{"id":16572,"date":"2020-12-08T11:59:15","date_gmt":"2020-12-08T10:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16572"},"modified":"2020-12-08T12:17:27","modified_gmt":"2020-12-08T11:17:27","slug":"immacolata-e-assunta-un-secolo-di-invenzione-della-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/immacolata-e-assunta-un-secolo-di-invenzione-della-tradizione\/","title":{"rendered":"Immacolata e Assunta: un secolo di &#8220;invenzione&#8221; della tradizione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imma.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16574\" alt=\"imma\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imma-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imma-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imma.jpg 654w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Dove sei?&#8221; la domanda che il Dio creatore rivolge alla creatura &#8220;a sua immagine e somiglianza&#8221; mette in questione l&#8217;uomo, che si scopre nudo. Non vuole riconoscersi nudo e vuole far da solo. Non vuole rispondere a nessuno, n\u00e9 del suo inizio n\u00e9 della sua fine. Pu\u00f2 essere autonomo nell&#8217;inizio e perdersi del tutto, nella sua fine. Cos\u00ec la domanda &#8220;dove sei&#8221; si trasforma nelle due domande: da dove vieni? dove vai? Tutto il XIX e la prima met\u00e0 del XX secolo hanno suscitato nella Chiesa cattolica una duplice e alta risposta a questo interrogativo antico, che si presentava in modo nuovo nel mondo nascente della tarda modernit\u00e0. Cos\u00ec la risposta data &#8220;su Maria&#8221; non \u00e8 semplicemente un approfondimento della verit\u00e0 mariana, ma una ripresa delle due domande fondamentali che riguardano ogni uomo e ogni donna. &#8220;Immacolata concezione&#8221; \u00e8, appunto, un &#8220;inizio preservato dal peccato&#8221;, in vista della generazione del Figlio. E &#8220;Assunta in cielo&#8221; \u00e8 compimento e preservazione dalla corruzione, grazie al Figlio. I titoli mariani, non certo improvvisati, ma riletti profondamente tra met\u00e0 800 e met\u00e0 900 hanno segnato la posizione della Chiesa nel mondo tardomoderno: contro la pretesa di un uomo di per s\u00e9 &#8220;immacolato&#8221; e di un compimento reso vuoto e affidato alla cieca logica del fato.\u00a0 Salvare la &#8220;relazione di affidamento&#8221; come logica dell&#8217;inizio e della fine \u00e8 stato l&#8217;intento, che ha preso le forme e i linguaggi della Chiesa in crisi di fronte al mondo di quel tempo.<\/p>\n<p><em><strong>Fedelt\u00e0 e &#8220;invenzione&#8221; ottocentesca<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il progetto della Chiesa cattolica, da Pio IX a Pio XII, che prende forma non solo dogmatica, ma anche spirituale, orante e testimoniale. Affermare la &#8220;immacolata concezione&#8221; \u00e8 uscire dalla autoreferenzialit\u00e0 come nuovo pericolo &#8220;modernista&#8221;; affermare la &#8220;assunzione in cielo&#8221; significa custodire il senso al di l\u00e0 del visibile conchiudersi delle esistenze. Lo si fa, allora, con lo stile, le parole e gli immaginari prima della &#8220;lotta contro il mondo liberale&#8221;, poi con la aggiunta del doppio conflitto mondiale, e nel mondo del secondo dopo-guerra. Ma \u00e8 sorprendente come tra Pio IX e Pio XII fosse diventata necessaria un &#8220;fedelt\u00e0 creativa&#8221; alla tradizione. Si poteva essere fedeli alla tradizione solo &#8220;inventandone&#8221; nuove parole, nuove prospettive, nuove priorit\u00e0. Qui, \u00e8 evidente, inventare significa &#8211; secondo la sua etimologia pi\u00f9 antica &#8211; trovare, recuperare, riconoscere, scoprire. Nulla \u00e8 veramente &#8220;inventato&#8221;, ma tutto risuona ed appare diverso. Tra le due &#8220;invenzioni&#8221; che prendono forma di dogma sta uno sviluppo ampio,\u00a0 complesso e non irreversibile. Irrversibile \u00e8 il dogma, non la sua recezione, traduzione, articolazione, espressione.<\/p>\n<p><strong><em>Percorsi dalla Immacolata alla Assunta<\/em><\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; evidente che, da soli, i due &#8220;nuovi dogmi&#8221; non spiegano tutto. Se non si aggiungessero, in un itinerario di sviluppo, le apparizioni di Lourdes in Francia, poi quelle di Fatima in Portogallo, e poi anche le visioni della Kowalska in Polonia, non troveremmo cos\u00ec modificate le preghiere pi\u00f9 antiche, come il rosario e il sorgere di preghiere nuove, come la Coroncina della Misericordia. Sono gli effetti indiretti di una &#8220;lotta contro il mondo&#8221; che si traducono in forme spirituali, in vocazioni, in espressioni, in nuove attenzioni. Nascono, in questo contesto, definizioni della fede, della eucaristia, della preghiera, idealizzazioni del prete e ossessioni di espiazione che trovano, nelle distrette ottocentesche o nelle crisi dei primi decenni del XX secolo, la loro ispirazione e i loro contesti. Ma si tratta, spesso, di novit\u00e0 legate alla contingenza, che solo con molta difficolt\u00e0 potremmo oggi non solo recepire, ma anche comprendere appieno.\u00a0 L&#8217;orizzonte di una &#8220;resistenza al mondo&#8221; sta chiarissimo nel sottofondo, che la Immacolata e la Assunta sigillano in forma solenne e non del tutto definita.<\/p>\n<p><em><strong>Nessun nuovo dogma, ma un cambio di stile<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Dopo il 1950, anche Pio XII inizi\u00f2 a comprendere che quella grande stagione, con le sue luci e con le sue ombre, era finita. Senza cessare di aiutare il cammino ecclesiale, quel modo di pensare la tradizione, che il XIX aveva in larga parte &#8220;inventato&#8221;, aveva bisogno di nuove invenzioni. Il modo di pensare la condizione moderna dell&#8217;uomo e della donna, le forme del culto, la disponibilit\u00e0 alla carit\u00e0, le nozioni fondamentali della fede, esigevano un percorso di nuova traduzione e di pi\u00f9 fresca invenzione. Non avrebbe tardato, il suo successore Giovanni XXIII a dare la prima forma a questa nuova fedelt\u00e0 alla tradizione, convocando il Concilio Vaticano II, che a sua volta Paolo VI condurr\u00e0 nel suo percorso non poco accidentato e nella sua prima e preziosa recezione. Senza nuovi dogmi, ma con una &#8220;nuova comprensione di s\u00e8&#8221;. Il Concilio sapeva e annunciava che il discorso sulla origine di amore prima della storia e sul compimento di pace oltre la storia non si pu\u00f2 fare &#8220;fuori della storia&#8221; o &#8220;contro la storia&#8221;. Cos\u00ec imposta e orienta un cammino di riforma, perch\u00e9 la tradizione conosca nuove traduzioni e nuove invenzioni. In un certo senso, con il Concilio, dire la origine e dire la fine, credere nell&#8217;amore come verit\u00e0 di ogni inizio e di ogni fine, amplifica e introduce variazioni alla forma &#8220;immacolata&#8221; e &#8220;assunta&#8221; del secolo precedente.<\/p>\n<p><strong><em>E le nostre invenzioni?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per dire e custodire l&#8217;origine e la fine il secolo tra met\u00e0 XIX e met\u00e0 XX ha inventato e impiegato i &#8220;nuovi dogmi mariani&#8221;. E oggi noi siamo ricchi anche di quella esperienza. Ma essa risponde alle questioni di un mondo e di una chiesa diverse dalle nostre. Che cosa significa, oggi, per noi, recuperare la &#8220;pienezza di grazia&#8221; che diventa fecondit\u00e0? Significa ancora difendere il &#8220;peccato originale&#8221; di cui ogni uomo e ogni donna \u00e8 segno? E&#8217; questo un linguaggio ancora possibile, certo, ma \u00e8 davvero oggi ancora il pi\u00f9 urgente? Che cosa significa che il compimento della vita \u00e8 custodia di tutto il vissuto (anima e corpo) nella relazione di fede e di affidamento?\u00a0 Come tradurre oggi questi grandi orizzonti, che il XIX e il XX ci ha tramandato nelle sue categorie, in nozioni e concetti nuovi? Le forme della devozione, in modo prioritario, chiedono un supplemento di anima, che \u00e8 gi\u00e0 iniziato. Il grande recupero del linguaggio biblico e patristico, della grande tradizione liturgica antica, medievale e moderna potrebbe indurci ad uscire, tutti, da forme di culto troppo meschine e talora davvero fuorvianti. La fedelt\u00e0 esige invenzione: come fu 150 anni fa, pu\u00f2\u00a0 e deve essere anche oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dove sei?&#8221; la domanda che il Dio creatore rivolge alla creatura &#8220;a sua immagine e somiglianza&#8221; mette in questione l&#8217;uomo, che si scopre nudo. Non vuole riconoscersi nudo e vuole far da solo. 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