{"id":16588,"date":"2020-12-19T07:49:00","date_gmt":"2020-12-19T06:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16588"},"modified":"2020-12-19T07:49:00","modified_gmt":"2020-12-19T06:49:00","slug":"dopo-aver-celebrato-la-iii-forma-della-penitenza-brevi-appunti-al-servizio-di-un-percorso-di-m-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dopo-aver-celebrato-la-iii-forma-della-penitenza-brevi-appunti-al-servizio-di-un-percorso-di-m-gallo\/","title":{"rendered":"Dopo aver celebrato la III forma della Penitenza. Brevi appunti al servizio di un percorso (di M. Gallo)"},"content":{"rendered":"<p><em>Con questa riflessione, basata sulla esperienza e sul discernimento, Marco Gallo fa seguito a <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/confessione-comunita-e-stato-di-eccezione-una-penitenza-comune-in-pandemia\/\">quanto pubblicato l&#8217;altro ieri su questo blog<\/a>, a proposito della &#8220;terza forma&#8221; della celebrazione della confessione, cos\u00ec come prevista da alcuni Vescovi italiani per questo periodo eccezionale. Lo ringrazio per la chiarezza e per la articolazione, pastorale e teologica, del suo discorso, che propone tanto i &#8220;videtur quod&#8221;, quanto i &#8220;sed contra&#8221;, quanto i suoi &#8220;respondeo&#8221;. Un bel segno di dialogo e di confronto, in tempi difficili, ma per questo tanto pi\u00f9 bisognosi di parole vere, forti e chiare.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13940\" alt=\"Confessione donna (stampa Ottocento)\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><b>D<\/b><b>opo aver celebrato la III forma della Penitenza. Brevi appunti <\/b><b>al servizio di un percorso<\/b><\/p>\n<p>\u00a0di\u00a0Marco Gallo<\/p>\n<p><i>Un rito eccezionale<\/i><\/p>\n<p>Gioved\u00ec 17 dicembre, nella nostra unit\u00e0 pastorale, abbiamo proposto e celebrato il sacramento della penitenza secondo la III forma del Rituale. \u00c8 stata una bella sera, non troppo fredda fuori dove diverse persone hanno dovuto fermarsi, ordinata e calma in chiesa con i posti contingentati. La celebrazione \u00e8 iniziata con una catechesi sul significato del gesto e sulle sue condizioni. Finita la breve formazione, abbiamo tenuto il ritmo del rito: riti di ingresso, liturgia della Parola, litanie, assoluzione e ringraziamento \u2013 come previsto dal Rituale. Perch\u00e9 non fosse troppo ridondante di parole e ricca di gesti liturgici, non c\u2019\u00e8 stata alcuna monizione e nemmeno l\u2019omelia, ma abbiamo aggiunto alcune azioni: brani di solo organo per i tempi di meditazione, la litania al Cristo pregata tutti rivolti al grande crocifisso, un\u2019aspersione personale (come dopo la compieta nei monasteri) dopo l\u2019assoluzione generale e una candela accesa per ognuno, il cui fuoco veniva dal cero pasquale, cos\u00ec che a luci spente si \u00e8 terminato con il ringraziamento celebrato sul tema pasquale luce\/tenebre.<\/p>\n<p><i>Il rischio e il discernimento<\/i><\/p>\n<p>Il permesso straordinario e limitato per offrire questa forma comunitaria della Riconciliazione \u00e8 arrivato quasi di sorpresa. Diversi vescovi e la Penitenzieria apostolica hanno riconosciuto nei giorni della seconda ondata la situazione di grave rischio che \u00e8 prevista per questo schema. Il rischio \u00e8 ovviamente individuabile nel contatto ravvicinato (e prolungato per i confessori) per il dialogo e l\u2019assoluzione personale. Ma si potrebbe anche andare oltre e vedere il rischio nel fatto (empirico!) che diversi fedeli non avrebbero scelto per prudenza di celebrare la penitenza. Certo, \u00e8 possibile l\u2019offerta vissuta a marzo\/aprile del <i>votum sacramenti<\/i>, ma tra le due (forma auricolare \u2013 contrizione senza mediazione), questa occasione si \u00e8 presentata come un\u2019occasione molto preziosa.<\/p>\n<p>Devo riconoscere che il rischio era da prevedersi anche nel raduno di tanti, pur rispettando molto rigorosamente le norme come per le Messe. L\u2019azione pastorale purtroppo ha come canale privilegiato la dinamica del radunare che provoca sempre comunque un certo assembramento e questo, sappiamo, \u00e8 ora pericoloso e delicato. Resto del parere che in questi tempi \u00e8 estremamente necessario operare un discernimento su ogni occasione di contatto, valutando non solo il come ma a partire dal se \u00e8 necessario. Metterei in fila d\u2019urgenza i riti della morte e del lutto che non sono posticipabili e nemmeno troppo possibili senza i corpi: l\u2019iniziazione cristiana, i riti del dedicare la vita e persino l\u2019eucaristia sopportano invece attese e rimandi. E la penitenza?<\/p>\n<p><i>L\u2019occasione di innescare un cammino<\/i><\/p>\n<p>In un suo recente articolo, Andrea Grillo mette in evidenza che le celebrazioni del quarto sacramento (individuali o comunitarie) rischiano comunque di non intercettare tutto il valore penitenziale di questi tempi faticosi di privazioni. La responsabilit\u00e0 della comunit\u00e0 sarebbe quella di \u201cdare senso alle necessarie fatiche\u201d di questi giorni, per \u201caprire gli occhi sulle forme di presenza di Dio e del prossimo nel cammino della nostra esistenza\u201d. \u201cLa potenza dei segni, in questo caso, non corrisponde sempre alla predisposizione dei segni della potenza\u201d, conclude Grillo.<\/p>\n<p>Monsignor Erio Castellucci, accompagnando il suo decreto che concede ai parroci di celebrare con la III forma, suggerisce di valorizzarne il carattere di puntualit\u00e0 per innescare un percorso. Essendo questa celebrazione comunitaria non pi\u00f9 ripetibile prima di una confessione personale, essa per sua natura si inserisce in un prima, fatto di attesa, preghiera, ascolto della Parola e gesti di penitenza, di un suo <i>hic et nunc<\/i> non privo di uno straordinario vigore liturgico, e di un dopo, che ognuno \u00e8 chiamato a portare a compimento non solo in una celebrazione ulteriore, ma anche in atti di soddisfazione e vita riconciliata.<\/p>\n<p><i>Le obiezioni<\/i><\/p>\n<p>Vorrei concludere dando conto delle obiezioni che ho ricevuto dopo aver reso pubblica la convocazione per il rito comunitario. Le riassumerei in tre tipologie (riporto parole non mie):<\/p>\n<ul>\n<li><i>Non era necessario<\/i>: ci si pu\u00f2 organizzare con luoghi e tempi adatti e celebrare il sacramento in modo individuale in sicurezza.<\/li>\n<li><i>\u00c8 troppo facile<\/i>: la penitenza individuale offre l\u2019occasione di un dialogo molto profondo e comporta lo sforzo benedetto di aprirsi al confessore. Senza questi, il sacramento \u00e8 come svuotato.<\/li>\n<li><i>\u00c8 un cavallo di Troia<\/i>: fate questo, perch\u00e9 avreste voluto farlo anche prima, ma non era consentito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le obiezioni possono sempre essere un atto di carit\u00e0, perch\u00e9 aiutano il discernimento. Alle tre <i>respondeo<\/i>:<\/p>\n<ul>\n<li>Pi\u00f9 che l\u2019accusa di un errato discernimento, l\u2019argomento sottende un sospetto di pigrizia o pavidit\u00e0 dei pastori. Mi sembra che sotto la preoccupazione dei vescovi o di tanti parroci ci sia anche l\u2019attenzione a quella parte dei fedeli che non avrebbe scelto di celebrare senza il rito comunitario (anche prima). La coscienza \u00e8 un santuario in cui entrare in punta di piedi: come accompagnare questa resistenza al rito auricolare valorizzando il corpo, la comunit\u00e0 e il dialogo?<\/li>\n<li>Anche su questo punto, mi sembra che la questione sia la (s)fiducia nella coscienza altrui, insieme al fatto di caricare la legge di un compito pedagogico che non pu\u00f2 svolgere. Non da oggi la frequenza al sacramento lascia perplessi, insieme al vissuto che molti non nascondono di difficolt\u00e0 a viverlo. Il dialogo, la catechesi e la ricca proposta di azioni penitenziali possono far maturare la stima verso la forma ordinaria, molto pi\u00f9 efficacemente della legge che la rende unica possibilit\u00e0.<\/li>\n<li>Senza dubbio, da ben prima della pubblicazione del rito della penitenza (1974), il desiderio di vivere la forma antica \u00e8 legittimo. La vicenda della formazione del rituale post-conciliare, brillantemente ricostruita da M. Busca &#8211; <i>Verso un nuovo sistema penitenziale? Studio della riforma della riconciliazione dei penitenti<\/i> (2002), mostra efficacemente che la decisione di rendere puntuale e straordinaria la III forma (che era nei primi fascicoli la I) ha da sempre polemicamente accompagnato la riflessione sul rito (tanto da far \u201clicenziare\u201d i primi membri incaricati, tra i quali K. Rahner, J. L\u00e9cuyer e C. Vogel). Le proposte del <i>coetus<\/i> erano diverse da quelle poi recepite ed andavano nella direzione di ampliare gli strumenti perch\u00e9 il sacramento uscisse dalla sua sovrapposizione con l\u2019assoluzione, recuperando la sua caratteristica di cammino di conversione. Le attuali condizioni di rischio, come in molti altri campi, non hanno creato un fenomeno, ma hanno reso possibile ci\u00f2 che prima era gi\u00e0 presente.<\/li>\n<\/ul>\n<p><i>A servizio di un percorso<\/i><\/p>\n<p>L\u2019ottica indicata da Mons. Castellucci ci sembra la pi\u00f9 promettente, capace nella situazione attuale di scardinare la sovrapposizione spesso bloccata tra sacramento e confessione\/assoluzione. A cuore di queste proposte sta certamente la preservazione della salute fisica dal contagio, ma anche la percezione innegabile della lunga crisi del servizio alla conversione dei credenti. Mettendo in moto questo itinerario con la celebrazione comunitaria, sar\u00e0 necessario farne notare il rimando a tutto il sistema penitenziale cristiano: la preghiera quotidiana, i gesti di faticosa fedelt\u00e0 e giustizia di vita, la dignit\u00e0 del portare con umanit\u00e0 la sofferenza e la malattia, il valore fraterno della correzione e dell\u2019incoraggiamento, il digiuno e l\u2019elemosina, i tempi pi\u00f9 esplicitamente dedicati, come la Quaresima e, in modo diverso, l\u2019Avvento, i pellegrinaggi, la visita a santuari. Se non avverr\u00e0, si risolver\u00e0 in una nuova occasione di ambiguit\u00e0 e sospetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questa riflessione, basata sulla esperienza e sul discernimento, Marco Gallo fa seguito a quanto pubblicato l&#8217;altro ieri su questo blog, a proposito della &#8220;terza forma&#8221; della celebrazione della confessione, cos\u00ec come prevista da alcuni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16588"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16588"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16591,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16588\/revisions\/16591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}