{"id":16565,"date":"2020-12-05T23:38:16","date_gmt":"2020-12-05T22:38:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16565"},"modified":"2020-12-05T23:38:46","modified_gmt":"2020-12-05T22:38:46","slug":"evangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/evangelo\/","title":{"rendered":"Evangelo"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">II DOMENICA DI AVVENTO B<\/p>\n<p align=\"right\">Is 40,1-5.9-11; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda parola che la liturgia ci propone nel vocabolario dell\u2019Avvento <i>\u00ab<\/i>evangelo<i>\u00bb<\/i>. Se il primo termine \u2013 vigilanza \u2013 era l\u2019ultima parola di Ges\u00f9, affidata ai suoi discepoli prima della sua passione, il termine \u00abevangelo\u00bb apre il Vangelo di Marco (Mc 1,1). Il brano evangelico (Mc 1,1-8) \u00e8 costituito dall\u2019inizio del Vangelo di Marco. Dopo il \u00abtitolo\u00bb, nel quale viene sintetizzato il messaggio del secondo Vangelo, l\u2019attenzione si sposta su Giovanni il battezzatore. Egli \u00e8 un \u00abevangelizzatore\u00bb, il primo, che porta l\u2019annuncio di uno che \u00abviene dopo di lui\u00bb e che battezzer\u00e0 \u00abin Spirito Santo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima lettura (Is 40,1-5.9-11) \u00e8 tratta dal profeta Isaia ci aiuta a comprendere come l\u2019espressione \u00abvangelo\u00bb sia realmente al centro della liturgia di questa seconda domenica di Avvento. Per due volte nel testo compare il verbo \u00abevangelizzare\u00bb. Nella seconda lettura (2Pt 3,8-14) il buon annuncio della venuta del Signore \u00e8 applicato alla vita dei credenti. Essi non devono venir meno nell\u2019attesa del Signore, egli \u00abnon ritarda nel compiere la sua promessa\u00bb. Dio non \u00e8 \u00ablento\u00bb, ma \u00ablonganime\u00bb e concede a tutti il tempo per ravvedersi. Ci\u00f2 che Isaia descrive con l\u2019immagine della strada da preparare nel deserto, la seconda lettura lo traduce in un invito: \u00abfate di tutto perch\u00e9 Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Primo Testamento il termine \u00abevangelo\u00bb, il verbo \u00abevangelizzare\u00bb, \u00e8 divenuto un termine tecnico per indicare un intervento di salvezza di Dio in favore del suo popolo Israele, evento atteso, sperato, invocato. Tutto il Primo Testamento \u00e8 percorso dall\u2019attesa di un \u00abevangelo\u00bb, di una parola nuova da parte del Signore, del suo \u00abavvento\u00bb. Il profeta Isaia annuncia l\u2019avvicinarsi di araldi di belle notizie, di evangelizzatori. Isaia ad un popolo esule e scoraggiato parla di messaggeri di belle\/buone novit\u00e0, testimoni che, nonostante la debolezza che l\u2019uomo sperimenta in s\u00e9 e intorno a s\u00e9 (Is 40,7), la parola del nostro Dio dura sempre (Is 40,8) ed \u00e8 il fondamento certo su cui costruire il futuro. Pi\u00f9 avanti, parlano della sua stessa missione di profeta, Isaia afferma: \u00ablo spirito del Signore Dio \u00e8 su di me, perch\u00e9 il Signore mi ha consacrato con l&#8217;unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert\u00e0 degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri\u00bb (Is 61,1). Un testo che in vari modi gli evangelisti, Luca in particolare, attribuiranno a Ges\u00f9 e alla sua missione (cf. Lc 4,18). Nella prima lettura di questa domenica Isaia, rivolgendosi agli esuli a Babilonia, porta un annuncio di consolazione. Nella Scrittura \u00abconsolazione\u00bb non \u00e8 sinonimo di semplice \u00abvicinanza\u00bb o \u00absostegno\u00bb nel dolore, ma annuncio di un ribaltamento della situazione: quando Dio consola, cambia le sorti del suo popolo. Ci\u00f2 che il profeta \u00e8 chiamato ad annunciare al popolo oppresso dall\u2019esilio sono \u00abliete notizie\u00bb, \u00abevangeli\u00bb. Il testo esorta un messaggero, che potrebbe essere il profeta stesso, chiamandolo letteralmente \u00abevangelizzatore\u00bb di Sion e di Gerusalemme. La bella notizia, il vangelo consiste nel fatto che \u00abDio viene con potenza\u00bb, per guidare il suo popolo e condurlo fuori dalla sua situazione di oppressione. Occorre tuttavia preparare una via nel deserto perch\u00e9 Dio possa arrivare e manifestare la sua gloria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Vangelo di Marco raccoglie proprio questa espressione \u00abevangelo\u00bb\/\u00abevangelizzare\u00bb dal Primo Testamento per iniziare il suo racconto e si mette in continuit\u00e0 con le attese di Israele per parlare di Ges\u00f9, indicandolo cos\u00ec come l\u2019evento di salvezza di Dio: \u00abInizio del vangelo di Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio\u00bb (Mc 1,1). I primi discepoli di Ges\u00f9, ripensano alla loro esperienza vissuta con il loro maestro e chiamano la sua persona e il suo annuncio \u00abevangelo\u00bb, perch\u00e9 scoprono che proprio in lui si \u00e8 compiuta quella parola definitiva di Dio capace di sanare e liberare l\u2019uomo e la donna in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019espressione \u00abEvangelo di Ges\u00f9 Cristo Figlio di Dio\u00bb non si indica solo la bella notizia che fu l\u2019annuncio di Ges\u00f9 Cristo in opere e in parole, ma anche e soprattutto la bella notizia che fu Ges\u00f9 stesso, con la sua esistenza umana, perch\u00e9 \u00e8 in lui, nella sua umanit\u00e0, che si realizza l\u2019intervento definitivo del Signore in favore del suo popolo e dell\u2019umanit\u00e0, e si rivela in pienezza il volto di Dio. Questo \u00abtitolo\u00bb del Vangelo di Marco racchiude in se tutto l\u2019itinerario che l\u2019Evangelista vuol far fare al suo lettore: giungere alla scoperta di Ges\u00f9 come \u00abCristo\/Messia\u00bb e come \u00abFiglio di Dio\u00bb. Alla prima affermazione si giunger\u00e0 a met\u00e0 del racconto (Mc 8,29), con la confessione di Pietro; la seconda professione di fede arriver\u00e0 ai piedi della croce, quando un centurione pagano \u00abvedendo Ges\u00f9 morire in quel modo\u00bb, dir\u00e0: \u00abDavvero quest&#8217;uomo era Figlio di Dio!\u00bb (Mc 15,39). Tutto il Vangelo di Marco \u00e8 un itinerario alla ricerca di questo \u00abevangelo\u00bb, questa \u00abbella notizia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giovanni Battista, che si veste come i profeti, fa da collegamento tra la prima lettura e il Vangelo. Infatti a lui vengono riferite le parola di Isaia \u00abvoce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore\u00bb. Nella figura e nella missione di Giovanni \u00e8 come se si proclamasse che quell\u2019\u00abevangelo\u00bb annunciato e atteso nel Primo Testamento, viene ora riconosciuto e accolto in colui che battezza in Spirito Santo. Giovanni diventa quindi \u00abmodello\u00bb dell\u2019uomo dell\u2019Avvento che sa invitare tutti a \u00abpreparare la strada\u00bb per la venuta dell\u2019evangelo di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi oggi potremmo chiederci che cosa abbiamo fatto di questa parola cos\u00ec preziosa, cos\u00ec forte. Se le prime comunit\u00e0 ebbero un\u2019esperienza cos\u00ec forte del Signore risorto da riconoscere in lui l\u2019\u00abevangelo\u00bb di Dio, noi possiamo dire oggi di attendere con lo stesso entusiasmo l\u2019\u00abAvvento di Dio\u00bb? L\u2019Avvento riporta la parola \u00abevangelo\u00bb al centro della nostra vita e ci invita ad interrogarci sul nostro modo di attendere Colui che viene. Infatti l\u2019Avvento \u00abevangelizza\u00bb il nostro tempo, il tempo di ogni uomo e donna, la storia dell\u2019intera umanit\u00e0, annunciando che c\u2019\u00e8 qualcuno da attendere e che questo \u00abqualcuno\u00bb \u00e8 l\u2019\u00abevangelo\u00bb di Dio per la vita dell\u2019uomo. L\u2019Avvento ci ricorda che il Cristiano, non \u00e8 colui che attende con paura e tristezza, un giudizio terribile e spaventoso da parte di Dio alla fine della storia, ma colui che sa che il tempo \u00e8 custode di un bella notizia, di un \u00abevangelo\u00bb di Dio che lo fa fermentare dall\u2019interno, che crea novit\u00e0 l\u00ec dove tutto sembra inesorabilmente gi\u00e0 detto. L\u2019Avvento ci ricorda che noi siamo prima di tutto custodi di questa parola nuova pronunciata da Dio in Cristo Ges\u00f9 per liberare l\u2019uomo da tutte le sue paure che lo tengono schiavo. Siamo responsabili di una \u00abbella notizia\u00bb, la pi\u00f9 fondamentale, per l\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI AVVENTO B Is 40,1-5.9-11; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8 \u00a0\u00a0 Introduzione La seconda parola che la liturgia ci propone nel vocabolario dell\u2019Avvento \u00abevangelo\u00bb. 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