{"id":16541,"date":"2020-11-29T08:48:03","date_gmt":"2020-11-29T07:48:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16541"},"modified":"2020-11-29T08:48:14","modified_gmt":"2020-11-29T07:48:14","slug":"vigilanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/vigilanza\/","title":{"rendered":"Vigilanza"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">I DOMENICA DI AVVENTO B<\/p>\n<p align=\"right\">Is 63,16-17.19; 64, 1-7; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vigilate! \u00c8 la parola di Ges\u00f9 con cui iniziamo questo tempo di Avvento. \u00c8 l\u2019ultima parola che Ges\u00f9 lascia ai suoi discepoli e a tutti nel Vangelo di Marco nell\u2019imminenza dei racconti della passione (Mc 13,37), prima del suo ingresso a Gerusalemme. \u00c8 questa la parola che Ges\u00f9 affida ai suoi discepoli per il tempo che essi dovranno vivere durante i \u00abgiorni duri\u00bb della sua passione (Mc 14,34.37.38), ma anche per tutto il tempo \u00abdell\u2019assenza dello sposo\u00bb, dalla sua Pasqua fino al suo ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prima lettura (Is 63,16-17.19;64,1-7) troviamo un accorato appello rivolto a Dio affinch\u00e9 \u00abritorni\u00bb. Il profeta si appella a Dio in forza del suo comportamento nella storia: \u00abtu sei nostro Padre, da sempre ti chiami nostro redentore\u00bb. Se il brano del Vangelo \u00e8 un invito alla vigilanza, quindi ad una disposizione che viene richiesta ai credenti, la prima lettura ricorda che c\u2019\u00e8 un\u2019opera di Dio che precede tutto e che fonda la vigilanza: la sua fedelt\u00e0. Vana sarebbe la nostra vigilanza, se Dio non fosse da sempre nostro padre. La seconda lettura (1Cor 1,3-9) \u00e8 un rendimento di grazie dell\u2019Apostolo per l\u2019opera di Dio nella vita della comunit\u00e0 che aspetta \u00abla manifestazione del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u00bb. La vigilanza \u00absino alla fine\u00bb, la \u00absaldezza\u00bb come la chiama Paolo, non \u00e8 semplicemente il frutto dell\u2019impegno dei credenti, ma \u00e8 opera di Dio, per la quale occorre essere grati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tre testi della liturgia della Parola di questa prima domenica di Avvento dell\u2019anno B concorrono a comprendere una parola fondamentale per la vita cristiana, che forse abbiamo in parte dimenticato, sebbene sia spesso sulle nostre labbra. Ripercorriamo allora il testo del Vangelo per comprende il messaggio della liturgia di questa domenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Signore che ritorner\u00e0 nel brano evangelico di Marco \u00e8 paragonato ad un padrone partito per un lungo viaggio il cui ritorno rimane sconosciuto ai suoi servi che nel frattempo devono custodire la sua casa. Partendo, il padrone ha affidato ai suoi servi una responsabilit\u00e0: ad ognuno dei suoi servi il padrone ha affidato il suo compito. Ognuno ha un compito nella casa del padrone e nessuno si pu\u00f2 sostituire ad un altro nello svolgimento della responsabilit\u00e0 affidatagli dal suo signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ritorno del padrone nessuno lo pu\u00f2 prevedere. Si tratta di un tempo indeterminato, che non spetta a nessuno conoscere. Ogni servo deve fare il proprio dovere indipendentemente dal ritorno del padrone. Egli infatti pu\u00f2 arrivare \u00aballa sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino\u00bb! (Mc 13,35). Sono questi i riferimenti temporali che il racconto di Marco ci fornice. Ad una prima lettura questi i riferimenti temporali potrebbero sembrare semplicemente il rimando ad un tempo indeterminato. Potrebbero servire unicamente per sottolineare che nessuno sa quando il padrone di casa ritorner\u00e0. Tuttavia, se li leggiamo con attenzione nel contesto del racconto di Marco, queste \u00abore\u00bb della notte non sono casuali. Infatti, le ritroviamo identiche nel racconto della passione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il padrone potrebbe venire \u00aballa sera\u00bb quando Giuda, uno dei suoi discepoli per denaro consegna Ges\u00f9 nelle mani dei suoi avversari, di chi attenta alla sua vita (Mc 14,17). Il padrone potrebbe ritornare \u00aba mezzanotte\u00bb nel cuore delle tenebre e dell\u2019oscurit\u00e0 quando Ges\u00f9 si trover\u00e0 giudicato (Mc 14,60-62) dal sinedrio, davanti al sommo sacerdote. Il padrone di casa potrebbe venire \u00abal canto del gallo\u00bb quando anche l\u2019amico in cui confidava (Sal 40,10), Pietro, per tre volte lo rinnega e davanti agli uomini non lo riconosce (Mt 10,33)! Infine, il padrone di casa potrebbe ritornare \u00abal mattino\u00bb quando i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, lo consegnano nelle mani di Pilato (Mc 15, 1), affidandolo ad un tribunale pagano (cfr. E. Bianchi, <i>Il Vangelo di Marco<\/i>, Qiqajon, Magnano (BI) 1984, 249). Come si vede queste indicazioni temporali che Marco elenca non sono altro che le tappe della passione di Ges\u00f9. La sua passione tuttavia non \u00e8 unicamente quella storica che egli ha vissuto e che i suoi discepoli hanno attraversato. La sua passione continua nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Cos\u00ec questa ultima parola di Ges\u00f9 \u00e8 diventata parola capace di interpretare ogni momento del presente dei suoi discepoli di tutti i tempi, che sempre \u00aballa sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino\u00bb (Mc 13,35) corrono il rischio di tradirlo, di giudicarlo, di rinnegarlo, di condannarlo. Ecco la \u00abvigilanza\u00bb. Non \u00e8 l\u2019atteggiamento disincarnato di chi attende chiss\u00e0 quale venuta alla fine dei tempi del Signore, ma quello di chi sa discernere la sua venuta, la sua presenza nella passione che continua nella storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abVigilate\u00bb non \u00e8 quindi una parola da conservare gelosamente perch\u00e9 torni utile in un lontano futuro\u2026 ma \u00e8 una parola che accompagna ogni passo della vita dei discepoli che camminano dietro il loro Maestro nel difficile tempo della passione e nel difficile tempo dell\u2019assenza dello sposo, che \u00e8 anche tempo dell\u2019incontro, della perseveranza e delle fedelt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo grido di Ges\u00f9, che apre il tempo di Avvento non \u00e8 affermazione di una semplice assenza, ma indizio di una presenza nascosta nelle sere, nelle notti, all\u2019aurora, nelle mattine dei giorni dell\u2019uomo. Una presenza che pu\u00f2 diventare incontro &#8211; appunto Avvento! &#8211; perch\u00e9 \u00abora \u2013 ci dice la liturgia dell\u2019Avvento \u2013 egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo\u2026 perch\u00e9 lo accogliamo!\u00bb. \u00c8 l\u2019annuncio di questa prima parola d\u2019Avvento, che \u00e8 anche l\u2019ultima parola lasciata da Ges\u00f9 ai suoi discepoli. Parola che crea incontri nel tempo dell\u2019assenza, parola che annuncia: \u00abDio non \u00e8 l\u00e0, \u201cegli viene\u201d, atteso fino all\u2019ultimo giorno, sorprendendo sempre i desideri che lo annunciano\u00bb (Michel De Certau).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma in tutto questo noi non simo i soli protagonisti. L\u2019attesa non \u00e8 unicamente uno sforzo umano. Isaia ci dice che la venuta di Dio va invocata: \u00e8 un dono da ricevere che si fonda sulla fedelt\u00e0 di un Dio che \u00e8 Padre. Paolo, d\u2019altro canto, ci ricorda che solo il Signore ci pu\u00f2 rendere \u00absaldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u00bb. L\u2019impegno della vigilanza nasce dal dono della fedelt\u00e0 di Dio che \u00e8 nostro padre, che non abbandona chi confida in lui. Solo se Dio squarcia i cieli &#8211; \u00abSe tu squarciassi i cieli e scendessi!\u00bb, noi potremo essere vigilanti, per poterlo incontrare \u00aballa sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino\u00bb, nella passione del mondo, fino all\u2019incontro con il Signore che viene!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DOMENICA DI AVVENTO B Is 63,16-17.19; 64, 1-7; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37 \u00a0\u00a0 Introduzione Vigilate! \u00c8 la parola di Ges\u00f9 con cui iniziamo questo tempo di Avvento. \u00c8 l\u2019ultima parola che Ges\u00f9 lascia ai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[534,13,224],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16541"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16541"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16543,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16541\/revisions\/16543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}