{"id":15842,"date":"2020-09-14T17:27:44","date_gmt":"2020-09-14T15:27:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15842"},"modified":"2020-09-14T17:39:38","modified_gmt":"2020-09-14T15:39:38","slug":"la-liturgia-come-schermo-e-la-tentazione-della-normale-amministrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-come-schermo-e-la-tentazione-della-normale-amministrazione\/","title":{"rendered":"La liturgia come \u201cschermo\u201d e la tentazione della \u201csemplice amministrazione\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/leereecclesia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15484\" alt=\"leereecclesia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/leereecclesia-200x300.jpg\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/leereecclesia-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/leereecclesia.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">In un ciclo di conferenze \u201con line\u201d organizzato dall&#8217;Istituto IHU-UNISINOS sul tema\u00a0<\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Igreja, Minist\u00e9rios, Liturgia. Desafios e perspectivas na conflu\u00eancia das crises atuais.\u00a0<em>Ho tenuto una breve conversazione sul tema<\/em><\/span><\/span><em>\u00a0<\/em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8220;Minist\u00e9rios, liturgia, eucaristia. Chances para al\u00e9m do clericalismo&#8221; (che si pu\u00f2 ascoltare in traduzione portoghese <a href=\"https:\/\/youtu.be\/vi8wUV85aIc?t=796\">QUI<\/a>)<em>. Ecco la versione scritta italiana.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Ministeri, liturgia, eucaristia. Opportunit\u00e0 al di l\u00e0 del clericalismo<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Voglio partire dall\u2019ultima parola del titolo: Che cosa intendiamo per \u201cclericalismo\u201d? In ultima analisi, si tratta di un fenomeno di \u201csostituzione\u201d. Al posto della Chiesa si pongono i suoi ministri i quali, anzich\u00e9 \u201cservire\u201d Cristo e la Chiesa, si pongono invece \u201ccome Cristo e come Chiesa\u201d. E cos\u00ec la \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d diventa la regola inaggirabile e persino benedetta! Anzi, per essere davvero \u201ccristologici\u201d ed \u201cecclesiologici\u201d, in questa visione distorta ma piuttosto diffusa, occorre essere iniziati al \u201cclericalismo\u201d. La iniziazione alla Chiesa si riduce cos\u00ec ad imparare il linguaggio e la azione clericale. Una sorta di \u201cimmunizzazione dal reale\u201d, che mette al riparo dalla realt\u00e0. Clericalismo \u00e8 questo ridurre la vita cristiana alla scrivania di un ufficio e alla esperienza di un ufficiale con colletto alto, senza famiglia, ma con una bella casa, una grande televisione e una macchina di lusso. Ci sono fior di clericali in colletto romano, ma anche in giacca e cravatta e persino in tailleur e tacco a spillo. Una autentica lotta alla cultura \u201cclericale\u201d passa per\u00f2 necessariamente attraverso una limpida riconsiderazione della centralit\u00e0 del culto, nella sua realt\u00e0 pi\u00f9 autentica. Potrei dire, in modo programmatico, che non si pu\u00f2 sconfiggere radicalmente la &#8220;cultura clericale&#8221; se non si imposta una diversa e pi\u00f9 profonda \u201ccultura cultuale\u201d. Talvolta si confondono pericolosamente le cose. Persino si confonde la liturgia con il clericalismo! Nella Chiesa abbiamo bisogno di \u201ccultura liturgica\u201d per non diventare tutti cattolici da sacrestia! Cos\u00ec, nel titolo di questa conferenza si concentra, in modo estremamente chiaro, un \u201cprogramma di riforma della Chiesa\u201d. Proviamo a scoprirlo in una premessa (1) e in tre passi consequenziali (2, 3, 4).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>1. Premessa: la liturgia come \u201cschermo\u201d<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Iniziamo dalla liturgia. Abbiamo appena vissuto e continuiamo a vivere un tempo nel quale la \u201cpandemia\u201d pu\u00f2 ridurre tutta la azione della Chiesa all\u2019atto di culto. Cos\u00ec il culto appare un formidabile \u201cschermo\u201d, nei due significati che esso assume nella lingua italiana:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la liturgia \u00e8 \u201cschermo\u201d perch\u00e9 con essa ci si difende dal mondo. Schermo qui \u00e8 quasi sinonimo di \u201cscudo\u201d, di \u201cdifesa\u201d, di \u201cpresidio\u201d. La liturgia ci \u201cscherma\u201d dal mondo, dalla realt\u00e0, dalla vita e ci permette di rimuovere le questioni\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la liturgia per\u00f2 \u00e8 \u201cschermo\u201d anche in un secondo senso: su di essa si proiettano, come sullo \u201cschermo\u201d del cinema e della TV, tutte le caratteristiche della Chiesa e della preghiera, della mente e della coscienza. Dimmi come celebri e ti dir\u00f2 chi sei\u2026<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo \u201cschermo\u201d pertanto diventa il luogo privilegiato su cui proiettiamo i nostri ideali, difendendoci dalla realt\u00e0. Ma \u00e8 anche la proiezione dei nostri pregiudizi, delle nostre idiosincrasie, delle nostre ingenuit\u00e0 e delle nostre incomprensioni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">La liturgia come \u201cschermo\u201d ci ha mostrato, in questi mesi di pandemia, accanto ad una Chiesa che si rimbocca le maniche e si mette in gioco, una Chiesa che torna ad evidenze quanto meno sospette. Poich\u00e9 si \u00e8 trovata ufficialmente in difficolt\u00e0, a causa delle normative sanitarie, ha cercato di ricorrere a due strumenti classici del pensiero liturgico-sacramentale:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la autosufficienza del \u201cminimo necessario\u201d\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; il primato del formalismo valido sulla relazione fruttuosa<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo \u201cschermo\u201d merita di essere adeguatamente considerato, anche sul piano teologico e pastorale, come una \u201cmanifestazione\u201d, quasi come una \u201cepifania\u201d. Potremmo dire che le \u201cmascherine\u201d &#8211; che la pandemia ci ha imposto \u2013 sono anche la occasione preziosa per scoprire realt\u00e0 nascoste, che si manifestano proprio \u201cin obscuris\u201d. E tuttavia \u201cimpavidos ferient ruinae\u201d. Possiamo superare anche questa difficolt\u00e0 nella difficolt\u00e0, questa scoperta che dal Concilio Vaticano II abbiamo imparato molto bene la \u201cretorica liturgica\u201d, ma abbiamo imparato poco la \u201cautorit\u00e0 rituale\u201d, come ridimensionamento di una chiesa clericale. Vediamo meglio questo primo passaggio decisivo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>2. Primo passo: la autorit\u00e0 del ministro consiste nella sua \u201cperdita di potere\u201d<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">La tradizione cattolica ci ha consegnato un tesoro, ma in vasi di creta. La Chiesa sa bene che \u00e8 proprio nella azione rituale che trova il proprio \u201cculmen\u201d e il proprio \u201cfons\u201d. Ma anzich\u00e9 pensare la autorit\u00e0 amministrativa mediante la analogia con questa azione liturgica primordiale ed elementare, ha per molti secoli preferito pensare la autorit\u00e0 liturgica in analogia con la autorit\u00e0 amministrativa. Non \u00e8 un caso che la liturgia sia stata pensata e studiata, per pi\u00f9 di un millennio (da Isidoro di Siviglia a Amalario di Metz, da Ruperto di Deutz a Guglielmo Durando, fino al Concilio di Trento) come DOVERE DELL\u2019ECCLESIASTICO. Questa \u00e8, senza ombra di dubbio, una delle radici pi\u00f9 profonde del clericalismo. L\u2019idea che l\u2019azione rituale sia \u201cdovere del prete\u201d proietta sull\u2019atto di culto, sulla preghiera comune, sulla Chiesa e sulla vita cristiana una luce trasversale, distorta e contorta, che trasforma la realt\u00e0 stessa del vangelo. Nel momento in cui la messa, la preghiera oraria, l\u2019anno liturgico e i sacramenti sono \u201ccose da preti\u201d, la struttura stessa della Chiesa \u00e8 compromessa. Per questo non \u00e8 affatto casuale che il Concilio Vaticano II abbia voluto mostrare la sua \u201cindole pastorale\u201d &#8211; ossia la possibilit\u00e0 che la sostanza della antica dottrina del depositum fidei trovasse nuove formulazioni \u2013 soprattutto con una antica e nuovissima concezione della azione rituale. Nel momento in cui si riconosce che il soggetto autentico della azione liturgica \u00e8 Cristo e la Chiesa, e che il \u201cservizio\u201d a questa azione viene prestato non solo da \u201cuno\u201d, ma da molti ministri, muta l\u2019immagine della tradizione. Quando la Chiesa celebra, prende la iniziativa di perdere la iniziativa. Riconsegna la autorit\u00e0 al suo Signore. Si dispone ad ascoltarne la parola e a ripeterne le azioni di lode, di rendimento di grazie e di benedizione. E\u2019 ministro, nella Chiesa, ogni battezzato che si pone al servizio del Signore e della sua Chiesa. Pu\u00f2 avere autorit\u00e0 se lascia cadere ogni potere proprio. Di qui discende un mutamento \u201clessicale\u201d di cui non ci stancheremo di sottolineare la centralit\u00e0. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica ha recepito in modo limpido la differenza decisiva tra \u201ccelebrare\u201d &#8211; che \u00e8 azione comune \u2013 e \u201cpresiedere\u201d, che \u00e8 azione riservata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">3.<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b> Secondo passo: la natura della liturgia \u00e8 azione comune di tutta la Chiesa, che esige partecipazione comune<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">In poche righe del CCC, che ora voglio citare, troviamo concentrata tutta la novit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 tutta la comunit\u00e0, il Corpo di Cristo unito al suo Capo, che celebra\u201d (CCC 1140); <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019assemblea che celebra \u00e8 la comunit\u00e0 dei battezzati\u201d (CCC 1141). <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il Concilio Vaticano II, nel testo di <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Sacrosanctum Concilium,<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"> definisce in modo icastico la partecipazione alla eucaristia con queste parole: \u201cid bene intelligentes per ritus et preces\u201d (SC 48) (comprendendo bene il mistero eucaristico attraverso i riti e le preghiere). Questo significa che la \u201cintelligenza della liturgia\u201d richiede a tutti di entrare nei riti e nelle preghiere come linguaggi della intimit\u00e0 del rapporto con Cristo e con la Chiesa. La Riforma Liturgica che il Concilio ha prospettato indica questa forma (nuova) di partecipazione come obiettivo. Tutti i battezzati, discepoli di Cristo, trovano nella liturgia nella sua integralit\u00e0 \u2013 eucaristia, sacramenti, liturgia delle ore, anno liturgico, musica, arte, spazio \u2013 una mediazione fontale, che non pu\u00f2 essere \u201cdelegata ad altri\u201d, ma deve essere assunta come linguaggio della Chiesa, per questo intesa come \u201ccomunit\u00e0 sacerdotale\u201d (LG 11).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">La partecipazione non \u00e8 soltanto un diritto o un dovere del soggetto, ma \u00e8 un\u2019arte , un \u201csaper fare\u201d della persona e della comunit\u00e0. Nel momento in cui la liturgia diventa non solo compito comune, e nemmeno solo \u201cdiritto di ogni soggetto\u201d, ma \u201cdono condiviso e personalmente prezioso\u201d cambia radicalmente l\u2019investimento di tutta la assemblea nella sequenza rituale. Che si tratti delle celebrazione eucaristica domenicale, o di una celebrazione del matrimonio, di un rito di esequie o delle lodi mattutine, la sequenza di parola e di sacramento \u00e8 integralmente \u201cagita\u201d da tutti. Cos\u00ec \u00e8 inevitabile che ad una lunga tradizione, che riferiva la liturgia soltanto al \u201cdovere del chierico\u201d e che quindi aveva sviluppato una \u201carte del celebrare\u201d che aveva solo il \u201csacerdote\u201d come oggetto e soggetto, venga lentamente a sostituirsi una nuova e pi\u00f9 complessa competenza comunitaria sui diversi linguaggi della azione rituale. I linguaggi verbali \u2013 non solo della parola ascoltata, ma anche della parola pregata, della domanda, della richiesta di perdono, della lode, del rendimento di grazie e della benedizione \u2013 si lasciano ora arricchire dalla grande cattedrale simbolica dei linguaggi non verbali \u2013 tattili, olfattivi, gustativi, iconici, vocali, musicali, spaziali, temporali\u2026 &#8211; la cui logica corporea e sensibile \u00e8 tanto meno chiara e distinta quanto pi\u00f9 potente ed efficace. I singoli \u201ccodici\u201d di questa \u201cforesta di simboli\u201d non sono soltanto \u201cpossibilit\u00e0 espressive\u201d del singolo e della comunit\u00e0, ma \u201cforme della esperienza\u201d nella relazione col Dio uno e trino, con Cristo, con la figliolanza divina e con la fratellanza ecclesiale. E proprio i codici non verbali sanno \u201cdire\u201d e \u201cistituire\u201d questa esperienza con una profondit\u00e0 e una immediatezza pi\u00f9 forte di tutte le nostre parole pi\u00f9 alte.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4. Terzo passo: il cuore eucaristico della Chiesa e la paura liturgica<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019apertura della Chiesa al mondo e alla dimensione comunitaria, cos\u00ec come pensata e realizzata dal Concilio Vaticano II, ha trovato nella liturgia la sua prima espressione compiuta. Potremmo dire che questo \u201cdestino\u201d \u00e8 scritto nel DNA delle espressioni conciliari. Non deve stupire, infatti, che la \u201ccostituzione liturgica\u201d abbia un \u201ctitolo\u201d cos\u00ec \u201cgenerico\u201d come\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Sacrosanctum Concilium<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">. In effetti essa contiene un \u201cproemio\u201d che \u00e8 inaugurale non solo per il discorso sulla liturgia, ma per l\u2019intero evento conciliare. Riascoltiamo dunque il testo di SC1, che \u00e8 \u201cproemio\u201d di tutto il Concilio:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<pre><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">\" Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno pi\u00f9 la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti; di favorire ci\u00f2 che pu\u00f2 contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; di rinvigorire ci\u00f2 che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia.\"<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qui \u00e8 evidente che la riforma (come crescita di vita cristiana, suo aggiornamento e adattamento, dialogo verso l\u2019unit\u00e0 delle confessioni e del genere umano) \u00e8 l\u2019orizzonte generale nel quale viene incastonata, in modo inaugurale, la azione liturgica della Chiesa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ora non si tratta semplicemente di \u201ciniziare dalla liturgia\u201d, ma di considerare il rito cristiano come il punto delicatissimo di mediazione della tradizione. Recuperando una nozione pi\u00f9 profonda di liturgia e di partecipazione, proponendo una accurata riforma della liturgia eucaristica e di tutti i sacramenti, rinnovando la dimensione temporale dell\u2019anno liturgico e della liturgia delle ore come \u201cesperienza comune\u201d a tutto il corpo ecclesiale, vengono poste le basi per una ricomprensione della chiesa e della parola, delle altre confessioni e delle altre religioni. Il nuovo paradigma \u00e8 tutto implicito nel nuovo rito.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come la Riforma della Chiesa si \u201cattiva\u201d sul piano liturgico, cos\u00ec la medesima riforma di \u201cblocca\u201d sullo stesso piano. Proprio in questo tempo pandemico, a partire dai giorni di marzo in cui abbiamo iniziato a prendere coscienza della gravit\u00e0 e della potenza del fenomeno, abbiamo visto apparire una serie di fenomeni che rivelano, al di l\u00e0 di tutto, una grave forma di incomprensione della riforma liturgica e della sua stessa ragion d\u2019essere. Proviamo a farne alla fine un breve elenco, che riepiloga e che rilancia la riflessione che ho cercato di proporvi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4.1. Una sofferenza liturgica<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Le categorie con cui abbiamo cercato di \u201cfar fronte\u201d alla pandemia, sul piano liturgico, non raramente sono state rudimentali, arretrate, talora apertamente non conciliari. La paura del contagio ha riattivato, in modo singolarmente esplicito, la paura della liturgia:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; alcuni vescovi hanno scritto o brevi documenti, o lunghe lettere, al cui centro stava il prete che celebra da solo;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; le normative sulle \u201ccelebrazioni pasquali\u201d \u2013 sia al centro sia in periferia \u2013 non raramente hanno avuto come interlocutori soltanto i preti, non il popolo di Dio, lasciato in fondo, come categoria residuale;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la lettura del ministero ordinato in relazione alla liturgia \u00e8 stato spesso inteso come \u201cprivilegio\u201d o addirittura come \u201cesclusiva\u201d sulla azione rituale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; il modo stesso di affrontare le singole \u201cnormative sanitarie\u201d \u2013 a parte la tentazione di leggerle come \u201cindebita limitazione della libert\u00e0 di culto\u201d \u2013 ha faticato ad assumere la forza interna delle categorie introdotte da SC e dalla riforma liturgica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4.2.Excursus: Corpus Domini in pandemia<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Del tutto singolare, ma anche assai istruttiva, \u00e8 stata la \u201ctraduzione\u201d della festa del Corpus Domini in condizione di \u201cpresidio sanitario\u201d. Questo passaggio \u00e8 stato rivelatore. Essendo impossibile compiere la \u201cprocessione esterna alla Chiesa\u201d, si \u00e8 adattata la \u201cfesta\u201d alla situazione, introducendo una sorta di momento di adorazione alla fine del rito di comunione, rinunciando al congedo della assemblea. Questa soluzione \u00e8 frutto di un equivoco. La festa \u00e8 festa di comunione. Nell\u2019atto istitutivo della festa, nel 1264, Onorio IV dice esplicitamente che quel giorno \u201ctutti si comunicano\u201d. E lo pensa a rimedio della \u201cdispersione del gioved\u00ec santo\u201d. E\u2019 assai istruttivo che questo contenuto originario si sia, nei secoli, tramutato in un primato della adorazione sulla comunione. Da questo punto di vista la pandemia ha favorito, ancora pi\u00f9 del solito e per motivi pratici, questo primato della stasi sulla dinamica, che tuttavia non \u00e8 n\u00e9 nelle corde originarie della festa, n\u00e9 nella rilettura della esperienza eucaristica promossa dalla Riforma Liturgica. La festa \u00e8 nata perch\u00e9 tutti facciano la comunione. E noi l\u2019abbiamo trasformata in un momento di adorazione e non riusciamo pi\u00f9 a scoprire come la comunione sia, di per s\u00e9, pienezza di adorazione e di rendimento di grazie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4.3. La relazione tra riforma liturgica e riforma della chiesa<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Del tutto evidente, inoltre, \u00e8 la correlazione tra ripensamento delle forme rituali, e le forme ecclesiali e ministeriali da rinnovare. Una interpretazione \u201ctridentina\u201d dell\u2019eucaristia torna sempre comoda quando non si vuole cambiare di una virgola l\u2019assetto del ministero ordinato e delle forme disciplinari della vita ecclesiale (come, ad es. la parrocchia). E\u2019 sufficiente disinserire il valore originariamente comunitario della eucaristia, e degradarla ad \u201cazione del prete\u201d, per ottenere, in un sol colpo, un duplice risultato. Nulla cambia nel ministero del prete e nulla cambia nella organizzazione della parrocchia. Ma il presupposto di questa immobilit\u00e0 \u00e8 la sordit\u00e0 nei confronti del Concilio e della Riforma liturgica. Questi eventi, la cui eredit\u00e0 sta a tutti valorizzare, hanno cambiato profondamente la cose, poich\u00e9 hanno riletto la figura del prete, aiutandoci a capire la differenza tra \u201ccolui che celebra\u201d e \u201ccolui che presiede\u201d. Questa differenza \u00e8 ancora piuttosto sconosciuta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4.5. Celebrare e presiedere<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Qualcuno mi ha detto: \u201cma dicendo cos\u00ec tu neghi che la messa sia valida anche se la celebra solo il prete\u201d. E io rispondo: \u201cNo. Io non nego affatto che la messa celebrata da un prete da solo sia valida. Ma so due cose. Che la sua validit\u00e0 non impedisce che sia \u201cillecita\u201d, perch\u00e9 la normativa sulla messa prevede imperativamente che ci sia almeno un altro ministrante oltre al prete. E questo \u00e8 gi\u00e0 un segnale importante. Ma poi vi \u00e8 un secondo punto, ancora pi\u00f9 importante. La messa celebrata da un prete solo \u00e8 certo valida, ma \u00e8 \u201csoltanto valida\u201d. Se il suo valore viene pensato come l\u2019insieme di tutte le parole e di tutti i linguaggi, in una comunit\u00e0 ricca e articolata, una messa valida \u00e8 solo valida. Le manca tutta quella gratuit\u00e0 di cui ha bisogno in modo vitale, per essere pienamente se stessa. Per questo \u00e8 giusto parlare del prete come colui che \u201cpresiede\u201d un atto nel quale \u00e8 tutta la Chiesa a \u201ccelebrare\u201d. Ed \u00e8 tutta la Chiesa che \u00e8 chiamata, in relazione al pane e vino come corpo e sangue di Cristo, a diventare essa stessa quel corpo e quel sangue. L\u2019atto non si chiude mai nel circolo ristretto e vizioso tra prete ed elementi, mediato dalla \u201cformula\u201d, ma nel circolo ampio e virtuoso che si istituisce tra comunit\u00e0, ministri, presidenza, liturgia della parola e liturgia eucaristica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>4.6. L\u2019equivoco sulla liturgia e il blocco della riforma della chiesa<\/b><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 evidente che, se tutto questo non \u00e8 chiaro, se ci sono ancora preti, e persino alcuni Vescovi e Cardinali, che hanno paura del Concilio e della Riforma Liturgica, e continuano a parlare in modo unilaterale del \u201cpotere del prete di rendere presente il Signore sotto le specie del pane e del vino\u201d \u2013 come se fosse un atto solitario e una peculiarit\u00e0 personale e non ecclesiale e comunitaria &#8211;\u00a0 allora non ci sono ragioni n\u00e9 per promuovere la riforma della liturgia, n\u00e9 per trovarne riscontro nella riforma della Chiesa. Una ministerialit\u00e0 bloccata e isterilita dipende da una visione della onnipotenza del prete, che tutto l\u2019essenziale lo fa da solo, diremmo \u201cdi per s\u00e9\u201d. E la parrocchia \u2013 o la diocesi \u2013 viene pensata a immagine e somiglianza di questo modello di sacramento e di prete. D\u2019altra parte tutti sanno bene che, se si assume davvero fino in fondo la Chiesa eucaristica che il Concilio e la Riforma Liturgica hanno pur sempre disegnato, allora occorre mettere mano ad un grande ripensamento delle forme ministeriali e delle istituzioni in cui queste forme si esprimono. L\u2019equivoco che grava su tutta questa materia \u00e8, in fin dei conti, un equivoco liturgico. Finch\u00e9 avremo, sia pure a certe condizioni, una duplice forma del rito romano, potremo sempre pensare che la Riforma della liturgia, come quella della Chiesa, sia soltanto un optional. E cos\u00ec potremo pensare che la vita ecclesiale possa garantirsi una sostanziale continuit\u00e0 senza alcuna fatica, per \u201cpura amministrazione\u201d. E potremmo persino illuderci di annunciare la \u201cconversione missionaria della parrocchia\u201d citando soltanto articoli del Codice di Diritto Canonico. E che il discorso sui \u201cministri\u201d possa limitarsi a \u201ccolui che presiede\u201d. Ma abbiamo bisogno di presidenze che aiutino a comprendere che la Chiesa ha bisogno di ministerialit\u00e0 articolata, maschile e femminile, della quale non possiamo pi\u00f9 privarci, non solo nelle foreste della Amazzonia, ma anche nelle strade di Los Angeles, di Madrid o di Napoli!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tuttavia, se ascoltiamo le parole del Concilio, cos\u00ec come papa Francesco ha saputo tradurle in EG, troviamo un monito che \u00e8 una sorta di \u201csintesi\u201d: \u201cOra non ci serve una semplice amministrazione\u201d (EG 25). Per garantirci un futuro di \u201csemplice amministrazione\u201d \u2013 e vincere cos\u00ec la paura di una liturgia che ha la Chiesa intera come soggetto \u2013 \u00e8 sufficiente promuovere \u2013 anche inconsapevolmente \u2013 una definizione tridentina di eucaristia. Che solo il prete \u2013 e il prete solo \u2013 pu\u00f2 \u201ccelebrare\u201d e \u201camministrare\u201d la liturgia. In questo immaginario \u2013 cos\u00ec facile, comodo e quasi scontato \u2013 sta il difetto da superare, ormai da 60 anni. La pandemia lo ha messo in risalto, quasi ce lo ha sbattuto in faccia. Ora lo conosciamo meglio e possiamo superarlo con pi\u00f9 limpida determinazione. Per poter ancora dire \u201ccredo\u201d in modo autentico bisogna far diventare il clericalismo un oggetto su cui non solo dire, ma gridare \u201crinuncio\u201d! Non \u00e8 facile. Ma non ci sono alternative.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Vi ringrazio per l\u2019ascolto!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 In un ciclo di conferenze \u201con line\u201d organizzato dall&#8217;Istituto IHU-UNISINOS sul tema\u00a0Igreja, Minist\u00e9rios, Liturgia. Desafios e perspectivas na conflu\u00eancia das crises atuais.\u00a0Ho tenuto una breve conversazione sul tema\u00a0&#8220;Minist\u00e9rios, liturgia, eucaristia. 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