{"id":15888,"date":"2020-10-05T16:34:13","date_gmt":"2020-10-05T14:34:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15888"},"modified":"2020-10-06T08:49:45","modified_gmt":"2020-10-06T06:49:45","slug":"fratelli-tutti-cioe-tutti-nudi-il-de-amicitia-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fratelli-tutti-cioe-tutti-nudi-il-de-amicitia-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"\u201cFratelli tutti\u201d, cio\u00e8 \u201dtutti nudi\u201d.  Il \u201cde amicitia\u201d di papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15863\" alt=\"buonsamaritano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano-300x162.jpg\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano.jpg 628w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appena saputo il titolo della nuova enciclica \u201cde amicitia et fraternitate\u201d di papa Francesco, per emozionata assonanza ho risentito la musica delle prime parole dette da mio figlio Giovanni. Eravamo vicino a Oristano, a Torregrande, insieme ai teologi, per il Convegno ATI del 2007. Mio figlio parlava ancora pochissimo, anche se sapeva intrattenere lunghe \u201cconversazioni\u201d, persino con sconosciuti, soltanto con gesti delle mani e toni della voce. Ma quella volta no: trovandosi intorno tanti teologi e teologhe in costume da bagno, sulla riva del mare, sotto il sole di fine agosto, esclam\u00f2, scandendo bene le parole e facendo un gesto con il braccio a indicare l\u2019intera compagnia: \u201cTUTTI NUDI\u201d. Ecco, vorrei leggere il senso di questa nuova enciclica alla luce di queste parole elementari, cercando una sorta di \u201cdefinizione\u201d di \u201cFratelli tutti\u201d nei termini di una \u201cnudit\u00e0 universale\u201d, da riconoscere con fatica e da custodire con cura, insieme atto di fede e gesto di intelligenza, parola primordiale e sommo bene.<\/p>\n<p><i><b>La struttura del testo<\/b><\/i><\/p>\n<p>Se osserviamo la struttura del documento vediamo che, dopo una introduzione segnata dalla luce che proviene dal modello di San Francesco \u2013 che ha ispirato, oltre a questo testo, il testo di Laudato s\u00ec e il nome stesso di papa Francesco \u2013 il movimento del testo procede in modo simile a <i>Amoris Laetitia<\/i>. Legge la realt\u00e0 con le sue ombre (cap.1), si lascia ispirare da un testo biblico (cap. 2) e poi formula il cuore del suo <i>de amicitia et de fraternitate<\/i> nel cap. 3. Di qui discendono una serie di importanti conseguenze che occupano il resto del testo (capp. 4-8). Per utilit\u00e0 presento qui la struttura della Enciclica e poi svolgo solo alcune considerazioni relative soltanto ai due capitoli centrali (capp. 2-3). Sar\u00e0 una lettura intenzionalmente e necessariamente parziale, rimandando ad altri momenti ulteriori necessarie considerazioni. Ecco l\u2019indice, gi\u00e0 di per s\u00e9 significativo:<\/p>\n<p><em>Introduzione<\/em> (1-8)<\/p>\n<p><em>Capitolo Primo<\/em>: Le ombre di un mondo chiuso (9-55)<\/p>\n<p><em>Capitolo Secondo<\/em>: Un estraneo sulla strada (56-86)<\/p>\n<p><em>Capitolo Terzo<\/em>: Pensare e generare un mondo aperto (87-127)<\/p>\n<p><em>Capitolo Quarto<\/em>: Un cuore aperto al mondo intero (128-153)<\/p>\n<p><em>Capitolo Quinto<\/em>: La migliore politica (154-197)<\/p>\n<p><em>Capitolo Sesto<\/em>: Dialogo e amicizia sociale (198-224)<\/p>\n<p><em>Capitolo Settimo<\/em>: Percorsi di un nuovo incontro (225-270)<\/p>\n<p><em>Capitolo Ottavo<\/em>: Le religioni al servizio della fraternit\u00e0 nel mondo (271-287)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>La radice della fraternit\u00e0 e della amicizia<\/b><\/i><\/p>\n<p>Come ho detto, al centro del documento sta una lettura biblica e una meditazione che \u00e8, allo stesso tempo, teologica, antropologica e filosofica. Pur avendo come intento una \u201cparola condivisa\u201d e quindi non segnata in grado eccessivo da una specificit\u00e0 confessionale, il movimento trae ispirazione da una parola ispirata (la parabola del Buon Samaritano), ne offre una esegesi meditata e aggiornata, e quindi non \u00e8 affatto illuministico, anche se dialoga a fondo e in modo non consueto con l\u2019universalismo del concetto e con le evidenze della esperienza. Va detto, in aggiunta, che la distinzione tra \u201cparola autorevole\u201d ed \u201cevidenza della esperienza\u201d non \u00e8 cos\u00ec drasticamente identificabile nel capitolo 2 e nel capitolo 3. Anche nel secondo capitolo si riflette a fondo, mentre anche nel terzo capitolo ci si mette in ascolto.<\/p>\n<p><i><b>Una lunga e originale esegesi della parabola<\/b><\/i><\/p>\n<p>La parabola, dopo essere stata citata integralmente, viene commentata in 5 passaggi di cui il primo \u00e8 una lettura del cammino universalistico all\u2019interno della tradizione biblica, giudaica e cristiana. All\u2019inizio sta una crisi drammatica: l\u2019esordio del racconto della fraternit\u00e0 \u00e8 il disastro tra Caino e Abele. D\u2019altra parte, anche nella storia civile abbiamo inizi tragici, come Romolo e Remo. I primi fratelli non conoscono fratellanza alcuna. Il sorgere della relazione fraterna come amore, come cura dell\u2019altro tende perci\u00f2 ad uscire dai vincoli, a farsi vincolo senza dipendere dai legami, fino a farsi \u201cregola aurea\u201d di reciproca cura tra uomini: fai agli altri ci\u00f2 che vorresti fosse fatto a te. Dunque la povert\u00e0, la ferita, la nudit\u00e0 dell\u2019altro si rivela il luogo della nostra dignit\u00e0. Saper avere compassione dell\u2019altro significa \u201csentire con il suo corpo\u201d, sentirsi con lui poveri, con lui feriti, con lui nudi. La sua dignit\u00e0 e la nostra dignit\u00e0 non sono inversamente, ma direttamente proporzionali. Addirittura dobbiamo scoprire che, della parabola, abbiamo in noi la traccia di ognuno dei personaggi:<\/p>\n<p>\u201c<i><span style=\"font-size: medium\">tutti abbiamo qualcosa dell\u2019uomo ferito, qualcosa dei briganti, qualcosa di quelli che passano a distanza e qualcosa del buon samaritano\u201d (FT 69)<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">E <\/span><span style=\"font-size: medium\">poi<\/span><span style=\"font-size: medium\">, applicando la parabola come metro di lettura del nostro tempo, si aggiunge con grande forza:<\/span><\/p>\n<p>\u201c<i><span style=\"font-size: medium\">Questa \u00e8 la sfida attuale, di cui non dobbiamo avere paura. Nei momenti di crisi la scelta diventa incalzante: potremmo dire che, in questo momento, chiunque non \u00e8 brigante e chiunque non passa a distanza, o \u00e8 ferito o sta portando sulle sue spalle qualche ferito\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\">(FT 70)<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">La \u201cnon-indifferenza\u201d \u00e8 la <\/span><span style=\"font-size: medium\">sola <\/span><span style=\"font-size: medium\">culla della fraternit\u00e0 sociale e universale. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Nella parabola la \u201cnon-indifferenza\u201d scaturisce i<\/span><span style=\"font-size: medium\">n<\/span><span style=\"font-size: medium\"> un \u201csamaritano\u201d (<\/span><span style=\"font-size: medium\">uomo <\/span><span style=\"font-size: medium\">discriminato e emarginato) rispetto ad un giudeo ferito e abbandonato. La universalit\u00e0 della fraternit\u00e0 \u00e8 scritta in una prossimit\u00e0 che supera ogni \u201ccomunit\u00e0 ristretta\u201d e che delinea <\/span><span style=\"font-size: medium\">perci\u00f2 <\/span><span style=\"font-size: medium\">una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Nelle ultime battute di questo capitolo secondo, l\u2019universalismo della fraternit\u00e0 trova un ancoraggio teologico nella identificazione del Cristo con il povero, <\/span><span style=\"font-size: medium\">con <\/span><span style=\"font-size: medium\">l\u2019assetato, <\/span><span style=\"font-size: medium\">con<\/span><span style=\"font-size: medium\"> il malato e con il riconoscimento, per ogni cristiano, di <\/span><span style=\"font-size: medium\">poter <\/span><span style=\"font-size: medium\">trovare nell\u2019altro \u201cla sua stessa carne\u201d. Per questo se ne trae una conclusione singolarmente franca, nei termini di una \u201cautocritica\u201d della tradizione, assai simile ai passi paralleli di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Amoris Laetitia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (<\/span><span style=\"font-size: medium\">AL <\/span><span style=\"font-size: medium\">3<\/span><span style=\"font-size: medium\">5<\/span><span style=\"font-size: medium\">-3<\/span><span style=\"font-size: medium\">7<\/span><span style=\"font-size: medium\">) e con ci\u00f2 si conclude il capitolo 2:<\/span><\/p>\n<p>\u201c<i><span style=\"font-size: medium\">A volte mi rattrista il fatto che, pur dotata di tali motivazioni, la Chiesa ha avuto bisogno di tanto\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">tempo per condannare con forza la schiavit\u00f9 e diverse forme di violenza. Oggi, con lo sviluppo della\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">spiritualit\u00e0 e della teologia, non abbiamo scuse. Tuttavia, ci sono ancora coloro che ritengono di\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">sentirsi incoraggiati o almeno autorizzati dalla loro fede a sostenere varie forme di nazionalismo\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">chiuso e violento, atteggiamenti xenofobi, disprezzo e persino maltrattamenti verso coloro che sono\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">diversi. La fede, con l\u2019umanesimo che ispira, deve mantenere vivo un senso critico davanti a queste\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">tendenze e aiutare a reagire rapidamente quando cominciano a insinuarsi. Perci\u00f2 \u00e8 importante che la\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">catechesi e la predicazione includano in modo pi\u00f9 diretto e chiaro il senso sociale dell\u2019esistenza, la\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">dimensione fraterna della spiritualit\u00e0, la convinzione sull\u2019inalienabile dignit\u00e0 di ogni persona e le\u00a0<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: medium\">motivazioni per amare e accogliere tutti\u201d (FT 86).<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><b>Pensiero e pratiche di fraternit\u00e0<\/b><\/i><\/p>\n<p>Dopo questa ricca esegesi della parabola del vangelo di Luca, la \u201cteoria\u201d della fraternit\u00e0 si delinea nel cap. 3, il pi\u00f9 ampio e articolato del testo, dal quale vorrei trarre solo gli spunti pi\u00f9 decisivi:<\/p>\n<p>a) Le prime parole del capitolo ruotano intorno a tre termini: dono, amore e \u201cuscita da s\u00e9\u201d. L\u2019uomo non trova se stesso se non si dona, se non ama e se non esce da s\u00e9. Le fonti sono il magistero della Chiesa (Vaticano II e papi), il personalismo (Marcel) e Tommaso. Anche Rahner \u00e8 citato, curiosamente da un testo di meditazioni sull\u2019Anno liturgico!<\/p>\n<p>b) Questa prima acquisizione entra in dialogo con la \u201cautocoscienza moderna\u201d della societ\u00e0 liberale. In particolare con i tre principi della Rivoluzione francese: \u201clibert\u00e9, \u00e9galit\u00e9, fraternit\u00e8\u201d. Il mondo moderno ha saputo realizzare effettivamente grandi conquiste in fatto di libert\u00e0 e di eguaglianza, ma sulla fraternit\u00e0 sembra quasi impotente. Un testo risulta qui decisivo:<\/p>\n<p>\u201c<i>La fraternit\u00e0 non \u00e8 solo il risultato di condizioni di rispetto per le libert\u00e0 individuali, e nemmeno\u00a0<\/i><i>di una certa regolata equit\u00e0. Bench\u00e9 queste siano condizioni di possibilit\u00e0, non bastano perch\u00e9 essa\u00a0<\/i><i>ne derivi come risultato necessario\u201d (FT 103)<\/i><\/p>\n<p>c) Libert\u00e0 ed eguaglianza sono necessarie, ma non sono sufficienti. Questo \u00e8 la virt\u00f9 e il vizio del mondo moderno: di avere molto sviluppato la libert\u00e0 e la uguaglianza, ma di faticare molto a cogliere le logiche della fratellanza, senza la quale non vi \u00e8 n\u00e9 vera libert\u00e0, n\u00e9 vera uguaglianza. La prima di orienta all\u2019individualismo, la seconda alla omologazione e alla consociazione.<\/p>\n<p>d) Pertanto si tratta di \u201cdare radice\u201d alla libert\u00e0 e alla uguaglianza, che non stanno all\u2019inizio, ma nelle conseguenze di una \u201camicizia sociale\u201d e di una \u201cfratellanza univarsale\u201d. Si potrebbe dire che Francesco non rinuncia affatto ad abitare il mondo moderno. Ma vuole innestare la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza nella fraternit\u00e0, non viceversa. Ci\u00f2 \u00e8 evidente soprattutto se si pensa alla forza con cui si pretende di pensare la societ\u00e0 partendo dalla \u201clibert\u00e0 economica\u201d. Questo ignorare la fratellanza dall\u2019orizzonte originario altera inevitabilmente sia la libert\u00e0, sia l\u2019uguaglianza, e le corrompe. La solidit\u00e0 del soggetto \u00e8 nella solidariet\u00e0: il prendersi cura dell\u2019altro e la garanzia del s\u00e9. Purch\u00e9 il s\u00e9 possa scambiarsi con l\u2019altro, mettersi nei panni, stare al posto, riconoscersi riconosciuto. Sulla base di questo atto di riconoscimento, tutti hanno dignit\u00e0 originaria e inalienabile:<\/p>\n<p>&#8220;<i><span style=\"font-size: medium\">Cos\u00ec come \u00e8 inaccettabile che una persona abbia meno diritti per il fatto di essere donna, \u00e8 altrettanto inaccettabile che il luogo di nascita o di residenza gi\u00e0 di per s\u00e9 determini minori opportunit\u00e0 di vita degna e di sviluppo.&#8221;\u00a0<\/span><\/i><span style=\"font-size: medium\">(FT 121)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Questa lettura, fondata sulla originaria dignit\u00e0 di ogni uomo e donna, non \u00e8 una fantasia, ma una profezia e una sfida che spinge a nuovi sogni e <\/span><span style=\"font-size: medium\">a <\/span><span style=\"font-size: medium\">nuovi progetti:<\/span><\/p>\n<p>&#8220;<i><span style=\"font-size: medium\">se si accetta il grande principio dei diritti che promanano dal solo fatto di possedere l\u2019inalienabile dignit\u00e0 umana, \u00e8 possibile accettare la sfida di sognare e pensare ad un\u2019altra umanit\u00e0&#8221;. <\/span><span style=\"font-size: medium\">(FT 129)<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><b>L\u2019uomo: lupo, padre, padrone, fratello<\/b><\/i><\/p>\n<p>Mi fermo qui. Il cuore del messaggio di FT \u00e8 racchiuso qui. Potremmo dire che prende forma in una antropologia, illuminata dalla autorit\u00e0 della fede (e delle fedi) e dalla esperienza dei segni dei tempi. Una antropologia che tiene sul comodino la bibbia e il giornale. E che fa sue le ansie di un mondo che \u00e8 stato profondamente trasformato da nuovi modi di comprendere e di trattare gli uomini che si concentrano in quattro formule:<\/p>\n<p>&#8211; <i>homo homini lupus<\/i>: la estraneit\u00e0 di ogni singolo di fronte all\u2019altro;<\/p>\n<p>&#8211; <i>homo homini pater-mater\/filius-filia<\/i>: la predeterminazione e la genealogia della libert\u00e0<\/p>\n<p>&#8211; <i>homo homini dominus-domina\/servus-serva<\/i>: la produzione e la diseguaglianza di sistema<\/p>\n<p>&#8211; <i>homo homini frater-soror<\/i>: la riconosciuta fragilit\u00e0 di una comunione ricevuta e da custodire<\/p>\n<p>Conosciamo il disordine della foresta selvaggia di un uomo animale senza rispetto (e, a differenza del lupo, senza natura); l\u2019ordine di una paternit\u00e0\/figliolanza che blinda identit\u00e0 e societ\u00e0; il potere del dominio dell\u2019uomo sull\u2019uomo, che sacrifica tutto alla produzione; la nudit\u00e0 riconosciuta del fratello e del cosmo, aperta alla (e dalla) dignit\u00e0 di tutti. Gli uomini sono anche animali, sono padri e madri, figli e figlie, sono padroni e sono servi, ma anzitutto sono e devono essere riconosciuti fratelli e sorelle. Il primato antropologico della fraternit\u00e0, contro le riduzioni e le sfigurazioni delle altre letture, trova qui il suo canto. Qui viene delineato il profilo originario dell\u2019uomo e indicata la autorit\u00e0 somma nella nudit\u00e0, nella marginalit\u00e0 e nella periferia che noi tutti siamo. Una fraternit\u00e0 crocifissa e risorta, negata e sperata, da assumere e da costruire, da riconoscere e da insegnare.<\/p>\n<p>Papa Francesco &#8211; sotto il sole di Roma, di Lampedusa, di Abu Dhabi &#8211; davanti allo spettacolo difficile e duro di una fraternit\u00e0 negata e svuotata dai lupi, da padri-padroni e dai figli-servi,\u00a0 col gesto del braccio indica tutta intera la umanit\u00e0, senza distinzione alcuna, e scandisce bene le parole per dire: \u201ctutti nudi\u201d, \u201cfratelli tutti\u201d. Parola primordiale e insieme citt\u00e0 ideale.<\/p>\n<p>POST SCRIPTUM<\/p>\n<p>Nel sogno della fratellanza, con la sua ispirazione evangelica e francescana, l&#8217;inconscio si manifesta. E&#8217; stato un caro amico, che legge nel segreto, a ricordarmi ci\u00f2 che inconsciamente avevo sognato, ma non scritto: la nudit\u00e0 del Cristo e la nudit\u00e0 del fratello sono la nudit\u00e0 esemplare del Francesco di Assisi, che passa da figlio a fratello. La svestizione davanti al padre \u00e8 quasi l&#8217;icona inconscia di tutto il testo. Cos\u00ec davvero &#8220;fratelli tutti&#8221; suona pienamente come &#8220;tutti nudi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Appena saputo il titolo della nuova enciclica \u201cde amicitia et fraternitate\u201d di papa Francesco, per emozionata assonanza ho risentito la musica delle prime parole dette da mio figlio Giovanni. Eravamo vicino a Oristano, a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15888"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15888"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15897,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15888\/revisions\/15897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}