{"id":16672,"date":"2021-01-31T18:42:58","date_gmt":"2021-01-31T17:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16672"},"modified":"2021-01-31T18:42:58","modified_gmt":"2021-01-31T17:42:58","slug":"barabba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/barabba\/","title":{"rendered":"Barabba"},"content":{"rendered":"<p>Ringrazio l\u2019amico che mi scrive come \u00abrimanga fondamentale non asservirsi alla tecnologia, come ascoltare, capire e agire con decenza sia la chiave di volta del futuro, e la leadership debba distinguersi per la volont\u00e0 di ascolto\u2026 ma anche in questa prospettiva dobbiamo vedercela con la tecnologia, oggi divenuta mediatrice indispensabile per relazionarsi con l\u2019altro e col mondo\u2026\u00bb. Cita poi Carlo Bordoni: \u00abfinisce per diventare essa stessa il mondo, l\u2019uomo chiudendosi in essa, nell\u2019illusione che tutto si completi e si esaurisca nel mezzo tecnologico, divenuto compagno fedele dell\u2019esistenza\u00bb; \u00abnel migliore dei casi, l\u2019individuo tecnologizzato non riesce pi\u00f9 a rapportarsi con la realt\u00e0 se non attraverso il mezzo, che diventa il suo interprete, il decifratore e persino la memoria dell\u2019esperienza \u2026 Ma non solo: il mondo visto attraverso il mezzo \u00e8 filtrato e reinterpretato; per cos\u00ec dire, ridotto al linguaggio della macchina, la cui logica consente di comprenderlo secondo regole proprie non modificabili. La rappresentazione del mondo segue l\u2019evoluzione della tecnica, che ne diventa l\u2019unico interprete autorizzato\u00bb. Per questo \u00ab\u00e8 necessario sgombrare la strada dal miraggio di un\u2019esistenza mediatizzata e re-imparare a conoscere la realt\u00e0 in maniera diretta\u00bb [Carlo Bordoni, \u00abSociet\u00e0 digitale\u00bb, in  C. Bordoni (a cura di), <em>Il primato delle tecnologie<\/em>, Mimesis, 2020, pp. 217 segg.].<br \/>\n\u00abCarissimo mio, non c\u2019\u00e8 da stare allegri \u2026\u00bb conclude l\u2019amico. Ha ragione. Su <em>Avvenire<\/em>, Marco Tarquinio risponde a alcuni lettori su \u00abdiversi punti di vista e quattro gravi distorsioni o totali bufale a proposito delle vicende che hanno portato alla sconfitta elettorale del presidente in carica contro il candidato democratico e all\u2019incredibile assalto a Capitol Hill. Una conferma di quanto oneste leadership e un\u2019informazione persino pi\u00f9 onesta siano vitali per societ\u00e0 e democrazie\u00bb [\u00abTrump, Biden, quest\u2019America spezzata e qualche seria lezione, utile pure a noi\u00bb, 17\/1\/21, p. 2].<br \/>\n\u00abLo stile provocatore del 45\u00b0 presidente degli Stati Uniti ha rimodellato il paesaggio mediatico americano, forzando canali e giornali \u2018tradizionali\u2019 a adattarsi e aprendo la via a nuovi attori digitali, capaci di cavalcare la collera dell\u2019elettorato\u00bb. \u00abL\u2019ecosistema si \u00e8 spostato: le posizioni di destra sono ora considerate centriste\u00bb [Ethan Zuckerman, specialista di media, citato da Sandrine Cassini, \u00abL\u2019info apr\u00e8s le choc Trump\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 19\/1\/ 21, online]. \u00abLuminare del liberalismo classico, John Stuart Mill difendeva il discorso anche spinto all\u2019eccesso: \u201cL\u2019opinione che i commercianti affamano i poveri \u2026 non va contestata se circola solo sui giornali\u201d, scrisse Mill. Ma queste parole \u201cpossono essere punite se dette a una folla eccitata riunita davanti alla casa di un commerciante\u201d. In tal caso, le parole rabbiose non sono solo parole. Trump certo sa quanto siano devoti i suoi seguaci. \u201cIl nostro presidente ci vuole qui\u201d, ha detto uno di loro in Campidoglio. \u201cNoi aspettiamo e prendiamo ordini dal nostro presidente\u201d\u00bb [\u00abJohnson. The language of incitement\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 14-22\/1\/21, online].<br \/>\n\u00abE quando ci si chiede quali situazioni sociali favoriscano in realt\u00e0 il trionfo di gruppi ispirati dalla coscienza di una missione semi-escatologica e traboccanti di lodi e speranze illimitate, \u00e8 allora che la lunga storia del millenarismo rivoluzionario medievale pu\u00f2 essere di qualche aiuto\u00bb [Norman Cohn, <em>I fanatici dell\u2019Apocalisse<\/em>, tr.it. Edizioni di Comunit\u00e0, 1976, pp. 384-5]. \u00abIl propheta ai suoi seguaci non offriva semplicemente l\u2019occasione di migliorare la propria sorte e di sfuggire a pressanti angustie; offriva loro anche, e soprattutto, la prospettiva della partecipazione da protagonisti a una missione ordinata da Dio, eccezionale e prodigiosa. Era un sogno che ben presto li stregava. E allora si formava un gruppo del tutto particolare, il prototipo del moderno partito totalitario, spietato e in costante fermento, ossessionato da chimere apocalittiche e assolutamente convinto della propria infallibilit\u00e0. Esso si sentiva infinitamente al di sopra del resto dell\u2019umanit\u00e0 e respingeva ogni pretesa estranea alla sua presunta missione. E talvolta, bench\u00e9 non sempre, riusciva a imporre il suo volere alla grande massa dei disorientati, degli inquieti, degli spauriti. Una serie di promesse millenaristiche e sconfinate, fatte con convinzione assoluta e profetica a una schiera di uomini sradicati e disperati, in una societ\u00e0 le cui strutture tradizionali sono in via di disintegrazione: ecco, a quanto sembra, l\u2019origine di quel fanatismo sotterraneo che costitu\u00ec una minaccia permanente per la societ\u00e0 medievale. Non \u00e8 fuori posto pensare che quella \u00e8 pure l\u2019origine dei giganteschi movimenti fanatici che, nella nostra epoca, hanno scosso il mondo\u00bb [ivi, pp. 389-390]. \u00abNazismo e comunismo, malgrado le evidenti differenze, hanno entrambi la loro fonte in una tradizione apocalittica molto antica\u00bb [ivi, p. 383].<br \/>\nCome i nazisti la radio, il cinema e le schede perforate gestite da sistemi precursori del computer, i neo-nazisti sfruttano le nuove tecnologie, Internet incluso [Edwin Black, <em>L\u2019IBM e l\u2019Olocausto<\/em>, tr.it. Rizzoli 2001; Paul Jackson e Anton Shekhovstov, eds., <em>The Post-War Anglo-American Far Right. A Special Relationship of Hate<\/em>, Palgrave Macmillan 2014; Manuela Caiani e Linda Parenti, <em>European and American Extreme Right Groups and the Internet<\/em>, Burlington 2013]. E voci anche autorevoli obiettano ai GAFA se oscurano Trump quando passa il segno. Bisogna \u00abripensare il ruolo dello Stato e della societ\u00e0 civile per proteggere economia e cittadini dagli eccessi del capitalismo. Se vantava i meriti della distruzione creatrice, l\u2019economista Joseph Schumpeter (1883-1950) era pessimista sul futuro capitalista: anticipava la scomparsa delle piccole e medie imprese a opera delle multinazionali, la scomparsa dell\u2019imprenditore e il trionfo della burocrazia e degli interessi acquisiti\u00bb [Margherita Nasi, \u00abLe capitalisme en crise d\u2019identit\u00e9\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 14\/1\/21, online, recensione a Philippe Aghion, C\u00e9line Antonin e Simon Bunel, <em>Le pouvoir de la destruction cr\u00e9atrice<\/em>, Odile Jacob, 2021].<br \/>\nCome scrisse Ludwig Dehio nel 1948, \u00abnella fugace spanna di tempo, che pu\u00f2 esserci concessa, la storia come una predica, ora di penitenza ed ora di edificazione, pu\u00f2 preparare il cambiamento interno dell\u2019individuo, che solo promette l\u2019instaurazione di un\u2019esistenza ragionevole. La storia politica, pensata fino al fondo e penetrante fino al fondo, rimanda alla cellula primordiale di tutta la storia, all\u2019uomo\u00bb [tr.it. <em>Equilibrio o egemonia. Considerazioni sopra un problema fondamentale della storia politica moderna<\/em>, Il Mulino, 1988, p. 249]. Che ancora oggi pu\u00f2 votare per Barabba.<br \/>\n<strong>Barabba<\/strong>. A Londra nell\u2019alba di Brexit, il commentatore di Channel4 osserv\u00f2 che da Barabba in poi i referendum mentono. \u00abNei giorni finali dei colloqui commerciali, l\u2019atteggiamento dei britannici verso l\u2019UE \u00e8 mutato in modo significativo dal 2016\u00bb. \u00abPreferirebbero nessuna Brexit\u00bb  [\u00abBritain is heading for a hard Brexit. Voters now prefer none at all\u00bb, <em>The Economist-Today<\/em>, 7\/12\/20, online].<br \/>\n\u00abLa questione politica \u00e8 che la persona \u00e8 al contempo indipendente e parte di una collettivit\u00e0, con regole e autorit\u00e0. Una risposta a questo enigma va individuata oltre la banalit\u00e0 di pi\u00f9 concorrenza e competitivit\u00e0, in cui soggetti isolati non si assumono alcuna responsabilit\u00e0 e la collettivit\u00e0 \u00e8 immune alle loro proteste\u00bb [William Davis, <em>The Limits of Neoliberalism. Authority, Sovereignty and the Logic of Competition<\/em>, SAGE 2014, p. 201]. \u00ab\u00c8 nell\u2019ormai classico saggio di B\u00f6hm \u00abPrivatgesellschaft und Marktwirtschaft\u00bb (<em>Ordo Jahrbuch<\/em> vol. 17, 1966, 75-151) che troviamo la legittimazione teorica pi\u00f9 pienamente sviluppata e originale della \u2018preferenza costituzionale\u2019 per l\u2019ordine della competizione. L\u2019autore attacca il pregiudizio dei giuristi secondo il quale nella legge l\u2019individuo \u00e8 direttamente a confronto con lo Stato. E dimostra che la Rivoluzione Francese, lungi dall\u2019aver emancipato l\u2019individuo dalla societ\u00e0, di fatto l\u2019ha abbandonato alla societ\u00e0\u00bb. \u00abChiarisce che cosa intende per \u2018private law society\u2019: \u201cUna societ\u00e0 della legge privata non \u00e8 in alcun modo una mera vicinanza di individui sconnessi, ma una moltitudine di esseri umani soggetti a un ordine unitario (\u2018ineinhaitlichen Ordnung\u2019) e, in verit\u00e0, un ordine della legge (\u2018Rechtordnung\u2019)\u201d. Questo ordine della legge privata non stabilisce semplicemente regole cui sono ugualmente soggetti tutti i membri della societ\u00e0 quando concludono tra loro un contratto, acquistano beni e titoli l\u2019uno dall\u2019altro, cooperano o scambiano servizi, e cos\u00ec via. Soprattutto, conferisce a tutti coloro che sono sotto la sua giurisdizione la davvero grande libert\u00e0 di movimento, la competenza di fare piani e condurre la loro vita in relazione coi loro simili, uno status entro la societ\u00e0 della legge privata che non \u00e8 un qualche \u2018dono di natura\u2019, ma un \u2018diritto sociale civile\u2019: non un \u2018potere naturale\u2019, ma una \u2018autorizzazione sociale\u2019. La realt\u00e0 della legge perci\u00f2 non \u00e8 che gli individui si trovano a confronto direttamente con lo stato, ma sono legati al loro stato \u2018attraverso la mediazione della societ\u00e0 di diritto privato\u2019\u00bb. \u00abLaddove in Rousseau la volont\u00e0 generale, come legame di relazione del popolo con se stesso, costituisce la fondazione della legge pubblica, in B\u00f6hm il suo fine \u00e8 di stabilire e preservare la legge privata. Il governo \u00e8 allora il guardiano della \u2018volont\u00e0 generale\u2019 in quanto \u00e8 il guardiano delle regole della legge privata\u00bb [Pierre Dardot-Christian Laval, <em>The New Way of the World<\/em>, VERSO 2014, nota 4 a p. 302]. \u00abConseguenza di questo assoluto primato della legge privata \u00e8 un graduale svuotamento della legge pubblica, volto non alla sua disgregazione formale, ma a disinnescarne il valore operativo. Lo stato \u00e8 ora obbligato a considerarsi impresa sia all\u2019interno che con gli altri stati. Allora, lo stato che deve costruire il mercato, deve al contempo essere costruito in accordo con le norme di mercato\u00bb [ivi, p. 302]. \u00abQuesto significa che etica e politica sono assolutamente inseparabili\u00bb [ivi, p. 320]. \u00c8 lo stato neoliberista.<br \/>\nLo stato neoliberista segue il mercato. \u00abThierry M\u00e9nissier vede in quest\u2019onnipresente innovazione \u2013 spesso <em>\u201cselvaggia\u201d<\/em>, sempre <em>\u201cambigua\u201d<\/em> \u2013 una dimensione <em>\u201cantiprogressista\u201d<\/em>. \u00c8 il declino del progresso, e non la sua continuit\u00e0, che fa regnare la rottura a ogni costo, divenuta unica e ultima risorsa, imperativo assoluto\u00bb [Roger-Paul Droit, \u00abNe confondons plus innovation et progr\u00e8s!\u00bb, recensione a <em>Innovations. Une enqu\u00eate philosophique<\/em>, Hermann 2021, <em>Le Monde Des Livres<\/em>, 29\/01\/21, online]. Ed ecco contratti di fornitura di vaccini smentiti dal mercato, in cui stati neoliberisti competono sul prezzo invece di realizzare il diritto alla salute, che pure il mercato lo crea assicurando un ragionevole futuro a popoli altrimenti a rischio, decimati, invalidi. \u00abMai rassegnati all\u2019impotenza\u00bb scrive Marco Girardo [<em>Avvenire<\/em>, 28\/1\/21, p. 1] anche se \u00abper i primi dieci miliardari il patrimonio dall\u2019inizio della pandemia \u00e8 addirittura aumentato di 540 miliardi di dollari\u00bb in quel 2020 che \u00abha visto le Borse aggiornare tutti i record\u00bb, cui \u00abpresto si aggiunger\u00e0 \u2018Big Pharma\u2019\u00bb, e nel mondo folle esaltate testimoniano l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019analisi di Norman Cohn: \u00abpromesse millenaristiche e sconfinate, fatte con convinzione assoluta e profetica a una schiera di uomini sradicati e disperati, in una societ\u00e0 le cui strutture tradizionali sono in via di disintegrazione\u00bb [Cohn, cit., p. 390]. La disintegrazione neoliberista degli stati nazionali. Ma in Europa gli stati costruiscono nell\u2019UE il futuro.<br \/>\n\u00abNella gara all\u2019accaparramento, governi hanno stipulato con le aziende contratti blindati dalla segretezza, senza stabilire le clausole di accesso al vaccino in base a criteri di salute pubblica e senza un sguardo rivolto oltre i propri confini\u00bb. \u00abIl finanziamento pubblico, insieme alla tecnologia, \u00e8 stata la principale leva della rivoluzione copernicana nella ricerca degli attuali vaccini\u00bb. \u00abLa prima cosa che la Commissione pu\u00f2 fare per riprendere in mano la leva negoziale \u00e8 [\u2026] rilevare forzosamente il brevetto, a fronte del pagamento di royalties (art. 31, accordo Trips)\u00bb. \u00abLa seconda azione riguarda il sostegno europeo alla proposta di sospendere temporaneamente tutti i diritti di propriet\u00e0 intellettuale dei vaccini [\u2026] Anche questa \u00e8 una strada perfettamente legale, prevista dall\u2019art. IX, comma 3 e 4 dell\u2019accordo di Marrakesh, costitutivo dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio\u00bb [Nicoletta Dentico, \u00abL\u2019Europa vaccini s\u00e9 e il mondo\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 29\/01\/21, pp. 1 e 3].<br \/>\n\u00abLa folla che gridava il crucifige! era esattamente il contrario di quel che la democrazia critica presuppone: aveva fretta, era atomistica e totalitaria, non aveva n\u00e9 istituzioni n\u00e9 procedure, era instabile, emotiva e quindi estremistica e manipolabile\u2026 una folla terribilmente simile al \u2018popolo\u2019 al quale la \u2018democrazia\u2019 dovrebbe affidare le sue sorti nel futuro prossimo\u00bb. \u00abEssa condannava Ges\u00f9 \u2018democraticamente\u2019 e cos\u00ec finiva per rafforzare il dogma del Sinedrio e il potere di Pilato\u00bb [Gustavo Zagrebelsky, <em>Il \u2018Crucifige\u2019 e la democrazia<\/em>, Einaudi 1995, pp. 118-9].<br \/>\n\u00abBisogna rompere il silenzio e cessare di subire\u00bb [ivi, p. 120] il Sinedrio, Pilato, Barabba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio l\u2019amico che mi scrive come \u00abrimanga fondamentale non asservirsi alla tecnologia, come ascoltare, capire e agire con decenza sia la chiave di volta del futuro, e la leadership debba distinguersi per la volont\u00e0 di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16672"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16672"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16674,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16672\/revisions\/16674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}