{"id":16102,"date":"2020-10-23T00:02:28","date_gmt":"2020-10-22T22:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16102"},"modified":"2020-10-23T00:02:28","modified_gmt":"2020-10-22T22:02:28","slug":"fratelli-tutti-amoris-laetitia-e-il-riconoscimento-dellintimita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fratelli-tutti-amoris-laetitia-e-il-riconoscimento-dellintimita\/","title":{"rendered":"\u201cFratelli tutti\u201d , \u201cAmoris Laetitia\u201d e il riconoscimento dell\u2019intimit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/gente.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-16103\" alt=\"gente\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/gente.gif\" width=\"200\" height=\"119\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le poche battute con cui papa Francesco ha risposto ad alcune domande nel maggio del 2019, rimbalzate all\u2019interno di un recente documentario, non hanno spalle sufficientemente larghe per reggere un \u201ccambio di paradigma\u201d. Tuttavia, senza esagerare, possono essere considerate un indizio assai autorevole di un \u201cpassaggio\u201d che non \u00e8 esagerato definire \u201cepocale\u201d. Possono farlo se raffrontate al permanere, lungo gli ultimi due secoli, di un approccio molto diverso alle questioni riguardanti l\u2019esercizio della sessualit\u00e0, le forme della convivenza e della vita familiare, le separazioni e i divorzi, pensate spesso come \u201calterazioni\u201d della dottrina matrimoniale.<\/p>\n<p>Fin dal principio, infatti, si deve riconoscere che la \u201cmateria\u201d intorno a cui si esercita la discussione \u2013 ossia identit\u00e0 sessuale, famiglia, matrimonio \u2013 non si pu\u00f2 comprendere in modo \u201cscisso\u201d. La astrazione di una \u201ccompetenza ecclesiale\u201d e di una \u201ccompetenza civile\u201d \u00e8 \u2013 di fatto \u2013 solo la astrazione che abbiamo inventato (e sub\u00ecto) a partire dal Codice di Diritto Canonico del 1917. Una invenzione del novecento non \u00e8 n\u00e9 di diritto divino, n\u00e9 una prova della esistenza di Dio. E\u2019 piuttosto il tentativo antimodernistico (ma prodotto con strumenti rigorosamente moderni) per venire a capo di un \u201cconflitto di competenze\u201d sulla vita dei soggetti. Chi decide della unione? Chi decide della generazione? Dio o l\u2019uomo? A questa domanda troppo drastica \u2013 e troppo sbagliata \u2013 abbiamo dato risposte inevitabilmente esagerate, sia sul versante ecclesiale, sia sul versante civile.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 nato l\u2019immaginario diffuso &#8211; e non troppo sottotraccia &#8211; di una sorta di \u201crivincita\u201d contro la \u201cbreccia di Porta Pia\u201d, che ha illuso la Chiesa di poter definire un ambito di autorit\u00e0 \u2013 matrimonio e famiglia \u2013 su cui dichiararsi l\u2019unica competente. Quasi una resistenza di una piccola fetta di \u201cpotere temporale\u201d. Cos\u00ec \u00e8 stato dalla fine dell\u2019800, attraverso il Codice, fino agli anni 20. Poi, gi\u00e0 in quel decennio, con il Concordato, si dovette rinunciare all\u2019esclusiva e venire a patti col diavolo&#8230;che poi non era cos\u00ec diabolico, anche se, nel caso, era proprio uno stato \u201cnon liberale\u201d. E la scommessa di unire due \u201cantiliberalismi\u201d &#8211; uno antimoderno e l\u2019altro ipermoderno \u2013 non dur\u00f2 neppure 20 anni.<\/p>\n<p>Nonostante la seconda guerra mondiale, il Concilio Vaticano II e l\u2019inizio di riforma della Chiesa, la impostazione sulla dottrina matrimoniale rest\u00f2 assai arroccata, e si rafforz\u00f2 con gli scontri su due leggi civili, prima sul divorzio e poi sulla interruzione di gravidanza. Due leggi che furono vissute come \u201ctraumi\u201d. Questa lettura unilateralmente pedagogica della legge civile ha corso lungo il secolo, fino a <i>Familiaris Consortio<\/i>, nel 1981 e gi\u00f9 gi\u00f9, fino ai due Sinodi del 2014 e 2015. Ma con <i>Amoris Laetitia<\/i> le cose sono cambiate. Non tanto sul piano della immediata operativit\u00e0 di nuove discipline, ma proprio nel cuore di una dottrina identificata con la \u201clegge oggettiva\u201d. La speranza di poter \u201cgiuridicizzare\u201d ogni questione, per farne un esercizio di autorit\u00e0 formale, e la conseguente confusione tra prerogative civili e prerogative ecclesiali, si arresta scontrandosi con le parole limpide con cui <i>Amoris Laetitia<\/i> ridefinisce, allo stesso tempo, il ruolo del magistero, il fenomeno familiare e la relazione con la legge.<\/p>\n<p>a) il magistero non deve definire tutto, ma sa ascoltare;<\/p>\n<p>b) la famiglia \u00e8 anzitutto un fatto da riconoscere, forme plurali viventi di comunione;<\/p>\n<p>c) La conformit\u00e0 alla legge oggettiva non implica necessariamente la conformit\u00e0 alla volont\u00e0 di Dio<\/p>\n<p>A questo sviluppo va aggiunto, pi\u00f9 di recente, con l\u2019enciclica <i>Fratelli tutti,<\/i> la capacit\u00e0 di parlare, da parte del magistero ecclesiale, sullo stesso registro di <i>Gaudium et spes<\/i>, in una lode della fraternit\u00e0 umana e della amicizia sociale, che non deve necessariamente muovere dalla distruzione della libert\u00e0 e della eguaglianza. La scena cambia perch\u00e9 il campo non viene pi\u00f9 diviso in due parti contrapposte, tra verit\u00e0 e libert\u00e0, tra dovere e diritto, ma si cerca, piuttosto, di illustrare i limiti delle conquiste di libert\u00e0 e di uguaglianza \u2013 che non sono da respingere come tali \u2013 perch\u00e9 debbono essere riletti in chiave fraterna, dialogica, filiale e paterna. Questa \u201clode della fraternit\u00e0\u201d diventa nuovo paradigma ecclesiale, nuova disciplina culturale e anche nuova interpretazione della relazione, personale e sessuale.<\/p>\n<p>Non sarebbe azzardato pensare che, sulla base di questi due fari magisteriali, la riconsiderazione delle questioni riguardanti le \u201cunioni civili\u201d possa essere orientata da un modo pi\u00f9 articolato \u2013 e pi\u00f9 fine \u2013 di considerare proprio il ruolo della legge civile. Sia chiaro: l\u2019idea di una \u201cresistenza ecclesiale\u201d alla legge civile \u2013 cosa del tutto comprensibile ed anche augurabile in molte circostanze \u2013 se viene esteso a \u201cgiudizio generale\u201d su tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019ampliamento della tutela dei diritti dei soggetti, rischia di basarsi su un concetto solo \u201cpedagogico\u201d di legge. Ma la legge pu\u00f2 essere concepita esclusivamente in modo pedagogico solo quando non si ammette la libert\u00e0 di coscienza dei soggetti umani. Ora, non vi \u00e8 dubbio che solo una equilibrata lettura dell\u2019umano permetta di contemperare libert\u00e0 originaria e libert\u00e0 come compito. Guai se ci dimenticassimo della pedagogia. Ma la acquisizione di una \u201crilevanza inaggirabile\u201d del soggetto e della sua libert\u00e0 costituisce uno dei segni decisivi del nostro tempo. La fraternit\u00e0 implica il radicale rispetto dell\u2019altro in quanto diverso, prezioso proprio nella sua alterit\u00e0. Questa prospettiva trasforma il mondo e anche la intimit\u00e0: non perch\u00e9 la renda \u201cpolitica\u201d e ne smentisca la profondit\u00e0, ma perch\u00e9 la pone in una prossimit\u00e0 con la identit\u00e0 che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere aggirata. E anche di questo, dopo tante travagliate angosce e tante lotte esasperate, \u201cgaudet mater ecclesia\u201d!<\/p>\n<p>Le ricadute di questo approccio diverso sono numerose e sorprendenti, sia nei rapporti extraecclesiali, sia in quelli intraecclesiali. Sarebbe facile diplomazia provare a dimostrare che, quanto affermato da papa Francesco sulla \u201ctutela delle unioni civili\u201d non tocca minimamente la dottrina cattolica su matrimonio e sessualit\u00e0. Ma sarebbe un grave errore sottovalutare il fatto che il matrimonio, proprio come sacramento ecclesiale, \u00e8 sintesi di natura, cultura e fede e non pu\u00f2 disinteressarsi di nessuno di questi tre livelli, di cui \u00e8 costituito. Una Chiesa che accetta davvero di riconoscere il \u201cbene possibile\u201d di una unione civile \u2013 etero o omosessuale, con le dovute differenze \u2013 deve essere pronta a pensare pi\u00f9 a fondo quel \u201cmistero di amore tra Cristo e la sua Chiesa\u201d che si manifesta, sorprendentemente, dove un uomo o una donna pu\u00f2 iniziare a vivere non pi\u00f9 per se stesso, ma per l\u2019altro. La fraternit\u00e0 e la gioia con cui sappiamo accogliere in questo fenomeno naturale, culturale ed ecclesiale, una buona notizia pu\u00f2 anche farci riconoscere che molte delle nostre categorie tradizionali, con tutta la loro storia ragguardevole, assomigliano ormai soltanto a maestosi mucchi di paglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le poche battute con cui papa Francesco ha risposto ad alcune domande nel maggio del 2019, rimbalzate all\u2019interno di un recente documentario, non hanno spalle sufficientemente larghe per reggere un \u201ccambio di paradigma\u201d. 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