione liturgica, dove storia, filologia, antropologia, musica e architettura erano sempre in gioco e in allerta;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) un prima citazione da Guardini, presa dal testo <i>Formazione liturgica,<\/i> che ritorna poi anche come esergo all\u2019inizio di ognuna delle tre parti, quasi come un \u201cbasso continuo\u201d!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo doppio riferimento \u00e8 esemplare della complessit\u00e0 delle fonti e delle intenzioni della ricerca di P. Silvano. In quegli anni \u2013 dal 1980 al 2000 \u2013 \u00e8 stato il punto di riferimento pi\u00f9 esplicito di una \u201ccorrelazione di campi del sapere\u201d che il Movimento Liturgico aveva conosciuto ai suoi inizi, ma che in quel momento faceva fatica a \u201criconoscere\u201d. Silvano riapr\u00ec in Italia una rilettura pi\u00f9 ricca delle fonti del sapere liturgico. Non \u00e8 un caso che egli fosse diventato un formidabile \u201cponte\u201d tra i due Istituti che pi\u00f9 intensamente coltivavano il campo della liturgia: ossia S. Anselmo a Roma e S. Giustina a Padova. Silvano aveva rapporti istituzionali \u201cdi docenza\u201d con il primo istituto, e relazioni \u201cdi riflessione\u201d e di \u201ccollaborazione\u201d con il secondo. A livello di APL, dove le acque dei due Istituti si mescolavano come quelle di due fiumi nel mare, Silvano ha esercitato una funzione sintetica sia \u201cverso il futuro\u201d sia \u201cverso il passato\u201d. Ossia ha incentivato sia \u201cinteressi storici\u201d corretti da metodologie pi\u00f9 adeguate e rispettose della complessit\u00e0, sia \u201cinteressi sistematici\u201d ad una ricostruzione pi\u00f9 ricca dei compiti del \u201cliturgista\u201d e del \u201cteologo dei sacramenti\u201d. Nello stesso tempo ha spinto a rileggere il \u201cmovimento liturgico\u201d e la \u201crelazione tra discipline teologiche\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">3. <i>Il lavoro sugli \u201cordines\u201d, sulle \u201ccelebrazioni pontificie\u201d <\/i><i>e su diverse \u201cperformances\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">P. Silvano aveva compreso, per intuizione vitale e per applicazione di studio, che la fedelt\u00e0 agli <i>ordines<\/i> esigeva una grande e profonda libert\u00e0. Per questo non solo poteva attingere alla ricerca storico-filologica di S. Anselmo con una sensibilit\u00e0 \u201cantrop0logica\u201d e riportare le scienze umane di S. Giustina in dialogo con la storia e con la filologia, ma \u201ccontaminava\u201d e \u201cpendolava\u201d &#8211; queste parole gli erano particolarmente care: quanti di noi gli hanno sentito cos\u00ec spesso la parola \u201cpendolarismo\u201d! Ma non per l\u2019esprimere una incertezza, ma per dare voce alla complessit\u00e0 della pienezza! &#8211; dunque \u201cpendolava\u201d tra i campi che attraversava. Cos\u00ec nel lavoro sugli <i>ordines<\/i> rituali \u2013 ho avuto la fortuna di vederlo al lavoro sul Nuovo rito del Matrimonio, nell\u2019ultima fase di costruzione dal 1999 al 2004 \u2013 come sulle \u201ccelebrazioni pontificie\u201d, di cui Mons. P. Marini ci ha parlato poco fa portava uno sguardo, una luce, uno spunto, che gli derivava precisamente da questa \u201cpolarit\u00e0\u201d \u2013 diremmo di ascendenza guardiniana \u2013 tra diverse componenti: egli era obbediente ma libero, filologo ma attento al non verbale, memore della storia ma aperto ad ogni seria novit\u00e0. Non c\u2019era <i>performance<\/i> che, come un gioco, non gli rivelasse la seriet\u00e0 di quanto c\u2019era in gioco. Cos\u00ec il teatro, la ripresa televisiva, l\u2019opera lirica, il lavoro del regista, dell\u2019architetto, del tecnico delle luci, ma anche del fiorista o dell\u2019esperto di profumi diventava luogo interessante e suggestivo di mondi da scoprire e di emozioni da condividere e da custodire. Chi non ha mai sperimentato, direttamente o indirettamente, una \u201crisposta al telefono\u201d inventata da Silvano nella forma di un \u201crecitativo\u201d alla Mozart o alla Puccini? Ma il tratto \u201ccurioso\u201d \u2013 simpatico e divertente &#8211; corrispondeva ad una \u201cepistemologia liturgica\u201d ardita, direi quasi visionaria e per questo singolarmente fedele alle profezie di ventura di cui \u00e8 cos\u00ec piena la nostra grande tradizione, se la si sa osservarea fondo. Per queste caratteristiche Silvano poteva partecipare bene e armonicamente in tanti \u201cgruppi di lavoro\u201d: conosceva tante belle profezie e ignorava, anche qui per costituzione e per vocazione, il vizio cattivo e lacerante della \u201cprofezia di sventura\u201d!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">4.<i> La intuizione di una sintesi nuova e la apertura alle altre \u201cassociazioni\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Un ulteriore aspetto di questa sua \u201cvocazione poliedrica\u201d \u00e8 stato l\u2019impulso consistente e per certi versi irreversibile che ha dato al \u201clavoro interdisciplinare\u201d interno ed esterno alla Associazione dei liturgisti. Proprio a causa di questa singolarissima polarit\u00e0 che ho cercato di mostrare \u2013 la compresenza riconciliata in lui di libert\u00e0 anarchica e obbedienza religiosa, di guizzo intuitivo e costruzione sistematica, di scrupolo filologico e osservazione psicologica, di rigore per la ricostruzione del significato del linguaggio verbale e di passione per le logiche segrete dei linguaggi non-verbali \u2013 quando ne ha avuto la possibilit\u00e0 e la autorit\u00e0, in diversi ambiti, come Presidente o come Preside, ha sempre favorito il grande e difficile lavoro del \u201cconfronto\u201d tra discipline diverse. Qui vorrei ricordare che tutti noi siamo stati eredi sia del lavoro che l\u2019APL ha fatto in relazione alle \u201caltre discipline teologiche\u201d sia in relazione alle \u201cscienze umane\u201d, come attestano i due volumi della fine degli anni 90. Ma, oltre a questo, non si pu\u00f2 dimenticare che sempre Silvano \u00e8 stato tra i promotori, nello stesso periodo, della nascita del CATI, come coordinamento tra le diverse associazioni teologiche italiane, in cui l\u2019APL, grazie a lui e a Giorgio Bonaccorso, ha svolto all\u2019inizio e continua a svolgere un ruolo di grande rilievo, sia come stimolo sia come contributo. In qualche modo queste determinazioni al dialogo \u2013 interno ed esterno al mondo della liturgia \u2013 sono diventate grazie a Silvano \u201cforme strutturali\u201d della competenza del teologo della liturgia. Silvano ha contribuito a trasformare i liturgisti italiani, a sprovincializzarli, a renderli pi\u00f9 attenti e pi\u00f9 duttili. E la forma persuasiva che queste nuove priorit\u00e0 hanno assunto, nella nostra vita di lavoro e di servizio, derivano in misura non piccola dal \u201cpiacere\u201d con cui le abbiamo riconosciute e apprezzate nel suo vissuto. Una sorta di \u201cdecoris laetitia\u201d, che scaturiva dalla \u201cmeraviglia\u201d per la \u201cliturgia in atto\u201d e per la sua efficacia, faceva di Silvano uno straordinario \u201ctestimone\u201d della bont\u00e0 di un metodo rigorosamente interdisciplinare, complesso, sempre aperto e sempre incompiuto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>5. Un modello di riflessione \u201ccorporea\u201d sulla tradizione<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da ultimo, per avviarmi a concludere, vorrei riprendere quello che considero uno dei suoi testi-chiave e che ho gi\u00e0 citato prima, ricordandone gli esergo iniziali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">In quel testo \u2013 come in una piccola <i>Summa<\/i> \u2013 Silvano ha voluto costruire un ragionamento ampio, ricco, dettagliato, curioso e avvincente. Lo ripercorro nella sua struttura, quasi come una piccola \u201cpi\u00e8ce teatrale\u201d in 4 atti, per rendergli omaggio e per tentare di capirlo fino in fondo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>5.1. PRIMO ATTO Una introduzione \u201csecondo Guardini\u201d con tre modelli storici<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il \u201ccompito\u201d per riscoprire la liturgia intesa come un \u201cfare, ordine ed essere\u201d procede da una storia in cui si danno \u201ctre stili\u201d:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) <i>Ars orandi<\/i> \u2013 da Tertulliano a Guglielmo Durando \u2013 \u00e8 uno stile che privilegia la interiorit\u00e0 verbale sulla corporeit\u00e0 esteriore;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) <i>Ritus servandus<\/i> \u00e8 la attenzione alla esteriorit\u00e0 \u201ccerimoniale\u201d inaugurata dal Concilio di Trento \u2013 come attenzione al \u201ccome\u201d che degrada nella reificazione &#8211; e che la Riforma liturgica di fatto sostituisce con un \u201cvuoto\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) <i>Ars celebrandi<\/i> \u00e8 una forma di \u201cinvenzione\u201d e di iniziazione all\u2019atto di culto, che considera spazio tempo e corpo come \u201csoglie\u201d da attraversare. Di qui la struttura \u201climinale\u201d del seguito del discorso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>5.2 SECONDO ATTO: Parte prima: i preliminali<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Del \u201cpre-liminale\u201d fa parte il silenzio, la assunzione della struttura rituale e la ludicit\u00e0 del \u201csorridere\u201d. Mi fermo solo un attimo sul senso del \u201csorridere\u201d, che vedevamo cos\u00ec bene sul volto del Silvano soggetto liturgico presidente, il sorriso \u00e8 altro dal riso e dal pianto, con la loro passivit\u00e0. Sorridere \u00e8 coscienza della soglia, di fronte e in relazione al Dio di misericordia e di grazia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>5.3 TERZO ATTO: Parte seconda. Liminalit\u00e0: spazio\/temporalit\u00e0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qui i temi sono \u201ccostitutivi\u201d dell\u2019atto rituale: Silvano prende in esame la luce, la \u201cstatio\u201d, il ritmo, lo sguardo fino al riconoscimento della \u201cestraneazione\u201d -Terribilis est locus iste- come componente inaggirabile dell\u2019atto rituale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>5.4. QUARTO ATTO: Parte terza. Liminalit\u00e0. Celebrare con il corpo vissuto<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Da ultimo il corpo nella sua struttura articolata, che fa centro nel \u201cplesso solare\u201d, che \u00e8 azione in movimento la cui cinetica \u00e8 rilevante, ma \u00e8 anche \u201catteggiamento\u201d e \u201cposizione\u201d e infine memoria corporea: memoria tattile, olfattiva e gustativa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>5.5. EPILOGO<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Vi \u00e8 una conclusione, in questa grande sintesi, che traiamo come una sorta di \u201cdistillato della eredit\u00e0 di Silvano\u201d. Il compito cui Guardini si era accinto tra gli anni 15 e gli anni 60 del 900, e che Silvano ha ricevuto dai suoi maestri italiani e francesi e che lui stesso ha assunto dagli anni 70 fino al 2020, per quasi 50 anni, oggi arriva a noi in una parola, detta con il sorriso che gli era tipico, ma che potrei e vorrei fare mia in tre piccole variazioni finali, con cui desidero chiudere questa sua performance che qui recepiamo e rilanciamo. Ecco le tre parole che Silvano ci consegna e che grazie a lui oggi sentiamo nostre in tutta la loro urgenza:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) La Riforma Liturgica \u00e8 nella sua essenza la <i>rimozione di un ostacolo<\/i>, di una visione angusta , di un impedimento strutturale , di una \u201cminorit\u00e0 ecclesiale\u201d, la cui attuazione \u2013 ossia una liturgia di cui tutti sono insieme soggetti e oggetti nella \u201cactuosa participatio\u201d \u2013 implica una \u201ceducazione\u201d a tutte le soglie che Silvano ha qui magistralmente accennato. Fare la riforma senza assumere come normativa e formativa la partecipazione attiva \u00e8 come pestare l\u2019acqua nel mortaio. Genera il vuoto e induce alla regressione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) La mediazione rituale della fede \u00e8 \u201carte\u201de \u201cartigianato\u201d, bricolage e sperimentazione. Ma il dialogo intenso, a tre dimensioni, nel corpo, nello spazio e nel tempo, in una tensione irrisolta con gli Ordines, ci deve far scoprire che la incorporazione, la spazializzazione e la temporalizzazione della fede si realizzano nel culto \u201c<i>sapendo che il variabile, nel processo rituale, \u00e8 pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 presente che l\u2019invariabile<\/i>\u201d. La mediazione rituale \u00e8 luogo di creativit\u00e0, di immaginazione e di innovazione. Si pu\u00f2 essere fedeli agli <i>ordines<\/i> solo nella libert\u00e0. Il rito pu\u00f2 essere \u201cosservato\u201de \u201cconservato\u201d solo se assicura trasfigurazione e trasgressione. Solo se la \u201cstatio\u201d torna ad essere \u201ctransitus\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) In terzo luogo una parola di Salvatore Marsili, uomo che \u00e8 stato presente alla mente e al corpo di Silvano, vale qui come degna conclusione. Poich\u00e9 il \u201cpiacere del gesto\u201d nel rito, la <i>delectatio<\/i> del corpo vissuto nella liturgia, vive di un delicatissimo ed esigente equilibrio, che Silvano ha insistentemente sentito e annunciato, facendo sue queste parole, che Marsili pronunci\u00f2 sulla soglia del commiato da Rivista Liturgica, alla fine del suo servizio come Direttore. Egli scrisse allora nel 1982:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Due cose voglio che si ricordino: 1) La liturgia \u00e8 una cosa viva, ma fragile: muore nelle mani di chi non la sa trattare; 2) La liturgia \u00e8 una cosa viva, ma solo se \u00e8 dinamica, volta cio\u00e8 verso l\u2019avvenire\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questa delicatezza e dinamicit\u00e0, che Marsili lasciava in eredit\u00e0 alla fine della sua carriera e che Silvano, per quasi 40 anni, ha fatto propria dopo di lui, oggi arriva a noi, nel commiato da Silvano. Una consegna che lui ha ricevuto, ora lui stesso consegna a noi, in un tempo non meno difficile del suo, ma reso propizio e favorevole dalla esecuzione del compito che Silvano ha trasmesso a noi, perch\u00e9 non fosse dimenticato, ma sviluppato con la cura e forse ancor pi\u00f9 con il sorriso che da lui abbiamo imparato. Per imparare a celebrare, infatti, bisogna imparare a sorridere, con quella libert\u00e0 che genera obbedienza e con quella seriet\u00e0 che ispira letizia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pomeriggio intenso, quello di ieri, organizzato dalla Facolt\u00e0 teologica del Marianum, in memoria del compianto P. Silvano, secondo il seguente programma: Ne \u00e8 emerso un ritratto ricco, complesso, articolato, emozionato. 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