{"id":16281,"date":"2020-11-06T18:06:22","date_gmt":"2020-11-06T17:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16281"},"modified":"2020-11-06T18:06:22","modified_gmt":"2020-11-06T17:06:22","slug":"de-foeminae-potestate-tertulliano-tommaso-daquino-e-papa-giovanni-xxiii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/de-foeminae-potestate-tertulliano-tommaso-daquino-e-papa-giovanni-xxiii\/","title":{"rendered":"De foeminae potestate: Tertulliano, Tommaso d&#8217;Aquino e papa Giovanni XXIII"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tertullianidebaptismo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16285\" alt=\"tertullianidebaptismo\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/tertullianidebaptismo.jpg\" width=\"190\" height=\"265\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cominciato con il libro <em>Il ministero ordinato<\/em>\u00a0 (Queriniana, 2002) di E. Castellucci, il bravo teologo e arcivescovo di Modena, che in questi mesi utilizzo per il corso sul &#8220;ordine e ministeri&#8221;, presso la facolt\u00e0 teologica del Marianum, in Roma. Egli, infatti, nel presentare la &#8220;sacerdotalizzazione&#8221; del ministero ecclesiale, fa di Tertulliano uno degli autori decisivi di questo passaggio tanto importante. In particolare risulta di estrema rilevanza il testo del <em>De Baptismo<\/em>, in cui l&#8217;autore formula, contemporanemanente, a proposito del ministro del battesimo, una duplice affermazione: ministro e &#8220;sommo sacerdote&#8221; \u00e8 il vescovo, ma possono battezzare anche presbiteri, diaconi e eccezionalmente anche laici, non per\u00f2 le donne. Pi\u00f9 di mille anni dopo, S. Tommaso d&#8217;Aquino, nella <em>Summa Theologiae<\/em>, riformula la prospettiva, modificando sia la competenza episcopale, sia il modo di temperare la esclusione delle donne. Altri 700 anni dopo Giovanni XXIII modifica ulteriormente il &#8220;criterio-chiave&#8221; con cui Tommaso aveva superato Tertulliano. Vediamo analiticamente i tre passaggi, che possono insegnarci che cosa \u00e8 la tradizione ministeriale, quale servizio ad essa possa rendere la teologia e come possano essere valorizzate oggi le donne nel servizio ecclesiale.<\/p>\n<p><strong>a) Tertulliano e la esclusione delle donne dal ministero del battesimo<\/strong><\/p>\n<p>Ecco il testo del\u00a0<em>De Baptismo, cap. 17.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Superest ad concludendam materiolam de observatione<\/em><br \/>\n<em>quoque dandi et accipiendi baptismi commonefacere. Dandi<\/em><br \/>\n<em>quidem <strong>summum habet ius summus sacerdos, si qui est episcopus<\/strong>:\u00a0<\/em><em>dehinc presbyteri et diaconi, non tamen sine episcopi auctoritate,\u00a0<\/em><em>propter ecclesiae honorem quo salvo salva pax est.<\/em><em>[2] alioquin\u00a0<\/em><em>etiam laicis ius est: &#8216;quod enim ex aequo accipitur ex aequo<\/em><em>dari potest; nisi episcopi iam aut presbyteri aut diaconi vocabuntur\u00a0<\/em><em>discentes domini: id est, ut sermo non debet abscondi ab ullo,\u00a0<\/em><em>proinde et baptismus segue dei census ab omnibus exerceri\u00a0<\/em><em>potest&#8217;. sed quanto magis laicis disciplina verecundiae et\u00a0<\/em><em>modestiae incumbit cum ea [quae] maioribus competat, ne sibi\u00a0<\/em><em>adsumant [dicatum] episcopi officium. episcopates aemulatio\u00a0schismatum mater est. omnia licere dixit sanctissimus apostolus\u00a0<\/em><em>sed non omnia expedire. [3] sufficit scilicet in necessitatibus [ut]\u00a0\u00a0<\/em><em>utaris sicubi aut loci aut temporis aut personae condicio compellit:\u00a0<\/em><em>tunc enim constantia succurrentis excipitur cum urguetur\u00a0<\/em><em>circumstantia periclitantis, quoniam reus erit perditi hominis si\u00a0<\/em><em>supersederit praestare quod libere potuit. [4] <strong>petulantia autem\u00a0\u00a0<\/strong><\/em><strong><em>mulieris quae usurpavit docere utique non etiam tinguendi ius\u00a0<\/em><\/strong><em><strong>sibi rapiet<\/strong>, nisi si quae nova bestia venerit similis pristinae, ut\u00a0<\/em><em>quemadmodum illa baptismum auferebat ita aliqua per se [eum]\u00a0<\/em><em>conferat. [5] quod si quae Acta Pauli, quae perperam scripta sunt,\u00a0\u00a0<\/em><em>exemplum Theclae ad licentiam mulierum docendi tinguendique\u00a0<\/em><em>defendant, sciant in Asia presbyterum qui eam scripturam\u00a0<\/em><em>construxit, quasi titulo Pauli de suo cumulans, convictum atque\u00a0<\/em><em>confessum id se amore Pauli fecisse loco decessisse. <strong>quam enim\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>fidei proximum videtur ut is docendi et tinguendi daret feminae\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>potestatem qui ne discere quidem constanter mulieri permisit<\/strong>?\u00a0<\/em><em>Taceant, inquit, et domi viros suos consulant.<\/em><\/p>\n<p>Questo testo di Tertulliano \u00e8 rilevante per due motivi: non solo perch\u00e9 per la prima volta applica in latino la terminologia del &#8220;sommo sacerdote&#8221; al vescovo, riservandogli la pienezza della competenza sul battesimo, ma anche perch\u00e9 esclude recisamente ogni possibilit\u00e0 che il battesimo possa essere amministrato da una donna. L&#8217;elenco dei &#8220;ministri&#8221; \u00e8 chiuso alla donna e comprende, in ordine, vescovo, presbitero, diacono e laici. Ogni possibilit\u00e0 di attribuire una &#8220;docendi et tinguendi feminae potestatem&#8221;\u00a0 sarebbe un vero e proprio tradimento di S. Paolo, che \u00e8 assunto qui come autorit\u00e0 somma e inaggirabile.<\/p>\n<p><strong>b) S. Tommaso d&#8217;Aquino e la differenza tra pubblico e privato<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 di 1000 anni dopo, S. Tommaso, affrontando il tema &#8220;Se la donna possa battezzare&#8221; in quel piccolo gioiello che si trova in S.Th. III, 67,4 (qui nella immagine)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SUMMAMulierBapt.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16282\" alt=\"SUMMAMulierBapt\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SUMMAMulierBapt-225x300.jpeg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SUMMAMulierBapt-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SUMMAMulierBapt-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SUMMAMulierBapt.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>ritorna al testo di Tertulliano ed elabora una rilettura diversa della tradizione ministeriale del battesimo. Esaminiamola nel dettaglio:<\/p>\n<p>a) Nel &#8220;videtur quod&#8221; Tommaso presenta le tre posizioni &#8220;negative&#8221; circa la possibilit\u00e0 del battesimo da parte di una donna. La prima posizione \u00e8 quella del Concilio di Cartagine (398) che riprende la posizione di Tertulliano. La seconda \u00e8 frutto di un ragionamento: il battesimo spetta a chi esercita la autorit\u00e0, come il sacerdote in cura d&#8217;anime, e non alla donna. Alle prime due posizioni sono collegate espressioni tratte da Paolo. La terza si fonda invece sulla esegesi offerta da S. Agostino del vangelo di Nicodemo: l&#8217;acqua della &#8220;rinascita&#8221; ha funzione di &#8220;utero femminile&#8221; e cos\u00ec il ministro deve avere per forza identit\u00e0 maschile.<\/p>\n<p>b) A fronte di queste posizioni negative, nel <em>sed contra<\/em>\u00a0Tommaso allega soltanto una posizione, autorevole, di papa Urbano, che stabilisce la possibilit\u00e0 di battesimo da parte di una donna, &#8220;necessitate instante&#8221;, ossia in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p>c) Il <em>corpus\u00a0<\/em>dell&#8217;articolo \u00e8, come sempre, il pi\u00f9 elaborato. E procede da due affermazioni-chiave: colui che battezza &#8220;principaliter&#8221; \u00e8 Cristo (secondo Gv 1); e in Cristo non vi \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina (secondo Col 3). Ne deduce che &#8220;se un maschio laico pu\u00f2 battezzare, allora anche una donna&#8221;. Ma poi aggiunge, secondo 1Cor 11, la donna non deve battezzare, se vi \u00e8 un uomo; n\u00e9 un laico se vi \u00e8 un chierico; n\u00e9 un chierico, se vi \u00e8 un sacerdote. Ma il sacerdote pu\u00f2 battezzare anche se \u00e8 presente un vescovo, poich\u00e9 questo pertiene al compito del sacerdote. E&#8217; evidente, perci\u00f2, che pur tenendo come criterio la gradualit\u00e0 riaffermata nella seconda parte del corpus, nella prima parte Tommaso libera il ministero dalla sua forma rigida. Il riferimento a Tertulliano \u00e8 esplicito anche nella &#8220;elencazione delle competenze&#8221;.<\/p>\n<p>d) Nelle &#8220;confutazioni&#8221; delle tre posizioni contrarie, tuttavia, Tommaso aggiunge due prospettive ulteriori. Nei primi due casi, infatti, egli spiazza la ragione della esclusione, introducendo una distinzione tra &#8220;forma pubblica&#8221; e &#8220;forma privata&#8221; dell&#8217;insegnamento e del battesimo. In altri termini, le ragioni del divieto sussistono, ma riguardano la forma solenne e pubblica del sacramento. Nel caso di una &#8220;necessit\u00e0 immediata&#8221;, il divieto non ha pi\u00f9 ragione di sussistere. La terza argomentazione, tuttavia, distingue tra &#8220;generazione naturale&#8221; e &#8220;generazione spirituale&#8221;. Qui Tommaso paga un debito alla antropologia del tempo: egli sa &#8211; con la scienza del suo tempo &#8211; che nella generazione l&#8217;uomo \u00e8 principio attivo, mentre la donna \u00e8 mera passivit\u00e0. Nonostante questa lettura unilaterale, sul piano spirituale, egli afferma, n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina agiscono &#8220;propria virtute&#8221;, ma &#8220;instrumentaliter per virtutem Christi&#8221;. Per questo il battesimo da parte di una donna sarebbe efficace anche al di fuori del caso di necessit\u00e0, pur comportando una dimensione di peccato per essa e per i collaboratori.<\/p>\n<p>Come \u00e8 chiaro, Tommaso opera una rilettura sia della competenza episcopale, sia della esclusione femminile. Utilizza argomenti di autorit\u00e0, ermeneutiche della scrittura e argomentazioni logiche, con passaggi di apertura assai delicati. Il riferimento cristologico opera una certa relativizzazione del divieto classico. Ma \u00e8 evidente, tuttavia,\u00a0 che questa riflessione assume, come dati quasi indiscutibili, due livelli di conoscenza &#8220;ovvii&#8221;, che restano come sullo sfondo, ma con un peso di autorevolezza assai grande:<\/p>\n<p>&#8211; la comprensione fisiologica del maschile\/femminile<\/p>\n<p>&#8211; la comprensione sociologica del &#8220;ruolo privato&#8221; della donna<\/p>\n<p>Potremmo dire che, nonostante la cristologia, la antropologia (di uomo\/donna), la fisiologia (di maschio\/femmina) e la sociologia (di pubblico\/privato) collaborano a mantenere una drastica &#8220;differenza di autorit\u00e0&#8221;. Solo il mondo tardo-moderno sapr\u00e0 superare questi limiti.<\/p>\n<p><strong>c) Giovanni XXIII e la apertura dello spazio pubblico ai soggetti femminili<\/strong><\/p>\n<p>Molti secoli dopo S. Tommaso, papa Giovanni XXIII ha scritto, nella sua ultima enciclica,\u00a0<em>Pacem in terris<\/em>, nel 1963, un famoso passaggio, a riguardo del secondo dei tre &#8220;segni dei tempi&#8221;:<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>&#8220;In secondo luogo viene un fatto a tutti noto, e cio\u00e8 l\u2019<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>ingresso della donna nella vita pubblica<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>: pi\u00f9 accentuatamente, forse, nei popoli di civilt\u00e0 cristiana; pi\u00f9 lentamente, ma sempre su larga scala, tra le genti di altre tradizioni o civilt\u00e0. <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>Nella donna, infatti, diviene sempre pi\u00f9 chiara e operante la coscienza della propria dignit\u00e0<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>. Sa di <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>non poter permettere di essere considerata e trattata come strumento<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>; esige di essere <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>considerata come persona<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>, tanto nell\u2019ambito <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>della vita domestica<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i> che in quello della <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>vita pubblica<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>.&#8221;<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">E poco pi\u00f9 avanti, ricapitolando i tre &#8220;segni dei tempi&#8221; aggiunge:<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>&#8220;In moltissimi esseri umani si va cos\u00ec dissolvendo il <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>complesso di inferiorit\u00e0 protrattosi per secoli e millenni<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>; mentre in altri <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>si attenua e tende a scomparire il rispettivo complesso di superiorit\u00e0,<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i> derivante dal privilegio <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>economico-sociale<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i> o dal <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>sesso<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i> o dalla <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i><b>posizione politica<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\"><i>.&#8221;<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Questo disegno di Giovanni XXIII attraversa tutto il Concilio Vaticano II, nutre il tempo del post-concilio e arriva fino a <i>Evangelii Gaudium, <\/i>esattamente 50 anni dopo il Concilio. In tutto questo, per\u00f2, non \u00e8 centrale la pur necessaria \u201crivendicazione di diritti da parte di nuovi soggetti\u201d, ma la ricchezza di una esperienza ecclesiale pi\u00f9 grande. C\u2019\u00e8 Dio al centro di tutto questo: la possibilit\u00e0 di concepire Dio in modo pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 alto, proprio grazie a questa integrazione di dominati, di emarginate e di oppressi. Nella storia la Chiesa trova nuove risorse di Vangelo.<\/p>\n<p><strong>d) Il compito del ripensamento attuale<\/strong><\/p>\n<p>Il superamento sia di una fisiologia semplicistica e distorta, sia di una sociologia pregiudiziale e unilaterale pongono oggi, in generale, alla ministerialit\u00e0 ecclesiale un compito di ripensamento e di riconoscimento del tutto urgente. La teologia ha elaborato le proprie categorie. Lo ha fatto tante volte.\u00a0 Cos\u00ec, alle categorie originarie di Tertulliano, Tommaso ha sovrapposto una nuova coscienza delle distinzioni, recuperando sia un &#8220;primato di Cristo&#8221; rispetto alla differenza antropologica e fisiologica tra maschile e femminile, sia una differenza tra pubblico e privato, per recuperare una soggettivit\u00e0 altrimenti esclusa. Ci\u00f2 che il mondo degli ultimi 200 anni ha scoperto, ossia &#8220;l&#8217;ingresso della donna nella vita pubblica&#8221; supera in radice uno dei due argomenti portanti della soluzione di Tommaso, mentre la fisiologia, la biologia e la antropologia moderna ha provveduto a correggere le letture unilaterali della generazione e della sessualit\u00e0. Tradurre la tradizione significa non ostinarsi su argomenti deboli, e recuperare gli argomenti pi\u00f9 forti. Se la donna pu\u00f2 &#8220;parlare in pubblico&#8221;, e senza chiedere il permesso, pu\u00f2 anche esercitare il ministero. La correzione e la rimozione di un divieto \u00e8 il modo per restare nella tradizione, in quella viva e sana, non in quella ferma e malata.\u00a0 Il lavoro di mediazione tra &#8220;complessi di inferiorit\u00e0&#8221; e &#8220;complessi di superiorit\u00e0&#8221; &#8211; per usare la terminologia di Giovanni XXIII &#8211; ha bisogno di una argomentazione teologica di qualit\u00e0, che sappia restare fedele a quella audacia e a quella lungimiranza con cui il pensiero credente si \u00e8 mosso lungo i 2000 anni di tradizione cristiana. Solo cos\u00ec onoreremo la memoria di Tertulliano, di Tommaso e di papa Giovanni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 cominciato con il libro Il ministero ordinato\u00a0 (Queriniana, 2002) di E. 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