{"id":16615,"date":"2021-01-01T13:27:43","date_gmt":"2021-01-01T12:27:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16615"},"modified":"2021-01-01T13:27:43","modified_gmt":"2021-01-01T12:27:43","slug":"la-verita-del-tempo-al-cinema-il-nuovo-anno-in-due-films","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-verita-del-tempo-al-cinema-il-nuovo-anno-in-due-films\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 del tempo al cinema: il nuovo anno in due films"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vitameraviglia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16616\" alt=\"vitameraviglia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vitameraviglia-294x300.jpg\" width=\"294\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vitameraviglia-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vitameraviglia.jpg 1001w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Abouttime.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16617\" alt=\"Abouttime\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Abouttime-215x300.jpg\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Abouttime-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Abouttime-736x1024.jpg 736w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Abouttime.jpg 1054w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ogni anno che finisce, bello o brutto che sia stato, pone tutti noi, almeno per un giorno, di fronte alla &#8220;questione del tempo&#8221;.\u00a0 Il cinema ha, su questo tema, una autorit\u00e0 del tutto particolare. Lavorando con la &#8220;durata&#8221; &#8211; come il teatro e come la musica &#8211; \u00e8 per\u00f2 in grado di alterare la seguenza del tempo e di manifestare, in una maniera davvero sorprendente, le trame segrete del rapporto tra tempo e identit\u00e0. Negli ultimi giorni ho visto il film &#8220;Questione di tempo&#8221;\u00a0 (2013) di Richard Curtis &#8211; che in originale si intitola\u00a0<em>About Time<\/em>, &#8220;A proposito del tempo&#8221; &#8211; ed \u00e8 stato naturale metterlo a confronto con un altro straordinario capolavoro &#8220;a proposito del tempo&#8221;, ossia\u00a0<em>La vita \u00e8 meravigliosa<\/em> (1946) di Franck Capra &#8211; in originale\u00a0<em>It&#8217;s a Wonderful Life.\u00a0<\/em>Pu\u00f2 essere bello iniziare l&#8217;anno considerando che cosa queste ci fanno scoprire, del nostro rapporto col tempo, questi due grandi films. Potrei dire, in senso generale, che entrambi attuano una raffinata forma di riconciliazione con il tempo, ne dischiudono la trama segreta, che per lo pi\u00f9 sfugge alla vista e all&#8217;esperienza. Smarrire il senso del tempo \u00e8 molto facile. Recuperarne la trama \u00e8 il cuore della pienezza e della verit\u00e0. I buoni film, per realizzare questo ambizioso obiettivo, utilizzano uno strumento che solo il cinema riesce a gestire: ossia la &#8220;reversibilit\u00e0 del tempo&#8221;, nel quale appare in una luce particolare il grande mistero della libert\u00e0. Se il tempo fosse sempre reversibile, infatti, noi potremmo avere conferma &#8220;oggettiva&#8221; della nostra libert\u00e0 e saremmo al di sopra della nostra vita, fuori della nostra storia. Controlleremmo, a posteriori, tutta la esperienza. Immersi nel tempo irreversibile, invece, siamo sempre tentati di pensare di essere semplicemente travolti dal destino, implicati in una vicenda che non \u00e8 nostra, e di cadere cos\u00ec nella disperazione sul tempo. E&#8217; interessante notare che i due film, che giungono a conclusioni assai simili, e lavorano su situazioni assai prossime, percorrono per\u00f2 due strade diverse, per certi versi antitetiche. Proviamo a considerare brevemente prima le somiglianze, e poi le differenze tra i due racconti.<\/p>\n<p>a) <em>Storie di figli, di padri e di meraviglia<\/em><\/p>\n<p>Al centro dei due films vi \u00e8 la iniziazione alla vita di due giovani: George Bailey nel film di Capra e Tim Lake nel film di Curtis\u00a0 affrontano la loro vicenda di crescita in relazione ai rispettivi padri. L&#8217;esempio paterno sta al centro delle loro scelte e delle loro crisi. La lettura di s\u00e9, come figli e poi come padri, diventa presto un enigma. Ed \u00e8 anzitutto enigma temporale. Il primo vuole uscire dal tempo, o meglio, vorrebbe non esserci mai entrato. Ma lo riscopre come luogo di bene e di benedizione. Il secondo arriva a rinunciare a dominarlo, come pure potrebbe, assumendolo invece nella sua elementare immediatezza di dono. Colpisce il fatto che per entrambi sia decisivo scoprire un rapporto &#8220;meravigliato&#8221; col tempo. Poterlo guardare come al dono pi\u00f9 grande, come spazio di relazioni, di incontri, di aperture, di gioia. Tutto questo accomuna i due testi e li rende sorprendentemente affini. Ma vediamo ora in che cosa si differenziano.<\/p>\n<p><em>b) La vita \u00e8 meravigliosa<\/em> e &#8220;non essere mai nati&#8221;<\/p>\n<p>Il film di Capra comincia nel regno dei cieli ed incrocia le vicende degli uomini con la &#8220;messa alla prova degli angeli&#8221;, che devono conquistarsi le ali. Nel mezzo della vicenda, la disperazione di George esplode nella preghiera di &#8220;non essere mai nato&#8221; e nella decisione di porre fine ai suoi giorni, gettandosi nel fiume. L&#8217;angelo, lo salva, ma lo accontenta. Rende il tempo reversibile, o meglio rende reversibile la sua vita, e gli mostra come sarebbe stato il mondo &#8220;se lui non fosse mai nato&#8221;. Avere il privilegio di sperimentare il mondo come sarebbe stato &#8220;senza di s\u00e9&#8221; diventa per George principio di conversione, di rilettura radicale,\u00a0 di valorizzazione del bene compiuto, cosa che spesso resta nascosta, invisibile, misteriosa. Questa visione gli restituisce le parole della lode, del rendimento di grazie e della benedizione. Lo riconcilia con il presente e gli permette di cantare nella letizia, insieme alla sua famiglia, durante la notte di Natale, su cui il film si chiude.<\/p>\n<p>c) <em>Questione di tempo<\/em> e rivivere due volte lo stesso giorno<\/p>\n<p>Il film di Curtis affida ad alcuni uomini la possibilit\u00e0 che Capra attribuisce agli angeli. Quando Tim compie 21 anni, il padre gli rivela il primo segreto: se si chiude in un luogo buio e ritorna con la mente a ci\u00f2 che ha vissuto nel passato, pu\u00f2 tornare fisicamente indietro nel tempo. Questo ha un impatto anzitutto sentimentale, relazionale e sessuale sul giovane. E gli dischiude la via dell&#8217;amore. Ma pi\u00f9 tardi l&#8217;amore, che genera figli, rende sempre pi\u00f9 difficile la reversibilit\u00e0 del tempo: ogni figlio che nasce diventa &#8220;punto di non ritorno&#8221;. Fino al momento in cui, la nascita del terzo figlio ormai imminente render\u00e0 impossibile il ritorno al padre, nel frattempo defunto, ma ancora raggiungibile &#8220;per reversibilit\u00e0&#8221;. Allora il padre, nell&#8217;ultimo incontro, rivela il secondo segreto. Usare il potere di &#8220;reversibilit\u00e0 del tempo&#8221; in modo capovolto, per perdere potere sul tempo: saper rivivere una intera giornata, senza modificarne nulla, ma cambiando lo sguardo e il modo di starci dentro. Alzare lo sguardo sulla vita, e prendere ogni giorno &#8220;come quello nel quale si sarebbe voluto arrivare&#8221;. Cos\u00ec, alla fine, la rinuncia alla reversibilit\u00e0, la rinuncia a &#8220;tornare indietro&#8221; diventa per Tim la benedizione del tempo donato e accolto, delle relazioni da curare e da alimentare.<\/p>\n<p>d) <em>Un bel modo di iniziare l&#8217;anno<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Le due trame, che hanno anche i tratti della tragedia, conservano per\u00f2 sempre un tono lieve, discreto, ironico, quasi da commedia. Sia il grande cinema americano, sia il grande cinema inglese, possono parlare delle cose pi\u00f9 serie con una ironia e un velo di sorriso che destano sempre sorpresa e ammirazione. Le grandi risoluzioni finali dei due film &#8211; George in festa con la sua famiglia, e Tim che saluta la figlia davanti alla scuola e telefona sereno alla moglie &#8211; sono icone indimenticabili di un tempo riconciliato, perch\u00e9 gustato come un dono da condividere, nella gioia. Assumere il tempo, con tutta la sua apparente indifferenza, come luogo di costruzione dell&#8217;umano, in un rapporto delicato tra generazioni, nella apertura di spirito alla novit\u00e0, \u00e8 sempre una grande sfida. I veri doni sono sempre nascosti. Il tempo lo \u00e8 in forma esemplare. La visione di questi due films, meditata in parallelo, ci permette di custodire il dono del tempo nella meraviglia con cui assumiamo ogni istante, nella gioia con cui possiamo alzare lo sguardo e riconoscerci chiamati a dare tempo per stare e restare nel tempo.\u00a0 Per entrare nel 2021 \u00e8 difficile trovare guide migliori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno che finisce, bello o brutto che sia stato, pone tutti noi, almeno per un giorno, di fronte alla &#8220;questione del tempo&#8221;.\u00a0 Il cinema ha, su questo tema, una autorit\u00e0 del tutto particolare. 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