{"id":15884,"date":"2020-10-04T20:58:16","date_gmt":"2020-10-04T18:58:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15884"},"modified":"2020-10-04T21:04:49","modified_gmt":"2020-10-04T19:04:49","slug":"coraggio-da-veri-uomini-cervello-da-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/coraggio-da-veri-uomini-cervello-da-bambini\/","title":{"rendered":"Coraggio da veri uomini cervello da bambini"},"content":{"rendered":"<p>\u00abCoraggio da veri uomini, cervello da bambini\u00bb, scrive Cicerone degli assassini di Giulio Cesare [Barbara Biscotti, <em>Giulio Cesare, Un \u201ctirannicidio\u201d imperfetto<\/em>, Corriere della Sera 2020, p. 60]. \u00c8 un mix micidiale, oggi pandemia politica non a caso associata alla pandemia Covid-19, provocata da sedicenti leader con grossi muscoli e cervelli da educare. Leadership pericolose.<br \/>\n\u00abAtteggiandosi a campioni della grandezza della nazione, vogliono determinare chi va considerato o meno come autentico cittadino\u00bb. \u00abQuesti leader preferiscono una diretta comunicazione con gli elettori attraverso la propaganda professionale su video e social media perch\u00e9 questo consente loro di ignorare fatti sconvenienti offerti dagli esperti\u00bb. \u00abUna terza tattica \u00e8 di andare contro al proprio governo. Il termine deep state si dice abbia avuto origine in Turchia negli anni Novanta, ma ora occupa un posto di primo piano nel lessico di Trump, Orb\u00e1n, Erdogan, Johnson e del leader de facto della Polonia, Jaroslaw Kaczynski. Incolpando personaggi senza nomi e senza facce dietro le quinte e cabale oscure, questi leader hanno scuse pronte per i propri insuccessi. Un quarto elemento da libretto \u00e8 la soppressione degli elettori. Come i tentativi costanti di Erdogan di togliere il potere agli elettori curdi, Trump e il partito repubblicano vogliono disperatamente privare gli afro-americani del diritto di voto. Per un aspirante uomo forte, la necessit\u00e0 di ribaltare la bilancia elettorale apre la porta a ogni tipo di attacco ai processi democratici\u00bb. \u00abAltro espediente correlato \u00e8 la \u2018tecnologia politica\u2019, termine per gli sporchi trucchi comunemente associati alla politica post-sovietica. Tali metodi includono il sostegno segreto della Russia a candidati di terze parti come Jill Stein nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016: il kompromat, o materiale compromettente (sintetizzato dalla ricerca di marcio su Biden in Ucraina); e dichiarare semplicemente la vittoria prima che i voti siano contati\u00bb. \u00abUn autoritario in carica pu\u00f2 anche impegnarsi in varie forme di \u2018azioni legali\u2019 utilizzando le forze dell\u2019ordine o tribunali conformi per facilitare i brogli elettorali. La repressione degli elettori, insabbiamenti e altre violazioni del processo democratico. In questo caso uno dei maggiori vantaggi \u00e8 la capacit\u00e0 di controllare la tempistica degli eventi o il rilascio di informazioni politicamente dannose\u00bb. \u00abUn\u2019altra tattica autoritaria comune \u00e8 di giocare la carta del \u2018law and order\u2019\u00bb. \u00abIl problema per i democratici negli Stati Uniti e per i democratici ovunque, \u00e8 che tutte queste tecniche tendono a diventare pi\u00f9 efficaci quanto pi\u00f9 vengono spiegate. La verifica dei fatti nel caso di fake news pu\u00f2 inavvertitamente diffondere ancora di pi\u00f9 informazioni errate. Le avvertenze circa la soppressione degli elettori possono diventare profezie che si auto-avverano se un numero sufficiente di persone conclude che il processo \u00e8 truccato e non vale la pena di parteciparvi. Contestare le violazioni nei tribunali crea l\u2019impressione di una corsa verso la fine della democrazia\u00bb [Mark Leonard, \u00abTrump ha ancora armi per vincere. Non fidatevi del vantaggio di Biden\u00bb, <em>Domani<\/em>, 18\/9\/20, p. 11].<br \/>\nIn questa sempre pi\u00f9 diffusa guerra civile a bassa intensit\u00e0, oltre la siepe di una pandemia sanitaria dovuta a una pandemia politica, c\u2019\u00e8 il buio. \u00abI commessi indossano visiere come elmetti trasparenti dietro ripari di plastica che sembrano scudi trasparenti. Probabilmente cos\u00ec dev\u2019essere: il Medioevo fu tempo di peste\u00bb. \u00abStiamo assistendo al ritorno di molte patologie medievali. \u00c8 di nuovo il Millenarismo che marcia\u00bb. \u00abIl nuovo Medioevo high-tech vede persino il ritorno della nomenclatura politica medievale. Un tempo i re furono detti il Calvo (Charles) o il Crudele (Pietro di Castiglia). Donald Trump ora soprannomina i suoi avversari Sonnolento Joe o Corrotta Hillary\u00bb. \u00abVi sono anche analogie strutturali \u2013 analogie risalenti a ben prima di Covid-19 e che pongono domande preoccupanti sul nostro futuro post-Covid. Il ceto medio baluardo del mondo nel dopoguerra \u00e8 in ritirata in tutto l\u2019Occidente. La nuova oligarchia tecnologica richiama l\u2019aristocrazia medievale, \u201cceto cavalleresco senza cavalleria\u201d, come Joel Kotkin ha scritto nel suo recente <em>The Coming of Neo-Feudalism<\/em>. I suoi membri vivono in comunit\u00e0 chiuse o isole protette dal resto della societ\u00e0. Socializzano tra loro in manifestazioni globali, ma senza contatti con chi vive in aree fuori moda come quelle interne americane (le parti del paese che molti americani vedono solo dall\u2019aereo) o il nord dell\u2019Inghilterra. Grandi eserciti di \u2018servi\u2019 vestono la loro livrea in forma di T-shirt o cappelli da baseball decorati con loghi, ed eseguono gli ordini. Ogni giorno di pi\u00f9 l\u2019\u00e9lite accademica sembra un clero medievale. Universit\u00e0 e citt\u00e0 universitarie sono monasteri d\u2019oggi che proteggono i loro membri dalla contaminazione con il volgo. Gli accademici si impegnano nel moderno equivalente delle dispute medievali: invece di quanti angeli possano danzare su una punta di spillo, discutono se il sesso sia un costrutto sociale (lo \u00e8)\u00bb. \u00abComunit\u00e0 chiuse e monasteri medievali che sono circondati da una classe in espansione di servi e mendicanti. Servi a chiamata, al seguito delle \u00e9lite tecniche e amministrative \u2013 portano loro il cibo e puliscono le loro case. Ma invece di essere legati a persone o appezzamenti specifici sono lavoratori just-in-time, con contratti a zero ore gestiti da un algoritmo. Si fanno strada attraverso folle di mendicanti che, in tendopoli, vivono degli scarti del resto della societ\u00e0\u00bb. \u00abLa pi\u00f9 impressionante \u00e8 tuttavia l\u2019affinit\u00e0 nel distacco tra realt\u00e0 e immagine. La gente del medioevo parlava di cavalleria e di Gloria di Dio ma viveva in un mondo brutale in cui le bande si rapinavano a vicenda e i monaci si impegnavano entusiasti nei peccati della carne. Oggi le \u00e9lite parlano costantemente di \u2018inclusione\u2019 e situazioni \u2018win-win\u2019, ma hanno creato un mondo in cui le spoglie vanno a una piccola minoranza, mentre sempre e sempre pi\u00f9 persone sono spinte nel deserto. L\u2019inferno chiama\u00bb [Adrian Wooldridge, \u00abHow we live now. Visors and violence: we are returning to the Middle Ages\u00bb, <em>The Economist This Week<\/em>, 19\/09\/20, online].<br \/>\n<strong>Coraggio da veri uomini, cervello da bambini<\/strong> \u00e8 \u00abAmerica first\u00bb che vuole cancellare la lezione, appresa \u00abad un prezzo spaventoso\u00bb, che Franklin D. Roosevelt fece suo programma politico nel suo ultimo insediamento, il 20 gennaio 1945: \u00ababbiamo imparato che non possiamo vivere in pace da soli; che il nostro benessere dipende dal benessere di altre nazioni, molto lontane da noi. Abbiamo imparato a vivere come uomini e non come struzzi n\u00e9 come bestie alla mangiatoia. Abbiamo imparato ad essere cittadini del mondo, membri della comunit\u00e0 umana\u00bb [James MacGregor Burns, <em>Roosevelt<\/em>, Dall\u2019Oglio 1972, p. 697].<br \/>\nNel 1960 a Berkeley lo storico Carlo Maria Cipolla ribadiva che \u00abuna delle principali conseguenze della Rivoluzione Industriale \u00e8 stata la riduzione del costo e l\u2019aumento della velocit\u00e0 dei trasporti. Le distanze si sono ridotte a un ritmo stupefacente. Giorno per giorno il mondo sembra diventare sempre pi\u00f9 piccolo e societ\u00e0 che da millenni si ignoravano praticamente a vicenda si trovano all\u2019improvviso a contatto \u2013 o in conflitto. Nel nostro modo di agire, sia nel campo politico che in quello economico, sia nel settore dell\u2019organizzazione sanitaria che in quello della strategia militare si impone un nuovo punto di vista. Nel passato l\u2019uomo ha dovuto abbandonare il punto di vista cittadino o regionale per acquisirne uno nazionale. Oggi dobbiamo uniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista globale\u00bb [<em>Uomini tecniche economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1990, p. 5].<br \/>\nI trasporti sono strumento e simbolo della transizione epocale dal \u2018fare\u2019 cose all\u2019\u2018interagire\u2019 al fine di soddisfare bisogni umani fondamentali, perci\u00f2 universali. Trasporti, istruzione, salute: l\u2019economia del vivere in pace e benessere, necessariamente tutti insieme dopo aver \u2018fatto\u2019 la bomba atomica, nell\u2019equilibrio del terrore che ispir\u00f2 per istinto di sopravvivenza il contrappeso dei servizi pubblici di istruzione e sanit\u00e0 tra il 1945 e il 1975, battezzati Trenta Gloriosi da Jean Fourasti\u00e9, demografo: studioso della popolazione e del \u00abprocesso di rinnovamento continuo cui essa \u00e8 sottoposta per effetto delle nascite, delle morti e degli spostamenti territoriali (migrazioni) e sociali (mobilit\u00e0 sociale)\u00bb [Treccani]. Rinnovamento continuo nell\u2019interazione senza fine tra produttori e consumatori di servizi, la rivoluzione nella rivoluzione industriale.<br \/>\nLa rivoluzione dei servizi, nella loro quotidianit\u00e0 sofisticati e complessi, continuamente riplasmati da esperienza, ricerca, necessit\u00e0, atteggiamenti, comportamenti di ognuno e tutti noi, oltre gli standard industriali pur nella loro acquisita flessibilit\u00e0. La particolarit\u00e0 di miliardi di persone, oggi sempre pi\u00f9 in bal\u00eca dei muscoli di veri uomini con cervelli ineducati. \u00abNon ricordo chi ha detto: Dio si vede nei particolari. \u00c8 vero, ma non solo Lui\u00bb. \u00abQuesto discorso sui particolari, che potrebbe non finire mai, \u00e8 un discorso consolante perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 stessa \u00e8 un particolare, nell\u2019universo. Se i particolari sono importanti, pu\u00f2 darsi che siamo importanti anche noi\u00bb [Franco Maria Ricci, \u00abIl mio amore per il particolare\u00bb, <em>Il Sole 24Ore Domenica<\/em>, 20\/9\/20, p. VII].<br \/>\nCovid-19 lo conferma brutalmente. \u00abIl cinismo e la disfatta dell\u2019immaginazione, della capacit\u00e0 di prevedere ci\u00f2 che sarebbe accaduto: sono le ragioni del precipizio in cui Covid-19 ci ha sprofondato secondo David Quammen, divulgatore scientifico appassionante. Nel 2012, in Spillover (Adelphi), poderoso saggio sulla \u2018tracimazione\u2019, il passaggio di un virus da una specie all\u2019altra che \u00e8 all\u2019origine delle pandemie, aveva riferito di un\u2019ipotesi molto radicata tra gli esperti: l\u2019arrivo di un\u2019infezione virale originatasi in una foresta pluviale o in un mercato della Cina meridionale. Causata probabilmente da un coronavirus, avrebbe fatto 30, 40 milioni di vittime. Si sapeva infatti benissimo cosa poteva accadere: per almeno 15-20 anni gli scienziati avevano lanciato l\u2019allarme, il personale sanitario lo aveva compreso, i giornalisti scientifici lo avevano diffuso, diversi Paesi avevano preparato piani pandemici, mentre la frequente comparsa di virus nuovi per l\u2019uomo (e che dunque potevano diffondersi velocemente in organismi senza difese) avevano rodato il sistema. Ciononostante qualcosa \u00e8 andato storto. \u201cParlo del mio Paese, il peggiore al mondo per casi e morti. S\u00ec, avevamo un piano, una struttura per gestire l\u2019emergenza, l\u2019aveva voluto Obama, ma anche Bush aveva compiuto dei passi in questa direzione. Poi \u00e8 arrivato questo ignominioso presidente e lo ha smantellato, perch\u00e9 gli scienziati non sapevano dirgli esattamente quando la pandemia sarebbe arrivata\u201d\u00bb [Lara Ricci, \u00abDisfatta dell\u2019immaginazione\u00bb, <em>Il Sole 24Ore Domenica<\/em>, 20\/9\/20, p. II].<br \/>\nNel nostro piccolo, in Italia abbiamo fatto molto meglio col valore d\u2019una sanit\u00e0 pubblica da sempre sottodimensionata rispetto alle necessit\u00e0. Anche la scuola, \u00abma soprattutto, ed \u00e8 questo il punto, la scuola \u00e8 venuta meno al suo compito principale, che \u00e8 quello di trasmettere da una generazione all\u2019altra il messaggio essenziale. Che lo studio, come il lavoro che deve fargli seguito, costa fatica e che la scuola \u00e8 chiamata a costruire gerarchie di merito pi\u00f9 giuste di quelle ereditate dall\u2019ordinamento sociale\u00bb [Gian Arturo Ferrari, \u00abNel paese che non studia gli insegnanti contano poco\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 19\/9\/20, p. 28]. \u00ab\u201cNel piano Colao \u2013 continua Sabbadini [Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale ISTAT, membro della task force di Colao: ndr] abbiamo posto l\u2019obiettivo del 60% di posti per i bimbi nei nidi e di un forte investimento nelle politiche di cura delle persone, degli anziani e dei disabili. Se facessimo quanto ha fatto la Germania in sanit\u00e0 e assistenza avremmo 1 milione e 700 mila lavoratrici in pi\u00f9, senza contare tutte quelle che non lascerebbero il lavoro per nascita di figli o malattia dei loro cari. Sarebbe una svolta epocale. Altri lo hanno fatto, noi mai. \u00c8 arrivata l\u2019ora\u201d\u00bb [\u00abSfida Recovery: 3,5-4 milioni di posti in pi\u00f9\u00bb, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 20\/9\/20, p. 3].<br \/>\nSfida Recovery, anzi sfida UE, dell\u2019Europa Unita. Nell\u2019et\u00e0 dei servizi la flessibilit\u00e0 in apparenza senza limiti del digitale, di fatto ripetitivo, pu\u00f2 esprimere tutto il suo potenziale anch\u2019esso di servizio e lasciarsi alle spalle gli attuali fuochi fatui di un mitico altrove di sogni e soldi, in borsa con fantasiose capitalizzazioni \u2013 alla lettera: fantasie \u2013 come quella di un\u2019auto elettrica inefficiente e invenduta, ma nell\u2019immaginario neoliberista faro per capitali in apparenza illimitati perch\u00e9 forniti da banche centrali, anch\u2019esse servizio pubblico di rianimazione dell\u2019economia neoliberista a crescente rischio di collasso. Il debito cattivo nasce qui, dall\u2019incapacit\u00e0 di pensare prima di agire.<br \/>\nIn mancanza di un coordinamento globale di governo, Covid-19, che non conosce confini, assedia citt\u00e0 e regioni che si arroccano anche politicamente per resistere, e solo l\u2019UE condivide la necessaria responsabilit\u00e0 per superare l\u2019attuale drammatico crocevia dell\u2019et\u00e0 dei servizi. Ringrazio l\u2019amico che mi ha segnalato l\u2019\u201cimpressionante dialogo con una intelligenza artificiale\u201d di Kirk Ouimet [\u00abArtificial Intelligence and I Discuss What Happened Before the Big Bang\u00bb], conferma che la conoscenza nasce da buone domande, oggi anche con l\u2019aiuto dell\u2019intelligenza artificiale: se \u00e8 intelligente, come l\u2019amico opportunamente precisa. Inoltre, a conferma che, \u00abistruendo un selvaggio nelle tecniche pi\u00f9 avanzate, non se ne fa una persona civile, se ne fa solo un selvaggio pi\u00f9 efficiente\u00bb, oggi nel fobico uso politico dell\u2019innovazione digitale a ricordarci che \u00abnel futuro, la vita su questo pianeta dipender\u00e0 sempre pi\u00f9 dalla capacit\u00e0 dell\u2019uomo di \u2018seguire virtute\u2019 oltre che \u2018conoscenza\u2019\u00bb  [Carlo M. Cipolla, <em>Istruzione e sviluppo<\/em>, il Mulino 2002, p. 120].<br \/>\nCovid-19 ci sta dicendo che il futuro \u00e8 gi\u00e0 cominciato e che questa capacit\u00e0 va coltivata sempre e ovunque, anche a casa, perch\u00e9 nell\u2019et\u00e0 dei servizi la sola barriera fisica \u00e8 la violenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCoraggio da veri uomini, cervello da bambini\u00bb, scrive Cicerone degli assassini di Giulio Cesare [Barbara Biscotti, Giulio Cesare, Un \u201ctirannicidio\u201d imperfetto, Corriere della Sera 2020, p. 60]. \u00c8 un mix micidiale, oggi pandemia politica non&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15884"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15884"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15887,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15884\/revisions\/15887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}