{"id":16531,"date":"2020-11-28T16:10:40","date_gmt":"2020-11-28T15:10:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16531"},"modified":"2020-11-28T16:27:35","modified_gmt":"2020-11-28T15:27:35","slug":"lavorare-il-giardino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lavorare-il-giardino\/","title":{"rendered":"Lavorare il giardino"},"content":{"rendered":"<p>Nel pieno della peggior crisi finanziaria USA divenuta mondiale, Giovanni Arrighi riedita nel 2009 <em>The Long Twentieth Century<\/em> [Verso 1994], con poscritto: \u00abin tutti i casi storici, l\u2019espansione mondiale del commercio e della produzione rappresenta un mero strumento, diretto soprattutto ad accrescere il valore del capitale; e tuttavia nel corso del tempo, tale espansione tende a far diminuire il saggio di profitto, decurtando cos\u00ec il valore del capitale. Grazie alla loro persistente centralit\u00e0 nelle reti dell\u2019alta finanza, i centri di organizzazione gi\u00e0 affermati sono nella posizione migliore per volgere a proprio vantaggio la sempre pi\u00f9 intensa concorrenza per il capitale mobile, cos\u00ec da ripristinare i propri profitti e il proprio potere a spese del resto del sistema. Da questo punto di vista la restaurazione dei profitti e del potere statunitense negli anni novanta del Novecento segue un modello che ha contrassegnato il capitalismo mondiale fin dalle sue origini. La questione tuttora aperta \u00e8 se a questa restaurazione succeder\u00e0, come \u00e8 stato in passato, una sostituzione del regime ancora dominante (gli Stati Uniti) con un altro\u00bb. \u00abLa disfatta del \u2018Progetto per un nuovo secolo americano\u2019 dei neoconservatori si \u00e8 risolto nella crisi terminale dell\u2019egemonia statunitense, cio\u00e8 nella sua trasformazione in puro dominio. Al tempo stesso, la principale conseguenza indesiderata della invasione dell\u2019Iraq \u00e8 stata una tendenza pi\u00f9 consolidata dell\u2019economia globale a spostare il proprio baricentro in Asia orientale e, all\u2019interno dell\u2019Asia orientale, in Cina. Se \u00e8 vero che questa variazione geografica deve ancora creare le condizioni per una rinnovata espansione materiale dell\u2019economia mondiale, non si pu\u00f2 escludere che prima o poi lo possa fare\u00bb [tr.it. <em>Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo<\/em>, il Saggiatore 2014, pp. 400-401]. \u00abIl tipo di biforcazione tra potere militare (statunitense) e potere economico (dell\u2019Asia orientale) che abbiamo potuto osservare dagli anni ottanta non ha precedenti negli annali della storia del capitalismo. La biforcazione ha sottratto all\u2019Occidente uno dei due fattori basilari della sua fortuna nel corso dei precedenti 500 anni: il controllo dei capitali eccedenti. \u00c8 altrettanto importante notare che, se in futuro la Cina o l\u2019Asia orientale dovessero diventare egemoni, sarebbe un\u2019egemonia molto diversa da quella occidentale degli ultimi 500 anni\u00bb [ivi, p. 403].<br \/>\n\u00abBench\u00e9 gli Stati Uniti rimangano di gran lunga lo stato pi\u00f9 potente del mondo, oggi quello che intrattengono con il resto del pianeta pu\u00f2 essere descritto al meglio come un rapporto di \u2018dominio senza egemonia\u2019. Questa trasformazione \u00e8 nata non dall\u2019emergere di nuove potenze aggressive, ma dalla resistenza statunitense all\u2019adattamento e alla conciliazione\u00bb [ivi, p. 407]. Edmund Phelps, Nobel economia 2006, ci fa capire: straordinaria prosperit\u00e0 economica, progresso, mobilit\u00e0 socio-economica sono anche europee; \u00abno, il sogno americano \u00e8 contraddistinto dalla speranza di \u2018realizzare qualcosa\u2019 con risorse e intuizioni personali, esplorando l\u2019ignoto. Conta il risultato, non il successo sugli altri (non si vuole essere i soli a riuscire). E il processo contava senza dubbio pi\u00f9 del risultato\u00bb. \u00abDa inizio XIX a met\u00e0 XX secolo, gli americani hanno sperimentato la saggezza dei filosofi europei, Montaigne, Voltaire, Hegel e Nietzsche, filosofo dell\u2019appagamento personale molto noto in USA: la vita felice \u00e8 agire nel mondo per \u2018abbellire il proprio giardino\u2019, non per il proprio salvadanaio\u00bb [\u00abLa r\u00e9ussite, le vrai moteur du r\u00eave americain\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 14\/09\/17, p. 7]. In <em>Candide<\/em>, Voltaire conclude che per mangiare canditi bisogna \u2018coltivare il giardino\u2019. Il lavoro vince noia, vizio, bisogno, ma il giardino \u00e8 anche civilt\u00e0 e progresso condivisi, cura spirituale. La pandemia negata da Trump \u00abha colpito in modo particolarmente duro i latino-americani. Potremmo chiederci se certe sventure \u2013 la sparatoria razzista di massa a El Paso o la fallimentare risposta all\u2019uragano a Puertorico \u2013 ci sarebbero state con un altro presidente. Ma non tutti gli apatici latino-americani si sentono vittime di Trump. \u201cPu\u00f2 costruire il suo fottuto muro, io sono gi\u00e0 da questa parte\u201d dice Peter Macedo, muratore che non ha mai votato\u00bb [\u00abBetter hombres. Latino men are a bright spot in Donald Trump\u2019s faltering campaign\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, online, 27\/10\/20]. Peter Macedo, glebae adscriptus, zolla del suo giardino.<br \/>\n<strong>Coltivare il giardino<\/strong>. Per Cina, Russia e Trump vale <em>La soluzione<\/em> registrata da Bertolt Brecht nella poesia sulla rivolta di Berlino del 17 giugno 1953: \u00abNon sarebbe\/ pi\u00f9 semplice allora che il governo\/ sciogliesse il popolo e\/ ne eleggesse un altro?\u00bb [<em>Poesie 1933-1956<\/em>, Einaudi 1977, p. 665]. E l\u2019Europa? \u00abPutin la indebolisce sostenendone le forze divisive in tutti i modi. Interessati come sempre alla sua dipendenza economica e militare, con Trump gli USA tentano di farla a pezzi. La sfida che lanciano i dirigenti cinesi \u00e8 meno visibile, non meno pericolosa. Hanno dichiarato guerra all\u2019Europa. \u00c8 guerra politica giocata sui principi. In Cina \u00e8 guerra aperta. Ormai \u00e8 proibito elogiare i \u2018valori occidentali\u2019. Pericoloso anche solo evocarli. Senza Stato di diritto, giustizia indipendente e libera stampa, il divieto \u00e8 una minaccia: le conseguenze dipendono dal volere di polizia e autorit\u00e0 che agiscono nel modo utile pi\u00f9 duro. I \u2018valori occidentali\u2019 sono democrazia, libert\u00e0, separazione dei poteri, diritti dell\u2019uomo. All\u2019Europa i dirigenti cinesi invece fanno una guerra non dichiarata, pensata per produrre effetti nel tempo. Le due guerre fanno parte di una strategia pi\u00f9 generale con un duplice fine: screditare, in Cina anzitutto e ovunque, le idee suscettibili di rimettere in questione la dittatura del partito e mettere le mani su tutte le risorse di cui la Cina ha bisogno per divenire la potenza dominante e restarlo\u00bb [Jean Fran\u00e7ois Billeter, <em>Demain l\u2019Europe<\/em>, Allia 2019, pp. 8-9]. \u00abPer riprendere l\u2019iniziativa e agire, l\u2019Europa deve darsi una forma politica nuova\u00bb e \u00abavere un progetto. A differenza di Cina, Russia e Stati Uniti, che tuttora si considerano nazioni e agiscono come potenze nazionaliste, l\u2019Europa non \u00e8 nazione n\u00e9 lo sar\u00e0 mai. Il suo progetto deve dunque essere di altra natura\u00bb [ivi, pp. 9-10].<br \/>\nPer il sinologo Billeter, \u00abse gli europei vogliono avere un futuro, devono proclamarsi cittadini d\u2019una repubblica europea. Si daranno cos\u00ec lo strumento per avere il controllo sul loro comune destino. Rivoluzione importante come quella del 1789, ma preparata e concertata\u00bb. \u00abSe gli europei un giorno si proclamano cittadini di una repubblica, nessuna potenza potr\u00e0 impedirlo. Alcuni vorranno dividerli, li sosterranno altri, perch\u00e9 questa rivoluzione riguarda il mondo intero. Capiamoci. \u2018Rivoluzione\u2019 qui non significa rovesciare un potere stabilito a profitto di uno nuovo, n\u00e9 vittoria di una classe sociale su un\u2019altra n\u00e9, secondo un\u2019interpretazione pi\u00f9 antica, un periodico rivolgimento. Essa designa un atto fondatore politico nato dalla decisione di tutti di esercitare la propria libert\u00e0 insieme. Cicerone ci d\u00e0 la formula di questo atto inaugurale: \u201cLa repubblica (res publica) \u00e8 la cosa (res) del popolo (publica); ma un popolo non \u00e8 assembramento qualsiasi di gente riunita non importa come; \u00e8 raccolta di una moltitudine di persone associate in virt\u00f9 di un accordo sul diritto e di una comunit\u00e0 di interessi\u201d [<em>De re publica, I\/XXV<\/em>]. Meditiamo questa definizione. Implica che non \u00e8 il popolo a creare la repubblica, ma la repubblica che crea il popolo\u00bb. \u00abIn quest\u2019atto sovrano creano un inizio. Si dissociano dal passato non per sminuirlo o disprezzarlo, ma perch\u00e9 non sia pi\u00f9 determinante. Senza abolirlo, se ne distaccano per agire su un nuovo piano\u00bb [Billeter, cit., p. 12]. \u00c8 il nostro giardino.<br \/>\nTitolare della cattedra sull\u2019Unione Europea al Conservatoire National des arts et m\u00e9tiers, Nicole Gnesotto indica le strategie possibili: quella dello struzzo \u00e8 pericolosa perch\u00e9 il mondo \u00e8 pi\u00f9 veloce dell\u2019UE; quella del cigno nero lo \u00e8 perch\u00e9 la cecit\u00e0 culturale e di interessi impedisce sia di prevedere un evento dirompente sia di farvi fronte, come in Brexit; resta la strategia del canguro. \u00ab\u00c8 difficile oggi, specie per i giovani, giustificare l\u2019Europa per paura della guerra e la necessit\u00e0 di riconciliare Francia e Germania\u00bb. \u00abLo \u00e8 altrettanto giustificarla con la necessit\u00e0 di riconciliare Est e Ovest, come a fine anni 1980\u00bb [<em>L\u2019Europe indispensable<\/em>, CNRS Editions 2019, p. 54]. \u00abL\u2019Europa \u00e8 soprattutto il livello pi\u00f9 importante per rispondere alle sfide della globalizzazione. Pur gloriose, le nazioni europee sono troppo piccole\u00bb; \u00abdi fatto, il calcolo della potenza complessiva degli europei fa indiscutibilmente dell\u2019UE una delle pi\u00f9 grandi potenze del mondo\u00bb [ivi, p. 55]. \u00abLe nazioni sono indispensabili sul piano della identit\u00e0: ci si sente francesi, portoghesi, sloveni prima che europei e cos\u00ec sar\u00e0 ancora per lungo tempo. Ma il quadro nazionale non funziona pi\u00f9\u00bb [ivi, p. 56]. \u00abCon tutti i difetti e insufficienze, l\u2019Europa \u00e8 il livello pi\u00f9 idoneo per lottare contro le sfide globali di questo mondo globalizzato. Anzi, \u00e8 ora la vera condizione di rendimento delle nazioni\u00bb. \u00abIn altre parole, va da s\u00e9. Insieme gli europei possono contare. Divisi, ogni nostra nazione subir\u00e0 il mondo e entrer\u00e0 furtivamente nell\u2019oblio della storia. Ma contare per fare che cosa? \u00c8 l\u2019altro motivo dell\u2019indispensabilit\u00e0 dell\u2019Europa: difendere il nostro modello di vita e societ\u00e0. Gli europei hanno infatti inventato lungo i secoli un impareggiabile mondo politico, su un trinomio vincente: democrazia, liberalismo, welfare condiviso\u00bb [ivi, p. 57].<br \/>\nMa in USA \u00abnel 2015 due economisti di Princeton, Anne Case e Angus Deaton, hanno pubblicato in <em>Proceedings of the National Academy of Sciences<\/em> l\u2019analisi, divenuta ineludibile, dell\u2019aumento dopo il 2000 della mortalit\u00e0 dei \u2018bianchi non ispanici\u2019 45-54enni, regressione storica. Inattesi e sempre pi\u00f9 numerosi \u2013 \u2018di troppo\u2019 \u2013 per Case e Deaton sono \u2018morti di disperazione\u2019. Specie tra i meno istruiti, domina e aumenta di anno in anno la mortalit\u00e0 per suicidio, overdose di droga o medicinali. Al punto che riduce la speranza di vita in USA. Stagnante dal 2010, scende tra il 2014 e il 2017. Secondo molti analisti \u00e8 in queste frange della popolazione bianca declassata \u2013 <em>disperata<\/em> \u00e8 la parola \u2013 che Trump recluta gran parte del suo elettorato\u00bb. <em>\u00abL\u2019aumento della mortalit\u00e0 dei quadragenari bianchi va di pari passo con un aumento di morbilit\u00e0, specie una perdita di salute fisica e mentale, e dolori cronici\u00bb<\/em>, scrivono i due economisti\u00bb [St\u00e9phane Foucart, \u00abDu d\u00e9sespoir en Am\u00e9rique\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 8-9\/11\/2020, online]. \u00c8 cos\u00ec che \u00abil 47% degli elettori vota Trump, anche se solo il 19,2% degli statunitensi pensa che nella pandemia Trump tenga conto delle evidenze scientifiche [\u00abDaily chart. Are governments following the science on Covid-19?\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, 11\/11\/20, online].<br \/>\nSenza il trinomio europeo di democrazia, liberalismo e welfare condiviso, \u00abnel mondo il grottesco sembra al potere: Donald Trump in USA, Jair Bolsonaro in Brasile, Boris Johnson in UK, Matteo Salvini e Beppe Grillo in Italia, Narenda Modi in India, Volodymir Zelenski definitosi clown a capo dell\u2019Ucraina, Viktor Orban in Ungheria o Jimmy Morales in Guatemala\u00bb. \u00abIl \u2018buffone\u2019 \u00e8 forte perch\u00e9 si legittima screditando l\u2019azione politica\u00bb. Ma \u00abnon potrebbe accedere e stare al potere senza l\u2019aiuto di una nuova specie di consiglieri, discreti e poco ideologizzati: informatici d\u2019assalto padroni di dati e algoritmi\u00bb. \u00ab\u00c8 questa alleanza tra clown frenetico e esperto informatico a fare prosperare la tirannia dei buffoni\u00bb [Vanessa Schneider, \u00abLa m\u00e9canique du pouvoir grotesque\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 07\/10\/20, online, recensione a Christian Salmon, <em>La tyrannie des bouffons<\/em>, Les liens qui lib\u00e8rent 2020]. Il potere grottesco fa del digitale un\u2019arma di distruzione totale, come l\u2019energia atomica nella terza guerra mondiale, provvidenzialmente fredda e finita nel 1989 per la scelta europea di pace e giustizia, tuttora fattore cardine di pace globale.<br \/>\nChief-executive officer di USA Inc, Trump \u00e8 \u00abmarchio dell\u2019epoca: la tecnologia ha permesso a \u2018fatti alternativi\u2019 e altre \u2018verit\u00e0 iperboliche\u2019 alla Trump di circolare facilmente. Perci\u00f2 Dorsey e Zuckerberg sono diventati arbitri del dibattito, se non del gioco, democratico in USA (e altrove). Ma chi ha dato loro questo mandato?\u00bb [Alain Frachon, \u00abDonald Trump a plus gouvern\u00e9 avec Twitter et Facebook qu\u2019avec l\u2019\u00e9lite administrative du pays\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 6\/11\/20, online]. Il potere grottesco sembra dare corpo alla previsione di Giovanni Arrighi nel 2009: \u00abLa crisi terminale dell\u2019egemonia statunitense \u2013 se, come penso, \u00e8 quello a cui stiamo assistendo \u2013 \u00e8 un caso di \u2018suicidio\u2019 di una grande potenza di proporzioni molto maggiori rispetto a tutte le precedenti transizioni economiche\u00bb [cit., p. 407]. Robert Putnam e Michael Sandel \u00abentrambi pensano che l\u2019America ha bisogno non di meno che del recupero del senso di comunit\u00e0 e della riconsacrazione al bene comune\u00bb [\u00abAll for one. Robert Putnam and Michael Sandel diagnose America\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 14-20\/11\/20, online].<br \/>\nLezione magistrale per continuare a coltivare il nostro giardino comune europeo e globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pieno della peggior crisi finanziaria USA divenuta mondiale, Giovanni Arrighi riedita nel 2009 The Long Twentieth Century [Verso 1994], con poscritto: \u00abin tutti i casi storici, l\u2019espansione mondiale del commercio e della produzione rappresenta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16531"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16540,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16531\/revisions\/16540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}