{"id":15860,"date":"2020-09-21T11:57:09","date_gmt":"2020-09-21T09:57:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15860"},"modified":"2020-09-21T11:57:09","modified_gmt":"2020-09-21T09:57:09","slug":"sogno-coscienza-e-istituzione-quale-ecumenismo-per-leucaristia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sogno-coscienza-e-istituzione-quale-ecumenismo-per-leucaristia\/","title":{"rendered":"Sogno, coscienza e istituzione. Quale ecumenismo per l&#8217;eucaristia?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9869\" alt=\"Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella ripresa del dibattito intorno alla cosiddetta \u201cintercomunione\u201d &#8211; ossia la possibilit\u00e0 di una ospitalit\u00e0 eucaristica riconosciuta tra cattolici e luterani \u2013 occorre mettere a fuoco una serie di punti delicati, intorno ai quali si gioca la plausibilit\u00e0 e la difficolt\u00e0 di uno sviluppo significativo. Non entro direttamente nella discussione che sembra intrecciarsi tra episcopato tedesco e Congregazione per la Dottrina della fede, ma mi limito a mettere in luce alcuni \u201climiti sistematici\u201d che sembrano affliggere, contemporaneamente, l\u2019una e l\u2019altra parte.<\/p>\n<p><b>1. Premessa sulla \u201cpace ecumenica\u201d<\/b><\/p>\n<p>L\u2019ecumenismo \u00e8 un modo di ritrovare la pace. La pace si \u201cfa\u201d e si \u201criceve\u201d. Nella pace non c\u2019\u00e8 solo l\u2019ottimismo della volont\u00e0, ma anche il riconoscimento del dono. Se la differenza dell\u2019altro posso scoprirla non solo come un problema, ma come una opportunit\u00e0, comprendo che \u00e8 possibile una \u201ccomunione nella differenza\u201d. Ma questi passaggi non sono facili, perch\u00e9 ogni identit\u00e0, quando \u00e8maturata da un lungo conflitto, prova un bisogno invincibile di \u201cmantenere il conflitto\u201d per essere se stessa. Come si fa ad essere cattolici senza essere antiluterani? E come si fa ad essere luterani senza essere anticattolici? Il conflitto, una volta che si \u00e8 istituzionalizzato, permette ai sogni e alle coscienze di muoversi, ma tende a bloccare le istituzioni, che \u201cscandalizzano\u201d non appena fanno un piccolo passo in avanti. E lo scandalo non riposa solo su \u201cmentalit\u00e0\u201d, ma su \u201cvite\u201d, su \u201ctragedie\u201d, su \u201clutti\u201d. E cos\u00ec anche la forza delle tradizioni ecclesiali e familiari tende a \u201ctener duro\u201d, anche solo per onorare la memoria dei nonni o del bisnonno! Ma il sogno del desiderio e la coscienza della giustizia sa che questo \u201cdividersi nel battesimo\u201d \u00e8 un male, che deve essere superato. I sogni e le coscienze hanno una loro immediatezza che nessuna istituzione pu\u00f2 anticipare. Ma da soli non ce la fanno. Guai se non ci sono. Ma guai se confidiamo solo in essi.<\/p>\n<p><b>2. Premessa sulle mediazioni istituzionali<\/b><\/p>\n<p>Si deve aggiungere un secondo punto in premessa. La tradizione cattolica e quella luterana si distinguono su diversi aspetti, ma uno di questi, analizzato con particolare larghezza e profondit\u00e0, \u00e8 il \u201cruolo delle mediazioni\u201d. Non vi \u00e8 dubbio, infatti, che nella tradizione cattolica la rilevanza della mediazione istituzionale costituisca una peculiarit\u00e0 alla quale difficilmente si potrebbe rinunciare. Guai se lo facessimo anche in questo caso. Ma occorre chiedersi, con molta franchezza, se proprio questa \u201cpassione istituzionale cattolica\u201d non si sia un poco avvizzita e irrigidita, non sapendo elaborare la tradizione in modo pienamente efficace. Nella questione che stiamo esaminando \u2013 ossia la possibilit\u00e0 che la \u201ccomunione eucaristica\u201d diventi, almeno parzialmente, condivisa tra soggetti di confessioni diverse \u2013 il nostro ragionamento, sia in positivo sia in negativo, mi sembra che rifletta sulla tradizione con strumenti concettuali troppo scarni e con figure istituzionali troppo povere. Se l\u2019accesso alla eucaristia \u00e8 garantito, istituzionalmente, solo da \u201cdottrine coerenti\u201d e da \u201cuffici affidabili\u201d, forse questo significa che non riusciamo ancora a comprendere che \u00e8 l\u2019eucaristia, come tale, l\u2019elemento istituzionale primo. Se la Chiesa \u201cvive\u201d dell\u2019eucaristia, ci\u00f2 significa che la cena del Signore e la celebrazione eucaristica \u00e8 un \u201cprimum\u201d rispetto ai suoi contenuti dottrinali e alle sue funzioni ministeriali. Qui, evidentemente, utilizziamo nella discussione, strumenti giuridici e istituzionali che non sono del tutto all\u2019altezza della questione e che finiscono con il ridurla ad una dimensione troppo bassa, che la sfigura. C\u2019\u00e8 stato un arcivescovo che ha proposto di \u201cdare la comunione al luterano\u201d solo dopo avergli chiesto, magari nella processione eucaristica, di fare l\u2019atto di fede sul \u201cprimato del Vescovo di Roma\u201d. Senza arrivare a queste forme caricaturali, qui si paga lo scotto di uno \u201csguardo distorto\u201d. Recuperare uno \u201csguardo corretto\u201d &#8211; ossia guardare l\u2019altro non anzitutto come \u201csoggetto di errore da emendare\u201d, ma come \u201csoggetto di differenza da valorizzare\u201d &#8211; esige non solo di \u201csognare\u201d e di \u201cesaminare la coscienza\u201d, ma di elaborare nuovi strumenti istituzionali. Perch\u00e9 se vuoi svitare una vite, non puoi usare il martello.<\/p>\n<p>3. <b>I<\/b><b>n<\/b><b> caso di morte e i<\/b><b>n<\/b><b> caso di vita.<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 del tutto inevitabile che, se si ragiona in modo istituzionale, si entri in relazione con la normativa vigente. E al suo interno, con la tecnica della interpretazione e della ermeneutica, \u00e8 possibile trovare i \u201cvarchi\u201d per poter elaborare strategie nuove. Ed \u00e8 tipico delle istituzioni di \u201ciniziare\u201d da questi varchi. Ma in alcuni casi \u00e8 la qualit\u00e0 del \u201cvarco\u201d a risultare problematica. Infatti la argomentazione che autorizzerebbe una \u201ccomunione eucaristica\u201d all\u2019interno di una famiglia \u201cmista\u201d ragiona solo secondo lo\u201dstato di necessit\u00e0\u201d, come se si trattasse di un \u201ccaso di morte\u201d. Qui attingiamo ad una tradizione istituzionale troppo esile. Che non risulta aggiornata da due fondamentali acquisizioni, maturate nel corso del XX secolo e che non sono presenti, inevitabilmente, alla \u201cmens\u201d del codice, la cui struttura \u00e8 stata elaborata nel 1917, anche se poi emendata nel 1983, ma in modo non cos\u00ec profondo. Che cosa manca alla \u201ccoscienza istituzionale cattolica\u201d per affrontare efficacemente la questione della intercomunione? Provo a dirlo rapidamente in due punti:<\/p>\n<p>a) L\u2019eucaristia \u00e8 una \u201cistituzione centrale\u201d della vita ecclesiale. Per questo \u201cpartecipare alla celebrazione\u201d \u00e8 pi\u00f9 che semplicemente \u201cfare o ricevere la comunione\u201d. Vivere la dinamica eucaristica non \u00e8 semplicemente \u201cavere diritto (o possibilit\u00e0) di ricevere il sacramento\u201d<\/p>\n<p>b) La famiglia non \u00e8 semplice \u201crecettore di comunione\u201d, ma luogo di elaborazione e di messa alla prova della comunione. La famiglia \u00e8 \u201csoggetto\u201d e \u201cchiesa domestica\u201d, anche quando \u00e8 \u201cmista\u201d. Per questo pu\u00f2 essere profezia di comunione ecclesiale: una famiglia mista annuncia una profezia di comunione ecclesiale. E\u2019 una anticipazione della comunione eucaristica che la comunit\u00e0 forse pu\u00f2, o forse deve \u201criconoscere\u201d.<\/p>\n<p>Se lo sguardo che considera la questione non \u00e8 arricchito da queste acquisizioni istituzionali, gira a vuoto, crea irrealt\u00e0 e \u201ccasi limite\u201d pensando la realt\u00e0 solo \u201cin negativo\u201d. Non \u00e8 solo la \u201csalus animarum\u201d il confine della istituzione, ma anche la \u201cvita corporum\u201d. Vi sono elementi delle \u201cforme di vita\u201d che costituiscono una profezia istituzionale, con una loro corposa e sensibile esteriorit\u00e0, che esige forme nuove di riconoscimento.<\/p>\n<p><b>4. L\u2019eucaristia non solo come premio, ma come farmaco, anche sul piano ecumenico<\/b><\/p>\n<p>Per valutare questo mutamento di \u201csguardo\u201d &#8211; che \u00e8 ben presente nella trama del pensiero magisteriale ed ecclesiale degli ultimi decenni \u2013 provo ad offrirne una \u201cnarrazione\u201d forse inconsueta, ma credo pertinente. Fin da Pio X si \u00e8 intuito che l\u2019eucaristia era non solo \u201cculto privato\u201d, ma \u201cistituzione ecclesiale\u201d. Per questo aveva senso, allora, ai primi del 900, scommettere sulla \u201ccomunione frequente\u201d, nella consapevolezza che \u201ccomunione eucaristica\u201d non dovesse essere \u201cpremio <i>semel in anno<\/i>\u201d, ma \u201cfarmaco quotidiano\u201d. Una Chiesa che offre per secoli la comunione alla maggioranza dei fedeli \u201csolo a Pasqua\u201d e che decide che gli stessi fedeli possono comunicarsi non una volta, ma 365 volte l\u2019anno, sta facendo una piccola rivoluzione, che riguarda il valore istituzionale della eucaristia e la relazione tra eucaristia e chiesa. Uno degli ultimi effetti di questo grande ripensamento, pi\u00f9 di un secolo dopo, ma quasi con le stesse parole, \u00e8 stata la \u201capertura eucaristica ai divorziati risposati\u201d maturata in <i>Amoris Laetitia<\/i>. Una conseguenza ulteriore potrebbe essere la \u201cricaduta ecumenica\u201d della consapevolezza che \u201cla chiesa vive dell\u2019eucaristia\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia non \u00e8 difficile cogliere come la forza di questa logica istituzionale della eucaristia sia facilmente argomentata con il ricorso alla \u201ccoscienza\u201d (e al foro interno). Questo costituisce sicuramente un apertura del sistema, ma offre una soluzione che di fatto resta priva di profilo istituzionale.<\/p>\n<p>La forza istituzionale dell\u2019eucaristia non si lascia chiudere soltanto nei \u201csogni\u201d o nelle \u201ccoscienze\u201d. Esige il riconoscimento di esteriorit\u00e0 di bene, per quanto imbarazzanti. Finch\u00e9 la Chiesa non trova il coraggio di un \u201criconoscimento istituzionale\u201d &#8211; della comunione dei divorziati risposati o delle famiglie confessionalmente \u201cmiste\u201d &#8211; resta in mezzo al guado. Per farlo, tuttavia, deve elaborare categorie nuove. Non pu\u00f2 farlo soltanto sottoponendo a nuova pressione le categorie vecchie (ad es. della nullit\u00e0 del vincolo o del \u201ccaso di morte\u201d). Metodologicamente a questa via lunga non c\u2019\u00e8 alternativa.<\/p>\n<p><b>5. La breccia di porta Pia e \u201cI have a dream\u201d<\/b><\/p>\n<p>In qualche modo questa difficolt\u00e0 \u201cistituzionale\u201d discende dall\u2019irrigidimento che, sul piano istituzionale, giuridico e amministrativo, la Chiesa cattolica ha comprensibilmente subito dalla \u201cbreccia di Porta Pia\u201d. La risposta istituzionale pi\u00f9 alta a quel trauma &#8211; il Codice del 1917 \u2013 ha sperato di poter \u201cblindare\u201d la Chiesa in un codice \u201cuniversale e astratto\u201d. Una idea ipermoderna \u2013 proprio l\u2019idea di legge universale astratta &#8211; ha fatto da supporto ad una operazione istituzionale grandiosa, ma dai piedi di argilla. Perdendo la secolare \u201cduttilit\u00e0 istituzionale\u201d, la Chiesa cattolica ha rischiato di impiccarsi ad un modello rigido, identificandosi con le forme ottocentesche di reazione alla modernit\u00e0. Anche la gestione delle questioni ecumeniche rischia di risentire di questa riduzione della \u201cistituzione\u201d alla sua norma generale e astratta. Guai se pensassimo con queste categorie troppo rozze la comunione eucaristia, il culmine e la fonte della nostra identit\u00e0, che \u00e8 \u201cil fine\u201d, ma anche \u201cla fine\u201d di tutte le nostre brave normative: eucaristia non \u00e8 anzitutto un \u201cbene da amministrare\u201d, ma un \u201cbene che ci amministra\u201d. Ora, rispetto al \u201csistema\u201d la coscienza che discerne e l\u2019inconscio che sogna ci fa respirare, ma non cambia il sistema.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che, anche su questo tema delicato della intercomunione, una delle espressioni pi\u00f9 giustamente famose di papa Francesco, abbia fatto riferimento alla \u201ccoscienza dei coniugi\u201d come \u201csumma lex\u201d. Questo \u00e8 gi\u00e0 molto, non basta. Dobbiamo dare \u201cforma istituzionale\u201d a questo \u201cprimato eucaristico\u201d che non \u00e8 solo \u201cintimior intimo meo\u201d, ma anche \u201cexterior extremo meo\u201d. La cura per la potenza istituzionale dell\u2019eucaristia significa \u201carrendersi alle nuove evidenze\u201d. Alla evidenza per cui una coppia di \u201cdivorziati risposati\u201d vive una vera comunione familiare ed ecclesiale. Alla evidenza per cui una coppia di coniugi appartenenti a confessioni cristiane diverse vive la comunione familiare ed ecclesiale in modo esemplare. Le forme di vita anticipano il cammino ecclesiale. Per questo sono \u201cistituzioni\u201d da riconoscere.<\/p>\n<p>Il sogno ecclesiale e le nuove evidenze della coscienza attendono la faticosa traduzione istituzionale, aperta, chiara, riconoscente. Il reverendo King, che \u201caveva un sogno\u201d, ha preparato la crescita civile degli USA e si chiamava Martin Luther. Il padre gesuita Bergoglio, che ha sognato la famiglia, la Amazzonia e la terra secondo un ordine pi\u00f9 giusto, prepara la Chiesa a forme istituzionali e giuridiche nuove, ed \u00e8 Vescovo di Roma e Papa.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019eucaristia istituisce nuove forme di comunione. La teologia pu\u00f2 interpretarle solo assumendo un nuovo sguardo. Ma noi guardiamo solo ci\u00f2 che sappiamo nominare e pensare in modo adeguato. Questa distanza e prossimit\u00e0 tra sguardo, parola e pensiero \u00e8 lo spazio nel quale al magistero dei pastori la tradizione affianca il magistero dei teologi. La istituzione eucaristica ha bisogno di entrambi, perch\u00e9 nulla della sua incontenibile profezia vada perduto o sia sfigurato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella ripresa del dibattito intorno alla cosiddetta \u201cintercomunione\u201d &#8211; ossia la possibilit\u00e0 di una ospitalit\u00e0 eucaristica riconosciuta tra cattolici e luterani \u2013 occorre mettere a fuoco una serie di punti delicati, intorno ai quali si&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15860"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15861,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15860\/revisions\/15861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}