{"id":16577,"date":"2020-12-12T21:47:39","date_gmt":"2020-12-12T20:47:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16577"},"modified":"2020-12-12T21:47:39","modified_gmt":"2020-12-12T20:47:39","slug":"testimonianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/testimonianza\/","title":{"rendered":"Testimonianza"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">III DOMENICA DI AVVENTO B<\/p>\n<p align=\"right\">Is 61,1-2.10-11; 1Ts 5, 16-24; Gv 1,6-8.19-28<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><b style=\"text-align: justify\">Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una terza parola del vocabolario dell\u2019Avvento che incontriamo sul nostro cammino in questo tempo liturgico \u00e8 \u00abtestimonianza\u00bb. La liturgia della terza domenica nel brano evangelico (Gv 1,6-8.19-28) affida questo termine alla voce e la volto di Giovanni Battista. Egli, Giovanni, uomo mandato da Dio, doveva rendere testimonianza alla luce: \u00abEgli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce\u00bb (Gv 1,8). Il brano evangelico \u00e8 tratto in parte dal prologo poetico (Gv 1,6-8) del quarto Vangelo e in parte da quello narrativo (Gv 1,19-28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima lettura (Is 61,1-2.10-11) tratta dal profeta Isaia parla della vocazione profetica come missione affidata per portare ai poveri un lieto annuncio. Siamo al centro del \u00abterzo Isaia\u00bb (cc. 56-66), dove troviamo l\u2019annuncio della ricostruzione di Sion. Il testo della liturgia di questa domenica \u00e8 come un dialogo tra il profeta (Is 61,1-2) mandato a portare ai poveri un lieto messaggio, un evangelo, e la citt\u00e0 di Sion (Is 61,10-11) che gioisce per le vesti di salvezza con le quali il Signore l\u2019ha rivestita. Nella liturgia di questa domenica, \u00e8 la figura di Giovanni Battista, l\u2019amico dello sposo (Gv 3,29), a essere illuminato da questa parola profetica. Egli \u00e8 il testimone che annuncia l\u2019opera di Dio ed \u00abesulta di gioia alla voce dello sposo\u00bb (Gv 3,29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella seconda lettura (1Ts 5,16-24) tratta dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi \u00e8 un invito a vivere nell\u2019integrit\u00e0 il tempo dell\u2019attesa del Signore. Il credente nella storia, proprio perch\u00e9 sa che il Signore viene, \u00e8 chiamato a vivere nella letizia, nella preghiera e in rendimento di grazie. Sono le conseguenze dell\u2019annuncio della venuta del Signore nella vita dei credenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel piano di Dio, nel suo progetto originario, \u00abera la vita, e la vita era la luce degli uomini\u00bb (Gv 1,4). La luce della vita presente nel progetto di Dio, da sempre splende e si diffonde, nonostante le tenebre non l\u2019accolgano, la luce splende nelle tenebre, \u00e8 sempre disponibile, illumina (Gv 1,9), ed accoglie nella vita ogni uomo che viene nel mondo (Gv 1,9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto di Dio, che \u00e8 vita in abbondanza, risplende nella luce ed illumina ogni uomo, ma l\u2019uomo spesso non accoglie la luce nella quale risplende la vita e vive nelle tenebre, mentre \u00e8 chiamato alla luce. L\u2019uomo porta dentro di s\u00e9 una vocazione alla vita piena, e quando non ascolta la sua voce, vive nella menzogna, nella tenebra che oscura i suoi occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa luce-vita, rifiutata dagli uomini, prende carne in Ges\u00f9, in lui il progetto originario di Dio si manifesta e si incarna in pienezza. Egli \u00abera la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo\u00bb (Gv 1,9). All\u2019uomo accecato da una vita nella menzogna, il Verbo fatto carne rivela la via della vita. Giovanni viene \u00abper rendere testimonianza alla luce\u00bb, per destare nel cuore dell\u2019uomo l\u2019anelito alla luce. La sua \u00e8 una testimonianza debole, sebbene la sua voce risuoni con coraggio e forza. \u00c8 una testimonianza, quella del Battista, che deve far risvegliare il desiderio di vita in pienezza che egli porta dentro di s\u00e9. Per questo Giovanni \u00e8 l\u2019uomo dell\u2019Avvento, perch\u00e9 egli rimane perennemente questa testimonianza che grida nel deserto per rendere attenti gli occhi degli uomini e delle donne alla luce che inevitabilmente risplende, per rendere \u00abdiritta la via del Signore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giovanni evangelista inizia a parlare della testimonianza resa alla luce dal Battista parlando in negativo: egli non \u00e8 la luce. Un altro \u00e8 la luce del mondo ed egli \u00e8 venuto per indicarlo presente, per dire che la luce risplende: \u00abin mezzo a voi sta uno che non conoscete\u00bb (Gv 1,26). Un altro deve essere al centro, un altro deve essere atteso, un altro \u00e8 la vita vera, che risplende come luce. Anche Giovanni Battista stesso, rispondendo a sacerdoti e leviti venuti da Gerusalemme per interrogarlo, parla di s\u00e9 principalmente al negativo: \u00abnon lo sono\u00bb. Egli, ai suoi interlocutori che lo interrogano circa la sua identit\u00e0, risponde affermando di non essere n\u00e9 il Cristo, n\u00e9 Elia, n\u00e9 il profeta. Egli \u00e8 \u00abvoce\u00bb, testimonianza: un\u2019identit\u00e0 che egli scopre nelle Scritture, nelle parole del profeta Isaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giovanni anche in questo \u00e8 il prototipo e il modello della testimonianza alla luce, che anche oggi continua e che l\u2019Avvento ci fa vivere. Noi vorremmo trovare tutto subito, che tutto fosse definitivo, desidereremmo avere risposte chiare e immediate. Il tempo di Avvento nella figura di Giovanni ci richiama alla necessit\u00e0 di saper accorgersi di queste voci che dicono \u00abnon sono io\u00bb ma che sono vere testimoni della luce, capaci di risvegliare in noi il desiderio della vita e della luce e che ci indicano il volto di quell\u2019altro sul quale risplende in pienezza il progetto di Dio che dal principio \u00e8 vita. L\u2019Avvento in Giovanni ci dice che il provvisorio \u00e8 il luogo nel quale nel tempo vive la testimonianza: \u00e8 il luogo della non-idolatria perch\u00e9 non trattiene lo sguardo dell\u2019uomo su di s\u00e9, non ha pretese di definitivit\u00e0 ma ci rimette in cammino nella storia con lo sguardo fisso verso un compimento. L\u2019Avvento in Giovanni dovrebbe farci guardare con un po\u2019 di sospetto a chi dice \u00absono io\u00bb, oppure, riferendosi al compimento del Regno, \u00abeccolo qua\u2026 eccolo l\u00e0\u00bb (Lc 17,23). Questo tempo che attraversiamo dovrebbe farci guardare con sospetto ogni pretesa di definitivit\u00e0, ogni risposta facile e scontata, perch\u00e9 \u00e8 qui che nasce l\u2019idolatria, che genera quelle tenebre che ci impediscono di vedere la luce vera. L\u2019Avvento in Giovanni ci richiama alla testimonianza autentica da ricevere e da donare, ci fa scoprire la gioia di sapere che nelle piccole testimonianze provvisorie sta il segreto per incontrare colui nel quale risplende la vita in pienezza, per ascoltare la vocazione che portiamo nel cuore, quella del progetto di Dio che \u00e8 vita per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Avvento che attraversiamo con lo sguardo fisso al futuro \u00e8 in realt\u00e0 un elogio del provvisorio (A. Louf), l\u2019oggi, che diviene luogo di testimonianza dell\u2019assoluto che il cuore dell\u2019uomo e della donna cerca. Cos\u00ec, alla scuola di Giovanni Battista, uomo dell\u2019Avvento, i nostri occhi divengo capaci di vede come dalla semplice contemplazione della terra che produce la vegetazione, dall\u2019estrema provvisoriet\u00e0 di un giardino il cui splendore dura pochi mesi, si pu\u00f2 scorgere l\u2019annuncio della salvezza di Dio che si manifesta e risplende. Infatti, \u00ab come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, cos\u00ec il Signore Dio far\u00e0 germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti\u00bb (Is 61,11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA DI AVVENTO B Is 61,1-2.10-11; 1Ts 5, 16-24; Gv 1,6-8.19-28 \u00a0 Introduzione Una terza parola del vocabolario dell\u2019Avvento che incontriamo sul nostro cammino in questo tempo liturgico \u00e8 \u00abtestimonianza\u00bb. 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