{"id":16380,"date":"2020-11-14T11:41:09","date_gmt":"2020-11-14T10:41:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16380"},"modified":"2020-11-14T11:41:09","modified_gmt":"2020-11-14T10:41:09","slug":"in-poche-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/in-poche-cose\/","title":{"rendered":"In poche cose"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31 \/ Sal 127; 1Ts 5, 1-6; Mt 25, 14-30<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Vangelo di Matteo (Mt 25,14-30), dopo la parabola delle dieci vergini, che abbiamo letto domenica scorsa, troviamo un&#8217;altra parabola: quella detta \u00abdei talenti\u00bb. In fondo si tratta di un altro modo di Matteo per parlare di come vivere \u00abil frattempo\u00bb, cio\u00e8 il tempo che va dalla morte e risurrezione del Signore fino al suo ritorno. Questo tempo \u00e8 descritto da Matteo come un tempo nel quale non si deve vivere \u00abcon le mani in mano\u00bb, ma occorre un impegno attivo, che non significa tuttavia un atteggiamento moralistico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interessante l\u2019uso del verbo \u00abconsegnare\u00bb (<i>paradidomi<\/i>). \u00c8 infatti il verbo della tradizione. Per il Vangelo, quindi, non c\u2019\u00e8 autentica tradizione se ci si accontenta di custodire gelosamente e passivamente ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto, se lo si sotterra. Vera tradizione \u00e8 \u00abinvestire\u00bb ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto per poterlo \u00abriconsegnare\u00bb arricchito e vivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda la prima lettura (Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31), siamo alla fine del libro dei Proverbi e in poemetto alfabetico (ogni versetto inizia con una lettera dell\u2019alfabeto ebraico) dove si descrive l\u2019immagine della donna, secondo la vita del tempo. \u00c8 interessante notare che la donna perfetta \u00e8 descritta con le medesime caratteristiche della Sapienza personificata nei capp. 1-9 dei Proverbi. \u00c8 come se la donna per l\u2019uomo fosse come la Sapienza per i suoi discepoli: un tesoro inestimabile. Sembra che il libro trasporti nella dimensione privata e intima della casa e della famiglia, quella universale e pubblica della Sapienza divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella seconda lettura (1 Ts 5, 1-6)<b> <\/b>Paolo invita i Tessalonicesi alla vigilanza. Il tempo della venuta del giorno del Signore \u00e8 descritto come improvviso, ma ugualmente certo. \u00c8 significativo in questo senso il riferimento all\u2019immagine delle doglie del parto. I cristiani non devono per\u00f2 vivere nella paura e nell\u2019incertezza il tempo dell\u2019attesa, ma nella vigilanza. Questo si fonda sul fatto che essi sono figlie della luce, appartengono gi\u00e0 al tempo del compimento e al tempo della venuta del Signore, perch\u00e9 appartengono gi\u00e0 al Signore e sono membra del suo corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Descrivendo una donna \u00abforte\u00bb il libro dei Proverbi cita le cose di tutti i giorni: oggetti familiari, lavori ordinari, doti diffuse, azioni semplici. Sono gli oggetti, le occupazioni, le doti che contraddistinguevano una donna dei tempi in cui il libro dei Proverbi \u00e8 stato composto. Si parla di una persona su cui si pu\u00f2 fare affidamento, che d\u00e0 gioia a coloro che gli stanno intorno, alla sua famiglia. Si parla lana, di lino, di conocchia e di fuso, di abilit\u00e0 delle dita, di carit\u00e0 nei confronti dei poveri, di mani aperte nel donare. Tutte cose estremamente ordinarie che per\u00f2 rendono chi le compie un tesoro, fanno risplendere la sua vita come perle preziose.\u00a0 La vita di questa donna \u00e8 oggetto di lode perch\u00e9 tutto si compie nel \u00abtimore di Dio\u00bb (Pr 31,30), cio\u00e8 \u00absotto gli occhi di Dio\u00bb, avendo percezione costante della sua presenza: piccole e semplici cose fatte alla presenza di Dio fanno fiorire la vita e le relazioni pi\u00f9 profonde, rendono l\u2019esistenza pi\u00f9 preziosa delle perle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec per il Vangelo di Matteo il segreto del futuro sta tutto racchiuso in un semplice frammento di presente. La vigilanza per il giorno del Signore che viene si compie nella sobriet\u00e0 della vita presente dei figli della luce che non saranno sorpresi come per la venuta improvvisa di un ladro (cfr. 1Ts 5,1-6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abBravo, servo buono e fedele, sei stato fedele in poche cose, ti costituir\u00f2 su molte!\u00bb (Mt 25,21.23). La vigilanza nell\u2019attesa del padrone che tarda a venire \u00e8 chiamata dal vangelo \u00abfedelt\u00e0 in poche\/piccole cose\u00bb. \u00c8 questa la parola che Matteo rivolge alle sue comunit\u00e0 incerte e divise sul modo di vivere il lungo tempo dell\u2019attesa. La comunit\u00e0 diviene accogliente verso il Signore che attende alla fine della storia se sa vivere nella fedelt\u00e0 il presente. Cos\u00ec il segreto del futuro sta tutto racchiuso in un semplice frammento di presente. L\u2019attesa del futuro, dell\u2019incontro con lo sposo che tarda a venire non \u00e8 autentica attesa, non \u00e8 vigilanza, se non sa riempire di senso e di frutti il presente non fa risplendere la vita di una preziosit\u00e0 superiore a quella delle perle. La timorosa attesa che ci conduce a divenire custodi paurosi e gelosi dei nostri tesori, insieme al presente, ci fa mancare anche all\u2019incontro futuro che attendiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Matteo guarda alla sua comunit\u00e0 e la invita a mettersi in gioco nella storia, ha trafficare i suoi doni, a non chiudersi in una mentalit\u00e0 settaria che finisce per condannare tutto ci\u00f2 che sta fuori: il cristiano \u00e8 chiamato nel lungo tempo della assenza del suo Signore, dell\u2019attesa dello sposo, alla fedelt\u00e0 \u00abnelle poche\/piccole cose\u00bb della vita degli uomini, che nello stesso tempo sono ricchezza inestimabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al servo che \u00abper timore\u00bb \u00e8 andato a sotterrare nel campo il talento che gli \u00e8 stato affidato dal padrone partito per un lungo viaggio \u00e8 riservato un rimprovero molto duro: \u00abServo malvagio e infingardo\/pigro, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso\u00bb (Mt 25,26). Per lui non c\u2019\u00e8 che condanna: \u00abfuori nelle tenebre\u00bb, luogo dove sar\u00e0 \u00abpianto e stridore di denti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cristiano non pu\u00f2 non sporcarsi le mani nella storia degli uomini, perch\u00e9 proprio l\u00ec e solo l\u00ec pu\u00f2 seguire il suo Maestro, pu\u00f2 cogliere il futuro che gi\u00e0 si rivela. Dice Giovanni Climaco che \u00abil Cristiano \u00e8 imitazione di Cristo in parole, opere e pensieri\u00bb (<i>La scala<\/i>, I,7). Quelle strade che Ges\u00f9 ha percorso, quel lavoro che Ges\u00f9 ha fatto con le sue mani, quegli incontri che egli ha vissuto, quelle guarigioni\/liberazioni che egli ha operato, quelle piccole e semplici cose che egli ha amato, sono le strade, i lavori, gli incontri, le liberazioni, le piccole e semplici cose che rendono accoglienza di futuro e di pienezza la vita dei suoi discepoli nel tempo dell\u2019attesa. Forse \u00e8 proprio perch\u00e9 non si sa vivere la fedelt\u00e0 nel presente, che la nostra vita \u00e8 cos\u00ec poco vigilante e cos\u00ec poco segnata dall\u2019attesa dello sposo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec Matteo dipinge l\u2019atra faccia della vigilanza! Occorre la sapienza delle vergini prudenti che hanno portato in piccoli vasi l\u2019olio della Parola che si fa carne nella storia degli uomini ed elle donne, nella sequela del Signore nel tempo. Ma occorre anche la fedelt\u00e0 di chi nel lungo tempo dell\u2019attesa non si chiude in un disincarnato distacco dal mondo, e non teme di mettere in gioco i beni che gli sono stati affidati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo cos\u00ec, infatti, ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto pu\u00f2 crescere, fino a raddoppiare: il servo fedele \u00e8 come il \u00abterreno buono\u00bb dove il seme gettato porta frutto \u00abdove il cento, dove il sessanta, dove il trenta\u00bb (Mt 13,8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una pagina di vangelo, che noi spesso crediamo parli di che cosa accadr\u00e0 in futuro, ci sorprende e parla del tempo presente. Una pagina che ci rivela il volto di un Dio che non ha abbandonato la storia degli uomini in attesa di ritornare un giorno lontano per giudicare, ma il volto di un Dio che ha lasciato tra i solchi della storia i semi del futuro e nella finitudine delle piccole cose lo splendore del compimento e della pienezza. Un pagine che ci rivela che il segreto del futuro sta tutto racchiuso in un semplice frammento di presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A) Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31 \/ Sal 127; 1Ts 5, 1-6; Mt 25, 14-30 &nbsp; Introduzione Nel Vangelo di Matteo (Mt 25,14-30), dopo la parabola delle dieci vergini, che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,13,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16380"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16381,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380\/revisions\/16381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}