{"id":15784,"date":"2020-08-06T17:23:17","date_gmt":"2020-08-06T15:23:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15784"},"modified":"2020-08-07T19:35:59","modified_gmt":"2020-08-07T17:35:59","slug":"sulla-formula-del-battesimo-un-responsum-limpido-una-nota-dottrinale-preziosa-ma-parziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sulla-formula-del-battesimo-un-responsum-limpido-una-nota-dottrinale-preziosa-ma-parziale\/","title":{"rendered":"Sulla formula del battesimo: un responsum limpido, una nota dottrinale preziosa ma parziale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fontebapt.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15786\" alt=\"fontebapt\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fontebapt-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fontebapt-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fontebapt.jpg 384w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come \u00e8 consuetudine delle congregazioni, pu\u00f2 accadere che a &#8220;casi controversi&#8221;, sollevati dalla esperienza ecclesiale e proposti alla attenzione della curia romana, ogni congregazione dia una breve risposta, che solitamente prende la forma lapidaria di un s\u00ec o di un no (affirmative\/negative). Nel caso in questione il testo della Congregazione per la Dottrina della fede si presenta con questo solito taglio lapidario:<\/p>\n<p><b>QUESITI<\/b><\/p>\n<p><b>Primo: \u00c8 valido il Battesimo conferito con la formula<\/b>: \u00ab<i>Noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo<\/i>\u00bb?<\/p>\n<p><b>Secondo: Coloro per i quali \u00e8 stato celebrato il Battesimo con la suddetta formula devono essere battezzati in forma assoluta?<\/b><\/p>\n<p><b>RISPOSTE<\/b><\/p>\n<p><b>Al primo<\/b>: Negativamente.<\/p>\n<p><b>Al secondo<\/b>: Affermativamente.<\/p>\n<p>Se non avessimo la <a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2020\/08\/06\/0406\/00923.html\">Nota dottrinale<\/a>, che accompagna il breve testo, potremmo faticare a capire da dove sorge la questione e quali sono le ragioni della risposta. Per questo \u00e8 molto utile leggere la seguente Nota, da cui si apprende che la &#8220;formula&#8221; utilizzata e contestata non \u00e8 semplicemente quella richiamata nella citazione ufficiale del &#8220;responsum&#8221;, bens\u00ec questa:<\/p>\n<p><em>\u00abA nome del pap\u00e0 e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunit\u00e0 noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Qui \u00e8 evidente come il motivo di giustificata perplessit\u00e0 nella valutazione del &#8220;caso&#8221; non stia tanto nell&#8217;uso del &#8220;noi&#8221; al posto dell'&#8221;io&#8221;, ma del sovraccarico di &#8220;nomi&#8221; che vengono tirati dentro la formula. La quale risulta &#8220;a nome&#8221; di tutti i congiunti e padrini e &#8220;in nome&#8221; della trinit\u00e0 divina. La perplessit\u00e0 nei confronti di una tale espressione, con la riconduzione della azione del ministro &#8220;a nome&#8221; dei parenti\/padrini, \u00e8 certamente esorbitante e deviante rispetto al senso del sacramento e alla forma comunitaria della Chiesa.<\/p>\n<p>Questo implica, come dice pi\u00f9 avanti la stessa nota, che non si possa intendere la azione del ministro come &#8220;azione compiuta a nome dei genitori o dei padrini o dei parenti&#8221;. La differenza tra famiglia e chiesa deve restare chiara e non pu\u00f2 essere ridotta a identit\u00e0. Qualunque ministro del battesimo &#8211; che sia ordinato o laico &#8211; si colloca in una posizione &#8220;altra&#8221; rispetto alla famiglia di appartenenza del battezzando. Proprio perch\u00e9 \u00e8 ministro di Cristo e della chiesa, non della famiglia.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte occorre riconoscere che la bont\u00e0 della decisione assunta e di questa generale argomentazione che la sostiene correttamente, si accompagna ad espressioni e motivazioni che non sembrano del tutto convincenti. Vorrei solo segnalare tre espressioni, che sollevano qualche perplessit\u00e0 rispetto al caso considerato e correttamente giudicato:<\/p>\n<p>a) In un passaggio centrale, la Nota afferma:<\/p>\n<p><em>La Chiesa infatti, quando celebra un Sacramento, agisce come Corpo che opera inseparabilmente dal suo Capo, in quanto \u00e8 Cristo-Capo che agisce nel Corpo ecclesiale da lui generato nel mistero della Pasqua<sup>[6]<\/sup>. La dottrina dell\u2019istituzione divina dei Sacramenti, solennemente affermata dal Concilio di Trento<sup>[7]<\/sup>, vede cos\u00ec il suo naturale sviluppo e la sua autentica interpretazione nella citata affermazione di Sacrosanctum Concilium. I due Concili si trovano quindi in complementare sintonia <strong>nel dichiarare l\u2019assoluta indisponibilit\u00e0 del settenario sacramentale all\u2019azione della Chiesa<\/strong>. I Sacramenti, infatti, in quanto istituiti da Ges\u00f9 Cristo, sono affidati alla Chiesa perch\u00e9 siano da essa custoditi. Appare qui evidente che la Chiesa, sebbene sia costituita dallo Spirito Santo interprete della Parola di Dio e <strong>possa in una certa misura determinare i riti<\/strong> che esprimono la grazia sacramentale offerta da Cristo, <strong>non dispone dei fondamenti stessi del suo esistere: la Parola di Dio e i gesti salvifici di Cristo<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Nella identificazione della continuit\u00e0 tra Concilio di Trento e Concilio Vaticano II si formula una &#8220;assoluta indisponibilit\u00e0&#8221; del settenario che sembra affermazione non giustificata n\u00e9 dal caso in questione, n\u00e9 dalla tradizione successiva al Concilio Vaticano II. Se di alcuni sacramenti \u00e8 stata modificata addirittura la &#8220;formula&#8221; (ad es. della unzione dei malati, della ordinazione&#8230;) \u00e8 chiaro che \u00e8 difficile parlare di &#8220;assoluta indisponibilit\u00e0&#8221;. Credo che sia legittimo distinguere modificazioni arbitrarie, che devono essere sempre evitate, e modificazioni ponderate e meditate, che possono darsi ufficialmente, anche se solo a determinate condizioni. In nessun modo la indisponibilit\u00e0 del sacramento significa irrigidimento o minimalismo o formalismo. Guai se ne comprendessimo il senso in queste direzioni.<\/p>\n<p>b) Con bella sintesi, la nota esprime il valore della ministerialit\u00e0 battesimale con questi termini:<\/p>\n<p><em>&#8221;\u00a0il ministro \u00e8 un segno esteriore della sottrazione del Sacramento al nostro disporne e del suo carattere relativo alla Chiesa universale.&#8221;\u00a0<\/em><\/p>\n<p>questo vale per colui che opera &#8220;in persona ecclesiae&#8221; mediante la parola e il gesto. La &#8220;differenza&#8221; del ministro &#8211; ripeto, sia esso chierico o meno, come \u00e8 possibile nel battesimo &#8211; \u00e8 fondamentale perch\u00e9 il battesimo non sia n\u00e9 atto anonimo, n\u00e9 atto di clan familiare o di societ\u00e0 civile. Questa differenza, tuttavia, deve essere distinta dalla azione &#8220;in persona Christi&#8221;, che \u00e8 riservata, nella tradizione, soltanto alla presidenza eucaristica. Di qui il terzo punto significativo e che solleva qualche disagio.<\/p>\n<p>c) Una terza affermazione-chiave della Nota ha il seguente tenore:<\/p>\n<p><em>&#8220;Quando il ministro dice \u00abIo ti battezzo\u2026\u00bb non parla come un funzionario che svolge un ruolo affidatogli, ma opera ministerialmente come segno-presenza di Cristo, che agisce nel suo Corpo, donando la sua grazia e rendendo quella concreta assemblea liturgica manifestazione \u00abdella genuina natura della vera Chiesa\u00bb<sup>[11]<\/sup>, in quanto \u00able azioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che \u00e8 sacramento di unit\u00e0, cio\u00e8 popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei vescovi\u00bb<sup>[12]<\/sup>.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questa ariosa ricostruzione sembra lasciare un poco in secondo piano il fatto che &#8220;ministro del battesimo&#8221; pu\u00f2 essere chiunque nella Chiesa, persino un non battezzato. Per questo la tradizione ha sempre sottolineato che chi battezza agisce &#8220;in persona ministri&#8221;, non &#8220;in persona Christi&#8221;. Il testo della Congregazione sembra sovrapporre immediatamente il &#8220;ministro del battesimo&#8221; con il &#8220;presbitero\/vescovo&#8221;. Questa differenza tra battesimo ed eucaristia, che a sua volta deve essere custodita, permette di salvaguardare il carattere comunitario della celebrazione, ma non consiglia di sovraesporre il ministro pi\u00f9 del dovuto, proprio perch\u00e9 la formula &#8211; medesima &#8211; pu\u00f2 stare sulla bocca di un vescovo, ma anche sulla bocca di una ostetrica. La tradizione, che conosce bene queste differenze, avrebbe forse consigliato una formulazione meno drastica della identificazione cristologica del ministro, insieme ad una considerazione meno rigida della articolazione ministeriale nella pastorale battesimale.<\/p>\n<p>Dunque \u00e8 del tutto vero che non siamo noi i padroni della tradizione e che non possiamo manipolarla a nostro piacimento. Tanto meno possiamo piegare le formule ecclesiali alla assolutizzazione delle relazioni familiari o comunitarie. Ma la relativa (non assoluta) indisponibilit\u00e0 con cui la Chiesa custodisce la tradizione battesimale trova nella dinamica ministro\/assemblea una verit\u00e0 in cui l'&#8221;io&#8221; che battezza agisce &#8220;in persona ministri&#8221; &#8211; come ministro chiamato alla azione ecclesiale &#8211; e solo cos\u00ec trova in Cristo e nella Chiesa la sua verit\u00e0 piena. In un sacramento non c&#8217;\u00e8 solo la &#8220;formula&#8221; e il suo &#8220;ministro&#8221;, ma c&#8217;\u00e8 una &#8220;forma rituale&#8221; che, a partire dal Concilio Vaticano II, abbiamo riscoperto come &#8220;fonte e culmine&#8221; di significato e di verit\u00e0. Questa &#8220;forma rituale&#8221;, che comprende la formula, \u00e8 fatta per\u00f2 anche di gesti, di canti, di silenzi, di posizioni nello spazio e nel tempo, di tutte le altre parole, prima e dopo la formula.\u00a0\u00a0Dunque, si potrebbe dire, il &#8220;noi&#8221; non sostituisce l'&#8221;io&#8221; della formula sacramentale, purch\u00e9 nella &#8220;forma rituale&#8221; del sacramento si sappia passare dall'&#8221;io&#8221; al &#8220;noi&#8221; del popolo santo radunato, sotto la guida dei pastori. Ci\u00f2 che la formula non dice e non pu\u00f2 dire, il rito lo compie e lo deve mostrare, con tutta la molteplicit\u00e0 dei suoi codici verbali e non verbali. Il fondamento della tradizione\u00a0 da custodire sta anche in questa preziosa riscoperta della sua forma rituale, che si pone certo nella formula, ma anche, e stabilmente, al di qua e al di l\u00e0 della formula.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 consuetudine delle congregazioni, pu\u00f2 accadere che a &#8220;casi controversi&#8221;, sollevati dalla esperienza ecclesiale e proposti alla attenzione della curia romana, ogni congregazione dia una breve risposta, che solitamente prende la forma lapidaria di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15784"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15784"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15784\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15790,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15784\/revisions\/15790"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}