{"id":15807,"date":"2020-08-19T00:41:17","date_gmt":"2020-08-18T22:41:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15807"},"modified":"2020-08-19T00:41:17","modified_gmt":"2020-08-18T22:41:17","slug":"la-teologia-di-armido-una-tradizione-da-pensare-in-prima-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-teologia-di-armido-una-tradizione-da-pensare-in-prima-persona\/","title":{"rendered":"La teologia di Armido: una tradizione da pensare \u201cin prima persona\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido02.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15808\" alt=\"armido02\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido02-300x165.jpeg\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido02-300x165.jpeg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido02.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Che cosa ci ha insegnato, Armido, con la sua presenza cos\u00ec forte e cos\u00ec viva nella cultura cattolica degli ultimi 50 anni? Ora, poich\u00e9 da ieri pomeriggio la sua parola ci ha lasciato, dobbiamo chiedercelo con urgenza rinnovata e pressante. Molti di noi hanno imparato da lui una dirittura intellettuale e una freschezza di pensiero che sempre sorprendeva. Proviamo a rievocarla brevemente.<\/p>\n<p>Anzitutto Armido Rizzi non era soltanto una delle voci della nascente teologia italiana \u2013 che si sviluppava intorno al e dal Concilio Vaticano II \u2013 ma era prima di tutto <i>la sua voce<\/i>. Chi non ha mai ascoltato Armido parlare non lo ritrova pienamente nei suoi libri. I quali mancano, appunto come tutti i libri, della sua voce. Quella voce, in apparenza cos\u00ec esile e quasi fragile, sottile, era in realt\u00e0 un vulcano di energia, di forza, di acume, di potenza. Quanto stupore nell\u2019ascoltare la sua voce, che prendeva la parola sempre in modo sommesso e circostanziato, per poi infiammarsi, alzarsi, accelerare, vibrare.<\/p>\n<p>A Fiesole, dove fiss\u00f2 la sua attivit\u00e0 per molti anni, sono stato alcune volte per partecipare alle riunioni della rivista Filosofia e Teologia, che radunava la sua redazione anche a Pisa, o a Bologna, o a Firenze. Ma anche nei Convegni dell\u2019ATI Armido era presente e attivo. Sempre con la sua vigile commistione di pensiero filosofico e teologico. E in entrambi i campi portava, con una freschezza inimitabile, una istanza che potrei definire cos\u00ec: sulla scorta della grande tradizione ebraica e cristiana, occorreva rinnovare la possibilit\u00e0 di una \u201cobbedienza di fede\u201d che fosse autentica, correlata in radice alla libert\u00e0 dell\u2019uomo. Per questo, e lo ricordo con una evidenza davvero impressionante, i suoi interventi tanto in campo filosofico quanto in ambito teologico spesso mettevano in crisi un modo di \u201cpensare secondo autorit\u00e0\u201d che lui riteneva del tutto inadeguato. Assumere le questioni \u201cin prima persona\u201d era la sua strada. Non era sufficiente presentare le diverse posizioni in gioco: occorreva \u201cpensare da s\u00e9\u201d. E questo \u00e8 stato un magistero salutare, per tanti filosofi e teologi che lo hanno potuto incrociare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido01.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15809\" alt=\"armido01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido01-300x225.jpeg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido01-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/armido01.jpeg 472w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Armido era del 1933. Con tanti altri di quegli anni 30 ha di fatto costruito lo spazio di una cultura teologica italiana. Molti come lui hanno concluso la loro vicenda storica, mentre altri restano attivi ed anche vivaci. Ci\u00f2 che ha caratterizzato in suo contributo specifico, in questo disegno complessivo, \u00e8 stato un \u201clavoro di base\u201d in cui la vocazione inevitabilmente non accademica non aveva nulla di meno fine e di meno curato rispetto a quella: anzi, egli elaborava forme di riflessione originale, collegando pi\u00f9 strettamente tradizione classica e cultura contemporanea. Per pi\u00f9 di 50 anni Armido ha lavorato sulla \u201cinculturazione\u201d e sulla \u201cermeneutica\u201d nei campi pi\u00f9 diversi, in cristologia come in etica, in teologia fondamentale come in spiritualit\u00e0. Era un uomo di corpo esile e di mente possente, con una finezza e una precisione davvero rare. Ma se lo trovavi a prendere il caff\u00e8, al bar, scoprivi che riempiva la tazzina di un numero quasi sterminato di cucchiaini di zucchero. Se invece la sera, durante un convegno teologico, capitava una partita del Torino, potevi vederlo fare chilometri pur di raggiungere un televisore e seguirla con agitata passione tifosa.<\/p>\n<p>Due generazioni di teologi italiani hanno imparato da Armido il gesto rigoroso e forte della tradizione che deve camminare, deve andare avanti, deve ascoltare i segni dei tempi, deve includere e non escludere. E che pu\u00f2 farlo solo se siamo in grado di farla nostra fino in fondo. Per questo una parte non piccola del suo lavoro \u00e8 stato anche quello di accurato traduttore. Molti libri tedeschi o francesi sono entrati nella cultura italiano parlando l\u2019italiano bello di Armido. Ricordo, per fare solo un esempio, il grande libro \u201cSimbolo e sacramento\u201d di L.- M. Chauvet.<\/p>\n<p>Nel far memoria di questo suo magistero \u201call\u2019antica\u201d, che poteva spaziare con libert\u00e0 dalla filosofia alla teologia, dalla competenza biblica a quella sistematica, riconosciamo che Armido ci ha dato le parole, lo stile, la forza e lo slancio per continuare ad alimentare la grande tradizione teologica. Gli siamo grati di tutto cuore. E ne conserviamo con meticolosa precisione la raffinata composizione di due istanze che sembrano incompatibili, e che Armido, in sintesi, formulava cos\u00ec:<i> l\u2019amore pu\u00f2 solo essere comandato; ma solo l\u2019amore pu\u00f2 essere comandato. <\/i>Dare parole esigenti e convincenti a questo paradosso dell\u2019amore vincolato e liberante \u00e8 stato per Armido il suo compito, il suo ministero, il suo cruccio e la sua passione. Se lo seguiremo per questa via impervia ma appassionante, non lo avremo perso, ma lo ritroveremo serio e vivace, nella luce delle sue parole e nella energia della sua voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Che cosa ci ha insegnato, Armido, con la sua presenza cos\u00ec forte e cos\u00ec viva nella cultura cattolica degli ultimi 50 anni? 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