{"id":16324,"date":"2020-11-10T10:26:24","date_gmt":"2020-11-10T09:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16324"},"modified":"2020-11-10T10:26:24","modified_gmt":"2020-11-10T09:26:24","slug":"i-diritti-dei-cristiani-e-il-bene-di-tutti-un-comunicato-e-una-lettera-da-pinerolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/i-diritti-dei-cristiani-e-il-bene-di-tutti-un-comunicato-e-una-lettera-da-pinerolo\/","title":{"rendered":"I diritti dei cristiani e il bene  di tutti. Un comunicato e una lettera da Pinerolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13471\" alt=\"Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou-213x300.jpg\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou.jpg 427w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Da Pinerolo arrivano due testi: un <\/em>Comunicato congiunto<em> della Diocesi di Pinerolo e della Chiesa Valdese, insieme ad una <\/em>Lettera<em> del Vescovo Derio. Una decisione e le sue motivazioni, in vista di una comunione pi\u00f9 grande e pi\u00f9 urgente: &#8220;<\/em>Il governo non ha chiesto a noi cristiani della zona rossa di sospendere le celebrazioni festive. Sono consapevole che abbiamo questo diritto. Ma io chiedo ai cristiani cattolici di \u201cfare volontariamente un passo indietro\u201d e di rinunciare per due domeniche a questo diritto, per contribuire ad un bene comune, cio\u00e8 il contenimento del contagio. So che \u00e8 un sacrificio grande. Ma essere cristiani non significa innanzitutto difendere i propri diritti, quanto lottare per i diritti di tutti<i>&#8220;. (Derio Olivero)<\/i><\/p>\n<p>COMUNICATO CONGIUNTO<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Come noto, il Dpcm 3 novembre 2020 introduce limitazioni pi\u00f9 stringenti in materia di contenimento e gestione dell&#8217;emergenza della pandemia da Covid-19. Il Piemonte appare nella zona rossa di queste nuove restrizioni. Tuttavia, su tutto il territorio nazionale, la celebrazione di Messe e Culti continua ad essere consentita.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Consapevoli di questo diritto riteniamo, comunque, di fare volontariamente un passo indietro, sospendendo le celebrazioni e i momenti cultuali nelle domeniche 15 e 22 novembre.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">A questa decisione siamo pervenuti congiuntamente con la volont\u00e0 di dare a questo gesto una valenza ecumenica e di testimonianza civile. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Vogliamo altres\u00ec dare un segnale di solidariet\u00e0 e vicinanza a tutti coloro che sono stati costretti a limitare drasticamente la propria attivit\u00e0 lavorativa e, nello stesso tempo, ci impegniamo a non provocare ulteriore sovraccarico al lavoro degli operatori sanitari.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Siamo infine consapevoli che sospendere le attivit\u00e0 cultuali non significa interrompere la pratica della carit\u00e0 fraterna, continuando ad impegnarci come cristiani nella solidariet\u00e0, nell\u2019ascolto, nell\u2019amore fraterno e nel seguire le persone che attraversano la dimensione della malattia e del lutto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Invitiamo tutti i fratelli e le sorelle credenti a coltivare la propria fede e la propria piet\u00e0 attraverso la lettura biblica e la preghiera personale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">Ribadiamo la nostra certezza nel fatto che il Signore continuer\u00e0 a sostenerci in questo nuovo periodo di difficolt\u00e0 e di dolore, mantenendoci nella fiducia e aperti alla speranza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">La Diocesi di Pinerolo<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Arial, serif\"><span style=\"font-size: large\">La Chiesa Evangelica di Pinerolo<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&#8212; &#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p><strong>LETTERA\u00a0del Vescovo Derio<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Carissime amiche e carissimi amici,<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><i style=\"font-size: medium;font-family: 'Times New Roman', serif;color: #222222\">a giugno, con alcuni amici, ho scritto il libro \u201cNon \u00e8 una parentesi\u201d. Allora ero quasi certo che la pandemia fosse alle spalle. In quel testo invitavo a \u201cnon sprecare\u201d ci\u00f2 che quel terribile momento ci aveva insegnato. Purtroppo siamo nuovamente nella stessa situazione: tantissimi contagi, molti in terapia intensiva, molti decessi. Gli ospedali sono pieni e molte persone con malattie gravi, magari bisognose di interventi, non possono essere ricoverate. Tutti siamo a conoscenza di persone positive, di amici o familiari ricoverati, di persone in terapia intensiva. Tutti siamo invitati a ridurre i nostri movimenti, a contenere le occasioni di assembramento. Soprattutto nei nostri territori (zona rossa). A tante persone sono richiesti sacrifici gravi per contenere il contagio: penso ai nostri giovani che non possono andare a scuola, non possono trovarsi per fare sport o per chiacchierare la sera; penso ai ristoratori e a quanti hanno dovuto chiudere le loro attivit\u00e0 lavorative. Sono sforzi enormi, richiesti per ridurre le occasioni di contagio, anche l\u00e0 dove erano stati fatti sforzi grandi per adeguarsi alle normative (penso alla scuola, ai locali pubblici e ai negozi). Il governo non ha chiesto a noi cristiani della zona rossa di sospendere le celebrazioni festive. Sono consapevole che abbiamo questo diritto. Ma io chiedo ai cristiani cattolici di \u201cfare volontariamente un passo indietro\u201d e di rinunciare per due domeniche a questo diritto, per contribuire ad un bene comune, cio\u00e8 il contenimento del contagio. So che \u00e8 un sacrificio grande. Ma essere cristiani non significa innanzitutto difendere i propri diritti, quanto lottare per i diritti di tutti. Molti mi diranno che dobbiamo difendere la nostra identit\u00e0, espressa soprattutto nella celebrazione eucaristica. Care amiche e cari amici, la nostra identit\u00e0 sta nella nostra capacit\u00e0 di seguire Ges\u00f9 Cristo, che si \u00e8 fatto dono per tutti, capace di santit\u00e0 ospitale. Lo so, abbiamo bisogno di Lui per essere dono per gli altri. In questo tempo preghiamo tutti di pi\u00f9! Ve lo chiedo in ginocchio. Preghiamo di pi\u00f9, preghiamo incessantemente per noi e per tutti, in particolare per quelli che soffrono. Riscopriamo, nella necessit\u00e0, la preghiera in casa. Troppi cristiani l\u2019hanno dimenticata. Riscopriamo la lettura della Parola, nella quale ci viene incontro Cristo stesso. Non possiamo radunarci in chiesa, ma possiamo radunarci in casa. Come sarebbe bello un momento di silenzio e di preghiera con i figli o con i nipoti! In molte case cristiane si \u00e8 persa questa cura domestica della fede. Senza la cura domestica e personale della spiritualit\u00e0, la Messa rischia di diventare un rito vuoto. Lo so che in queste domeniche ci mancher\u00e0 la dimensione comunitaria, pilastro del nostro cammino di fede! Lo so e sono felice che in noi credenti sia vivo e fecondo l\u2019aspetto comunitario. In questi giorni mi impegner\u00f2 io per primo a curare maggiormente i contatti e ad essere presente con video, streaming, messaggi, telefonate. Chiedo di fare altrettanto ai sacerdoti, ai diaconi, ai catechisti, agli animatori. Anzi chiedo a tutti i cristiani di dedicare maggior tempo alle relazioni. Il cristiano \u00e8 un creatore di relazioni all\u2019interno e all\u2019esterno della propria comunit\u00e0. Con uno slogan direi cos\u00ec: \u201cChiudiamo per aprire\u201d. Sogno una Chiesa meno ripetitiva, meno individualistica, meno autocentrata; sogno una Chiesa che si fa dialogo, che si fa relazione, che vive di relazioni, che \u00e8 capace di celebrare con genuina creativit\u00e0 la risurrezione del Signore sempre. Sogno una Chiesa che incarna l\u2019enciclica \u201cFratelli tutti\u201d, che vive il comando dell\u2019amore. La Chiesa \u00e8 \u201cCorpo di Cristo\u201d. In questo tempo vive la dimensione di \u201ccorpo lacerato\u201d nella certezza di tornare ad essere \u201ccorpo risorto\u201d. Come dice saggiamente il teologo Marco Gallo \u201cLa libert\u00e0 di culto non \u00e8 un bene assoluto, ma vive in equilibrio con una presenza evangelica nei territori e nei contesti. Soprattutto, per riportare alla questione liturgica, la libert\u00e0 di culto non coincide con il culto pubblico ad ogni costo. Bisogna aver fiducia nella liturgia, che sa aspettare i tempi opportuni, trasformarsi in gesti ancor pi\u00f9 discreti, in contatti differenti\u201d. Chiedo scusa alle persone sensibili che magari verranno scandalizzate da questa scelta. Cari amici, vi chiedo di fare questo sforzo anche per i vostri figli, o nipoti, che forse non frequentano pi\u00f9 le nostre liturgie (e son tanti, purtroppo). Loro guardano la Chiesa come un\u2019istituzione insensibile alla loro vita concreta, ai loro problemi; un\u2019istituzione chiusa nella sua dottrina, incapace di dialogo; un\u2019istituzione fuori dal tempo. Cari fratelli e sorelle, aiutiamoci a creare una Chiesa capace di parlare non solo a noi praticanti (e di una certa et\u00e0, come me), ma ancora capace di parlare ai giovani e a chi non crede. Questa \u00e8 la grande urgenza. Aiutatemi, amici credenti, a costruire il futuro. Di tutti.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"color: #222222\"> <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>+ Derio Olivero <\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Pinerolo arrivano due testi: un Comunicato congiunto della Diocesi di Pinerolo e della Chiesa Valdese, insieme ad una Lettera del Vescovo Derio. 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