{"id":16138,"date":"2020-10-26T06:01:47","date_gmt":"2020-10-26T05:01:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16138"},"modified":"2020-10-26T08:47:04","modified_gmt":"2020-10-26T07:47:04","slug":"la-dignita-delle-cose-spunti-sulla-sensibilita-plurale-della-teologia-su-affetti-relazioni-e-matrimonio-di-r-saccenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-dignita-delle-cose-spunti-sulla-sensibilita-plurale-della-teologia-su-affetti-relazioni-e-matrimonio-di-r-saccenti\/","title":{"rendered":"La dignit\u00e0 delle cose.  Spunti sulla sensibilit\u00e0 plurale della teologia su affetti, relazioni e matrimonio (di R. Saccenti)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/librosaccenti.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16139\" alt=\"librosaccenti\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/librosaccenti-198x300.jpeg\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/librosaccenti-198x300.jpeg 198w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/librosaccenti-678x1024.jpeg 678w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/librosaccenti.jpeg 1697w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ringrazio il prof. Saccenti per questo testo, che riprende il dibattito apertosi intorno alle dichiarazioni di papa Francesco sulle &#8220;unioni civili&#8221;. Il compito di mediazione della tradizione teologica non si esercita contrapponendo il piano ecclesiale e il piano civile, ma integrandoli. La grande tradizione medievale, riletta pi\u00f9 di 800 anni dopo, pu\u00f2 essere di grande aiuto, per far uscire la mens ecclesiale da impostazioni troppo anguste e troppo condizionate dall&#8217;assolutismo moderno. Anche la Chiesa deve imparare dalle cose che patisce e scoprire il bene che si nasconde <\/em>sub specie impietatis.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a><b>La dignit\u00e0 delle cose.<\/b><\/p>\n<p><b>Spunti sulla sensibilit\u00e0 plurale della teologia su affetti, relazioni e matrimonio<\/b><\/p>\n<p>di Riccardo Saccenti<\/p>\n<p>La discussione, a tratti estremamente accesa, attorno all\u2019affermazione di Francesco sulla necessit\u00e0 che la politica provveda a tutelare con una legislazione adeguata i diritti di relazioni affettive stabili anche fra persone dello stesso sesso, nel suo svilupparsi, acquista una serie molteplice di valori soprattutto all\u2019interno del perimetro della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p><b>La teologia come storia di comprensione della fede<\/b><\/p>\n<p>La possibilit\u00e0, rivendicata da autorevoli esponenti sia del collegio cardinalizio, che dell\u2019episcopato, che del mondo della cultura teologica e filosofica, di dissentire apertamente dalle parole del Papa contribuisce a restituire il magistero della Chiesa, anche quello papale, ad una dimensione che da lungo tempo era stata quasi dimenticata. Ossia al suo avere un carattere \u201crelativo\u201d al quadro storico, culturale, sociale e politico, nel quale viene elaborato. Fatto salvo che per l\u2019esercizio dell\u2019infallibilit\u00e0, che su questioni dogmatiche compete al vescovo di Roma e al Concilio Ecumenico e riguarda la conferma di contenuti gi\u00e0 creduti dal Popolo di Dio, l\u2019insegnamento della Chiesa \u00e8 frutto di una dinamica di ermeneutica reciproca fra realt\u00e0 e Vangelo che si evolve nel tempo, non resta mai uguale a s\u00e9 stessa, perch\u00e9 mutano le condizioni e le esperienze che caratterizzano l\u2019umano e dunque muta e si approfondisce l\u2019intelligenza che i credenti possono avere della Parola di Dio. Un processo che rende valide le ermeneutiche dei contenuti della fede del passato e i sistemi di valori e principi su esse fondati per modellare, in quei contesti, anche gli aspetti sociali della vita delle comunit\u00e0 cristiane. Al tempo stesso per\u00f2, appare evidente come non vi possa essere una sola ermeneutica valida in modo astorico e dunque dotata di un valore normativo cogente per ogni credente e ogni comunit\u00e0 cristiana, a prescindere dal contesto in cui vivono la propria fede.<\/p>\n<p>Riemerge, cio\u00e8, un elemento cruciale dell\u2019evoluzione dell\u2019intelligenza delle cose alla luce del dato di fede per come si \u00e8 dipanata nel cammino storico del cristianesimo: il suo essere strutturalmente segnato da un relativismo fondato sulla duplice consapevolezza della transitoriet\u00e0 delle cose del mondo e del fatto che proprio la \u201cscena del mondo\u201d che passa sia lo spazio del rapporto dell\u2019essere umano e del creato con l\u2019amore di Dio. Una prospettiva questa che si fonda su quell\u2019evento dell\u2019Incarnazione che \u00e8 il cuore pulsante e dinamico della fede cristiana.<\/p>\n<p>Si tratta di una sensibilit\u00e0 religiosa che si \u00e8 sempre tradotta nei diversi contesti cristiani e che soprattutto accompagna quel lungo, plurale e articolato processo di intelligenza della fede che \u00e8 la storia della teologia. Una storia che non \u00e8 mai sganciata dall\u2019evoluzione esperienziale, per cos\u00ec dire, storico-sociologica, tanto del vissuto individuale quanto di quello comunitario dei cristiani: perch\u00e9 la dimensione del sapere risponde a sollecitazioni che nascono dal radicamento nella storia, secondo dinamiche che sono ben visibili gi\u00e0 nei racconti evangelici, nelle vicende che sono al centro degli Atti degli Apostoli e nelle lettere di Paolo.<\/p>\n<p><b>Il matrimonio, ovvero: riconoscere il valore dell\u2019umano<\/b><\/p>\n<p>La consapevolezza che la riflessione esegetica o teologica restituisca un\u2019intelligenza plurale delle cose emerge anche e soprattutto nel caso di quelle questioni che attengono proprio alla dimensione sociale della vita di fede, come \u00e8 il caso delle relazioni affettive e dei matrimoni. \u00c8 allora interessate sottolineare alcuni elementi che sono costitutivi della nascita e dello sviluppo della comprensione teologica del valore del legame matrimoniale nei termini di un sacramento. Si tratta di un processo di culturale che si sviluppa secondo una dinamica che la tradizione cristiana chiama \u201csapienziale\u201d, proprio perch\u00e9 muove dalla realt\u00e0 delle cose e dall\u2019esigenza di costruire un circolo ermeneutico fra questa e il dato di fede. Il nodo storico a partire dal quale si dipana una riflessione pi\u00f9 strutturata sul matrimonio \u00e8 la seconda met\u00e0 dell\u2019XI, in un quadro del quale le diverse istanze di riforma portano a ridefinire le forme sociali e giuridiche con cui si esprime la Chiesa e vede cos\u00ec svilupparsi, accanto alla riflessione teologica sul clero non uxorato, quella sulla natura e il valore del matrimonio. E si tratta di una riflessione che prende le mosse dal dato sociale e giuridico del tempo, per approfondire poi il valore teologico che questo istituto ha alla luce del Vangelo e della fede.<\/p>\n<p>Tale dinamica \u00e8 ben visibile in uno dei testi fondativi, tanto sul terreno giuridico che su quello teologico, della sacramentaria: il <i>Decretum<\/i> di Graziano. La natura del matrimonio, in quella raccolta, viene espressamente collegata alla nozione di <i>ius naturae<\/i> non sulla base del testo sacro ma della constatazione \u201csapienziale\u201d che la cultura secolare, giuridica, ereditata dal sistema normativo della Roma imperiale, assegna che l\u2019unione fra maschio e femmina e la cura per la prole rientrano nella sfera delle norme che regolano la vita degli animali, incluso l\u2019uomo. Graziano riconosce che vi \u00e8 un livello \u201cnaturale\u201d, che \u00e8 quello esplicitato dal diritto romano, che fa del matrimonio un\u2019istituzione che precede la dimensione sociale e civile, ne \u00e8 il presupposto, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che rende possibile la sussistenza fisica non solo della specie ma della dinamica sociale. Da qui il riconoscimento della dignit\u00e0 del matrimonio che un sistema culturale laico, anzi pagano, come era quello del diritto romano, gi\u00e0 fissava prescindendo dalla lettura religiosa e muovendo da una comprensione del ruolo fisico e sociale del rapporto fra maschio e femmina. Tuttavia, il <i>Decretum<\/i> non riduce solo a questo la \u201cnaturalit\u00e0\u201d del matrimonio, perch\u00e9 accanto alla formulazione del diritto naturale tratta dal diritto romano, Graziano pone quella secondo cui lo <i>ius naturae<\/i>, nel caso dell\u2019essere umano, non si riduce al dato fisico: l\u2019essere umano \u00e8 dotato di uno spessore di intelligenza, affettivit\u00e0 e spiritualit\u00e0 che non risponde alle sole esigenze del suo appartenere al genere \u201canimale\u201d. Ed \u00e8 proprio nel rapporto fra l\u2019esperienza, anche quella delle relazioni matrimoniali, e il dato di fede che Graziano pu\u00f2 formulare questa rilettura e spiegare che la legge naturale \u00e8 quanto si trova tanto nel Primo quanto nel Secondo Testamento e che coincide con la cosiddetta \u201cregola d\u2019oro\u201d: fa\u2019 agli altri ci\u00f2 che vorresti che gli altri facessero a te. L\u2019idea che emerge dal testo grazianeo \u00e8 allora che il dato naturale, per l\u2019essere umano, non sia solo quello fisico, ma che proprio l\u2019esperienza di cosa sia l\u2019essere umano rende necessario ampliare la sfera del naturale alla dimensione dell\u2019intelligenza, della ragione, delle relazioni umane, soprattutto di quelle affettive.<\/p>\n<p><b>Il sacramento suppone la natura umana (che \u00e8 cultura)<\/b><\/p>\n<p>Tutto questo si riflette su una comprensione plurale del matrimonio, che diviene sacramento non solo perch\u00e9 si riconosce il suo valore come struttura fondante le relazioni sociali, ma perch\u00e9 la teologia medievale vede in esso l\u2019espressione di quella affettivit\u00e0 che \u00e8 propria di chi \u00e8 dotato della capacit\u00e0 di determinare i propri atti. Ossia si riconosce che l\u2019unione fra uomo e donna, oltre a rispondere ad una dinamica fisica, risponde soprattutto alla natura dell\u2019essere umano: al suo avere una intelligenza, una ragione, una relazionalit\u00e0 dettata dall\u2019amore e non dall\u2019istinto. Ed \u00e8 questo che la teologia dei medievali vede come lo spazio nel quale opera la grazia di Dio e che dunque, quando arriva ad una maturit\u00e0 tale per cui la dimensione della fede abita stabilmente quella relazione assurge alla dignit\u00e0 di sacramento. Una comprensione del matrimonio, questa, che plasma le forme \u201csociali\u201d del matrimonio medievale: ad esempio, la prassi corrente di consentire, anzi favorire una lunga esperienza di convivenza, anche accompagnata dalla nascita dei figli, prima di poter accedere al sacramento matrimoniale, che segnava, dunque, un passaggio profondamente marcato dall\u2019esperienza della famiglia piuttosto che essere il presupposto per la costituzione di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>Consapevolezza della realt\u00e0, intelligenza della fede a partire dal dato esperienziale, consapevolezza dell\u2019intreccio fra cultura teologica e forme sociali del cristianesimo, sono elementi costanti della storia della teologia che riemergono oggi grazie alla discussione suscitata dalle parole del Papa. Pur nella durezza e forse superficialit\u00e0 di molti degli interventi che si oppongono all\u2019apertura di Francesco e alla ridefinizione del rapporto fra piano sociale e politico e forme ecclesiali, la discussione \u00e8 un\u2019occasione per restituire visibilit\u00e0 alla pluralit\u00e0 strutturale dell\u2019insegnamento della Chiesa: tanto di quello teologico quanto di quello magisteriale. Una pluralit\u00e0 che ha sempre caratterizzato soprattutto quanto atteneva alle relazioni fra esseri umani, dove proprio la storicit\u00e0 \u00e8 un tratto ineliminabile e rende necessario il coraggio di relativizzare sempre ogni esperienza rispetto al dato di fede, mettendo in guardia dall\u2019assolutizzare ogni paradigma e soprattutto riconoscendo che ogni passaggio segna una comprensione valida e ricca di quello che il Popolo di Dio crede.<\/p>\n<p>Riccardo Saccenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ringrazio il prof. 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