{"id":16425,"date":"2020-11-29T18:45:25","date_gmt":"2020-11-29T17:45:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16425"},"modified":"2020-11-29T18:45:25","modified_gmt":"2020-11-29T17:45:25","slug":"canta-e-cammina-amicizia-e-teologia-tre-anni-dopo-il-saluto-a-giampiero-bof","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/canta-e-cammina-amicizia-e-teologia-tre-anni-dopo-il-saluto-a-giampiero-bof\/","title":{"rendered":"&#8220;Canta e cammina&#8221;: amicizia e teologia. Tre anni dopo il saluto a Giampiero Bof"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagobof.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13086\" alt=\"imagobof\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imagobof.jpg\" width=\"100\" height=\"146\" \/><\/a><\/p>\n<p>(30.11.2017 &#8211; 30.11.2020)<\/p>\n<p>Vorrei parlare della amicizia in teologia. Non semplicemente della amicizia tra i teologi o dei teologi amici, ma della importanza, nel campo dello studio teologico, di una amicizia coltivata e curata, in nome dell&#8217;oggetto stesso della ricerca e del servizio che la teologia deve prestare proprio a tale oggetto. E vorrei partire dalle ultime parole con cui Severino Dianich, tre anni fa, salutava a Cogoleto, nella messa di commiato, la vita giunta a pienezza del suo amico Giampiero Bof. Citava un testo potente di Agostino, che \u00e8 una meditazione sull&#8217;Allelujia, fatta proprio &#8220;sub specie amicitiae&#8221;. Ecco le parole che risuonarono allora sulla bocca dell&#8217;amico, in una Chiesa piena di amici:<\/p>\n<p>&#8221;\u00a0L\u00e0 nessuno ci sar\u00e0 nemico, l\u00e0 non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui per\u00f2 nell&#8217;ansia, mentre lass\u00f9 nella tranquillit\u00e0. Qui cantiamo da morituri, lass\u00f9 da immortali. Qui nella speranza, lass\u00f9 nella realt\u00e0. Qui da esuli e pellegrini, lass\u00f9 nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. Canta, ma cammina. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia. Canta e cammina. Che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santit\u00e0&#8230; Se progredisci \u00e8 segno che cammini, ma devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede, devi progredire nella santit\u00e0. Canta e cammina.&#8221;<\/p>\n<p>Le parole di Agostino ci consentono di fare memoria di un amico e di pensare la sua amicizia, anche oggi, come una condizione decisiva per fare teologia. Teologia, in fondo, non \u00e8 altro che preparare le condizioni, storiche e vitali, per pregustare un mondo in cui &#8220;nessuno ci sar\u00e0 nemico, e non perderemo mai nessun amico&#8221;. In un mondo in cui non mancano i nemici e in cui si perdono grandi amici, questa \u00e8 una parola forte, dolce e insieme dura, consolante ed anche assai esigente. Nella immagine di Agostino, \u00e8 il darsi, insieme, di canto e cammino. Possiamo gi\u00e0 cantare ma abbiamo ancora da camminare. Non possiamo solo cantare, ma non possiamo nemmeno solo camminare. Nel canto siamo tutti amici, nel cammino abbiamo ancora nemici. Nel cammino perdiamo gli amici, ma nel canto non abbiamo pi\u00f9 nemici.<\/p>\n<p>L&#8217;amico Giampiero contempla la luce del volto di Dio e canta nella gloria. Non deve pi\u00f9 camminare. Ha camminato per le vie della fede, della chiesa, della teologia, della musica. Ha camminato per le strade della amicizia. Ha cercato l&#8217;Amico tanto atteso, tanto studiato, tanto pregato, tanto cantato. E lo ha trovato nelle cose grandi e nelle cose piccole, nella musica e nell&#8217;arte, nei romanzi e nei salmi, nella cucina e nella boxe, nella lingua tedesca o nel latino o nel ligure stretto di sua madre. E&#8217; stato amico e ha conosciuto anche la inimicizia. Ha avuto amici e ha avuto nemici. Ma ha affrontato la amicizia con slancio, con forza, con dedizione, con preghiera, con pazienza e ha sofferto la inimicizia, che lo amareggiava e lo feriva. &#8220;L\u00e0 nessuno ci sar\u00e0 nemico, l\u00e0 non perderemo mai nessun amico&#8221;. Giampiero gode ora di questo recupero pieno di tutte le amicizie che la vita sembra rapire, insieme alla piena reintegrazione di tutte le inimicizie che la vita sembra imporre e sigillare. Tramonta la inimicizia e permane solo la amicizia. Di questo, con il suo tono inconfondibile, e con la forza del suo animo, Giampiero ci ha sempre parlato. Forse non ci ha parlato d&#8217;altro. E continua a farlo, in modo nuovo, in tutti gli amici che troviamo e in tutte le inimicizie che superiamo. Perch\u00e9 sappiamo cantare le amicizie che ci sollevano e camminare oltre le inimicizie che ci atterrano. Possiamo farlo con lui, grazie al suo tono e dietro al suo passo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(30.11.2017 &#8211; 30.11.2020) Vorrei parlare della amicizia in teologia. 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