{"id":16681,"date":"2021-02-04T17:53:20","date_gmt":"2021-02-04T16:53:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16681"},"modified":"2021-02-04T17:53:20","modified_gmt":"2021-02-04T16:53:20","slug":"dobbiamo-pregare-anche-con-il-corpo-una-catechesi-di-francesco-03-02-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dobbiamo-pregare-anche-con-il-corpo-una-catechesi-di-francesco-03-02-2021\/","title":{"rendered":"&#8220;Dobbiamo pregare anche con il corpo&#8221;. Una catechesi di Francesco (03.02.2021)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14897\" alt=\"Assemblea-liturgica\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica-300x226.jpg\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica.jpg 826w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Nella catechesi di ieri mattina (che <strong>riprendo integralmente qui sotto<\/strong>), papa Francesco ha toccato uno dei punti decisivi del rinnovamente ecclesiale voluto dal Concilio Vaticano II: la preghiera liturgica. La uscita da uno &#8220;stile intimistico&#8221; della preghiera costituisce una delle risorse fondamentali per il rinnovamento dello Chiesa. Esso trova in tre concetti fondamentali il suo aggancio con la esperienza comune. Provo a metterli in luce in modo sintetico, quasi a introduzione del testo papale:<\/em><\/p>\n<p><em>a) La liturgia \u00e8 linguaggio di tutto il corpo, non solo della coscienza, dell&#8217;anima o del sentimento. Questa \u00e8 la prima condizione, che invita ad uscire dagli stili intimistici della preghiera.<\/em><\/p>\n<p><em>b) La liturgia \u00e8 il fondamento di tutta la preghiera cristiana, poich\u00e9 istituisce sia la relazione con Cristo sia quella con la comunit\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>c) La liturgia non pu\u00f2 essere &#8220;ascoltata&#8221;, ma deve essere celebrata da tutta la comunit\u00e0 ecclesiale, mentre il presbitero o il vescovo la presiede. L&#8217;atto del celebrare \u00e8 atto comune.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Queste tre semplici affermazioni, messe in fila, aprono ad una ricomprensione della riforma liturgica come lo strumento che rende possibile una vera riforma della Chiesa. Solo una recezione limpida di questa riforma permette alla Chiesa di esporsi al suo Signore e di &#8220;uscire da s\u00e9&#8221;. Riconoscere il cammino compiuto, negli ultimi 60 anni, significa anche evidenziare quanta strada deve ancora essere compiuta, per uscire dalla inerzia delle forme &#8220;intimistiche&#8221; e &#8220;individualistiche&#8221; del pregare ecclesiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco il testo della Catechesi di ieri:<\/em><\/p>\n<p><b>23.\u00a0<i>Pregare nella liturgia<\/i><\/b><\/p>\n<p>Si \u00e8 pi\u00f9 volte registrata, nella storia della Chiesa, la tentazione di praticare un cristianesimo intimistico, che non riconosce ai riti liturgici pubblici la loro importanza spirituale. Spesso questa tendenza rivendicava la presunta maggiore purezza di una religiosit\u00e0 che non dipendesse dalle cerimonie esteriori, ritenute un peso inutile o dannoso. Al centro delle critiche finiva non una particolare forma rituale, o un determinato modo di celebrare, ma la liturgia stessa, la forma liturgica di pregare.<\/p>\n<p>In effetti, si possono trovare nella Chiesa certe forme di spiritualit\u00e0 che non hanno saputo integrare adeguatamente il momento liturgico. Molti fedeli, pur partecipando assiduamente ai riti, specialmente alla Messa domenicale, hanno attinto alimento per la loro fede e la loro vita spirituale piuttosto da altre fonti, di tipo devozionale.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, molto si \u00e8 camminato. La Costituzione\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\">Sacrosanctum Concilium<\/a><\/i>\u00a0del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0rappresenta lo snodo di questo lungo tragitto. Essa ribadisce in maniera completa e organica l\u2019importanza della divina liturgia per la vita dei cristiani, i quali trovano in essa quella mediazione oggettiva richiesta dal fatto che Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 un\u2019idea o un sentimento, ma una Persona vivente, e il suo Mistero un evento storico. La preghiera dei cristiani passa attraverso mediazioni concrete: la Sacra Scrittura, i Sacramenti, i riti liturgici, la comunit\u00e0. Nella vita cristiana non si prescinde dalla sfera corporea e materiale, perch\u00e9 in Ges\u00f9 Cristo essa \u00e8 diventata via di salvezza. Potremmo dire che dobbiamo pregare anche con il corpo: il corpo entra nella preghiera.<\/p>\n<p>Dunque, non esiste spiritualit\u00e0 cristiana che non sia radicata nella celebrazione dei santi misteri. Il\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/catechism_it\/index_it.htm\">Catechismo<\/a>\u00a0<\/i>scrive: \u00abLa missione di Cristo e dello Spirito Santo che, nella Liturgia sacramentale della Chiesa, annunzia, attualizza e comunica il Mistero della salvezza, prosegue nel cuore che prega\u00bb (<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/catechism_it\/p4s1c2a1_it.htm\">n. 2655<\/a>). La liturgia, in s\u00e9 stessa, non \u00e8 solo preghiera spontanea, ma qualcosa di pi\u00f9 e di pi\u00f9 originario: \u00e8 atto che fonda l\u2019esperienza cristiana tutta intera e, perci\u00f2, anche la preghiera \u00e8 evento, \u00e8 accadimento, \u00e8 presenza, \u00e8 incontro. \u00c8 un incontro con Cristo. Cristo si rende presente nello Spirito Santo attraverso i segni sacramentali: da qui deriva per noi cristiani la necessit\u00e0 di partecipare ai divini misteri. Un cristianesimo senza liturgia, io oserei dire che forse \u00e8 un cristianesimo senza Cristo. Senza il Cristo totale. Perfino nel rito pi\u00f9 spoglio, come quello che alcuni cristiani hanno celebrato e celebrano nei luoghi di prigionia, o nel nascondimento di una casa durante i tempi di persecuzione, Cristo si rende realmente presente e si dona ai suoi fedeli.<\/p>\n<p>La liturgia, proprio per la sua dimensione oggettiva, chiede di essere celebrata con fervore, perch\u00e9 la grazia effusa nel rito non vada dispersa ma raggiunga il vissuto di ciascuno. Il\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/catechism_it\/index_it.htm\">Catechismo<\/a>\u00a0<\/i>spiega molto bene e dice cos\u00ec: \u00abLa preghiera interiorizza e assimila la Liturgia durante e dopo la sua celebrazione\u00bb (<i>ibid.<\/i>). Molte preghiere cristiane non provengono dalla liturgia, ma tutte, se sono cristiane, presuppongono la liturgia, cio\u00e8 la mediazione sacramentale di Ges\u00f9 Cristo. Ogni volta che celebriamo un Battesimo, o consacriamo il pane e il vino nell\u2019Eucaristia, o ungiamo con l\u2019Olio santo il corpo di un malato, Cristo \u00e8 qui! \u00c8 Lui che agisce ed \u00e8 presente come quando risanava le membra deboli di un infermo, o consegnava nell\u2019Ultima Cena il suo testamento per la salvezza del mondo.<\/p>\n<p>La preghiera del cristiano fa propria la presenza sacramentale di Ges\u00f9. Ci\u00f2 che \u00e8 esterno a noi diventa parte di noi: la liturgia lo esprime perfino con il gesto cos\u00ec naturale del mangiare. La Messa non pu\u00f2 essere solo \u201cascoltata\u201d: \u00e8 anche un\u2019espressione non giusta, \u201cio vado ad ascoltare Messa\u201d. La Messa non pu\u00f2 essere solo ascoltata, come se noi fossimo solo spettatori di qualcosa che scivola via senza coinvolgerci. La Messa \u00e8 sempre\u00a0<i>celebrata<\/i>, e non solo dal sacerdote che la presiede, ma da tutti i cristiani che la vivono. E il centro \u00e8 Cristo! Tutti noi, nella diversit\u00e0 dei doni e dei ministeri, tutti ci uniamo alla sua azione, perch\u00e9 \u00e8 Lui, Cristo, il Protagonista della liturgia.<\/p>\n<p>Quando i primi cristiani iniziarono a vivere il loro culto, lo fecero attualizzando i gesti e le parole di Ges\u00f9, con la luce e la forza dello Spirito Santo, affinch\u00e9 la loro vita, raggiunta da quella grazia, diventasse sacrificio spirituale offerto a Dio. Questo approccio fu una vera \u201crivoluzione\u201d. Scrive San Paolo nella Lettera ai Romani: \u00abVi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; \u00e8 questo il vostro culto spirituale\u00bb (12,1). La vita \u00e8 chiamata a diventare culto a Dio, ma questo non pu\u00f2 avvenire senza la preghiera, specialmente la preghiera liturgica. Questo pensiero ci aiuti tutti quando si va a Messa: vado a pregare in comunit\u00e0, vado a pregare con Cristo che \u00e8 presente. Quando andiamo alla celebrazione di un Battesimo, per esempio, \u00e8 Cristo l\u00ec, presente, che battezza. \u201cMa, Padre, questa \u00e8 un\u2019idea, un modo di dire\u201d: no, non \u00e8 un modo di dire. Cristo \u00e8 presente e nella liturgia tu preghi con Cristo che \u00e8 accanto a te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella catechesi di ieri mattina (che riprendo integralmente qui sotto), papa Francesco ha toccato uno dei punti decisivi del rinnovamente ecclesiale voluto dal Concilio Vaticano II: la preghiera liturgica. 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