{"id":16675,"date":"2021-02-01T14:09:11","date_gmt":"2021-02-01T13:09:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16675"},"modified":"2021-02-01T14:09:11","modified_gmt":"2021-02-01T13:09:11","slug":"se-francesco-non-e-bismarck-vaticano-i-e-vaticano-ii-in-sequenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/se-francesco-non-e-bismarck-vaticano-i-e-vaticano-ii-in-sequenza\/","title":{"rendered":"Se Francesco non \u00e8 Bismarck: Vaticano I e Vaticano II, in sequenza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15708\" alt=\"concilio-vaticano-I\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che un papa che chiede obbedienza non dovrebbe fare notizia. Che chieda obbedienza non a s\u00e9, ma ad un Concilio, \u00e8 un \u201cluogo comune\u201d meno classico. Questo accade perch\u00e9 facciamo fatica a distinguere tra Papa e Concilio. E uno dei motivi di questa nostra difficolt\u00e0 sta proprio nel Concilio Vaticano I. Perci\u00f2 l\u2019imbarazzo \u00e8 intrinseco alla cosa stessa. Un papa che chiede l\u2019obbedienza ad un Concilio, dopo il Vaticano I, entra quasi in contraddizione con se stesso. E questo non dipende da lui &#8211; che del Vaticano II \u00e8 &#8220;figlio&#8221;\u00a0 &#8211; ma dalla storia a cui appartiene insieme a tutti noi.<\/p>\n<p>Che poi, a questa pressante richiesta, si alleghi un esempio del passato \u00e8 del tutto plausibile. Ma proprio la complessit\u00e0 di questo esempio \u2013 e ancor pi\u00f9 la icastica definizione di una sua rovinosa conseguenza \u2013 pone alcuni problemi di interpretazione che possono essere oggetto di un piccolo chiarimento.<\/p>\n<p>1.<i> <\/i><i>Recepire un Concilio non \u00e8 cosa semplice<\/i><\/p>\n<p>La recezione di un Concilio \u00e8 sempre una fatto complesso, che dipende da molteplici fattori. La grande assise del Vaticano I ha prodotto due grandi documenti \u2013 sulla rivelazione e sul papa \u2013 che sono entrati nella tradizione ecclesiale cattolica e l\u2019hanno orientata profondamente. In questo processo, per\u00f2, non solo la \u201cdisobbedienza\u201d al Vaticano I, ma anche la obbedienza pu\u00f2 essere problematica.<\/p>\n<p>2.<i> <\/i><i>Magistero negativo e positivo: luci e ombre<\/i><\/p>\n<p>Faccio subito un esempio a proposito del Vaticano II. Che cosa significa che il Vaticano II ha ampliato il concetto di magistero? Che ha rinunciato alla logica classica del \u201cmagistero negativo\u201d &#8211; ossia alla logica delle proposizioni condannate \u2013 e ha invece scelto di lavorare solo sul piano del \u201cmagistero positivo\u201d? Uno degli effetti \u2013 non voluti in principio \u2013 \u00e8 stato il progressivo ampliamento della parola magisteriale, fino a farle coprire l\u2019intera realt\u00e0 ecclesiale. Questo \u00e8 un fenomeno ingente e non poco preoccupante. Se obbedire al Vaticano II significa chiedere al magistero di parlare autorevolmente e esaustivamente su ogni tema, \u00e8 chiaro che la discussione sui \u201climiti della obbedienza\u201d diventerebbe del tutto naturale. Ed \u00e8 stato papa Francesco, nei primi numeri di <i>Amoris Laetitia<\/i>, a significare, nel modo pi\u00f9 chiaro, che il magistero non deve risolvere tutti i problemi. Affermazione storica importante, a suo modo classica, ma che dopo il Vaticano II \u00e8 quasi difficile da capire, perch\u00e9 suppone una \u201carticolazione della autorit\u00e0\u201d che il Vaticano I sembra (sembra) aver negato.<\/p>\n<p>3. <i>Una obbedienza strumentale<\/i><\/p>\n<p>Analogamente, 150 anni fa, una obbedienza sorprendente al Vaticano I \u00e8 venuta dal Cancelliere tedesco O. von Bismarck. Che lesse le deliberazioni di quel Concilio sulle \u201ccompetenze papali\u201d come una riduzione dei vescovi a funzionari periferici dell\u2019unica autorit\u00e0 centrale. Bismarck obbediva davvero al Concilio? Le precisazioni successive \u2013 dei vescovi tedeschi e di papa Pio IX \u2013 mostrarono che quella interpretazione della infallibilit\u00e0 e della giurisdizione papale, che la intendeva come quella di un \u201csovrano assoluto\u201d, erano del tutto fuorvianti. Il papa non aveva assorbito la giurisdizione episcopale dei singoli vescovi, che non erano affatto ridotti a \u201cstrumenti\u201d delle mani del papa. In quanto Vescovo di Roma esercitava la funzione papale, senza sostituire ogni vescovo nella propria autorit\u00e0 locale. La lettura strumentale da parte di Bismarck segnalava, tuttavia, una possibile deriva: la riduzione al papa di tutta la autorit\u00e0 nella Chiesa. Cosa che, quasi un secolo dopo, il Vaticano II ha provveduto a rielaborare con grande cura.<\/p>\n<p>4. <i> <\/i><i>Che cosa significa <\/i><i>davvero <\/i><i>\u201cobbedire al Vaticano II\u201d?<\/i><\/p>\n<p>Ecco allora il punto. La obbedienza al Vaticano II \u00e8 la acquisizione, strutturale, della sua \u201cindole pastorale\u201d. Ossia di una differenza tra \u201csostanza della tradizione\u201d e \u201cformulazione del suo rivestimento\u201d. La grande stagione inaugurata dal Concilio Vaticano II \u2013 della quale siamo soltanto all\u2019inizio \u2013 passa attraverso un profondo ripensamento delle \u201cforme istituzionali\u201d in rapporto alla \u201csostanza della tradizione\u201d. Questo implica, inevitabilmente, una presa di congedo da forme anche molto antiche, ma in tensione con ci\u00f2 che del Vangelo \u00e8 elemento nutriente e formativo. Esemplare, oltre alla riforma liturgica, \u00e8 la trasformazione del ministero. Proprio di recente, come frutto luminoso di questo cammino, si \u00e8 aggiunto al passo di Paolo VI \u2013 che con <i>Ministeria quaedam<\/i> ha ripensato gli \u201cordini minori\u201d, modificandone profondamente la comprensione e la articolazione \u2013 il passo di Francesco, che ha aperto lettorato e accolitato alla autorit\u00e0 delle donne. Questo non \u00e8 affatto scandaloso. E\u2019 piuttosto la riforma di un assetto istituzionale che non permetteva alla \u201csostanza nutriente\u201d di toccare la vita della Chiesa.<\/p>\n<p>5. <i>Obbedire al <\/i><i>Vaticano II significa lasciare \u201cdietro di s\u00e9\u201d le pur importanti impronte del Vaticano I.<\/i><\/p>\n<p>La obbedienza alla tradizione assomiglia alla obbedienza in una famiglia. Si porta rispetto anche per i bisnonni o per i trisavoli, ma non si deve loro la medesima obbedienza che si ha verso i genitori. Anzi, pu\u00f2 accadere che, proprio a causa del mutamento, tra bisnonni e padri cambino le priorit\u00e0, cambino i linguaggi, muti la esperienza. Non a caso, quando Giovanni XXIII parl\u00f2 per la prima volta di un \u201cnuovo Concilio\u201d, alcuni lo intesero come la \u201ccontinuazione del Vaticano I\u201d. La volont\u00e0 che fosse un \u201caltro Concilio\u201d significa che non tutto ci\u00f2 che il Vaticano I ha affermato possa valere, sic et simpliciter, qui e ora, per tutti noi. Cos\u00ec <i>Dei Verbum <\/i>ha riletto <i>Dei Filius<\/i>, e <i>Lumen Gentium<\/i> ha dato contesto, profondit\u00e0 e spessore a <i>Pastor Aeternus<\/i>. Come un tempo di scontro col mondo aveva fatto ricorso ad una polarizzazione autorevole sul papa, e ad una figura di rapporto tra ragione e fede, un tempo di incontro e di misericordia puntava sulla rielaborazione della figura di Parola e di Chiesa. Le orme del Vaticano I non sono mai smentite, ma sono ricontestualizzate, riorientate e riformulate. La tradizione, camminando, non tiene il piede in due staffe, ma procede oltre, rielabora e affina.<\/p>\n<p>6.<i> <\/i><i>La giusta domanda di \u201cfedelt\u00e0 al Vaticano II\u201d<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">La tradizione, che \u00e8 un giardino da coltivare, pu\u00f2 far fiorire l\u2019idea che le donne siano riconosciute soggetti di autorit\u00e0. Cos\u00ec potremmo scoprire che alcuni degli elementi che hanno portato alcuni, 150 anni fa, a \u201cnon accettare\u201d il Vaticano I, oggi, alla luce del Vaticano II, possono essere diventati patrimonio comune. Alla immagine della \u201cpiramide capovolta\u201d, di cui siamo grati a Francesco per la limpida formulazione, potremmo geometricamente aggiungere che si pu\u00f2 comprendere come il riconoscimento del \u201cservizio alla Chiesa\u201d possa essere attribuito anche alle donne. Che pertanto possono aspirare a \u201cscendere\u201d in basso, verso il vertice. Un poco scandaloso \u00e8 invece che nella Chiesa del Concilio Vaticano II, proprio quella che vuole essere pienamente fedele al suo magistero pastorale, il segno dei tempi della donna nello spazio pubblico e la riconciliazione con le comunit\u00e0 cristiane colpite da scomunica possa essere considerato non solo come cosa secondaria, ma addirittura come cosa pericolosa.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a07. <i>Il preside e il turpiloquio<\/i><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Un bravo preside, che ho conosciuto nel mio unico anno di insegnamento nelle scuole medie inferiori, aveva solo un piccolo difetto: molto spesso, durante i collegi docenti, partiva per la tangente e parlava ai docenti \u201ccontro il turpiloquio\u201d, poich\u00e9 in coscienza era profondamente scandalizzato dall\u2019uso di \u201cbrutte parole\u201d da parte dei docenti. Ma purtroppo, quando iniziava la sua tirata contro il parlar male \u2013 e la si vedeva arrivare gi\u00e0 qualche secondo prima &#8211; si appassionava a tal punto, da cadere anche lui in un paradossale turpiloquio: non era davanti ai discenti, ma davanti ai docenti. Solo in questi casi la sua parola, che restava sempre molto alta e molto seria, doveva essere accuratamente separata dall\u2019esempio, che non riusciva a seguirla. Debbo ammettere che resta comunque il Preside che mi ha dato di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vi \u00e8 dubbio che un papa che chiede obbedienza non dovrebbe fare notizia. Che chieda obbedienza non a s\u00e9, ma ad un Concilio, \u00e8 un \u201cluogo comune\u201d meno classico. 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