{"id":15764,"date":"2020-07-31T22:15:13","date_gmt":"2020-07-31T20:15:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15764"},"modified":"2020-07-31T22:15:13","modified_gmt":"2020-07-31T20:15:13","slug":"futuro-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/futuro-presente\/","title":{"rendered":"Futuro presente"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSi vede e si sente ci\u00f2 che si \u00e8 preparati a vedere e a sentire e, al tempo stesso, si prepara con le proprie parole un immaginario futuro accresciuto\u00bb [Luigi Mascilli Migliorini, <em>Napoleone<\/em>, Salerno Editrice 2014, p. 358]. La vita \u00e8 intrecciata di aspettative che la rendono familiare anche quando le aspettative non si realizzano o addirittura si traducono nel loro opposto, come nel caso della conquista napoleonica di Mosca, alla quale si riferisce il brano. Ma Covid-19, divenuto pandemia per colpevole distrazione\/ignoranza\/stupidit\u00e0 dei potenti del mondo, travolge ogni aspettativa e, \u00abfinch\u00e9 il virus non verr\u00e0 eliminato, una sola cosa certa si pu\u00f2 dire sulla ripresa: sar\u00e0 una metamorfosi\u00bb [\u00abHow to feel better. Some economies are bouncing back. But recoveries can easily go wrong\u00bb, <em>The Economist This Week<\/em>, 11\/07\/20, online]. Metamorfosi: \u00abcambiamento, modificazione in genere, nell\u2019aspetto, nel carattere, nella condotta, nell\u2019atteggiamento morale o spirituale d\u2019una persona, ecc.\u00bb [Treccani].<br \/>\nMetamorfosi del mondo in pandemia. \u00abLa crisi del coronavirus rivela anzitutto la forte porosit\u00e0 delle frontiere del rischio. \u00c8 quando esce dall\u2019ambito sanitario per estendersi all\u2019ambito economico e finanziario, diventando poi un rischio di natura sociale o addirittura politica, che esso compie da s\u00e9 la muta. Il rischio diviene allora incertezza radicale, di fronte a cui la previsione, che normalmente pu\u00f2 avere il ruolo di riduttore delle incertezze attese, si ritrova impotente. Mancano i richiami a crisi precedenti, potenziali punti di riferimento e, pi\u00f9 che una previsione precisa, ragionevolmente si possono offrire solo ordini di grandezza. Sono questi ordini di grandezza a rendere possibile la mutazione del rischio. Pi\u00f9 che ipotesi tratte da casi di crisi precedenti con genesi simile, il lavoro di previsione cerca di individuare i meccanismi possibili a seguito di uno choc recessivo di qualsiasi origine\u00bb. \u00abIn quanto perdita di reddito condivisa tra agenti economici, una recessione si traduce in modificazioni comportamentali, specie nelle scelte imprenditoriali di investimento e occupazione. Lo choc economico si muta allora in rischio sociale di esclusione crescente\u00bb [Denis Ferrand, Christian Schmidt, Philippe Trainar, \u00abLe coronavirus illustre le ph\u00e9nom\u00e8ne social de l\u2019expansion de l\u2019univers des risques\u00bb, <em>Le Monde. Les d\u00e9bats \u00e9co<\/em>, 11\/07\/20, online].<br \/>\nOrganizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e Banca Mondiale hanno per anni allertato i governi nazionali sul rischio di un nuovo Coronavirus e sulle ricadute sanitarie e economiche, ma sono state ignorate, bench\u00e9 negli ultimi mesi di presidenza Obama annunciasse pubblicamente la necessit\u00e0 di monitorare, prevenire, combattere globalmente il nuovo Coronavirus e il rischio di pandemia.<br \/>\n\u00abViviamo in societ\u00e0 completamente plasmate dalla scienza e dalla tecnica, ma governate da uomini e donne per lo pi\u00f9 analfabeti in materia. Non \u00e8 che non dispongano della cosiddetta informazione scientifica. L\u2019informazione possono trovarla, loro o i loro consiglieri, nei rapporti, libri, documenti redatti dagli esperti o riprodotti da Wikipedia e qualche emittente radio. Non \u00e8 di questo che si tratta. Non dipende neppure dalla loro formazione puramente letteraria o manageriale \u2013 si pu\u00f2 essere grandi letterati e interessarsi alle idee della scienza. Il problema \u00e8 molto pi\u00f9 a monte e viene dal fatto che la scienza non diventa cultura. E di questo molti sono responsabili, a cominciare dagli stessi scienziati\u00bb.<br \/>\n\u00abIn un libro pubblicato nel 2012, prevedevo che la pietra d\u2019inciampo del pensiero economico, la pietra di scandalo su cui esso uccider\u00e0 e tirer\u00e0 le cuoia, sar\u00e0 l\u2019economia della sanit\u00e0. \u00c8 probabilmente nel modo in cui gli economisti trattano la questione della morte che si rivela al meglio questa incredibile insensibilit\u00e0, che ne caratterizza la professione, agli elementi pi\u00f9 essenziali della condizione umana. La crisi attuale lo illustra in maniera sconvolgente\u00bb. \u00abIl compianto Kenneth Boulding (1910-1993), economista raramente citato e tuttavia prezioso, ha avuto queste parole: \u201cChi crede che una crescita esponenziale possa continuare indefinitamente in un mondo finito \u00e8 pazzo, o economista\u201d\u00bb [Antoine Reverchon, \u00abYann Legendre: Si nous sommes la seule cause des maux qui nous frappent, alors notre responsabilit\u00e9 devient d\u00e9mesur\u00e9e\u00bb, <em>Le Monde. Les d\u00e9bats \u00e9co<\/em>, 11\/07\/20, online].<br \/>\nL\u2019UE \u00e8 la sola istituzione di governo al mondo che dimostra di sapere e soprattutto volere imparare la lezione della pandemia Covid-19 e della sua ipoteca sulla nostra vita e sulle sue basi economiche, che sono un mezzo e non un fine in s\u00e9, magari a costo della vita, come afferma tra altri il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, con \u00abparole scelte: \u201cSiamo spiacenti dei disastri che il virus compie tra gli anziani, ma bisogna pure che muoiano di qualcosa\u201d\u00bb [Bruno Meyerfeld, \u00abAu Br\u00e9sil, Bolsonaro utilise \u00e0 son avantage la crise du Covid-19\u00bb, <em>Le Monde International<\/em>, 24\/06\/20, online]. Nel ripudio della polis, e della politica, \u00abla pandemia produce ci\u00f2 di cui il presidente brasiliano ha pi\u00f9 bisogno: il caos, che gli ha permesso di rinsaldare il suo governo e ri-mobilitare la sua base\u00bb [ivi].<br \/>\nA noi cittadini europei \u2013 in quanto cittadini, per dire, milanesi\/lombardi\/italiani \u2013 spetta pensare e agire in modo coerente e contemperare nel quotidiano i valori della vita con le sue basi materiali in un mondo di risorse finite, anzitutto noi esseri umani, troppi a giudizio degli imperdonabili peccatori contro lo spirito, incapaci di capire la nostra specificit\u00e0 di esseri sociali ma unici e irripetibili, da loro invece ammassati nella falsa e mortifera immagine del gregge, condannata in modo irrevocabile da Covid-19 alla pena di morte (nostra). Questa specificit\u00e0 umana \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che ci \u00e8 affidata.<br \/>\n\u00abLa civilt\u00e0 europea si \u00e8 formata nel medioevo. Non basta dire che \u00e8 scaturita spontaneamente, inevitabilmente dalla geografia fisica e umana che portava all\u2019unit\u00e0 dei paesi europei. Se noi, moderni, ci siamo abituati a individuare sul planisfero una vasta regione naturale che si estende dal Portogallo alla Russia e dall\u2019Artico al Mediterraneo, gli antichi vi scorgevano altrettanto chiaramente un\u2019altra regione naturale, che aveva il Mediterraneo al centro e, per confini, il Reno e il Danubio a settentrione, i grandi deserti a mezzogiorno. In entrambi i casi, si tratta di popoli disparati, ma ravvicinati da una cultura comune. La scelta che questi popoli hanno fatto, tra le diverse possibilit\u00e0 offerte dalla geografia, \u00e8 innanzi tutto un fatto dello spirito. Non deve molto, o per lo meno non deve tutto, alle condizioni materiali che l\u2019hanno accompagnata. Tuttavia, nulla sarebbe pi\u00f9 artificiale, e quindi pi\u00f9 falso, che tratteggiare il ritratto di un\u2019epoca trascurando le risorse materiali. Ci\u00f2 che il medioevo vedeva come un duello tra lo spirito e la carne, tra l\u2019anima e il corpo, \u00e8 ai nostri occhi il dialogo incessante della storia intellettuale e della storia economica\u00bb. \u00abChe i popoli d\u2019Europa abbiano potuto trovare, in fondo alla china che li aveva visti scivolare nei primi cinquecento anni del medioevo, l\u2019energia necessaria per costruire una societ\u00e0 nuova, pi\u00f9 prospera e meno disuguale dell\u2019antica, \u00e8 un fatto non meno importante che la creazione di una unit\u00e0 culturale nuova e durevole\u00bb [Roberto S. Lopez, <em>Nascita dell\u2019Europa<\/em>, tr.it. il Saggiatore 2004, p. 4].<br \/>\n\u00abNella storia europea, volta a volta un popolo \u00e8 stato l\u2019antesignano, ha portato la fiaccola della civilt\u00e0: ma tutti quelli che sentivamo veramente come Europa sono stati, almeno in un punto e in un momento antesignani e hanno dato agli altri. Francesi e Italiani, Tedeschi e Inglesi, Spagnuoli e Svizzeri e Olandesi e Polacchi e Scandinavi, tutti hanno aggiunto qualcosa di proprio al gran bene comune: quasi una famiglia i cui membri debbono contribuire, sia pure in diverse proporzioni, ad accrescere il possesso comune\u00bb [Federico Chabod, <em>Storia dell\u2019idea d\u2019Europa<\/em>, Laterza 1995, p. 167]. \u00abParlando dell\u2019idea di nazione, abbiamo visto come due fossero i modi di considerare la nazione: dal punto di vista \u201cnaturalistico\u201d l\u2019uno (e lo sbocco fatale ne sar\u00e0 il razzismo); dal punto di vista \u201cvolontaristico\u201d l\u2019altro. Ora, il senso europeo \u00e8 tutto costituito da volontarismo, non da naturalismo\u00bb. \u00abIndustria, commercio, lo stesso tempo (necessario appunto quando si devono cogliere i frutti della attivit\u00e0 umana, pi\u00f9 lenta della natura): sono tutti fattori non naturalistici\u00bb. \u00abIl senso europeo \u00e8 senso di solidariet\u00e0 morale e connessione spirituale, non di solidariet\u00e0 razzistica\u00bb [ivi, p. 171]. \u00abNel formarsi del concetto d\u2019Europa e del sentimento europeo, i fattori culturali e morali hanno avuto, nel periodo decisivo di quella formazione, preminenza assoluta, anzi esclusiva\u00bb [ivi].<br \/>\nIn epigrafe a <em>Preistoria degli Stati Uniti d\u2019Europa<\/em> [Giuffr\u00e9 Editore 1960], Achille Albonetti cita Giovanni, VIII, 32: \u00ab\u2026 e la verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\u00bb, criterio risolutore di ogni crisi, ora della metamorfosi di cui scrive <em>The Economist<\/em>, in cui piano personale e piano politico sono inestricabilmente intrecciati e il loro intreccio \u00e8 innegabile. Con umilt\u00e0, qui non si tratta di verit\u00e0 ultime, ma di evidenze storiche, come Achille Albonetti gi\u00e0 sessant\u2019anni fa notava profeticamente \u2013 tuttora una profezia nel contesto Brexit, Covid-19, metamorfosi mondiale \u2013 che \u00abgli inglesi sono sempre stati maestri dell\u2019empirismo e saranno i primi a prendere atto della costruzione dell\u2019Europa e ne trarranno le conseguenze. Vale la pena di ricordare quanto scriveva Emerson: gli inglesi non credono alle ideologie, ma baciano la polvere di fronte ai fatti!\u00bb [ivi, p. 307]. E ancora, \u00abgli europeisti non hanno mai nascosto che l\u2019unificazione dell\u2019Europa \u00e8 un fine eminentemente politico, e che questo fine si riassume nell\u2019esigenza di fare dell\u2019Europa una potenza, che possa reggere al confronto con gli Stati Uniti, con la Russia sovietica e domani [oggi, ndr] con la Cina e l\u2019India. \u00c8 questa l\u2019era degli Stati-continente, delle grandi potenze, dei grandi mercati e dei vasti spazi\u00bb [ivi, p. 315]. Perch\u00e9 \u00abper vivere liberi \u00e8 necessario unirsi e per unirsi occorre volerlo. Gli Stati Uniti d\u2019Europa non sono lontani se gli europei lo vorranno e lo vorranno fortemente\u00bb [ivi, p. 325]. Agire di conseguenza ci render\u00e0 liberi.<br \/>\nAltra evidenza storica che ci far\u00e0 liberi \u00e8 il passaggio generazionale indotto da Covid-19 nel pensiero economico: i governi \u00abspendono e si indebitano a scala impensabile a inizio anno, per tutelare finanze aziendali e posti di lavoro. Un\u2019era probabilmente destinata a durare. Crea opportunit\u00e0, soprattutto per migliori infrastrutture e assistenza sanitaria. Ma comporta anche pericoli. Anche se l\u2019inflazione resta bassa, uno stato pi\u00f9 grande \u00e8 incline a diventare preda di lobbisti e cricche\u00bb [\u00abWeek in charts. Europe\u2019s deal, America\u2019s disunity\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, 25\/07\/20, online]. L\u2019UE politicamente integrata fa liberi, in particolare, noi italiani tutelando il nostro straordinario risparmio familiare, sotto tiro di sovranisti e malavitosi nostrani e globali \u2013 un tutt\u2019uno? \u2013 anche con la balorda scusa di fare da soli nel mondo in metamorfosi, sapendo inoltre che, \u00aba dire il vero, non possiamo affatto dimostrare che un assortimento di democrazie europee pienamente sovrane, vasto come un continente, si comporterebbe in modo tanto pacifico, se non esistesse l\u2019Unione europea. Potrebbe, forse. Ve la sentireste di rischiare?\u00bb [Timothy Garton Ash, <em>Free World<\/em>, tr.it. Mondadori 2006, pp. 211-2].<br \/>\n<strong>Futuro presente<\/strong> \u00e8 l\u2019Europa in transizione verso l\u2019UE federale e solidale per scelta morale, non per genocida comunit\u00e0 razziale. Per dire, milanesi\/lombardi\/italiani siamo pi\u00f9 di una citt\u00e0\/provincia\/regione con (polimorfi) linguaggi e di una nazione, linguisticamente unita ma con frastagliatissimi interessi. Persone solidali, nel presente condiviso lavoriamo a un futuro condiviso senza l\u2019autoreferenzialit\u00e0 di moda anche tra \u00abla giovent\u00f9 dorata della Padania a Milano Marittima\u00bb [Marco Cremonesi, <em>Corriere della Sera<\/em>, 22\/07\/2020, p. 26]: \u00ab\u201cCerto che ci vado. E perch\u00e9 non dovrei?\u201d Nemmeno ci ha pensato, Matteo Salvini. A rinunciare alla diletta Milano Marittima. Il meno che si possa dire \u00e8 che l\u2019anno scorso la tradizionale vacanza sulla Riviera romagnola non gli ha portato benissimo: dopo meno di venti giorni dall\u2019inno nazionale in versione Papeete si chiudeva il primo governo Conte e la sua esperienza al Viminale. Cinque mesi ancora, e falliva il tentativo di espugnare l\u2019Emilia Romagna con Lucia Bergonzoni. In realt\u00e0, i suoi amici pi\u00f9 stretti neppure gli hanno sconsigliato la vacanza. Sapevano che sarebbe stato tempo perso: \u201c\u00c8 un tipico meccanismo mentale di Matteo \u2013 spiega un suo pluridecennale amico \u2013. Se fa qualcosa che si rivela un errore, poi lui la ripete. Come se il bis potesse dimostrare che anche la prima volta era andata bene\u201d\u00bb.<br \/>\nIl futuro presente dell\u2019Europa politicamente adulta non esiste per i tanto \u00abpresuntuosi da non voler ammettere di avere sbagliato; sono molti tanto presuntuosi, che si credono tutto sapere, e per questo le non certe cose affermano per certe (Dante)\u00bb [Treccani]. L\u2019UE ha un lavoro importante da fare \u2013 e che solo essa pu\u00f2 fare \u2013 nel nostro mondo agitato da crescenti rivalit\u00e0, ma in cui \u00abil modo migliore di affrontare la pandemia e le sue conseguenze economiche \u00e8 su scala mondiale. Cos\u00ec pure per il crimine organizzato e il cambiamento climatico. Gli anni 1920 hanno mostrato ci\u00f2 che accade quando le grandi potenze si limitano a cercare vantaggi dai guai altrui\u00bb [\u00abIs China winning?\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 16-22\/04\/20, online]. Cent\u2019anni dopo, le grandi potenze cercano di nuovo vantaggi solo dai guai altrui e permettono a un\u2019infezione virale annunciata di trasformarsi in pandemia fuori controllo. Un crimine contro l\u2019umanit\u00e0, alla lettera.<br \/>\nDobbiamo lavorare sodo e riflettere prima di agire, personalmente e insieme, ciascuno con le sue responsabilit\u00e0, inclusi i piccoli che guardano agli adulti per imparare e gli anziani che nei piccoli e nei giovani leggono i segni del futuro, non a dispetto bens\u00ec a motivo della pandemia Covid-19. Detto in prosa, \u00abla solidariet\u00e0 europea che fa bene allo spread\u00bb [Marcello Minenna, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 26\/07\/20, p. 1]. Buon lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSi vede e si sente ci\u00f2 che si \u00e8 preparati a vedere e a sentire e, al tempo stesso, si prepara con le proprie parole un immaginario futuro accresciuto\u00bb [Luigi Mascilli Migliorini, Napoleone, Salerno Editrice&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15764"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15764"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15766,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15764\/revisions\/15766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}