{"id":16048,"date":"2020-10-19T19:49:37","date_gmt":"2020-10-19T17:49:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=16048"},"modified":"2020-10-19T20:44:51","modified_gmt":"2020-10-19T18:44:51","slug":"contagio-infermi-e-colpevoli-fraternita-nellospedale-da-campo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/contagio-infermi-e-colpevoli-fraternita-nellospedale-da-campo\/","title":{"rendered":"Contagio, infermi e colpevoli: fraternit\u00e0 nell&#8217;ospedale da campo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_q-2019.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13653\" alt=\"head_q-2019\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_q-2019-300x154.jpg\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_q-2019-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_q-2019.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra le dimensioni pi\u00f9 delicate e pi\u00f9 profonde del contagio che stiamo combattendo vi \u00e8 la relazione tra comportamento e malattia. In generale vale il principio per cui un comportamento irresponsabile &#8211; mancanza di sanificazione, di distanziamento e di utilizzo corretto della mascherina &#8211; rende pi\u00f9 facile il contagio di s\u00e9 e degli altri. Ogni sottovalutazione del &#8220;protocollo&#8221;, ogni leggerezza, pu\u00f2 causare danni anche considerevoli.<\/p>\n<p>Questa &#8220;attenzione sociale&#8221; costruisce una sorta di barriera tra il contagio e i soggetti e pu\u00f2 far nascere l&#8217;idea &#8211; non nuova in tutta la dinamica patologica e clinica &#8211; che il rapporto con il contagio sia semplicemente &#8220;controllato dal comportamento dei soggetti&#8221;. E che, in qualche maniera, ogni contagio,\u00a0 a fronte di questa deontologia sociale, sia considerato pi\u00f9 o meno consapevolmente come frutto di un errore. E che quindi ogni contagio si possa ridurre alla colpa o di chi \u00e8 contagiato, o di chi ha contagiato, o di entrambi.<\/p>\n<p>E&#8217; inevitabile che le &#8220;misure di sicurezza&#8221; accentuino questa tendenza generale alla &#8220;immunizzazione dal virus per onest\u00e0 di vita&#8221;. D&#8217;altra parte questo corrisponde ad una tendenza comune, comprensibile, ma che risulta anche assai insidiosa: essa consiste nel difendersi dai morbi ritenendo che ogni malattia venga &#8220;per colpa&#8221;. Nell&#8217;inconscio di molte reazioni, anche a malattie molto meno gravi di quella che oggi ci preoccupa, l&#8217;idea troppo semplice che abita il nostro cuore \u00e8 questa: il raffreddore viene se non ti copri. Quindi se ti copri non ti viene il raffreddore. Quindi chi ha il raffreddore, \u00e8 malato &#8220;per colpa sua&#8221;. Questo modo di pensare &#8211; umanamente comprensibile, ma logicamente pieno di errori &#8211; costituisce un formidabile antidoto soggettivo e arbitrario contro ogni malattia. E&#8217; un modo di &#8220;salvarsi&#8221;, che causa tuttavia una grande distorsione nel modo di considerare la malattia in quanto tale. Moralizzare la malattia &#8211; che \u00e8 cosa normale &#8211; tende ad innalzare un sistema di autogiustificazione retorica, ma raramente assicura una vera comprensione di ci\u00f2 che accade davvero.<\/p>\n<p>Ovviamente \u00e8 altrettanto sbagliato pensare o che la malattia sia una &#8220;invenzione&#8221; del potere politico, o che ogni mezzo per combatterla sia destinato al fallimento. Non \u00e8 cos\u00ec. Bisogna per\u00f2 resistere alla tentazione di far scadere la lotta morale contro il contagio nel moralismo che colpevolizza i contagiati. Questo oggi accade in diversi ambienti: la scuola, il lavoro, lo sport, il discorso politico. E&#8217; facile imputare ai contagiati il loro stesso contagio. Qualche volta pu\u00f2 essere giustificato. Come criterio generale \u00e8 assai rischioso.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 , il passaggio dal comportamento al contagio, e dal piano patologico al piano morale non \u00e8 mai diretto, ma chiede mediazioni delicate e non pu\u00f2 essere gestito in modo semplicistico. E&#8217; ovvio che chi irresponsabilmente non adotta alcune delle attenzioni richieste, espone se stesso e gli altri ad un rischio maggiore. Ma \u00e8 altrettanto ovvio che anche chi adotta scrupolosamente ogni sistema di protezione non \u00e8 del tutto al riparo dal contagio. Ci\u00f2 che \u00e8 giusto dire in generale, come una tendenza ben chiara, \u00e8 assai ingiusto imputarlo ad ogni soggetto che si trovi in una condizione di contagio\/malattia.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la cura del contagiato\/malato, che pure esige il rispetto della libert\u00e0 e della eguaglianza, fiorisce solo nella fraternit\u00e0. Tutte le migliori strutture sanitarie e tutte le pi\u00f9 adeguate disposizioni amministrative trovano nel &#8220;rispetto del diverso&#8221; il loro snodo decisivo. In modo particolare dovremmo considerare, proprio in questo frangente tanto delicato, la diversa strategia con cui storicamente la chiesa ha reagito alle &#8220;crisi&#8221; di fede, che possono essere dovute a colpa o a malattia. Cadere nel peccato e cadere nella malattia sono forme della crisi che hanno cause diverse, manifestazioni diverse e procedure diverse di riabilitazione. Sia pure con le specificit\u00e0 di una contagio di portata pandemica, la risorsa fondamentale del rapporto con il malato &#8211; senza nulla togliere alla somministrazione dei farmaci adeguati &#8211; resta il tatto. Anche in caso di &#8220;distanziamento&#8221; il tatto con cui trattiamo i &#8220;positivi&#8221;, i &#8220;contagiati&#8221; e i &#8220;malati&#8221; costituisce una forma qualificante della risposta che la citt\u00e0 e la comunit\u00e0 cristiana pu\u00f2 dare alla difficile contingenza che stiamo attraversando. Siccome l&#8217;ospedale da campo \u00e8 una &#8220;metafora ecclesiale&#8221; particolarmente efficace, la giusta lotta contro la irresponsabilit\u00e0 sociale non deve mai scadere nella colpevolizzazione del malato. Prenderci cura gli uni degli altri, anche mediante i &#8220;dispositivi anticontagio&#8221;, non \u00e8 per costruire il muro del giudizio tra positivi e negativi, ma per ampliare lo spazio di fraternit\u00e0 tra gli infermi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le dimensioni pi\u00f9 delicate e pi\u00f9 profonde del contagio che stiamo combattendo vi \u00e8 la relazione tra comportamento e malattia. 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