{"id":16558,"date":"2020-12-02T10:08:03","date_gmt":"2020-12-02T09:08:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16558"},"modified":"2020-12-02T10:08:03","modified_gmt":"2020-12-02T09:08:03","slug":"la-trasgressione-delle-tenebre-le-messe-di-notte-la-nuova-veglia-pasquale-e-una-lettera-del-cardinal-siri-del-1951","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-trasgressione-delle-tenebre-le-messe-di-notte-la-nuova-veglia-pasquale-e-una-lettera-del-cardinal-siri-del-1951\/","title":{"rendered":"La trasgressione delle tenebre. Le Messe di notte, la nuova Veglia Pasquale e una lettera del Cardinal Siri del 1951"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #333333;font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;font-size: 14px\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mezzanottemass.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16559\" alt=\"mezzanottemass\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mezzanottemass-300x102.jpg\" width=\"300\" height=\"102\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mezzanottemass-300x102.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mezzanottemass.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Una preziosa occasione di approfondimento del dibattito oggi in corso sulla cosiddetta \u201cMessa della Mezzanotte\u201d di Natale ci viene offerta da un articolo di quasi 10 anni fa, ad opera di Nicola Giampietro, (<em>\u201cO vere beata nox\u201d. L\u2019accoglienza dell\u2019\u201dOrdo Sabbati Sancti\u201d del 1951-1952<\/em>, \u201cEphemerides Liturgicae\u201d, 125[2011], 142-189), nel quale si offre una ampia rassegna delle numerose e favorevolissime testimonianze episcopali circa la introduzione del nuovo Ordo della Veglia Pasquale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tra coloro che espressero un giudizio critico circa la Riforma, spicca il parere negativo dell\u2019Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri. Il pregio dell\u2019articolo di Giampietro sta nel pubblicare integralmente le pagine della relazione (158-161), inviata alla Sacra Congregazione dei Riti da Genova, il giorno 8 ottobre 1951. In essa possiamo leggere due ordini di preoccupazioni, che possono facilmente essere qui considerate, proprio per marcare la distanza del nostro tempo da quel tempo e della nostra sensibilit\u00e0 (prevalente) da quella sensibilit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Bisogna dire, tuttavia, che alcune delle cose che G. Siri considera prioritarie oggi rimangono ancora fortemente presenti nel corpo ecclesiale, al centro come in periferia. Soprattutto una certa sufficienza nei confronti di quella (prima) riforma liturgica mostra oggi di aver mantenuto una sua forza e di aver anche intaccato luoghi di particolare autorevolezza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Proprio per questo, dei due ordini di contestazioni che Mons. Siri rivolge alla riforma, il primo ha immediatamente colpito la attenzione dei teologi, ma \u00e8 il secondo, come vedremo, a risultare oggi il pi\u00f9 insidioso e il pi\u00f9 urgente da affrontare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>1. Le ragioni disciplinari e \u201cnaturali\u201d della critica negativa alla riforma della veglia pasquale<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non senza ragione, molti commentatori si sono soffermati sulle ragioni con cui Giuseppe Siri manifesta le sue perplessit\u00e0. Ne faccio qui una piccola collezione di citazioni. Anzitutto una concatenazione iniziale di cause ed effetti:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) \u201cLa innovazione ha avuto buon risultato, ma ci\u00f2 si deve\u00a0<i>esclusivamente<\/i>\u00a0al fatto che \u00e8 stata applicata in un numero ridotto di Chiese (per decreto dello stesso Arcivescovo)\u201d (158)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) \u201cSi deve immobilizzare molto clero per le confessioni, mentre avviene la non breve cerimonia\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) \u201cove la funzione \u201cin nocte\u201d divenisse obbligatoria, richiederebbe in Diocesi di Genova si potesse aumentare il Clero almeno del 40 per cento\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">d) La innovazione non \u00e8 applicabile (tanto si dice sommessamente, rispettosamente, ma chiaramente, perch\u00e9 ne \u00e8 data licenza e perch\u00e9 si tratta ancora de lege condenda) per legge generale, tale che non si possano pi\u00f9 fare le funzioni \u201cin mane\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Se poi accadesse ci\u00f2 che l\u2019Arcivescovo paventa, ossia l\u2019applicazione generalizzata della Riforma, egli segnala i seguenti gravi danni per la propria Diocesi:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">i) \u201cAssorbiti dalle chiese di maggior rilievo e maggiori mezzi per il giusto e decoroso espletamento della bellissima Liturgia del Sabato Santo in notte, verrebbero a mancare completamente i Confessori per tutta la campagna\u201d (159)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">ii) \u201cI Parroci di campagna rimarrebbero soli, non potrebbero confessare per lungo tempo in notte\u2026e dopo una tale faticaccia non sarebbero in forma per attendere sempre da soli allo straordinario lavoro del mattino di Pasqua\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">iii) \u201cVerrebbe a mancare nella maggior parte dei casi\u2026il decoro delle Sacre Funzioni, le quali nella fattispecie sono tali e di tale complicazione e bellezza, che o si fanno bene o meglio sarebbe non farle per non esporre sacrosante cose a troppo facile ludibrio\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">iv) \u201cLe ragioni delle funzioni notturne possono essere esteticamente e storicamente interessanti e fascinose, ma io sono d\u2019avviso che la notte (fatta eccezione per gli usi gi\u00e0 esistenti) non \u00e8 bene venga da noi facilmente violata, a meno che non si tratti di aprire alle vittime del rispetto umano una pi\u00f9 facile ed occulta porta verso i Santi Sacramenti, come accade nelle Sacre Missioni e come potrebbe accadere al Capodanno civile, allorch\u00e9 intanto tutti stanno levati ed \u00e8 meglio metter qualcosa di religioso, per evitare tutto vi diventi pagano\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Resta comunque nella opinione di G. Siri una grande perplessit\u00e0 anche di carattere \u201cspirituale\u201d circa la introduzione, per quanto ridotta, della novit\u00e0 rituale. Essa viene espressa tuttavia con argomenti quanto meno \u201csingolari\u201d:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">I) \u201cIl Sabato Santo rimarrebbe vuoto e ci\u00f2 appare dannoso alla piet\u00e0 cristiana. E\u2019 difficile concepire in tal modo il giorno che \u00e8 la pi\u00f9 grande e venerabile vigilia dell\u2019anno. Non pare opportuno e facile contenere l\u2019esplosione della gioia pasquale fino a tarda notte\u201d (ivi)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">II) \u201cIl digiuno quaresimale termina a mezzogiorno. Non \u00e8 coerente che il suono delle campane venga differito oltre quel termine, il quale segna per (160) legge universale della Chiesa la fine dello stato penitenziale. D\u2019altra parte \u00e8 tanto grande, fondamentale e gaudioso il giorno di Pasqua che si comprende come in questi otto secoli abbiano ritenuto non bastare ad esso le ventiquattro ore normali e le abbiano opportunissimamente dilatate, incorporando nel Dies quam fecit Dominus una parte della sua stessa vigilia\u201d (159-160)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Molto interessante \u00e8 la logica con cui Siri propende per il mantenimento della \u201cstatu quo\u201d. E lo fa distinguendo tra \u201cnon inconvenienti\u201d e \u201cinconvenienti\u201d del regime ancora in vigore:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">*) \u201cNon \u00e8 affatto un inconveniente il perdere una funzione notturna, anche se questa pu\u00f2 costituire un bellissimo nostalgico ricordo, perch\u00e9 le liturgie vigiliari notturne riflettono un quadro ben diverso da quello del nostro tempo, in cui non lo spirito penitenziale guida a volerle, ma la novit\u00e0 e l\u2019abitudine al leggero (troppo leggero) uso della notte. Poich\u00e9 la notte \u00e8 divenuta, per via della facilitante tecnica moderna a cominciare dalla illuminazione, la pi\u00f9 grande attrattiva d\u2019ogni scomposto istinto e la pi\u00f9 grande alleata di ogni sovversione naturale e di ogni peccato, (161) eccettuato il caso di facilitare Nicodemi delle Missioni e di santificare ore gi\u00e0 da tutti violate al fine di renderle meno pagane, sono di sommesso avviso non essere buon indirizzo incoraggiare anche per motivi liturgici e archeologici la violazione dell\u2019\u2019istituto naturale della notte\u2019\u201d(160-161)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">**) Inconvenienti da non trascurare sono invece i seguenti:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la liturgia ambientata al mattino del Sabato nella idea di \u2018notte\u2019, quando invece splende il sole;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la difficolt\u00e0 di avere il popolo in massa per il perdurare del tempo lavorativo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Va aggiunta, infine, una annotazione, che risulter\u00e0 molto significativa alla fine del nostro percorso:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Quello che la Santa Chiesa far\u00e0, sar\u00e0 sempre ben fatto, anche se fosse contro tutti i miei argomenti. Ho parlato solo perch\u00e9 si tratta di \u201clex condenda\u201d. Dinanzi alla \u201clex condita\u201d io sarei un suo perfetto e convinto difensore.\u201d (161)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Si tratta, come \u00e8 evidente, di argomenti sicuramente molto ingegnosi, ma almeno altrettanto disarmanti. In essi si unisce una ingenuit\u00e0 teologica e pastorale con una insensibilit\u00e0 cos\u00ec piena e cos\u00ec sorda alle ragioni della riforma liturgica, da rasentare in molti casi l\u2019effetto comico. E\u2019 vero, fa sorridere il modo con cui Siri deplora l\u2019ampliarsi di una \u201cesperienza notturna\u201d che egli legge in chiave sostanzialmente moralistica. Ma dovremmo anche chiederci se noi, che ridiamo di queste parole, sappiamo veramente valorizzare la \u201cnotte santa\u201d Non vi \u00e8, nel nostro sorriso all\u2019ascolto degli argomenti arditi e antiquati proposti da Siri, una sorta di insincerit\u00e0 profonda verso la stessa Riforma, che non contestiamo con strani \u201cargomenti mentali\u201d, ma con profonde \u201ctrasandatezze corporee\u201d?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>2. La \u201cnon necessit\u00e0\u201d della Riforma<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il secondo registro delle osservazioni dell\u2019Arcivescovo di Genova \u00e8 invece quello della relazione tra la Riforma e l\u2019ordo vigente in precedenza. Qui, in modo meno appariscente, ma molto pi\u00f9 duraturo, Giuseppe Siri oppone al desiderio di Riforma le ragioni di una tradizione che non avrebbe alcuna necessit\u00e0 di essere modificata. A ben vedere non sono quelle argomentazioni di merito, bens\u00ec queste di metodo, ad aver avuto una fortuna critica inaspettata. Ascoltiamo la prima di queste affermazioni-chiave:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">a) \u201cLa innovazione pu\u00f2 essere applicabile se lasciata in uso a casi determinati e pochi in modo da essere tanto estesi, quanto occorre perch\u00e9 non diventi dannosa. Siccome il limite in cui cessa di essere una bellissima cosa e diventa dannosa, varia da Diocesi a Diocesi, sarei del sommesso parere ne venissero facoltizzati gli Ordinari locorum, i quali sono in grado di giudicare delle circostanze di fatto; e prendendo tempo, possono portare con opportune provvidenze ad una sempre pi\u00f9 larga applicazione. Deliberatamente ho detto che la innovazione pu\u00f2 essere applicabile sia pure in scala ridotta. Non ho detto che \u2018debba\u2019\u201d(159)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Si nota poi una ulteriore conferma di questo \u201cminimalismo riformatore\u201d quando il presule ritorna, pi\u00f9 avanti, sulla \u201cnon necessit\u00e0\u201d del provvedimento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">b) \u201cIn conclusione, dopo aver lungamente studiato e meditato la questione, per quel che ne vedo da esperimento fatto in mia diocesi, quanto so e posso supplico che la innovazione non venga sancita, con legge, che la imponga quale unica e definitiva disciplina; venga bens\u00ec concessa come indulto alla discrezione degli Ordinari dei luoghi, permettendo ad una pi\u00f9 completa esperienza \u2013 possibile solo in una serie di anni \u2013 dimostrare quanto sia nell\u2019interesse della gloria di Dio, nonch\u00e9 nell\u2019interesse delle anime\u201d (160)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come \u00e8 evidente, le preoccupazioni dell\u2019Arcivescovo di Genova, per quanto non chiuse alla possibilit\u00e0 di un limitato e controllato esperimento della nuova forma di \u201cveglia in nocte\u201d, propendono per una soluzione in cui convivano, sostanzialmente, due forme diverse (temporalmente, ritualmente, soggettivamente e oggettivamente diverse) del medesimo rito, in vista di una chiara acquisizione delle priorit\u00e0 nel volgere di alcuni anni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 assai interessante, tuttavia, che questa forma di \u201cinnovazione sotto indulto\u201d tenda a oscurare totalmente che la \u201cquestione\u201d di cui ci si occupa \u2013 la vegli pasquale notturna \u2013 in realt\u00e0 non \u00e8 la questione, bens\u00ec \u00e8 il principio di una \u201csoluzione\u201d, mentre la vera questione era rappresentata (allora, come oggi) dalla incapacit\u00e0 dei riti tradizionali di comunicare adeguatamente il senso stesso della veglia e dell\u2019intero triduo pasquale, in cui le priorit\u00e0 portanti erano diventate il \u201cprecetto pasquale\u201d (con l\u2019obbligo di confessione e comunione semel in anno) e la gestione del \u201cpersonale sacerdotale\u201d in primis per le confessioni. La evidenza (sospetta e fittizia) di questo primato rende del tutto accessoria e secondaria ogni \u201criforma\u201d che voglia contribuire a riscoprire il primato della \u201ceucaristia celebrata\u201d. In ultima analisi, senza negare nulla alla bellezza della liturgia, con questo atteggiamento se ne riduce il senso a possibile distrazione dai veri compiti pastorali (che sono confessare i \u201cpasqualini\u201d e comunicarli nelle moltissime messe domenicali\u2026). Sotto questa angolatura distorta dell\u2019esperienza ecclesiale, la veglia pasquale riformata era, \u00e8 e sar\u00e0 sempre chiaramente di ostacolo a queste priorit\u00e0 disciplinari e clericali. Su questo non ci piove.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Conclusioni<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Mutatis mutandis<\/i>, quanto detto per la \u201cveglia pasquale\u201d quasi 70 anni fa, possiamo oggi considerarlo come illuminante per la \u201cmessa della notte\u201d del Natale. Ed \u00e8 evidente che la questione rischia di essere impostata in modo troppo semplicistico, senza tener conto di quanto le pratiche celebrative siano cambiate negli ultimi 70 anni, in relazione alle novit\u00e0 culturali e teologiche emerse nel XX secolo. I mutamenti tecnologici (luce elettrica) cambiavano l\u2019ordine pubblico e quindi anche il giudizio morale sulle azioni notturne. Il tratto che accomuna alcune posizioni del 1951 sulla Veglia e certe posizioni di oggi sulla Messa della notte di Natale \u00e8 proprio la rigidit\u00e0 disciplinare e dottrinale: come allora si puntavano i piedi contro le nuove evidenze, restando nella inerzia dei comportamenti \u201cacquisiti\u201d, cos\u00ec oggi ci si irrigidisce sulle acquisizioni degli ultimi decenni, come se le nuove evidenze &#8211; di carattere pubblico e sanitario \u2013 fossero semplicemente un attentato alla identit\u00e0 e alla tradizione. Si usano le novit\u00e0 elaborate dalla riforma a partire dal 1950, sulla base non solo di antichi documenti, ma anche di nuove evidenze tecnologiche, culturali e teologiche, come se fossero dati arcaici e intoccabili, che la Chiesa da sempre avrebbe osservato. Ma non \u00e8 cos\u00ec: la logica &#8220;trasgressiva&#8221; dei riti esige un altro approccio, mentre la Veglia pasquale e la Messa di mezzanotte vengono\u00a0 ridotte in questo modo a mere \u201coccasioni disciplinari e apologetiche\u201d: notte buia allora, notte buia oggi.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Una preziosa occasione di approfondimento del dibattito oggi in corso sulla cosiddetta \u201cMessa della Mezzanotte\u201d di Natale ci viene offerta da un articolo di quasi 10 anni fa, ad opera di Nicola Giampietro, (\u201cO&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16558"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16558"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16560,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16558\/revisions\/16560"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}