{"id":16194,"date":"2020-10-30T16:35:12","date_gmt":"2020-10-30T15:35:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16194"},"modified":"2020-10-30T20:52:07","modified_gmt":"2020-10-30T19:52:07","slug":"ma-francesco-non-e-il-successore-di-pio-ix-una-replica-amichevole-a-pietro-de-marco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ma-francesco-non-e-il-successore-di-pio-ix-una-replica-amichevole-a-pietro-de-marco\/","title":{"rendered":"Ma Francesco non \u00e8 il successore di Pio IX. Una replica amichevole a Pietro De Marco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16195\" alt=\"Pietro-De-Marco\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco-300x212.jpg\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Pietro-De-Marco.jpg 913w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Caro Pietro,<\/p>\n<p>poich\u00e9 mi chiami in causa ben tre volte nel tuo <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2020\/10\/29\/%e2%80%9cfratelli-tutti%e2%80%9d-anche-le-%e2%80%9cfamiglie%e2%80%9d-dello-stesso-sesso-il-pontificato-di-francesco-sotto-la-lente-dell%e2%80%99analista\/\">ultimo scritto &#8220;contro Francesco&#8221;<\/a>, meriti da parte mia una parola di gentile risposta. Ma non posso scrivere a te come scriverei ad un altro: tu sei e resti un amico, un caro amico, anche se, negli ultimi anni, tante volte abbiamo scritto uno contro l&#8217;altro, persino in uno stesso libro. Vorrei allora partire proprio da qui, dalla amicizia tra due professori cattolici, che si trovano ora su fronti opposti, ma non in una partita di calcio o in una discussione sul vino, bens\u00ec nel giudizio su papa Francesco. Per questo vorrei iniziare proprio dalla nostra amicizia, da dove e come \u00e8 nata e dal modo con cui oggi possiamo custodirla, anche dicendo cose tanto diverse.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;de amicitia&#8221; di Francesco e la nostra amicizia<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; singolare che, proprio intorno al testo che pi\u00f9 esplicitamente mette al centro della attenzione la &#8220;amicizia sociale&#8221;, noi siamo costretti a &#8220;difendere la nostra amicizia&#8221; dalle nostre stesse idee. Se ricordi, ci incontrammo per la prima volta &#8211; penso fosse il 1990 o 1991 &#8211; in casa di Armido Rizzi, a Fiesole, dove si tenevano le riunioni della rivista &#8220;Filosofia e Teologia&#8221;. Da allora ho sempre considerato il tuo contributo di riflessione, di esame e di rilettura storica davvero rilevante e di una lucidit\u00e0 impressionante. Da te, allora, per la prima volta, sentii citare autori e movimenti, che avevo largamente trascurato o poco o nulla conosciuto. Questa impressione in me \u00e8 rimasta intatta e viva e te ne sono grato. Anche nel testo al quale ora mi riferisco, e nel quale esamini direi impietosamente quella che tu consideri la &#8220;confusione&#8221; di Francesco, sei tutt&#8217;altro che banale. Ma, proprio amichevolmente, e con il rispetto di sempre, mi sembra che tu, da sociologo, sia rimasto vittima di una teologia troppo astratta, troppo classica, troppo rigida. Tu, in realt\u00e0,\u00a0 non giudichi Francesco papa. La sua libert\u00e0 rispetto alla &#8220;figura ottocentesca di papa&#8221; \u00e8 solo il pretesto per giudicare non lui, ma il Concilio Vaticano II e la fuoriuscita della Chiesa cattolica dal modello tridentino e poi ottocentesco. Provo a mostrarti, con qualche argomento, che tu non parli di Francesco, ma dei fantasmi terribili che l&#8217;antimodernismo teologico &#8211; di cui non so fino a che punto tu sia consapevole di dipendere\u00a0 &#8211; ti fa comparire davanti e che, giustamente, ti fanno paura.<\/p>\n<p><strong>Tenerezza verso gli uomini \u00e8 oscuramento della Rivelazione?<\/strong><\/p>\n<p>Il tuo &#8220;attacco&#8221; (in senso musicale) \u00e8 gi\u00e0 la sintesi migliore di quello che vuoi sostenere. Da quando la Chiesa ha voluto avvicinarsi agli uomini, avrebbe oscurato la rivelazione. Questo \u00e8 il primo &#8220;luogo comune&#8221; antimodernista, che tu cavalchi con destrezza, in mille variazioni, lungo il testo. E ne deduci che la &#8220;copertura legale&#8221; approvata da Francesco alle &#8220;unioni civili&#8221; non sia &#8220;lungimiranza di fraternit\u00e0&#8221;, ma &#8220;complicit\u00e0 con il male&#8221;. Fai tue le parole del documento del 2003 della Congregazione per la dottrina della fede che, per l&#8217;appunto, restava nella posizione classica e ottocentesca: sulla unione e sulla generazione la competenza resta solo della Chiesa. Questa non \u00e8 &#8220;rivelazione di Dio&#8221;, ma \u00e8 &#8220;soluzione ottocentesca&#8221; di fronte al sorgere di nuove forme di vita, diverse da quelle feudali e della prima modernit\u00e0. Tu, che sei sociologo tanto fine, come puoi dimenticare che la mediazione istituzionale non \u00e8 rivelata &#8211; n\u00e9 da Dio n\u00e9 dalla natura &#8211; , ma &#8220;mediata&#8221; dalla cultura?<\/p>\n<p><strong>La mediazione cattolica non esiste pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>Qui io trovo, in te, per la passione con cui scrivi e per la velocit\u00e0 dei passaggi che proponi, una mancanza quasi totale di quella mediazione che ha fatto cos\u00ec grande proprio la tradizione cattolica. Per questo la dura opposizione di verit\u00e0 e libert\u00e0 &#8211; che ha attraversato il panorama del cattolicesimo alle prese con la tarda modernit\u00e0 &#8211; non pu\u00f2 essere mai una soluzione, se non si recupera un terreno previo &#8211; del dono e della fraternit\u00e0 &#8211; che Francesco persegue con una lucidit\u00e0, che nelle tue parole &#8211; che restano appunto piantate su una opposizione verit\u00e0\/libert\u00e0 &#8211; sembra solo ridursi a &#8220;cedimento&#8221;. E cos\u00ec &#8211; ma capisco che tu lo fai per sovrabbondanza di emozione &#8211; tu usi gli &#8220;entusiasmi pro-Francesco&#8221; di una &#8220;postmoderna amica tutto femminismo&#8221; come prova della debolezza del pensiero del papa. Ma tu sai bene che questo non \u00e8 un procedimento molto limpido: ognuno pu\u00f2 trovare in Francesco cose diverse, ma a lui dovresti contestare quello che dice, non quello che dicono di lui i suoi sostenitori, pi\u00f9 o meno convinti.<\/p>\n<p><strong>Amore, sesso, omosessualit\u00e0, pedofilia, apocalisse<\/strong><\/p>\n<p>Devo dirti, caro Pietro, che un punto in particolare mi \u00e8 dispiaciuto. Pensavo che tu potessi tenerti almeno un passo indietro rispetto all&#8217;argomento per eccellenza dei fondamentalisti contro la omosessualit\u00e0 &#8220;riconosciuta&#8221;. Tu scrivi invece:<\/p>\n<p><em>&#8220;la \u201cdimensione evangelica\u201d dell\u2019amore \u2013 e quale? eros, philia, agape? \u2013 implica il mio assenso ora alle nozze tra divorziati, ora alla coppia omosessuale e figure annesse? E domani a cosa altro ancora? All\u2019incesto, al sesso infantile?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E aggiungi che &#8220;depenalizzare&#8221; significa &#8220;incentivare&#8221;. Ecco, questi passaggi troppo rapidi, questa confusione tra diritto civile e diritto penale, tra relazioni tra adulti e abusi su minori non mi sembrano in linea con il Pietro de Marco che conosco e che stimo. Queste frasi non sono veramente pensate da un uomo di pensiero, se confonde la legge con la pedagogia e la rivelazione con il codice penale. Qui, io credo, contro i suoi detrattori l&#8217;unico vero cristiano resta il papa, che sa ancora distinguere i livelli di rilevanza della fede e sa, come sapeva San Tommaso, che la relazione matrimoniale e l&#8217;unione civile e l&#8217;amicizia non sono solo &#8220;ad ecclesiam&#8221;, ma anche &#8220;ad civitatem&#8221; e &#8220;ad naturam&#8221;. E che anche una amicizia stabile e per sempre tra persone dello stesso sesso, purch\u00e9 non sia guardata solo con il binocolo rovesciato della &#8220;offesa alla castit\u00e0&#8221;, ha una sua logica naturale che sfugge totalmente ai massimalisti della morale.<\/p>\n<p><strong>Il modernismo del papa e la difesa della razza cattolica<\/strong><\/p>\n<p>Tu interpreti queste &#8220;aperture&#8221; di Francesco &#8211; sulle unioni civili e in tutta la enciclica &#8220;Fratelli tutti&#8221;- con gli occhiali dell'&#8221;universalismo modernista&#8221; e metti Francesco alla scuola che da F. de Lamennais arriva fino ad H. Kueng. Forse, qui, la tua cultura europea, raffinata e sottile, non ti rende un pieno servizio. Ti porta invece, io credo, a forzare i dati e le fonti. E&#8217; come se tu ragionassi, appunto, con le categorie di 100 anni fa. Di mezzo c&#8217;\u00e8 il Concilio Vaticano II, che \u00e8 il faro cui Francesco si ispira e che lo guida, appunto, a rimuovere quei &#8220;no&#8221; che per te sono assolutamente essenziali. Tu invece, <em>r<\/em><em>emoto concilio<\/em>, puoi sparare sulla croce rossa a tuo piacere. E per questo arrivi a toni davvero spiacevoli, verso la cultura contemporanea, giudicata in contumacia, e soprattutto verso papa Francesco, che maltratti come se fosse un vecchio rimbambito. Siccome pensi che il papa metta a rischio la &#8220;razza cattolica, allora arrivi a descriverlo in modo veramente ingiusto:<\/p>\n<p><em>&#8220;Sua Santit\u00e0 \u00e8 attualmente allo scoperto, in una forma inedita e sotto ogni aspetto controproducente per Roma e per la Chiesa, per una somma di responsabilit\u00e0 e debolezze:\u00a0la continua confusione di privato e di pubblico, la forma improvvisata e confusa degli enunciati nell&#8217;eloquio quotidiano come nelle sedi magisteriali, la palese ignoranza dell&#8217;insegnamento cattolico di cui dovrebbe essere custode.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Caro Pietro, qui tu parli di Francesco come se fosse il successore di Pio IX, non di Benedetto XVI! Ci\u00f2 che ti sembra &#8220;ignoranza dell&#8217;insegnamento cattolico&#8221; \u00e8 dovuta al fatto che Francesco, se Dio vuole, ha imparato dal Concilio Vaticano II a non leggere il mondo con il Catechismo di Pio X, che a te, invece, sembra il punto di arrivo della rivelazione, ci\u00f2 a cui nulla pu\u00f2 essere aggiunto o tolto. La storia e la storicit\u00e0 &#8211; che io, caro Pietro, ho imparato anche da te &#8211; non si pu\u00f2 ridurre a\u00a0<em>quantit\u00e9 n\u00e9gligeable<\/em>. Per questo mi meraviglio che tu possa permetterti di dire che il papa &#8220;ignora l&#8217;insegnamento cattolico&#8221; e per contro censuri me, per il fatto di aver detto che Mueller &#8211; e Camisasca &#8211; leggono la tradizione matrimoniale in modo fondamentalista. Perch\u00e9 la dottrina cattolica sul matrimonio e sulla sessualit\u00e0 che oggi utilizziamo \u00e8 stata un costruzione ottocentesca assai raffinata, ma che da almeno un secolo non risponde pi\u00f9 alle esigenze del Vangelo. Che tu, da sociologo, oscuri totalmente la societ\u00e0 e la sua mediazione mi pare un paradosso, ma \u00e8 proprio ci\u00f2 che constato.<\/p>\n<p><strong>Il problema \u00e8 la assenza del Vaticano II<\/strong><\/p>\n<p>Come il tuo &#8220;attacco&#8221; musicale, cos\u00ec i tuoi due ultimi due accordi sono &#8220;armonici&#8221; con il tutto della composizione, ma assai dissonanti, e non solo rispetto a S. Francesco di Sales. Tu scrivi:<\/p>\n<p><em>&#8220;Ma il disordine di questo pontificato e il consenso deforme, innaturale, che si leva attorno al pontefice, sono tali da gridare al cospetto di Dio.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Tu lamenti, con un grido finale, due cose: disordine dottrinale e consenso deforme e innaturale. E&#8217; la stessa lamentela di Mueller e di tanti altri &#8220;umiliati e offesi&#8221; da questa stagione ecclesiale. Io credo che, alla radice, vi sia una sorta di &#8220;ibernazione&#8221; (e di &#8220;rimozione&#8221;) alla quale tu hai di fatto sottoposto il Concilio Vaticano II. E&#8217; chiaro che tu, come tanti altri come te, che non conosco direttamente, in questi decenni avete coltivato, anche all&#8217;ombra di vistose concessioni fatte dall&#8217;alto, la illusione di &#8220;mettere tra parentesi&#8221; la svolta conciliare,\u00a0 e ora, di fronte a Francesco, cos\u00ec disarmante come figlio del Concilio, siete sconvolti\u00a0 e non credete ai vostri occhi. Perch\u00e9, ripeto, sotto sotto lo considerate come se fosse il successore di Pio IX. Non \u00e8 cos\u00ec, caro Pietro. Di mezzo c&#8217;\u00e8 stato un secolo di elaborazione dottrinale e disciplinare che non si pu\u00f2 ridurre, semplicisticamente, a &#8220;ritagli da dopolavoro&#8221;. Questo disprezzo, perch\u00e9 di questo si tratta, non lo capisco, se non come il segno di una grave ibernazione e rimozione.<\/p>\n<p>Caro\u00a0Pietro, sono lieto di essere riuscito a dirti ci\u00f2 che mi premeva &#8211; con tutta la distanza che ci separa nelle diagnosi e nei giudizi &#8211; senza mettere mai in questione il fatto che, fraternamente, resta maggiore ci\u00f2 che ci unisce da ci\u00f2 che ci divide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Pietro, poich\u00e9 mi chiami in causa ben tre volte nel tuo ultimo scritto &#8220;contro Francesco&#8221;, meriti da parte mia una parola di gentile risposta. 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